Rosetta Loy

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Rosetta Provera Loy (Roma, 15 maggio 1931) è una scrittrice italiana che fa parte della "Generazione degli anni trenta", insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rosetta Loy (nome di nascita Provera)[1] è ultima dei quattro figli, nati dal matrimonio tra un ingegnere piemontese e una impiegata romana. Scrisse all'età di nove anni il suo primo racconto, ma la ferma determinazione di diventare una scrittrice si è manifestata verso i venticinque anni. Tuttavia, l'affermazione di Rosetta Loy è avvenuta solo nel 1974, con la sua prima pubblicazione, La bicicletta.[2]

Sono seguiti numerosi altri romanzi, ben accolti dalla critica e insigniti di prestigiosi premi letterari. La produzione di Rosetta Loy è interamente tradotta in francese, oltre che in altre lingue. Dal francese inoltre, ha tradotto, per la collana «Scrittori tradotti da scrittori» di Einaudi, il Dominique di Fromentin (1990) e La principessa di Clèves di Madame de La Fayette (1999).

Proveniente da una ricca famiglia dall'impostazione cattolica, Rosetta Loy appartenne a una certa borghesia italiana che, pur non essendo apertamente schierata a favore del fascismo, non si schierò contro le leggi razziali, forse perché all'oscuro della tragedia che si stava compiendo. Sono, questi argomenti, al centro della trama di uno dei suoi lavori: La parola ebreo del 1997. La scrittrice ha dedicato molte interviste per sensibilizzare i giovani ad affrontare tematiche tanto spinose, giungendo sino a tracciare un parallelo tra lei stessa e Anna Frank, rilevando la casualità dei loro destini così differenti.[3]

La scrittrice si è mantenuta in attività, continuando a pubblicare libri, a rilasciare interviste ed essere presente nel panorama culturale. Dal 2007 è entrata a far parte della giuria del Premio Grinzane Cavour,[4] carica da cui si è dimessa, con altri giurati, nel 2009.[5]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955, dopo una lunga frequentazione, sposa Beppe Loy, fratello del regista Nanni Loy. I coniugi hanno quattro figli e l'unione dura per trent'anni, fino alla morte di Beppe nel 1985.[6] Ma negli stessi anni, Rosetta Loy conosce anche Cesare Garboli, con il quale intesse un rapporto molto complesso (fisico e intellettuale) di cui non fa mistero.[6] Tuttavia, con la vedovanza, la donna rifiuta un legame maritale con Garboli e i due rimangono amici sino alla scomparsa dello stesso Garboli, nel 2004.[6] Vive a Roma. Il suo lavoro più recente, Cesare, è incentrato su Cesare Garboli.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'amore, la guerra e altri ricordi, su iodonna.it. URL consultato l'8 marzo 2019.
  2. ^ Rosetta Loy: le difficoltà di pubblicare il primo libro, su letteratura.rai.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  3. ^ 'Ai giovani lasciatemi dire non chiudete mai gli occhi', su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 6 marzo 2019.
  4. ^ XXVI EDIZIONE DEL PREMIO GRINZANE CAVOUR, su internetculturale.it. URL consultato l'8 marzo 2019.
  5. ^ Grinzane, sull'orlo del naufragio, su ricerca.repubblica.it. URL consultato l'8 marzo 2019.
  6. ^ a b c Rosetta Loy: "Nella mia vita ho amato due uomini e la letteratura", su repubblica.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  7. ^ a b Premio Viareggio, albo d'oro, su premioletterarioviareggiorepaci.it. URL consultato il 6 marzo 2019.
  8. ^ Premio Campiello, l’albo d’oro dei vincitori, su libreriamo.it. URL consultato il 6 marzo 2019.
  9. ^ Rosetta Loy, su web.archive.org. URL consultato il 6 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2007).
  10. ^ Rapallo Carige, su gruppocarige.it. URL consultato il 6 marzo 2019.
  11. ^ a b Rosetta Loy, su centopagine.it. URL consultato il 6 marzo 2019.
  12. ^ Album storico del Premio Fregene, su web.tiscali.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  13. ^ PREMI: BAGUTTA, E' LA SCRITTRICE ROSETTA LOY LA VINCITRICE 2004, su adnkronos.com. URL consultato il 7 marzo 2019.
  14. ^ Albo d'oro Premio Brancati, su comune.zafferana-etnea.ct.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  15. ^ Albo d’oro Rhegium Julii, su circolorhegiumjulii.wordpress.com. URL consultato il 7 marzo 2019.
  16. ^ Il Premio Bagutta e le scrittrici, su impagine.it. URL consultato il 9 marzo 2019.
  17. ^ A Rosetta Loy il Premio Campiello alla carriera, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 6 marzo 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Ferroni, Profilo storico della letteratura italiana, Volume II, Milano, Einaudi Scuola, 1992.
  • Studi novecenteschi, Edizione 61, Università di Padova. Istituto di filologia e letteratura italiana, Marsilio Editori, 2001;
  • Quaderni D'italianistica, Volume 24, Edizione 2, Canadian Society for Italian Studies, 2003;
  • Gianluca Cinelli, Ermeneutica e scrittura autobiografica: Primo Levi, Nuto Revelli, Rosetta Loy, Mario Rigoni Stern, Testi e studi, Ed, UNICOPLI, 2008,ISBN 9788840012988

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