Leonardo Borgese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Leonardo Borgese

Leonardo Borgese, noto anche con lo pseudonimo di Polignoto (Napoli, 20 dicembre 1904Milano, 17 giugno 1986), è stato un pittore, illustratore, critico d'arte, scrittore e partigiano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio degli scrittori e poeti Giuseppe Antonio Borgese e Maria Freschi[1], dopo una prima infanzia nella natia Napoli, nel 1910 si trasferì a Roma, dove il padre era stato nominato docente di Letteratura tedesca all'Università "La Sapienza".

Nella capitale divenne amico di Giorgio Amendola, compagno di giochi nel parco pubblico di Villa Borghese[2].

Nel 1918 si trasferì a Milano; il padre era divenuto docente di Estetica all'Università degli Studi.

Nel capoluogo lombardo frequentò per un periodo l'Accademia di Brera e seguì degli studi artistici a Parigi, ma si laureò in Lettere, con indirizzo archeologia, all'Università degli Studi. Borgese si dedicò però all'arte, esponendo in vari luoghi d'Italia e guadagnandosi alcuni premi; divenne anche illustratore di libri[3][4][5].

Leonardo Borgese svolse l'attività di critico d'arte per varie testate, tra cui L'Europeo, in cui era solito usare lo pseudonimo di Polignoto; pubblicò inoltre alcune monografie di artisti[3][4].

Nel 1935 coniò il termine «Chiarismo», riferendosi ad alcuni giovani pittori lombardi (Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo, Renato Vernizzi, Oreste Marini e altri) che nei primi anni trenta, a contatto con il critico Edoardo Persico, lavoravano a una pittura dai colori chiari e dal segno leggero e intriso di luce[6][7].

Nel 1942 esordì nella narrativa, con la raccolta di novelle Il cigno[3][4].

Avversato per il suo antifascismo, partecipò alla lotta partigiana[8].

Dal 1945 al 1967, per oltre vent'anni, fu critico d'arte al Corriere della Sera, segnalandosi per impegno civile a salvaguardia dei centri storici e del paesaggio, avversando le speculazioni edilizie[9].

Negli anni 1949-1950 realizzò, insieme a un autoritratto, l'opera Indossatrici, per l'importante collezione Verzocchi di Forlì, oggi alla Pinacoteca Civica di quella città.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposò Maria Sofia Cederna[10][11], occasionalmente traduttrice[12], una delle figlie di Giulio Cederna, nonché sorella di Camilla Cederna.

La loro figlia Giovanna, fotografa, è moglie di Corrado Stajano[13].

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pino Fasano, «FRESCHI, Maria» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 50, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1998.
  2. ^ Giovanni Cerchia, Giorgio Amendola: un comunista nazionale : dall'infanzia alla guerra partigiana, 1907- 1945, Rubbettino Editore, 1º gennaio 2004, ISBN 978-88-498-0904-6. URL consultato il 29 marzo 2017.
  3. ^ a b c Borgese Leonardo, in Recta Galleria d'arte - Roma. URL consultato il 29 settembre 2017.
  4. ^ a b c Borgése, Leonardo nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  5. ^ Peter Schlemihl and the grey-coated Devil, illustration for Peter..., in Getty Images. URL consultato il 29 settembre 2017.
  6. ^ Il Chiarismo.Omaggio a De Rocchi, su gdapress.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  7. ^ Cos'è il Chiarismo - Il clima anti-volume che fece volare la forma, in Stile Arte, 16 maggio 2016. URL consultato il 29 marzo 2017.
  8. ^ CEDERNA, Antonio in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  9. ^ Leonardo Borgese, L'Italia rovinata dagli italiani, Rizzoli, 1º gennaio 2005, ISBN 978-88-17-00907-2. URL consultato il 25 marzo 2017.
  10. ^ Nello Ajello, Illustrissimi: Galleria del Novecento, Gius.Laterza & Figli Spa, 20 novembre 2014, ISBN 978-88-581-1758-3. URL consultato il 25 marzo 2017.
  11. ^ Antonio Cederna e Francesco Erbani, I vandali in casa: Cinquant'anni dopo, Gius.Laterza & Figli Spa, 5 novembre 2014, ISBN 978-88-581-1786-6. URL consultato il 25 marzo 2017.
  12. ^ Risultati ricerca, su www.internetculturale.it. URL consultato il 25 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  13. ^ CORRADO STAJANO RACCONTI E PASSIONI D'UNO SCRITTORE CIVILE - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  14. ^ Finalmente tutto finì – Archinto Editore, su www.archinto.eu. URL consultato il 29 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN74109322 · ISNI (EN0000 0000 3691 2328 · SBN IT\ICCU\RAVV\065234 · LCCN (ENn2006055929 · GND (DE119344327 · BNF (FRcb146355944 (data) · WorldCat Identities (ENn2006-055929