Paolo Di Stefano

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Paolo Di Stefano (Avola, 1956) è uno scrittore italiano.

È cresciuto a Lugano, in Svizzera. Si è laureato in Filologia romanza con Cesare Segre a Pavia. Dopo una breve esperienza di ricerca universitaria, ha lavorato come giornalista al Corriere del Ticino e alla Repubblica, è stato responsabile delle pagine culturali del Corriere della Sera, di cui è ora inviato speciale. È stato editor presso la casa editrice Einaudi. Ha insegnato Cultura giornalistica alla facoltà di lettere dell'Università degli Studi di Milano. Ha scritto saggi filologici e critico-letterari, ha curato volumi miscellanei. È autore di racconti, reportage, inchieste, poesie e romanzi, alcuni dei quali tradotti in francese e tedesco. Nelle sue opere affronta temi come: la memoria e l'oblio, l'infanzia violata e la difficoltà di crescere, la famiglia e i rapporti generazionali, l'emigrazione, lo spaesamento, i rapporti Nord-Sud.

È sposato e ha tre figli, Simone, Luca e Maria. Vive a Milano.

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

Minuti contati (Scheiwiller, Milano 1990, Premio Sinisgalli), con prefazione di Giorgio Orelli.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Baci da non ripetere (Feltrinelli 1994, Premio Comisso);
  • Azzurro troppo azzurro (Feltrinelli 1996, Premio Grinzane Cavour);
  • Tutti contenti (Feltrinelli 2003, Superpremio Vittorini, Superpremio Flaiano, Premio Palmi, Premio Martoglio, Premio Letterario Chianti[1]);
  • Aiutami tu (Feltrinelli 2005, SuperMondello);
  • Nel cuore che ti cerca (Rizzoli 2008, Premio Campiello e Premio Brancati);
  • La catastròfa (Sellerio 2011, Premio Volponi), che racconta la tragedia dell'8 agosto 1956, quando in miniera a Marcinelle morirono, tra i molti altri, 136 minatori italiani. Nel 2016 ne è stato tratto un oratorio musicale con la cantante Etta Scollo e l'attore Leo De Colle: lo spettacolo ha esordito al Film Festival della Lessinia ed è stato replicato con successo a Bruxelles, Milano, Pavia, Berlino.
  • Giallo d'Avola (Sellerio 2013, Premio Sebastiano Addamo, Premio Viareggio-Rèpaci e Premio Comisso)
  • I pesci devono nuotare (romanzo per ragazzi, Bompiani Rcs Education 2013)
  • Ogni altra vita (Storia di italiani non illustri, il Saggiatore 2015, Premio Bagutta)
  • I pesci devono nuotare (Rizzoli 2016, Premio Pirandello)

Con il nome di Nino Motta ha pubblicato *La parrucchiera di Pizzuta (Bompiani 2017)

Nel 2010 ha pubblicato la plaquette di racconti Per più amore (Manni Editore).

Reportage[modifica | modifica wikitesto]

  • La famiglia in bilico, sulla famiglia italiana dopo il caso di Novi Ligure (prefazione di Adriano Sofri, Feltrinelli 2001);
  • Io vorrei. Desideri e passioni di adolescenti di ogni età (Edizioni Corriere della Sera 2004).

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 ha curato per Einaudi una raccolta di lettere di Gianfranco Contini a Giulio Einaudi (Lettere all'editore 1945-54). Un libro-intervista a Giulio Einaudi (Tutti i nostri mercoledì, Casagrande) è del 2001. Nel 2010 è uscito il volume Potresti anche dirmi grazie. Gli scrittori raccontati dagli editori (Rizzoli), una raccolta di interviste sul mondo dell'editoria italiana. Ha curato una raccolta di recensioni di Giuliano Gramigna, Viaggio al termine del Novecento. Il romanzo italiano da Pasolini a Tabucchi (Bruno Mondadori 2013).

Sui suoi libri hanno scritto, tra gli altri: Cesare Segre, Giuliano Gramigna, Lalla Romano, Corrado Stajano, Giulio Ferroni, Goffredo Fofi, Franco Cordelli, Paolo Mauri, Lorenzo Mondo, Angelo Guglielmi, Giovanni Pacchiano, Walter Pedullà, Gianandrea Piccioli, Giuseppe Amoroso, Anna Modena, Clelia Martignoni, Filippo La Porta, Massimo Onofri, Bruno Pischedda, Gabriele Pedullà, Salvatore Ferlita, Bruno Quaranta, Giovanni Orelli, Arturo Mazzarella, Marco Ciriello, Piero Gelli, Gian Antonio Stella, Cristina Taglietti, Salvatore Silvano Nigro, Antonio Prete, Raffaele Manica. Memorabile la recensione di Aldo Busi a Giallo d'Avola: «Un grande romanzo, di genere, ma come considero di genere I promessi sposi, Il Gattopardo, o I Viceré... Se fosse stato pubblicato nei primi anni Sessanta non meriterebbe meno considerazione de Il fu Mattia Pascal e si potrebbe gridare al capolavoro».

Nel 2013 ha vinto il Premio Viareggio e nel 2014 ha avuto il Premio Lo Straniero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Controllo di autorità VIAF: (EN79134655 · LCCN: (ENnr94021942 · SBN: IT\ICCU\MILV\232435 · ISNI: (EN0000 0001 0919 1198 · GND: (DE172668425 · BNF: (FRcb12940640q (data)