Leonardo Borgese

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Leonardo Borgese

Leonardo Borgese, noto anche con lo pseudonimo di Polignoto (Napoli, 20 dicembre 1904Milano, 17 giugno 1986), è stato un pittore, illustratore, critico d'arte, scrittore e partigiano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio degli scrittori e poeti Giuseppe Antonio Borgese e Maria Freschi[1], dopo una prima infanzia nella natia Napoli, nel 1910 si trasferì a Roma, dove il padre era stato nominato docente di Letteratura tedesca all'Università "La Sapienza".

Nella capitale divenne amico di Giorgio Amendola, compagno di giochi nel parco pubblico di Villa Borghese[2].

Nel 1918 si trasferì a Milano; il padre era divenuto docente dapprima di Letteratura Tedesca e successivamente di Estetica presso l'Università degli Studi.

Nel capoluogo lombardo frequentò per un periodo l'Accademia di Brera e seguì degli studi artistici a Parigi, ma si laureò in Lettere, con indirizzo archeologia, all'Università degli Studi. Borgese si dedicò però all'arte, esponendo in vari luoghi d'Italia e guadagnandosi alcuni premi; divenne anche illustratore di libri[3][4][5].

Leonardo Borgese svolse l'attività di critico d'arte per varie testate, tra cui L'Europeo, in cui era solito usare lo pseudonimo di Polignoto; pubblicò inoltre alcune monografie di artisti[3][4].

Nel 1935 coniò il termine «Chiarismo», riferendosi ad alcuni giovani pittori lombardi (Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo, Renato Vernizzi, Oreste Marini e altri) che nei primi anni trenta, a contatto con il critico Edoardo Persico, lavoravano a una pittura dai colori chiari e dal segno leggero e intriso di luce[6][7].

Nel 1942 esordì nella narrativa, con la raccolta di novelle Il cigno[3][4].

Avversato per il suo antifascismo, partecipò alla lotta partigiana[8].

Negli anni 1949-1950 realizzò, insieme a un autoritratto, l'opera Indossatrici, per l'importante collezione Verzocchi di Forlì, oggi alla Pinacoteca Civica di quella città.

Dal 1945 al 1967, per oltre vent'anni, fu critico d'arte al Corriere della Sera, segnalandosi per impegno civile a salvaguardia dei centri storici e del paesaggio, avversando le speculazioni edilizie[9].

È stato sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, ove i suoi resti sono stati deposti in una celletta dell'Ossario centrale[10].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposò nel 1932 Maria Sofia Cederna[11][12], occasionalmente traduttrice[13], una delle figlie di Giulio Cederna, nonché sorella maggiore di Camilla Cederna.

La loro figlia Giovanna, fotografa, è moglie di Corrado Stajano[14].

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pino Fasano, «FRESCHI, Maria» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 50, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1998.
  2. ^ Giovanni Cerchia, Giorgio Amendola: un comunista nazionale : dall'infanzia alla guerra partigiana, 1907- 1945, Rubbettino Editore, 1º gennaio 2004, ISBN 978-88-498-0904-6. URL consultato il 29 marzo 2017.
  3. ^ a b c Borgese Leonardo, in Recta Galleria d'arte - Roma. URL consultato il 29 settembre 2017.
  4. ^ a b c Borgése, Leonardo nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  5. ^ Peter Schlemihl and the grey-coated Devil, illustration for Peter..., in Getty Images. URL consultato il 29 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2017).
  6. ^ Il Chiarismo.Omaggio a De Rocchi, su gdapress.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  7. ^ Cos'è il Chiarismo - Il clima anti-volume che fece volare la forma, in Stile Arte, 16 maggio 2016. URL consultato il 29 marzo 2017.
  8. ^ CEDERNA, Antonio in "Dizionario Biografico", su treccani.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  9. ^ Leonardo Borgese, L'Italia rovinata dagli italiani, Rizzoli, 1º gennaio 2005, ISBN 978-88-17-00907-2. URL consultato il 25 marzo 2017.
  10. ^ Comune di Milano, app di ricerca defunti "Nota 2 4get".
  11. ^ Nello Ajello, Illustrissimi: Galleria del Novecento, Gius.Laterza & Figli Spa, 20 novembre 2014, ISBN 978-88-581-1758-3. URL consultato il 25 marzo 2017.
  12. ^ Antonio Cederna e Francesco Erbani, I vandali in casa: Cinquant'anni dopo, Gius.Laterza & Figli Spa, 5 novembre 2014, ISBN 978-88-581-1786-6. URL consultato il 25 marzo 2017.
  13. ^ Risultati ricerca, su internetculturale.it. URL consultato il 25 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  14. ^ CORRADO STAJANO RACCONTI E PASSIONI D'UNO SCRITTORE CIVILE - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  15. ^ Finalmente tutto finì – Archinto Editore, su archinto.eu. URL consultato il 29 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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