Giuseppe Pederiali

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Giuseppe Pederiali

Giuseppe Pederiali, noto anche con lo pseudonimo Rubino Ventura (Finale Emilia, 16 luglio 1937Milano, 3 marzo 2013) è stato uno scrittore, fumettista e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Emiliano di nascita e di cultura, opera nei suoi romanzi un felice impasto tra le fantastiche metamorfosi del reale e i terrestri incantesimi dell'immaginazione spirituale. La sua narrativa combina abilmente la semplicità dell'avventura e l'ambiguità della metafora. Prima di dedicarsi soltanto alla narrativa, ha fatto molti mestieri, dal marinaio al programmatore di computer, al giornalista (ha vinto il Premio Estense con una raccolta di articoli). Da quelle esperienze sono nati i romanzi Marinai e Il lato A della vita. Di grande successo la trilogia fantastica formata dai romanzi Le città del diluvio, Il tesoro del Bigatto e La Compagnia della Selva Bella. Il tesoro del Bigatto è un long-seller da un milione di copie: dal 1980 continua a essere adottato nelle scuole italiane e venduto in libreria nell'edizione tascabile.

Alla vita e alla vicenda sportiva dell'atleta Dorando Pietri ha dedicato il romanzo Il sogno del maratoneta, da cui è stata tratta una serie televisiva omonima con Luigi Lo Cascio, andata in onda su Rai Uno nel 2012.

Alcuni suoi romanzi sono ispirati ai fatti della seconda guerra mondiale: Stella di Piazza Giudìa, I ragazzi di Villa Emma, L'amica italiana. Romanzi storici sono Emiliana, Donna di spade e Una donna per l'inverno.

Sotto il titolo Padania felix ha raccolto saggi e interventi giornalistici (in particolare le Fiabe Padane che pubblicava sul Giorno: racconti o commenti ispirati a tradizioni e a fatti di cronaca).

Ha pubblicato, con grande successo, i volumi di racconti L'Osteria della Fola (Premio letterario Piero Chiara 2002) e Il paese delle amanti giocose.

L'ispettore Camilla Cagliostri è la protagonista dei romanzi thriller Camilla nella nebbia, Camilla e i vizi apparenti, Camilla e il Grande Fratello, Camilla e il Rubacuori.

Saltuariamente ha scritto per il cinema e la televisione. Dal romanzo Venivano dalle stelle è stato tratto il film Luci lontane del 1987, diretto da Aurelio Chiesa, prodotto da Claudio Argento, e interpretato da Tomas Milian e Laura Morante. Ha condotto alla Radio Rai la trasmissione I giorni.

Fu anche prolifico autore di fumetti, in particolare per le case editrici Bonelli, Ediperiodici e Edifumetto, spesso utilizzando lo presudonimo di Rubino Ventura.[1]

Sue opere sono tradotte in Germania, Inghilterra, Russia, Francia e Giappone.

La sua ultima opera pubblicata in vita, il romanzo L'amore secondo Nula, è parzialmente autobiografico e parla del legame affettivo tra lo scrittore emiliano e il suo cane.

È morto il 3 marzo 2013 a Milano a 76 anni all'Ospedale Fatebenefratelli, dopo un mese di coma dovuto a un investimento stradale.[2]

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il critico Giovanni Negri, la narrativa di Pederiali s'inserisce a pieno titolo nella tradizione del fantastico italiano, che è di tipo mediterraneo e solare, differenziandosi dalle atmosfere gotiche e oscure evocate dalla letteratura fantastica ultramontana.[3] La dimensione "topografica", nel senso dei luoghi dove sono ambientate le storie con tutte le connessioni storiche e antropologiche del caso, vi rivestono un ruolo essenziale.[4] Spesso si tratta di un mondo in trasformazione, uscito da una plurimillenaria civiltà contadina per lanciarsi in una modernità ipertecnologica.[5] I due pilastri su cui poggia la base culturale e letteraria dei suoi romanzi, anche quelli di tipo più realistico, sono da una parte la tradizione popolare e dall'altra la ricerca storica, che ha alcuni periodi particolarmente frequentati come il Medioevo e l'Olocausto degli Ebrei durante la Seconda guerra mondiale.[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa per adulti[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa per ragazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Le porte del tempo (Bietti 1973)
  • Due milioni di anni fa (Rusconi 1977)
  • Dove vanno gli zingari (Rusconi 1979) (Premio Castello 1992)
  • I ragazzi di Villa Emma (Bruno Mondadori 1989) (Premio Castello, Premio Valtesine)
  • Il re di Saba (Signorelli 1993)
  • Il primo treno per l'Africa (Signorelli 1995)
  • Finalmente si balla (Arnoldo Mondadori 1995)
  • Ragazzi d'onore (Bruno Mondadori 1996)
  • Il bambino che non voleva nascere (Giunti 1996) (Premio Europeo di Letteratura Giovanile Pier Paolo Vergerio) (Tradotto in Giappone nel 2001)
  • Il diario di Jorg Ritter (Bruno Mondadori 1998)
  • Maramao perché sei morto? (EL 1999)
  • Avventura in Egitto (La Scuola 2000)
  • Jorg e Marian (Bruno Mondadori 2000)
  • Avventura a Quel Paese (Aragno 2000) (Premio Castello)
  • Il bambino senza un venerdì (Bruno Mondadori 2001)
  • Il drago di pietra (SEI 2002)
  • La strana cosa (Einaudi 2002)
  • Le case dei sogni bambini (Bruno Mondadori 2003)

Riduzioni scolastiche[modifica | modifica wikitesto]

Varia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dischi volanti: benvenuti (Carroccio 1968) (con Inisero Cremaschi)
  • Arrivano gli Ufo (Edifumetto 1974) (con Inisero Cremaschi)
  • Il cavaliere di pietra (Touring Club 1996)
  • Uxoricidi (Comix 1997)
  • Padania felix (Diabasis 1999) (Premio Estense)
  • Il paesaggio che verrà (con Piero e Alberto Angela e Franco Fontana, Franco Cosimo Panini 2000)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pederiali autore di fumetti e voci Ediperiodici e Edifumetto.
  2. ^ È morto Giuseppe Pederiali, dal suo romanzo su Dorando Pietri la fiction con Lo Cascio, in la Repubblica, 3 marzo 2013. URL consultato il 13 gennaio 2020.
  3. ^ Negri, p. 306.
  4. ^ Negri, pp. 314-315.
  5. ^ Negri, pp. 317-318.
  6. ^ Negri, p. 319.
  7. ^ Albo d'oro del Premio Chiara, su premiochiara.it. URL consultato il 2 maggio 2019.
  8. ^ edizioni precedenti, su premiomanzonilecco.it. URL consultato il 4 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Negri (a cura di), Il fantastico mondo di Giuseppe Pederiali, Biblioteca padana, Reggio Emilia, Edizioni Diabasis, ISBN 88-8103-037-3. Premio Italia.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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