Marco Belpoliti

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Marco Belpoliti (Reggio nell'Emilia, 1954) è uno scrittore, critico letterario e professore universitario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marco Belpoliti si laurea presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna nel 1978, discutendo una tesi in Semiotica con Umberto Eco. Insegna Sociologia della letteratura, Letteratura italiana e arti visuali presso l'Università di Bergamo.

Nel 1981 ha fondato, insieme ad altri, la rivista In forma di parole e la casa editrice Elitropia. Ha collaborato a Nuovi Argomenti durante gli anni ottanta. Dal 1981 collabora stabilmente alle pagine culturali del quotidiano il manifesto, e in particolare all'inserto Alias.

Nel 1986 il suo racconto "Confine: vite immaginarie del clown" diventa uno spettacolo per la regia di Marco Martinelli, interprete Ermanna Montanari, che insieme a Cosetta Gardini cura anche la scenografia, produzione Teatro delle Albe.

Dal 1991 è condirettore della rivista Riga, edita prima da Marcos y Marcos e poi da Quodlibet, dove ha curato tra gli altri numeri dedicati a Antonio Delfini, Italo Calvino, Primo Levi, Alberto Arbasino, Alberto Giacometti, Saul Steinberg, Giorgio Manganelli, Piero Camporesi, Gianni Celati e Furio Jesi.

Dal 1998 collabora alle pagine culturali del quotidiano La Stampa. Dal 2000 collabora al settimanale L'espresso con una rubrica di recensioni librarie.

Nel 1997 ha curato l'edizione critica delle Opere di Primo Levi uscita presso Einaudi, e successivamente, dello stesso autore, una serie di volumi: Conversazioni e interviste 1963-1987; L'ultimo Natale di guerra (racconti sparsi e ritrovati); L'asimmetria e la vita 1955-87 (raccolta di articoli comparsi su giornali e riviste); Tutti i racconti. Nel 1998 ha pubblicato un volume dedicato a Primo Levi per l'editore Bruno Mondadori, nella collana di monografie dedicate a scrittori da lui diretta.

Ha introdotto opere di Enzo Fabbrini, Massimo Antonaci, Gianluigi Ricuperati, Marshall McLuhan, Vladimir Nabokov, Giorgio Manganelli (Mammifero italiano), Antonio Mottolese, Rosanna Bianchi Piccoli, Giuliano Della Casa, Cicerone e altri; e ha collaborato alla sceneggiatura di un film di Davide Ferrario sul ritorno di Levi a casa (La strada di Levi). Il film è stato oggetto di studio[1][2], sia in riferimento al libro di Levi da cui è stato tratto, che dal film La Tregua di Francesco Rosi del 1997. Osserva Eirene Campagna: "Nel film, ancora più che nel libro, si ritrova molto l’immagine dell’Europa Centrale come costellazione di piccole patrie, piccole identità che si confrontano in un pullulare di storie che si intersecano, si accavallano, si contrastano.", ed poi: "Questo è un film sulla memoria dell’Europa, in cui si incontrano tutte le possibili rovine: quelle del nazismo e quelle del comunismo, le rovine di un sistema industriale, del capitalismo di stato, la rovina della scienza e della tecnologia."

A partire dal 2008, ha pubblicato diversi libri incentrati sulla lettura per immagini di un leader politico. Il primo è La foto di Moro (ed. Nottetempo, 2008) sulle fotografie della prigionia e uccisione del Primo Ministro Aldo Moro nel 1978. Lo stesso tema verrà poi esteso in Da quella prigione. Moro, Warhol e le Brigate Rosse (ed. Guanda, 2012). Nel 2009, invece, Il corpo del capo (ed. Guanda, 2009) è incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi, mentre, nel 2012, La canottiera di Bossi (ed. Guanda, 2012) ha indagto immagini del leader della Lega Umberto Bossi.

Fondatore e direttore editoriale con Stefano Chiodi del sito culturale Doppiozero. Da novembre 2012 a marzo 2013 ha realizzato un progetto da lui ideato sulle fiabe italiane (#00fiabit) sul canale twitter di doppiozero dedicato alla narrazione seriale (@00SerialTw): ha disegnato le 100 fiabe italiane (le stesse riprese anche da Italo Calvino) e le ha riscritte ogni giorno per 100 giorni in 140 caratteri.

Nel 2014 inizia un'indagine sul terrorismo suicida prima con il saggio: L'età dell'estremismo (ed. Guanda, 2014), seguito da: Chi sono i terroristi suicidi? (ed. Guanda, 2017). Questi libri hanno favorito un ampio dibattito mediatico[3][4].

L'attività critica su Primo Levi[5][6], iniziata molti anni prima, prosegue nel 2015 con il saggio: Primo Levi. Di fronte e di profilo (ed. Guanda, 2015). Viene definito dalla critica un libro mosaico o libro enciclopedia, perché indaga in modo innovativo le tante facce di Levi e ne fornisce un prezioso strumento di avvicinamento, o di indagine. Negli anni successivi, Belpoliti cura per Einaudi una nuova edizione delle Opere Complete di Primo Levi, con i primi due volumi apparsi nel 2016 ed il terzo nel 2017. Queste opere[7] sono il riferimento indiscusso a cui si appoggiano tutti gli studi critici su Primo Levi.

Collabora a La Repubblica da maggio 2016.

In data 28 gennaio 2021, tiene una conferenza incentrata sulla figura di Primo Levi per il Liceo Calini.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio R. Daniele, Sopravvivere nel documentario. Il “corridoio” della storia e della me-moria nella Strada di Levi di Davide Ferrario e Marco Belpoliti (PDF), in DEP - Univ. Ca' Foscari Venezia, n. 29, gennaio 2015, pp. 81-96. URL consultato il 28 dicembre 2020.
  2. ^ Eirene Campagna, Primo Levi sullo schermo: un confronto tra testo e immagini (PDF), in Proceeding of the AATI Conference in Cagliari, 20-25 giugno 2018, ISSN 2475-5427 (WC · ACNP). URL consultato il 28 dicembre 2020.
  3. ^ La malintesa purezza dei terroristi suicidi, su lastampa.it, 6 aprile 2018. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  4. ^ Quei terroristi in cerca di una santificazione - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  5. ^ Frediano Sessi, Perché studiare Primo Levi?, su Doppiozero, 7 aprile 2019. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  6. ^ Le parole di Primo Levi: il mestiere di scrittore, su la Repubblica, 21 giugno 2019. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  7. ^ Intervista a Marco Belpoliti | Centro Internazionale di Studi Primo Levi, su www.primolevi.it. URL consultato il 27 dicembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN113260538 · ISNI (EN0000 0001 2148 1745 · SBN IT\ICCU\CFIV\007264 · LCCN (ENnr91033475 · GND (DE121438872 · BNF (FRcb12163556k (data) · NDL (ENJA00765286 · WorldCat Identities (ENlccn-nr91033475