Alessandro Spina

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«Vede uno scrittore che vive in Africa scrive davvero per la posterità»

(Lettera del 1963 di Alessandro Spina a Cristina Campo, Lettere a un amico lontano, Scheiwiller, 1989.)

Alessandro Spina (Bengasi, 1927Rovato, 11 luglio 2013) è stato uno scrittore siriano naturalizzato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nom de plume di Basili Khouzam, è nato in una famiglia di maroniti[1] siriani originari di Aleppo stabilitasi in Cirenaica dopo la prima guerra mondiale, suo padre era proprietario di un'industria tessile a Bengasi. Ha trascorso l'infanzia in Libia, ma l'adolescenza e la giovinezza (1940-1953) a Milano, dove si è laureato in Lettere all'Università nel 1953, ritorna poi a Bengasi e diviene direttore dell'azienda di famiglia, che continua a dirigere fino al 1979, anche dopo la sua nazionalizzazione in seguito alla presa di potere di Gheddafi nel 1969. Nel 1960 pubblica su Paragone il racconto "Giugno '40"[2][3], che Cristina Campo, in una lettera che gli invia scusandosi di scrivergli senza conoscerlo, definisce "una cosa di una qualità molto rara, come da tempo non mi accadeva di leggere."[4] Da qui ha inizio una lunga e profonda amicizia epistolare, della quale le Lettere a un amico lontano[5] sono la testimonianza. Come scrive in Conversazione in Piazza Sant'Anselmo: "Furono la Campo e Zolla a farmi trovare la strada per pubblicare i miei primi libri."[6] Tornato di nuovo e definitivamente in Italia, si consacra completamente alla letteratura e pubblica dei romanzi di "narrativa coloniale", riuniti nel 2006 nel ciclo intitolato I confini dell'ombra, per il quale è insignito del premio Bagutta nel 2007.[7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così lo descrive Cristina Campo: " un amico, maronita ateo, di educazione composita, decadente (Thomas Mann, le tombe dei Re a Saint-Denis, quache profonda traccia di poesia araba) uomo di talento (è il traduttore della Città di Rame) solitario e mondano." Cristina De Stefano, Belinda e il mostro. Vita segreta di Cristina Campo, Milano, Adelphi, 2002, p. 156.
  2. ^ Paragone, n. 41, 1960, poi in Storie di ufficiali, Mondadori, Milano, 1967, infine in I confini dell'ombra, Morcelliana, 2006.
  3. ^ 10 giugno 1940, Annuncio della dichiarazione di guerra
  4. ^ Lettera del 13.2.1961 a Alessandro Spina in: Cristina Campo - Alessandro Spina, Carteggio, Morcelliana, 2007, p. 9.
  5. ^ Cristina Campo, Lettere a un amico lontano, Milano, Scheiwiller, 1989 (seconda ed. 1998)
  6. ^ Conversazione in Piazza Sant'Anselmo. Per un ritratto di Cristina Campo, Scheiwiller, Milano, p. 109.
  7. ^ Cesare Cavalleri, Spina: e il tenente fa l'intellettuale nelle colonie d'Africa, in Avvenire, 5 maggio 2010. URL consultato il 17 dicembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • l. g., "Il caso di Alessandro Spina - Romanziere libico in Italia", La Stampa, 19 aprile 1986.
  • Giovanni Tesio, " Africa e Italia gioco di sponde. Spina, romanziere tra due culture", intervista a A. Spina in "Tuttolibri", La Stampa, 20 marzo 1997.
  • Margherita Pieracci Harwell, Cristina Campo e i suoi amici, Roma, Studium, 2005.
  • Claudio Magris, "Una, cento, mille identità", Corriere della Sera, 16 settembre 2006, p. 41.
  • Giovanni Tesio, " Tra fascismo e crisi di Suez, non c'è Africa senza Spina", La Stampa, 28 agosto 2008, p. 34.
  • Mario Andrea Rigoni, " Storie tragiche e mondane dell'Africa e dintorni", Corriere della Sera, 18 ottobre 2008, p. 48.
  • Enzo Bianchi (a cura di), Alessandro Spina, Humanitas, rivista bimestrale di cultura, Morcelliana, 2010, vol. 3, pp. 365 - 430.
  • Per Alessandro Spina, Paragone, n. 90-91-92, agosto-dicembre 2010.
  • Sergio Romano, "Le vite di Alessandro Spina fra l'Italia e la Cirenaica", Corriere della Sera, 25 luglio 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN46987183 · ISNI (EN0000 0001 0968 8276 · SBN IT\ICCU\CFIV\031053 · LCCN (ENn93100334 · BNF (FRcb14474481r (data)