Vera Gheno

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Vera Gheno (Gyöngyös, 5 ottobre 1975) è una linguista, saggista e traduttrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Danilo Gheno, professore emerito presso l'Università degli Studi di Padova, e di Katalin Keresztesi, apprende come lingue madri l'italiano e l'ungherese. Diplomatasi al liceo classico Machiavelli di Firenze con il massimo dei voti, si è laureata con lode in sociolinguistica il dodici aprile 2002 presso l'Università degli Studi di Firenze; il due giugno 2006, nella stessa università, ha conseguito il dottorato di ricerca in linguistica italiana[1]. Ha collaborato dal 1999 al 2019 con l'Accademia della Crusca e dal 2018 al 2021 con la casa editrice Zanichelli; insegna all'Università di Firenze dove è ricercatrice a tempo determinato dal settembre 2021[2].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Si occupa prevalentemente di comunicazione digitale; molti suoi interventi su giornali o riviste riguardano il sessismo e l'inclusività nella lingua italiana. È una sostenitrice dell'uso dello schwa (-ǝ),[3] nella lingua italiana scritta e orale, in luogo del maschile sovraesteso (ovvero dell’uso del maschile plurale per i sostantivi indicanti gruppi di persone tra cui almeno un maschio).[4]

Traduce libri dall'ungherese all'italiano per le Edizioni Anfora e, tra le altre case editrici, Adelphi[5].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida pratica all'italiano scritto (senza diventare grammarnazi), Cesati, 2016
  • Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network, Cesati, 2017
  • Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello, con Bruno Mastroianni, Longanesi, 2018
  • Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole, Effequ, 2019
  • La tesi di laurea. Ricerca, scrittura e revisione per chiudere in bellezza, Zanichelli, 2019
  • Potere alle parole. Perché usarle meglio, Einaudi, 2019
  • Prima l'italiano. Come scrivere bene, parlare meglio e non fare brutte figure, Newton Compton Editori, 2019
  • Parole contro la paura, Longanesi, 2020
  • Trovare le parole. Abbecedario per una comunicazione, con Federico Faloppa, Edizioni Gruppo Abele, 2021
  • Le ragioni del dubbio. L'arte di usare le parole, Einaudi, 2021
  • Chiamami così. Normalità, diversità e tutte le parole nel mezzo, Il Margine, 2022.

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pál Békés, Il mago maldestro, Edizioni Anfora, 2003.
  • “Il piatto d’oro”, in Milán Füst, Il cicisbeo e altri racconti, Edizioni Anfora, 2003.
  • Imre Oravecz, Settembre 1972, Edizioni Anfora, 2004; 2ª ed. 2019.
  • Selezione di racconti di Lajos Grendel in Lajos Grendel e Pavel Vilikovský, Il casanova slovacco e altro kitsch, Anfora, 2006.
  • Paul Lendvai, Sulle liste nere, Edizioni Anfora, 2008.
  • János Székely, Tentazione, Adelphi, 2009.
  • Capitolo 18 del volume Libro di memorie di Péter Nádas, Baldini Castoldi Dalai, 2012.
  • Gyula Krúdy, Le avventure di Sinbad, Elliot, 2012.
  • Angi Máté, C’era una volta, Edizioni Nikita-Barbès, 2012.
  • Ágota Kristóf, Chiodi, Casagrande, 2018.
  • Endre Ady, Il perdono della luna. Poesie 1906-1929 (con revisione di Gabriella Caramore), Marsilio, 2018.

Traduzioni di Magda Szabó[modifica | modifica wikitesto]

  • Lolò, il principe delle fate, Edizioni Anfora, 2005, 2ª ed. 2020.
  • Abigail, Edizioni Anfora, 2007, 2ª ed. 2017.
  • Il momento (Creusaide), Edizioni Anfora, 2008.
  • Per Elisa, Edizioni Anfora, 2010, 2ª ed. 2019.
  • Affresco (capitoli 1-7), Edizioni Anfora, 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vera Gheno, su lumsa.it. URL consultato il 6 aprile 2021.
  2. ^ Vera Gheno | Scheda personale, su Università di Firenze. URL consultato il 14 aprile 2021.
  3. ^ Chiara Zanini, Carə tuttə, il linguaggio inclusivo esiste. Perché non usarlo? Intervista a Vera Gheno, su the Submarine, 3 agosto 2020. URL consultato il 13 aprile 2021.
  4. ^ LO SCHWA TRA FANTASIA E NORMA, su La Falla, 29 luglio 2020. URL consultato il 13 aprile 2021.
  5. ^ Un'intervista a Vera Gheno, traduttrice brutalista - Andergraund, su andergraundrivista.com. URL consultato il 27 dicembre 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN162123557 · ISNI (EN0000 0001 1150 4229 · SBN RAVV379657 · LCCN (ENn2018041932 · GND (DE1164410180 · BNF (FRcb17968291j (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n2018041932