Marco Missiroli

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Marco Missiroli (Rimini, 2 febbraio 1981) è uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vive a Rimini fino alla maturità scientifica, trasferendosi successivamente a Bologna per iscriversi al corso in Scienze della comunicazione dell'Alma Mater Studiorum.[1] Nel 2002 segue i corsi della Scuola Holden a Cesena[2], esperienza conclusa non in modo positivo. Si laurea nel 2005 con la tesi L'oggetto culturale nell'industria italiana. Il caso del Signor M. ovvero i criteri di pubblicazione di un libro[3].

Il suo romanzo d'esordio, Senza coda (Fanucci, 2005), ha ricevuto nel 2006 il Premio Campiello Opera prima; si tratta di un'opera che racconta "di un'infanzia che si misura angosciosamente con il mondo adulto, con le sue sopraffazioni e violenze, varcando la linea d'ombra che conduce ad una pensosa maturità"[4]. È stato ripubblicato da Feltrinelli nel gennaio 2017 nella collana dei tascabili UE.

Il 22 marzo 2007 pubblica con Guanda il romanzo Il buio addosso (premio Insula romana 2008).

Il 12 febbraio 2009 viene messo in commercio il terzo romanzo, Bianco (Guanda), che vince la XXVIII edizione del Premio Comisso, il Premio Tondelli 2009 e il premio della critica Ninfa-Camarina 2010.

Il 23 febbraio 2012 viene pubblicato il romanzo Il senso dell'elefante (Guanda), che vince il Premio Campiello Giuria dei Letterati 2012, il premio Vigevano - Lucio Mastronardi, il premio Bergamo.

Nel febbraio 2015 esce per Feltrinelli il romanzo Atti osceni in luogo privato, bestseller[5], vincitore del Premio SuperMondello 2015 e del premio internazionale Isola d'Elba.

È tradotto in molti Paesi.

Vive a Milano. Scrive per la cultura del Corriere della Sera.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Sette e mezzo (2007, pubblicato nella raccolta collettiva Dodici passi, a cura di Chiara Belliti e Pierfrancesco Pacoda, Cairo editore)
  • Scusate tutti, (2014, Guanda)
  • Mio padre, (2016, pubblicato nella raccolta collettiva Smash, a cura di Sandro Veronesi, La Nave di Teseo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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