Mario Luzi

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sen. Mario Luzi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Mario Luzi
Luogo nascita Castello
Data nascita 20 ottobre 1914
Luogo morte Firenze
Data morte 28 febbraio 2005 (90 anni)
Titolo di studio Laurea in lettere
Professione Scrittore
Legislatura XIV
Senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 20 ottobre 2004
« È incredibile ch'io ti cerchi in questo o in altro luogo della terra dove è molto se possiamo riconoscerci. Ma è ancora un'età, la mia, che s'aspetta dagli altri quello che è in noi oppure non esiste. »
(Da Aprile-amore, in Primizie del deserto)

Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914Firenze, 28 febbraio 2005) è stato un poeta e scrittore italiano.

In occasione del suo novantesimo compleanno fu nominato senatore a vita della Repubblica Italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Castello (Firenze), allora frazione di Sesto Fiorentino, da genitori originari di Semproniano nella zona del Monte Amiata in provincia di Grosseto, trascorre l'infanzia a Castello, frequentando qui i primi anni di scuola. In seguito, si trasferisce a Siena dove rimane per tre anni; poi nel 1929 ritorna nella sua città natale e termina a Firenze gli studi presso il liceo classico "Galileo".

Sempre a Firenze si laurea in letteratura francese con una tesi su François Mauriac.

Sono anni, questi, importanti per l'esordio poetico del giovane Luzi, che a Firenze stringe amicizie con giovani impegnati nella cultura ermetica, come Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Carlo Bo, Leone Traverso, nonché l'importante e instancabile critico Oreste Macrì.

Collabora alle riviste d'avanguardia come Frontespizio, Campo di Marte, Paragone e Letteratura.

Esce nel 1935 la sua prima raccolta poetica La barca. Nel 1938 inizia l'insegnamento alle scuole superiori che lo porterà a Parma, a San Miniato e infine a Roma dove lavorerà alla Sovrintendenza bibliografica.

Pubblica nel frattempo (1940) Avvento notturno. Nel 1945 ritorna a Firenze e in questa città insegna al liceo scientifico. Sono di questo periodo alcune importanti raccolte poetiche: nel 1946 Un brindisi e Quaderno gotico, nel n. 1 di Inventario, nel 1952 Onore del vero, Primizie del deserto e Studio su Mallarmé. Nel 1955 gli viene assegnata la cattedra di letteratura francese alla Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze.

Nel 1963 pubblica Nel magma, nel 1965 Dal fondo delle campagne e nel 1971 Su fondamenti invisibili ai quali fa seguito Al fuoco della controversia nel 1978, Semiserie nel 1979, Reportage, un poemetto seguito dal Taccuino di viaggio in Cina nel 1985 e nello stesso anno Per il battesimo dei nostri frammenti.

Nel 1978, per l'opera Al fuoco della controversia, gli è stato assegnato il Premio Viareggio.[1][2] Il 1983 vede la pubblicazione de La cordigliera delle Ande e altri versi tradotti. È inoltre autore di importanti saggi e curatore di numerose antologie (tra cui L'idea simbolista). Fu anche un critico cinematografico nei primi anni '50: curò le recensioni di quasi 80 pellicole (tra le quali citiamo Roma ore 11 di Giuseppe De Santis e Signori, in carrozza! di Luigi Zampa) che nel 1997 furono raccolte in un libro.

Il 14 ottobre 2004, in occasione del suo novantesimo compleanno è stato nominato senatore a vita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Muore a Firenze pochi mesi dopo, il 28 febbraio 2005. Ai funerali solenni il 2 marzo, ha partecipato lo stesso Carlo Azeglio Ciampi. Alla memoria di Luzi è stata posta una lapide nella basilica di Santa Croce di Firenze, tra le spoglie dei grandi della storia tra i quali Michelangelo Buonarroti, Vittorio Alfieri, Galileo Galilei e il cenotafio di Dante Alighieri. È sepolto nel cimitero di Castello (Firenze). La sua memoria è custodita dal poeta fiorentino Walter Rossi, amico e confidente di Luzi negli ultimi anni della sua vita.[3]

Formazione e poetica[modifica | modifica wikitesto]

La casa dove Luzi è vissuto da giovane, a Siena

Mario Luzi occupa un posto particolare nella famiglia dei cosiddetti ermetici (ovvero "chiusi ermeticamente", riferendosi al tipo di poesie da lui scritte, ermetiche, dalla difficile comprensione del significato) e, insieme a Piero Bigongiari e a Alessandro Parronchi, si può dire che costituisca il culmine dell'ermetismo fiorentino.

La prima apparizione di Luzi avvenne alla Facoltà di Lettere dell'Università di Firenze dove scelse l'affiatato circolo di quel momento composto da alunni e professori che si ritrovavano per parlare e discutere senza che si avvertisse la questione degli anni o della educazione. Un clima serio e sereno al quale il giovane e timido Luzi partecipava. Luzi viveva a quei tempi in famiglia ed era arrivato alla letteratura che aveva avuto partita vinta sulla sua prima scelta universitaria, la Facoltà di Legge.

Il tema che domina nella poesia di Luzi è quello della celebrazione drammatica dell'autobiografia dove viene messo in risalto il drammatico conflitto tra un "Io" portato per le cose sublimi e le scene terrestri che gli vengono proposte.

La prima fase[modifica | modifica wikitesto]

Il primo momento della poesia di M.Luzi, quella più propriamente ermetica, va dagli esordi con La barca del 1935 fino, in modo approssimativo, a Quaderno gotico con al centro Avvento notturno.

In questo periodo l'ideologia del poeta è improntata sul Cristianesimo rinforzata dal recente pensiero cristiano francese, mentre, sul piano letterario, prosegue la linea "orfica" appartenente alla lirica moderna che ha come archetipo Mallarmé e che retrocede fino a Coleridge e al suo visionario romanticismo, senza peraltro dimenticare, anzi recuperandola, la tradizione italiana più vicina, cioè quella di Arturo Onofri e di Dino Campana, e non estraneo alla lezione surrealista d'oltralpe di Paul Eluard.

In questi termini Avvento notturno (1940) è un libro che, anche se apparentemente sembra riportarci con il suo tono al nostro decadentismo liberty di inizio secolo, contiene in verità, nella forza dei suoi endecasillabi, un forte strumento che evidenzia l'influenza dei surrealisti.

Le immagini dei paesaggi lunari, delle città spettrali, dei marmi e delle pietre preziose, degli angeli lacrimanti e delle chimere che riempiono questi versi, niente o poco hanno realmente a che fare con le immagini liberty o con la mistica di Arturo Onofri, grazie all'uso di un lessico che, se pure impreziosito da suggestioni dannunziane, mantiene il nitore umanistico-toscano esaltandolo.

La tensione massima dei versi risulterà nella raccolta Un brindisi (1946), ma già nelle liriche datate 1940-'44 (Quaderno gotico) si sente una più matura esperienza di letture europee, come quelle derivate da Rilke e da George, quest'ultimo, tradotto da Leone Traverso, caro amico di Luzi.

La seconda fase[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo e centrale momento della poesia di Luzi comprende, grosso modo, le tre raccolte Primizie del deserto (1952), Onore del vero (1957), e Dal fondo delle campagne (1965) fino a Su fondamenti invisibili (1971) nelle quali il poeta raggiunge i suoi più alti risultati. La raccolta "Nel magma" (1963), inoltre, costituisce una tappa importantissima per l'intera poesia italiana, che si evolve verso una fase inclusiva, nella quale la realtà cittadina e del boom economico trovano definitivamente cittadinanza poetica. Oltre ad un rinnovamento di carattere tematico si assiste ad un rinnovamento anche formale e di impostazione strutturale: ad un discorso poetico in chiave monologica si sostituisce il modulo dialogico e conseguentemente si assiste ad un'intrusione sempre maggiore di strategie stilistiche tese alla mimesi del parlato. I dialoghi con l altro, molto spesso figure femminili indistinte e sovrapposte al doppio dell io lirico,costituiscono momenti di svolta, di autoprocesso e difesa dei valori fondativi della poesia, da Luzi strenuamente difesi contro un mondo (quello del dominio della città,del lavoro e della teleologia dell utile) che sembra non prevedere più spazi per la poesia e per il poeta.

Quello che prima era soprattutto atteggiamento letterario, in questi componimenti diventa vera esperienza dell'esistenza e il verso, pur non perdendo nulla della sua sensualità, acquista in tristezza e inquietudine diventando un vero verso in movimento.

Questa inquietudine si legge nella descrizione del paesaggio (un paesaggio aspro e tetro, perennemente corroso dal vento e visitato raramente da vuote comparse umane) e nella ricerca assillante di un collegamento tra essere e divenire, mutamento e identità, nella speranza incerta che possa essere lenita la penosa insensatezza del vivere.

La terza fase[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima poesia di Luzi presenta una modifica di stile più prosastico e i contenuti si sono maggiormente aperti ai ricordi dell'adolescenza, alla descrizione di ambienti quotidiani vicino a quella di paesaggi esotici.

Ed è proprio alla lettura di questa sua ultima poesia, dal Fuoco della controversia che ricevette il Premio Viareggio nel 1978 a Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), che si comprende che la storia del poeta ha attraversato una profonda opera di identificazione che, partita dai momenti iniziali di assoluta partecipazione alle forme dell'individualismo spirituale, è riuscita a creare un aggancio reale a quelli della prima e seconda maturità.

Contemporaneamente alla 'produzione' lirica si affianca anche la drammaturgia. Mario Luzi è anche autore di testi teatrali. Dal primo che è "Pietra Oscura" (1946) all'ultimo "Il fiore del dolore" (2003) corrono quasi sessant'anni di teatro. Tra questi estremi ci sono i drammi "Il libro di Ipazia", "Rosales", "Hystrio", "Il Purgatorio la notte lava la mente", tutti compresi nell'edizione garzanti. A questi testi seguono "Ceneri e ardori" e "Felicità turbate" del 1995 e 1997, del 1999 sono "Opus Florentinum" e "La passione. Via Crucis al Colosseo" (1999).

Mario Luzi ha sempre dimostrato una umiltà d'animo come pochi dando apertamente la sua disponibilità per interviste e dibattiti durante i quali ha sotteso ossequiosità al dialogo nonché apertura e confronto dialettico. Sono stati numerosi gli studenti ai quali ha concesso interviste durante gli ultimi anni della sua vita. Molti di questi studenti provenivano dalle più disparate zone d'Italia.

Nel 2014 sono state tante le commemorazioni per celebrare il centenario della nascita del poeta. Tra queste, anche il Comune di Siena ha voluto ricordarlo dedicandogli il Palio del 16 agosto, dipinto dall'artista Ivan Dimitrov.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • La barca, Modena, Guanda, 1935.
  • Avvento notturno, Firenze, Vallecchi, 1940.
  • Biografia a Ebe, Firenze, Vallecchi, 1942. Prosa poetica
  • Un brindisi, Firenze, Sansoni, 1944.
  • Quaderno gotico, Firenze, Vallecchi, 1947.
  • Primizie del deserto, Milano, Schwarz, 1952.
  • Onore del vero, Venezia, Pozza, 1957.
  • Il giusto della vita, Milano, Garzanti, 1960. Tutte le poesie fino al 1960.
  • Nel magma, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1963; Milano, Garzanti, 1966.
  • Dal fondo delle campagne, Torino, Einaudi, 1965.
  • Su fondamenti invisibili, Milano, Rizzoli, 1971.
  • Al fuoco della controversia, Milano, Garzanti, 1978.
  • Semiserie, Salerno, Il Catalogo, 1979.
  • Reportage. Un poemetto; seguito dal Taccuino di viaggio in Cina. 1980, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1980.
  • La cordigliera delle Ande e altri versi tradotti, Torino, Einaudi, 1983.
  • Per il battesimo dei nostri frammenti, Milano, Garzanti, 1985.
  • Frasi e incisi di un canto salutare, Milano, Garzanti, 1990. ISBN 88-11-63473-3.
  • Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, Milano, Garzanti, 1994. ISBN 88-11-63471-7.
  • Pietra Oscura, Porretta Terme, I quaderni del battello ebbro, 1994.
  • Felicità turbate, Milano, Garzanti, 1995. ISBN 88-11-64030-X.
  • Sotto specie umana, Milano, Garzanti, 1999. ISBN 88-11-63475-X.
  • Opus florentinum, Firenze, Passigli, 2000. ISBN 88-368-0678-3.
  • Parlate, Novara, Interlinea, 2003. ISBN 88-8212-452-5.
  • Dottrina dell'estremo principiante, Milano, Garzanti, 2004. ISBN 88-11-63044-4.
  • Lasciami, non trattenermi. Poesie ultime, Milano, Garzanti, 2009. ISBN 978-88-11-63212-2.
  • Poesie ultime e ritrovate, Milano, Garzanti, 2014. ISBN 978-88-11-81072-8.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Ipazia. Poemetto drammatico, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1972.
  • Libro di Ipazia, Milano, Rizzoli, 1978.
  • Rosales, Genova, Edizioni del Teatro di Genova, 1983.
  • Hystrio, Milano, Rizzoli, 1987. ISBN 88-17-79012-5.
  • Il purgatorio. La notte lava la mente. Drammaturgia di un'ascensione, Genova, Costa & Nolan, 1990. ISBN 88-7648-103-6.
  • Io, Paola, la commediante, Milano, Garzanti, 1992. ISBN 88-11-64016-4.
  • Teatro, Milano, Garzanti, 1993. ISBN 88-11-66986-3.
  • Ceneri e ardori, Milano, Garzanti, 1997. ISBN 88-11-64032-6.

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Opium chrétien, Modena, Guanda, 1938. (su Mauriac)
  • Un'illusione platonica e altri saggi, Firenze, Edizioni di rivoluzione, 1941; Bologna, Boni, 1972.
  • L'inferno e il limbo, Firenze, Marzocco, 1949; Milano, Il saggiatore, 1964.
  • L'idea simbolista, Milano, Garzanti, 1959; 1976.
  • Lo stile di Constant, Milano, Il Saggiatore, 1962.
  • Tutto in questione, Firenze, Vallecchi, 1965.
  • Vicissitudine e forma, Milano, Rizzoli, 1974.
  • Discorso naturale, Siena, Messapo, 1980; Milano, Garzanti, 1984.
  • Dante e Leopardi, o Della modernità, Roma, Editori riuniti, 1992. ISBN 88-359-3637-3.
  • Naturalezza del Poeta. Saggi critici, Milano, Garzanti, 1995. ISBN 88-11-59850-8.
  • Prima semina. Articoli, saggi e studi, 1933-1946, Milano, Mursia, 1999. ISBN 88-425-2495-6.
  • Vero e verso. Scritti sui poeti e sulla letteratura, Milano, Garzanti, 2002. ISBN 88-11-59729-3.

Altri testi[modifica | modifica wikitesto]

Memoria[modifica | modifica wikitesto]

Le associazioni che preservano e diffondono le opere e la memoria del poeta fiorentino sono:

Fondazione Mario Luzi

Ente che raccoglie le testimonianze e le donazioni di privati (carteggi, ecc.), che vanno a costituire un unico Fondo. Organizza dal 2011 il «Premio Internazionale Mario Luzi» (fondato nel 2005). Grazie all'opera della Fondazione, nel 2012 ha visto la luce un inedito di Luzi: Seminario sul teatro. Incontro con il poeta. Nel 2015 è uscita l'antologia Mario Luzi Da un'oscurità raggiante, Fondazione Mario Luzi, tradotto in rumeno da Geo Vasile con testo italiano a fronte.

Nel 2015 il Fondo Luzi, dichiarato di interesse culturale nel 2011, è stato acquistato dalla Giunta della Regione Toscana e depositato all'Archivio contemporaneo del Gabinetto Vieusseux[4].

Centro Studi Mario Luzi "La Barca"

Il suo scopo raccogliere, custodire e divulgare oltre diecimila volumi di notevole valore, donati dal poeta al comune di Pienza, di cui era cittadino onorario. Fondato nel luglio 1999, prende il nome dall'opera d'esordio di Luzi.

Il Centro studi "La Barca" raccoglie anche importanti manoscritti, lettere e carte private del Maestro, e rappresenta un insostituibile punto di riferimento per chiunque voglia accedere ad una parte del mondo finora sconosciuto del poeta nonché di molti altri scrittori e personalità della cultura novecentesca, non solo italiana, legati a Luzi da rapporti epistolari[5].

Il Centro studi è curato da un comitato scientifico, di cui fanno parte noti studiosi dell'opera luziana e da un comitato operativo.

Associazione Mendrisio

Il sodalizio svizzero ha digitalizzato numerose opere del poeta, che sono fruibili gratuitamente online.

Altro

La rivista Poesia, mensile internazionale di cultura poetica, edita da Crocetti ha dedicato al poeta il numero 159 del marzo 2002 e il numero 187 dell'ottobre 2004.

La rivista Mosaico gli ha dedicato un numero monografico nel maggio del 2010, dal titolo "Mario Luzi e la voce della poesia".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 7 novembre 1994[6]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— 25 febbraio 2000[7]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1982[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Premio Letterario Viareggio-Rèpaci - Albo d'oro, Premio Letterario Viareggio Rèpaci. URL consultato il 9 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2012).
  2. ^ Congratulazioni di Andrea Zanzotto a Luzi per la vincita del Premio Viareggio: Andrea Zanzotto, Lettere a Mario Luzi (1958-1986) (PDF), Stony Brook Open Journal Systems, p. 8. URL consultato il 21 aprile 2013.
  3. ^ Il piccolo mondo di Luzi, sul Corriere Fiorentino del 27 febbraio 2014
  4. ^ Da oggi il Fondo Mario Luzi è ospitato presso il Gabinetto Vieusseux, in toscana-notizie.it, 19 marzo 2015. URL consultato il 10 aprile 2015.
  5. ^ Mario Ceroti (a cura di), Catalogo del fondo di poesia italiana del Centro studi Mario Luzi La barca, saggio introduttivo Mario Luzi e le terre di Siena di Carlo Fini, Siena, Amministrazione provinciale, 2008.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Medici, Luzi oltre Leopardi. Dalla forma alla conoscenza per ardore, prefazione di D.M. Pegorari, postfazione di M. Beck, Stilo Editrice, Bari 2007.
  • Mario Luzi e Carlo Betocchi, lettere 1933-1984, a cura di Anna Panicali, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2006.
  • «La poesia - si sa - si affida al tempo», a cura di Carlo Pirozzi, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2004.
  • Isabella Vincentini, Varianti da un naufragio. Il viaggio marino dai simbolisti ai post-ermetici, Milano, Mursia, 1994. ISBN 88-425-1590-6.
  • «Delle segrete, silenziose lacrime», raccolta di sei versi, tra cui un inedito, facente parte del progetto NUMA al quale Roberto Zani l'aveva invitato a partecipare nel 2004, Lumezzane (Bs), Serafino Zani, 2006.
  • S. Verdino, Luzi da Leopardi a Dante, «Cuadernos de Filología Italiana», Vol. 18, 2011, pp. 195–202.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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