Magda Szabó

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Busto in terracotta dipinta di Magda Szabó, opera di Richárd Juha

Magda Szabó (Debrecen, 5 ottobre 1917Kerepes, 19 novembre 2007) è stata una scrittrice ungherese autrice di romanzi, drammi e raccolte di poesie.

È stata una delle scrittrici ungheresi più tradotte al mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Magda Szabó

La sua famiglia d'origine apparteneva al ceto borghese colto. Si diplomò nel 1935 presso il Liceo-ginnasio Dóczi del Collegio protestante di Debrecen[1], al tempo chiamato Istituto femminile Dóczi. Terminati gli studi di ungherese e latino nel 1940 presso l'Università di Debrecen, iniziò ad insegnare dapprima nella sua città natale al liceo protestante per ragazze, e successivamente a Hódmezővásárhely.

A partire dal 1945 lavorò per il Ministero della Religione e dell'Educazione fino al licenziamento, avvenuto nel 1949, a seguito dell'insediamento del regime comunista ed al contemporaneo avvento dello stato socialista. In quegli anni il nuovo regime stava infatti compilando delle liste di autori graditi al governo e la scrittura intimista di Szabó non risultò in linea con le direttive del realismo socialista[2].

In quello stesso anno e per lo stesso motivo le fu ritirato anche il premio Baumgarten[2]. Le sue opere non poterono essere pubblicare fino al 1958[3]. Durante questo periodo lavorò come insegnante presso la scuola elementare e ginnasio di piazza Horváth Mihály (oggi scuola elementare e liceo ginnasio Fazekas Mihály di Budapest).[4]

Nel 1947 si sposò con lo scrittore Tibor Szobotka (1913-1982), descritto nell'opera Megmaradt Szobotkának. È in questo periodo che scrisse le sue prime raccolte di poemi Bárány e Vissza az emberig, pubblicate subito dopo la seconda guerra mondiale.

Occupatasi inizialmente di poesia, dopo il 1958 Magda Szabó si dedicò alla scrittura di romanzi e drammi. Si fece conoscere a livello nazionale grazie ai romanzi Freskó e L'altra Ester. Da quel momento in poi incominciò a lavorare come scrittrice freelance. Scrisse molti romanzi autobiografici, fra cui Il vecchio pozzo, Régimódi történet e Per Elisa, nei quali narrò della sua infanzia e di quella dei suoi genitori nella Debrecen degli inizi del ventesimo secolo. Molti dei suoi scritti, come ad esempio Danaida e La ballata di Iza, trattano del destino delle donne e delle loro relazioni.

Nel 1959, grazie al sostegno di Hermann Hesse,[5] venne pubblicato in Germania Freskó, una delle sue opere miliari.

Nel 1978 ha vinto il Premio Kossuth, prestigioso riconoscimento culturale ungherese.

Nel 1992 è stata membro fondatore dell'Accademia Széchenyi di Letteratura e Arti e membro del dipartimento di letteratura[6].

Il suo romanzo La porta (1987) ottenne il Premio Getz Corporation (Stati Uniti) nel 1993 ed il Prix Femina Étranger nel 2003[7]. Nel 2007 ricevette un premio per il miglior romanzo europeo per Via Katalin.

Morì a 90 anni, il 19 novembre 2007 nella sua casa di Kerepes, cittadina vicina a Budapest.[8]

Il primo volume della sua autobiografia Per Elisa è apparso in Ungheria nel 2002.

Premi e onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Baumgarten (1949, ritirato)
  • Premio József Attila (1959, 1972)
  • Premio Csokonai della città di Debrecen (1976, 1987)[9]
  • Cittadino onorario di Debrecen (1977)
  • Premio Kossuth (1978)
  • Premio SZOT (1982)
  • Premio Pro Urbe Budapest (1983)
  • Premio Getz Corporation (1992)
  • Laurea honoris causa in teologia presso l'Accademia protestante di Debrecen (1993)
  • Premio Déry Tibor (1996)
  • Ordine al merito della Repubblica ungherese (classe civile, 1997)
  • Premio Szép Ernő (1998)
  • Premio Nemes Nagy Ágnes (2000)
  • Laurea honoris causa presso l'Università di Miskolc (2001)
  • Magyar Corvin-lánc (2001)
  • Premio artistico Gundel (2003)
  • Premio Prima Primissima (2003)
  • Prix Femina (2003)[7]
  • Premio creativo del salone del libro di Győr (2003)
  • Cittadino onorario di Budapest (2006)
  • Premio Hazám (2007)
  • Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica ungherese (classe civile, 2007)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ditelo a Sofia (Mondják meg Zsófikának) (1958)
  • Affresco (Freskó) (1958)
  • L'altra Eszter (Az őz) (1959)
  • Disznótor (1960)
  • Ballo in maschera (Álarcosbál) (1961)
  • La ballata di Iza (Pilátus) (1963)
  • A Danaida (1964)
  • Lolò, il principe delle fate (Tündér Lala) (1965)
  • Mózes egy, huszonkettő (1967)
  • Via Katalin (Katalin utca) (1969)
  • Abigail (Abigél) (1970)
  • Il vecchio pozzo (Ókút) (1970)
  • A szemlélők (1973)
  • Régimódi történet (1977)
  • La porta (Az ajtó) (1987)
  • Il momento (Creusaide) - A pillanat (Creusais) (1990)
  • Per Elisa (Für Elise) (2002)

Raccolte poetiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Bárány (1947)
  • Vissza az emberig (1949)
  • Ki hol lakik (1957)
  • Bárány Boldizsár (1958)
  • Neszek (1958)
  • Marikáék háza (1959)
  • Álom-festék (1960)
  • Szilfán halat (1975)

Letteratura per ragazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mondják meg Zsófikának (1958)
  • Sziget-kék (1959)
  • Álarcosbál (1961)
  • Születésnap (1962)
  • Tündér Lala (1965)
  • Abigél (1970)
  • Örömhozó, bánatrontó: Levelek a szomszédba (2009)

Sceneggiature e testi teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Vörös tinta (1959)
  • Kígyómarás (1960)
  • Eleven képét a világnak (1966)
  • Fanni hagyományai (1966)
  • Kiálts, város! (1971)
  • Az órák és a farkasok (1975)
  • Az a szép, fényes nap (1976)
  • Erőnk szerint (1980)
  • Béla király (1984)
  • Szüret (1996)
  • A csekei monológ (1999)
  • A macskák szerdája (2005)

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Hullámok kergetése (1965) - appunti di viaggio
  • Alvók futása (1967) - conversazioni
  • Zeusz küszöbén (1968) - appunti di viaggio
  • Kívül a körön (1980) - saggistica
  • Megmaradt Szobotkának (1983) - memorie
  • Záróvizsga (1987) - saggistica
  • Az öregség villogó csúcsain (1987) - raccolta di traduzioni
  • A félistenek szomorúsága (1992) - saggistica
  • A lepke logikája (1996) - scritti giornalistici
  • Mézescsók Cerberusnak (1999) - conversazioni
  • Merszi, Möszjő (2000) - scritti giornalistici
  • Drága Kumacs!: Levelek Haldimann Évának (2010) - scambi epistolari con Éva Haldimann
  • Liber Mortis: naplók 1982. május 25.-1990. február 27 (2011) - diari

Traduzioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vörös tinta (1960, Viktor Gertler)
  • Rola (1971, Krzysztof Zanussi)
  • A Danaida (1971, Éva Zsurzs)
  • Kiálts, város (1974, Hajdufy Miklós)
  • Abigél (1978, Éva Zsurzs)
  • Tündér Lala (1981, Ilona Katkics)
  • Az a szép, fényes nap (1981, Szőnyi G. Sándor)
  • Nemkívánatos viszonyok (1997, Károly Esztergályos)
  • Régimódi történet (2006, Géza Bereményi)
  • Nenő (2006, Péter Soós)
  • The Door (2012, István Szabó)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Szilágyi János, Szabó Magda, su doczy.drk.hu, 13 novembre 2009. URL consultato il 13 giugno 2015.
  2. ^ a b Szabó, il romanzo lungo un secolo, su LaStampa.it. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  3. ^ Cynthia Zarin, The Hungarian Despair of Magda Szabó’s “The Door”, in The New Yorker, 29 aprile 2016. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  4. ^ KIÁLLÍTÁSAINK, su fazekas.hu. URL consultato il 13 giugno 2015.
  5. ^ "I don’t like bearing grudges" - hlo.hu, su www.hlo.hu. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  6. ^ Tisztségviselők | MTA, su mta.hu. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  7. ^ a b Prix Femina, su www.prix-litteraires.net. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  8. ^ Szabó Magda részvétkönyve, su gyaszhir.hu. URL consultato il 13 giugno 2015.
  9. ^ Csokonai-díj Szabó Magdának, in Népszava, vol. 115., nº 236., 7 ottobre 1987, pp. 5.. URL consultato il 12 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN108679660 · ISNI: (EN0000 0000 8173 601X · LCCN: (ENn50012650 · GND: (DE122066286 · BNF: (FRcb12032713t (data)