Donatella Di Pietrantonio

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Donatella Di Pietrantonio (Arsita, 5 gennaio 1962) è una scrittrice italiana.

Donatella Di Pietrantonio (2022)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Borgo Sud a Pescara

Nata ad Arsita, in provincia di Teramo, si è dapprima trasferita per studio all'Aquila dove, nel 1986, si è laureata in Odontoiatria nella locale Università, quindi a Penne, in provincia di Pescara, dove ha esercitato la professione di dentista pediatrico.[1] Ha esordito nel 2011 con il romanzo Mia madre è un fiume, ambientato nella terra natale. Nello stesso anno pubblica il racconto Lo sfregio sulla rivista Granta Italia di Rizzoli.

Nel 2013 pubblica il suo secondo romanzo, Bella mia, dedicato e ambientato all'Aquila.[1] L'opera, influenzata dalla tragedia del terremoto del 2009 e incentrata sul tema della perdita e dell'elaborazione del lutto,[1] è stata candidata al Premio Strega ed ha vinto il Premio Brancati nel 2014.[2][3]. Il romanzo viene ristampato da Einaudi nel 2018 e nel 2020 vince il premio letterario internazionale "città di Penne-Mosca".

Nel 2017 pubblica per Einaudi il suo terzo romanzo, L'Arminuta, anch'esso ambientato in Abruzzo; il titolo è un termine dialettale traducibile in «la ritornata».[1] Il libro approfondisce il tema del rapporto madre-figlio nei suoi lati più anomali e patologici.[1] ed è risultato vincitore del Premio Campiello e del Premio Napoli. Dal romanzo è stato tratto, nel 2019, uno spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Stabile d'Abruzzo[4] e, nel 2021, il film diretto da Giuseppe Bonito.

Sempre nel 2017 è stata insignita dell'Ordine della Minerva dall'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti. Nel 2020 pubblica, ancora per Einaudi, Borgo Sud, sempre ambientato in Abruzzo e considerato il seguito de L'Arminuta, poiché descrive storie successive delle due sorelle protagoniste del precedente romanzo. L'opera viene selezionata per partecipare all'edizione 2021 del Premio Strega, classificandosi al secondo posto e riceve il Premio letterario Basilicata nella sezione "Narrativa"[5].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Roberto Ciuffini, Le due madri di Donatella Di Pietrantonio: intervista alla scrittrice abruzzese diventata un caso editoriale nazionale, in news-town.it, 27 marzo 2017. URL consultato il 27 marzo 2017.
  2. ^ Bella mia di Donatella Di Pietrantonio candidato al Premio Strega, su elliotedizioni.com. URL consultato il 28 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2017).
  3. ^ Albo d'oro premio Brancati, su comune.zafferana-etnea.ct.it. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  4. ^ Loredana Lombardo, TEATRO: L'ARMINUTA DEBUTTA A L'AQUILA PER IL TSA, DI PIETRANTONIO, GRANDE EMOZIONE E GRANDE ONORE, in abruzzoweb.it, 25 febbraio 2019. URL consultato il 28 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2019).
  5. ^ Premio Letterario Basilicata Domani a Potenza la cerimonia di premiazione dei vincitori, su ufficiostampabasilicata.it, 23 ottobre 2021. URL consultato l'8 gennaio 2022.
  6. ^ Donatella Di Pietrantonio vince la quinta edizione del Premio Tropea, su premioletterariotropea.org. URL consultato il 24 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2018).
  7. ^ DI PIETRANTONIO: VINCITRICE DEL PREMIO JOHN FANTE OPERA PRIMA 2012, su johnfante.org. URL consultato il 31 luglio 2022.
  8. ^ I VINCITORI DEL PREMIO BRANCATI 2014, su letteratitudinenews.wordpress.com. URL consultato il 14 aprile 2019.
  9. ^ Campiello: vince Donatella Di Pietrantonio con "L'Arminuta", in la Repubblica, 9 settembre 2017. URL consultato il 9 settembre 2017.
  10. ^ Eleonora Falci, Campiello, vince l'Abruzzo con L'Arminuta, in ilcapoluogo.it, 10 settembre 2017. URL consultato il 10 settembre 2017.
  11. ^ Premio Napoli, vince la Di Pietrantonio: «L'arminuta» miglior romanzo, su ilmattino.it. URL consultato il 14 aprile 2017.
  12. ^ La Minerva a Forte e Di Pietrantonio, su il Centro. URL consultato il 10 aprile 2020.

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