Melania Gaia Mazzucco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Melania Mazzucco)
Melania Gaia Mazzucco
Premio Premio Strega 2003

Melania Gaia Mazzucco (Roma, 6 ottobre 1966[1]) è una scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni giovanili e la formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Roma, figlia secondogenita di Andreina Ciapparoni e Roberto Mazzucco, anch'egli scrittore. Trascorre l'infanzia tra istituti per la riabilitazione dei bambini, palestre, campi sportivi di Monte Mario (come ginnasta e pallavolista) e teatri off di Trastevere, dove il padre allestisce i suoi spettacoli. Dopo studi classici al Liceo Mamiani nel 1992 si laurea in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea presso l'Università la Sapienza di Roma. Fra il 1988 e il 1990 frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, e si diploma in sceneggiatura, dopo aver seguito saltuariamente anche i corsi di montaggio, costume, e fotografia. Esordisce nella narrativa nel 1992, con il racconto Seval, pubblicato sulla rivista Nuovi Argomenti. Fra il 1995 e il 2002 collabora con l'Enciclopedia Treccani, come redattrice della sezione Letteratura e Spettacolo. Nel 1995 scrive, con Luigi Guarnieri, Una pallida felicità. Un anno nella vita di Giovanni Pascoli, vincendo il concorso per opere teatrali inedite indetto dal Teatro Stabile di Torino. La commedia, prodotta dal Teatro Stabile di Torino per la regia di Walter Pagliaro, vince nel 1996 la Medaglia d'oro IDI come miglior opera drammatica italiana.

I primi romanzi e i radiodrammi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 pubblica il suo primo romanzo, Il bacio della Medusa (Baldini & Castoldi), finalista al Premio Strega 1996 e vincitore dell'Oplonti d'argento per l'opera prima. A questo fanno seguito il romanzo La camera di Baltus (Baldini & Castoldi, 1998), di argomento storico-artistico,[2] anch'esso finalista al Premio Strega, e Lei così amata (Rizzoli, 2000), romanzo documentario sulla vita di Annemarie Schwarzenbach, scrittrice, reporter e fotografa svizzera deceduta nel 1942.[3] Il romanzo vince tra l'altro il Superpremio Vittorini, il Premio Napoli e il Premio Bari per la narrativa. Di Annemarie Schwarzenbach in seguito tradurrà la raccolta di racconti orientali La gabbia dei falconi (2007) e ne curerà l'edizione italiana.

Fra il 1997 e il 2001 scrive svariati atti unici e radiodrammi a puntate per Radio Rai, Radio 2 e Radio 3, fra cui La vita assassina (1997), Requiem per la famosa scrittrice Mila B. (1998), Blunotte e Eros per Tre (con Luigi Guarnieri, 1998 e 1999), Dhulan - La sposa (2000), Vita da chef (2001, documentario). Con la regia di Wilma Labate e l'interpretazione di Valerio Binasco, Dhulan - La sposa vince nel 2001 il Prix Italia per il miglior radiodramma europeo e viene radiodiffuso in 7 paesi.

Vita e la conquista del Premio Strega[modifica | modifica wikitesto]

Del 2003 è il romanzo Vita, che reinventa in chiave fantastica e picaresca la vera storia di emigrazione in America del nonno paterno Diamante e dei suoi amici.[4][5] Vincitore del Premio Strega, Vita ha grande fortuna anche all'estero.[6][7] In Spagna ottiene il Premio internazionale Arcebispo Juan de San Clemente di Santiago de Compostela per il miglior romanzo straniero (2004-2005); in Canada è Globe and Mail Book of the Year nel 2005; negli Stati Uniti è segnalato come New York Times Book Review editor's choice ed è incluso da Publishers Weekly tra i migliori dieci romanzi dell'anno, unico non in lingua inglese.

Da Un giorno perfetto a Limbo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 pubblica Un giorno perfetto (Premio Hemingway e Premio Roma), romanzo corale che racconta ventiquattro ore nella vita di una dozzina di personaggi nella Roma contemporanea.[8] Nel 2009 il libro diventa un film, prodotto da Fandango per la regia di Ferzan Özpetek, con Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari e Stefania Sandrelli.

Le due opere successive sono dedicate alle vite del pittore veneziano Tintoretto e di sua figlia Marietta. Del 2008 è il romanzo La lunga attesa dell'angelo (Premio Bagutta, Premio Scanno, Premio dei lettori Biblioteche di Roma). Esce invece nel 2009 la biografia Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana, con cui l'autrice si aggiudica Premio Benedetto Croce, Premio Pozzale Luigi Russo, Premio Palmi e Premio Comisso per la saggistica.[9][10]

Nel 2011 seguono altri due importanti riconoscimenti, il Premio Viareggio-Tobino alla carriera e il Premio De Sica per la letteratura, prima del ritorno al romanzo con Einaudi nel 2012. Nel mese di marzo esce Limbo, storia di una donna, maresciallo sottufficiale degli Alpini, reduce da una drammatica missione in Afghanistan (Premio Elsa Morante per la narrativa, Premio Bottari Lattes Grinzane, Premio Giacomo Matteotti).[11][12] Sempre nel 2012 pubblica con Einaudi il romanzo Il bassotto e la Regina (Premio Frignano - sezione Ragazzi).

Nel 2013 pubblica il romanzo Sei come sei.

Nel 2016 riceve il Dante d'oro, premio letterario conferitole dal circolo di Bocconi d'Inchiostro, in riconoscimento del suo contributo alla letteratura contemporanea. Per l'occasione, le è dedicata una serata d'onore presso l'Università Bocconi.

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997 Melania G. Mazzucco ha scritto articoli, reportage e racconti per il manifesto, Nuovi Argomenti, Il Messaggero, Il Sole 24 ORE, The New York Times, El País, la Repubblica, di cui è collaboratrice. I suoi romanzi sono tradotti in 23 paesi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il bacio della Medusa, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-092-1.
  2. La camera di Baltus, Milano, Baldini & Castoldi, 1998. ISBN 88-8089-335-1.
  3. Lei così amata, Milano, Rizzoli, 2000. ISBN 88-17-86311-4.
  4. Vita, Milano, Rizzoli, 2003. ISBN 88-17-87162-1.
  5. Un giorno perfetto, Milano, Rizzoli, 2005. ISBN 88-17-00727-7.
  6. Un giorno da cani, Milano, Corriere della Sera, 2007.
  7. La lunga attesa dell'angelo, Milano, Rizzoli, 2008, ISBN 978-88-17-02585-0.
  8. La storia di Re Lear, Torino-Roma, Scuola Holden-La Biblioteca di Repubblica-L'Espresso, 2011. ISBN 978-88-8371-349-1.
  9. Limbo, Torino, Einaudi, 2012. ISBN 978-88-06-20938-4.
  10. Il bassotto e la Regina, Torino, Einaudi, 2012. ISBN 978-88-06-21446-3.
  11. Sei come sei, Torino, Einaudi, 2013. ISBN 978-88-06-20946-9.
  12. Io sono con te. Storia di Brigitte, Torino, Einaudi, 2016. ISBN 978-88-06-23253-5.

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • La vita assassina, radiodramma, Rai Eri, 1997, ISBN 88-397-0989-4;
  • Blu notte, originale radiofonico in 30 puntate (con Luigi Guarnieri), Rai Eri, 2001, ISBN 88-397-1148-1;
  • "Ricordandosi della sua misericordia". In Rosetta Stella (a cura di), Sul Magnificat, Marietti, 2001, ISBN 88-211-8511-7, pp. 233–244;
  • "Loro". In Benedetta Centovalli (a cura di), Patrie impure: Italia, autoritratto a più voci, Rizzoli, 2003, ISBN 88-17-87107-9, pp. 107–119;
  • L'anno marziano o Il compleanno della tigre, edizione non commerciale, Telecom, 2004;
  • Il sogno svanito di un italiano rispettoso della legge, Corriere della Sera, 12 settembre 2004, p. 33[13];
  • Io sono uno scrittore. Omaggio a L'isola di Arturo di Elsa Morante, edizione non commerciale, Telecom, 2005;
  • "Eccomi qui immortale". Introduzione a Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, BUR, 2006, ISBN 88-17-01154-1, pp. 5–19;
  • "Le persone che incontri in sogno". In AA.VV., Leggere Roma, Fandango, 2006, ISBN 88-6044-018-1, pp. 53–63;
  • "L'ultima partita della signora B.". In AA.VV., Azzurri. Scrittori italiani raccontano il mito della Nazionale, Rizzoli, 2006, ISBN 88-17-01183-5, pp. 77–93;
  • "John Fante: l'arte della fame". Introduzione a John Fante, La grande fame, Einaudi, 2007, ISBN 978-88-06-17139-1, pp. V-XXIII;
  • Prefazione a Paula Fox, Il vestito della festa, Fazi Editore, 2007, ISBN 978-88-8112-805-1, pp. 7–9;
  • "La casa della letteratura". In AA.VV., La mia Olanda/Denken aan Holland, Libreria Bonardi, 2007, pp. 146–155;
  • L'uomo che insegnava la vita con un pallone, Corriere della Sera, 21 febbraio 2010, p. 37[14];
  • "I bei resti. Voci dal silenzio". In Andrea Matucci e Simona Micali (a cura di), I colori della narrativa. Studi offerti a Roberto Bigazzi, Aracne Editrice, 2010, ISBN 978-88-548-3479-8, pp. 293–310;
  • "Suor Virginia Maria de Leyva detta Gertrude, monaca di Monza". In AA.VV, Ti vengo a cercare. Interviste impossibili, Einaudi, 2011, ISBN 978-88-06-20745-8, pp. 327–340;
  • "I giorni della passione". Prefazione a Magda Ceccarelli De Grada, Giornale del tempo di guerra. 12 giugno 1940-7 maggio 1945, Il Mulino, 2011, ISBN 978-88-15-23321-9, pp. 7–24;
  • "Tintoretto a Roma". In Notiziario della Banca Popolare di Sondrio, 118, aprile 2012, pp. 112–115;
  • "Una donna pericolosa". Postfazione a Edna Ferber, So Big. Una storia americana, BUR, ISBN 978-88-17-05766-0, 2012;
  • Bellezza e fragilità secondo Piero di Cosimo, il pittore dimenticato che amava gli animali, Il Museo del Mondo, Repubblica, 24 febbraio 2013, p. 64.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Contributi su volume[modifica | modifica wikitesto]

  • Rebecca Wright, Il Bacio della Medusa: Towards a Definition of a Feminist Discussive Space, tesi PHD New York University, 1997;
  • Arnaldo Colasanti, "Melania G. Mazzucco. (Sonata per violoncello)". In Rosebud. Una generazione di scrittori italiani, Quiritta, 2003, ISBN 978-88-8403-016-0, pp. 316–353;
  • Maurizio Dardano, "Narratori di oggi. Mazzucco e Veronesi". In Leggere i romanzi. Lingua e strutture testuali da Verga a Veronesi, Carocci, 2008, ISBN 978-88-430-4422-1, pp. 203–205;
  • Monica Cristina Storini, "Antonio c'est moi? Sul realismo di Un giorno perfetto di Melania G. Mazzucco". In Elisabetta Mondello (a cura di), Roma Noir 2008. “Hannibal the cannibal c'est moi?” Realismo e finzione nel romanzo noir italiano, Robin, 2008, ISBN 978-88-7371-479-8, pp. 107–128;
  • Alberto Asor Rosa, "Narratori di oggi". In Storia europea della letteratura italiana, Einaudi, 2009, III voll., ISBN 978-88-06-16720-2, pp. 607–609;
  • José Luis Espinosa Sales, "Historia y literatura entra Annemarie Schwarzenbach y Melania G. Mazzucco". In María Mercedes González De Sande (a cura di), Scrittrici e figure femminili: letteratura italiana e italo-spagnola, ArciBel 2009, ISBN 978-84-96980-51-8, pp. 175–184:
  • Grazia Nicotra, Ogni libro ne genera un altro. La forma romanzo in Melania Mazzucco, tesi di laurea specialistica in Testo, linguaggi e letterature, Università la Sapienza, anno accademico 2009-2010;
  • Paolo Di Paolo, "Il corpo è una miniera strana. Sulle tracce di Tintoretto". In La fine di qualcosa. Scrittori italiani tra due secoli, Giulio Perrone editore, 2012, ISBN 978-88-6004-242-2, pp. 144–153.

Contributi su rivista[modifica | modifica wikitesto]

  • Laura Di Nicola, "'Il romanzo come genere aperto. Lei così amata". In Narrativa. Le roman italien contemporain, Centre de recherches italiennes, Université Paris X, Nanterre, 20/21, jouin 2001, pp. 35–43;
  • Maddalena Tirabassi, "Melania G. Mazzucco: Vita, una storia di emigrazione vista dall'Italia". In Altreitalie, 26, 2003, gennaio-giugno, pp. 112–115;
  • Mauro Boarelli, "L'utopia del rabdomante". In Novecento, 13, luglio-dicembre 2005, pp. 173–184;
  • Tiziana Migliaccio, "La chiaroveggenza del già vissuto. Melania G. Mazzucco, Lei così amata". In Sincronie. Rivista semestrale di letterature, teatro, e sistemi di pensiero, X, 19, gennaio-giugno 2006, pp. 111–120;
  • Stefania Lucamante, "The Privilege of Memory Goes to the Women: Melania Mazzucco and the Narrative of the Italian Migration". In Modern Languages Notes, 124.1, 2009, pp. 293–315;
  • Stefania Lucamante, "Fine del viaggio per un genio sofferto". In Legendaria, 74, marzo 2009, pp. 45–46;
  • Stefania Lucamante,"The Making and the Unmaking of the Eternal City: A History of Violence in an Everyday Perfect Day". In Annali d'Italianistica, vol. 28, 2010, pp. 375–402.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN100327326 · LCCN: (ENnr96045774 · SBN: IT\ICCU\LO1V\152069 · ISNI: (EN0000 0001 2096 7364 · GND: (DE120912120 · BNF: (FRcb145552262 (data)