Alberto Arbasino

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on. Nino Alberto Arbasino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Alberto Arbasino 1.jpg
Luogo nascita Voghera
Data nascita 22 gennaio 1930
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione scrittore
Partito Partito Repubblicano Italiano
Legislatura IX
Gruppo PRI
Coalizione Pentapartito
Regione Lombardia
Collegio Milano-Pavia
Incarichi parlamentari

II Commissione (Interni)

Pagina istituzionale
« Il male di vivere lo incontravo a Voghera, ma non lo salutavo »
(Alberto Arbasino[1])

Nino Alberto Arbasino (Voghera, 22 gennaio 1930) è uno scrittore, saggista e giornalista italiano. Tra i protagonisti del Gruppo 63, la sua produzione letteraria ha spaziato dal romanzo (Fratelli d'Italia del 1963, riscritto nel 1976 e nel 1993) alla saggistica (ad esempio Un paese senza, 1980). Si considera uno scrittore espressionista, e considera Super Eliogabalo il suo libro più surrealista e anche quello più espressionista: «soprattutto per le descrizioni dei luoghi, che sono sempre onirici e deliranti».[2]

Romanziere sofisticato e sperimentale, con trame estremamente rarefatte, lunghe digressioni metaletterarie e letterarie in molte lingue, giornalista di costume, critico teatrale e musicale, intellettuale. Raffaele Manica, nell'introduzione al Meridiano a lui dedicato, ha scritto: “Nell’idea di romanzo di Arbasino le citazioni sostituiscono l’intreccio o l’avventura del romanzo tradizionale: sono altre avventure verso altri mondi noti o meno noti o ignoti”. Di lui è stato anche detto che è erede della tradizione illuministica lombarda, quella di Giuseppe Parini per intenderci, per il valore civile dei suoi interventi pubblici. Gran parte della sua produzione giornalistica ha trovato spazio sulle colonne di Repubblica. Pregevole inoltre la sua produzione come autore di libri di viaggio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Edoardo e Gina Manusardi, primo di tre fratelli: Mario e Massimo, mancato in giovane età. Studi al Regio Liceo-Ginnasio Grattoni di Voghera. Nel 1948 si iscrive alla facoltà di Medicina dell'Università di Pavia e viene ammesso al Collegio Cairoli. Passa alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Statale di Milano nel 1951 attirato dalla carriera diplomatica. Nel 1955 si laurea in Giurisprudenza, relatore Roberto Ago di cui diventerà assistente. Si fa conoscere al pubblico con alcuni scritti pubblicati su riviste importanti come L'illustrazione italiana, Officina e Paragone che nel 1955 gli pubblica uno dei suoi primi racconti, Destino d'estate. In cui si rintracciano alcuni temi ricorrenti nell'opera di Arbasino: la provincia italiana del periodo post-bellico chiusa nel suo mondo ristretto e la critica di una società pettegola e ristretta delle ville e dei salotti.

Nella primavera del 1956 passa un trimestre di studio in Francia a Sciences Po. Nel 1957 si trasferisce a Roma, sempre col professor Ago, alla Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza. Da scrittore esordiente, ha avuto come editor Italo Calvino nel 1957.[3] I suoi primi racconti, inizialmente pubblicati su riviste, sono stati poi raccolti in Le piccole vacanze e L'Anonimo lombardo. Nell'estate 1959 passa alcune settimane ad Harvard come borsista della Political Section. Nel 1960 esce a puntate su Il Mondo La bella di Lodi che l'anno successivo verrà adattato per il cinema insieme a Mario Missiroli. Nel maggio 1963 esce per Feltrinelli Fratelli d'Italia. Nel 1965 abbandona la carriera universitaria per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Nel 1967 inizia la collaborazione con Il Corriere della Sera, terminata poi con la direzione di Giovanni Spadolini.

Nell'ottobre 1969 esce Super-Eliogabalo che viene accolto dal pubblico e dalla critica in modo controverso. Nel gennaio 1976 inizia la collaborazione con il quotidiano La Repubblica. Nel corso del 1977 ha condotto su Rai 2 il programma Match. Nel 1980 riceve l'Ambrogino d'oro del Comune di Milano dal sindaco Tognoli. A marzo 1985 pubblica per Garzanti Il meraviglioso, anzi. Nel 1993 viene ripubblicato e ampiamente riscritto Fratelli d'Italia, questa volta da Adelphi, iniziando così una prolifica collaborazione con la casa editrice milanese. Nel settembre 2001 Feltrinelli pubblica i versi di Rap!. Nel 2009 sono usciti due volumi antologici che riprendono l'opera con cronologia e storia editoriale ben ricostruite da Raffaele Manica ne «I Meridiani» di Mondadori. Nel 2004 gli è stato assegnato il Premio Chiara alla carriera. È solito rivedere e riscrivere le sue opere, pertanto quasi tutte sono state ripubblicate in edizioni aggiornate.[4]

Con Giuseppe Pontiggia in occasione del Premio Campiello del 1994.

Ha abbandonato la cerimonia del premio letterario Boccaccio (Certaldo, Firenze) prima ancora della conclusione (10 settembre 2011), affermando: "Sono qui da due giorni a sentire fanfaluche e convenevoli. Io questo premio non lo voglio, tenetevelo, me ne vado"[5]. Nel 2012 è stato insignito del Premio Scanno per la Letteratura. Nel 2013 riceve il Premio Campiello alla carriera. Grande estimatore di Gadda, ne ha analizzato la scrittura nei saggi Genius Loci,[6] in I nipotini dell'ingegnere (1960), in Sessanta posizioni[7], in L'ingegnere e i poeti: Colloquio con C. E. Gadda[8] e in L'ingegnere in blu, con il quale ha vinto l'anti-premio Pen Club nel 2008.[9] Arbasino è inoltre il padre delle espressioni: "Casalinga di Voghera" e "Gita a Chiasso"[10][11][12].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

È stato deputato al Parlamento italiano come indipendente per il Partito Repubblicano Italiano fra il 1983 e il 1987.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 6 dicembre 1995[13]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Anonimo lombardo, Feltrinelli, Milano, 1959 («Biblioteca di letteratura. I contemporanei» n. 11, pp. 569; comprende Il ragazzo perduto, prima versione de L'Anonimo lombardo, e altri racconti); Feltrinelli, Milano, 1966 («I narratori» n. 83, pp. 219; prima edizione de L'Anonimo lombardo come romanzo singolo); Einaudi, Torino, 1973 («Nuovi coralli» n. 56, pp. 208; ISBN 88-06-37002-2); Adelphi, Milano, 1996 («Biblioteca» n. 320, pp. 205; ISBN 88-459-1219-1; recensione); UTET, Torino, 2007 («Premio strega», pp. 256; con prefazione di Raffaele Manica; ISBN 88-02-07491-7)
  • Fratelli d'Italia, Feltrinelli, Milano, 1963 («I narratori» n. 24, pp. 532); Feltrinelli, Milano, 1967 («Gli astri» n. 18, pp. 536; con modifiche all'ultimo capitolo); Einaudi, Torino, 1976 («Gli struzzi» n. 110, pp. 663; ISBN 88-06-25106-6; seconda edizione ampliata); Adelphi, Milano, 1993 («Biblioteca» n. 274, pp. 1371; ISBN 88-459-1000-8; terza edizione ulteriormente ampliata)
  • La narcisata, in La narcisata e La controra: due storie romane, Feltrinelli, Milano, 1964 («Le comete» n. 33, pp. 143); La narcisata, Einaudi, Torino, 1975 («Nuovi coralli» n. 121, pp. 127; ISBN 88-06-42234-0)
  • Super Eliogabalo, Feltrinelli, Milano, 1969 («I narratori» n. 159, pp. 322); Einaudi, Torino, 1978 («Gli struzzi» n. 170, pp. 351; ISBN 88-06-10603-1; seconda edizione ampliata); Adelphi, Milano, 2001 («Fabula» n. 132, pp. 406; ISBN 88-459-1597-2)
  • Il principe costante, Einaudi, 1972 («I coralli» n. 282, pp. 136; ISBN 88-06-34892-2)
  • La bella di Lodi; Einaudi, Torino, 1972 («Supercoralli», pp. 166; ISBN 88-06-33183-3); Adelphi, Milano, 2001 («Gli Adelphi» n. 215, pp. 168; ISBN 88-459-1731-2)
  • Specchio delle mie brame, Einaudi, Torino, 1974 («I coralli» n. 301, pp. 137); Einaudi,Torino, 1975 («Nuovi coralli» n. 108, pp. 137; ristampa); Adelphi, Milano, 1995 («Fabula» n. 87, pp. 169; ISBN 88-459-1127-6; seconda edizione)
  • Luisa col vestito di carta, illustrazioni di Giosetta Fioroni, Emme edizioni, Milano, 1978

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Saggi, interventi critici[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Favole su favole: fiabe e leggende, tradotte, trascritte e trasformate da Alberto Arbasino e altri; premessa di Walter Pedullà, Lerici, Cosenza, 1975
  • Le interviste impossibili, Bompiani, Milano 1975. Contiene le interviste impossibili di Alberto Arbasino a Ludwig II di Baviera e Giovanni Pascoli.
  • Nuove interviste impossibili, Bompiani, Milano 1976. Contiene l'intervista impossibile di Alberto Arbasino a Giacomo Puccini.

Volumi collettanei[modifica | modifica wikitesto]

  • Romanzi e racconti, volume I, a cura di Raffaele Manica, Mondadori, Milano, 2009 («I Meridiani»; saggio introduttivo di Raffaele Manica, cronologia di Alberto Arbasino e Raffaele Manica; contiene: Le piccole vacanze, L'Anonimo lombardo, Fratelli d'Italia [nella versione del 1963] e Certi romanzi [nella versione del 1964]; dossier: Arbasino su Arbasino ; notizie sui testi a cura di Raffaele Manica, bibliografia a cura di Alberto Arbasino e Raffaele Manica; ISBN 978-88-04-58641-8)
  • Romanzi e racconti, volume II, a cura di Raffaele Manica, Mondadori, Milano, 2010 («I Meridiani»; contiene: La narcisata, Super-Eliogabalo, La bella di Lodi, Il principe costante, Specchio delle mie brame, Condizione del dolore [tratto da Fratelli d'Italia, versione del 1993], Amate sponde!, Matinée. Un concerto di poesia, La caduta dei tiranni; dossier: Arbasino su Arbasino, notizie sui testi a cura di Raffaele Manica, bibliografia a cura di Alberto Arbasino e Raffaele Manica; ISBN 978-88-04-58642-5)

Bibliografia della critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Elisabetta Bolla, Invito alla lettura di Alberto Arbasino, Mursia, Milano, 1979
  • Maria Luisa Vecchi, Alberto Arbasino, Firenze: La nuova Italia, 1980 («Il castoro» 167)
  • Graziella Pulce, Lettura d'autore: conversazioni di critica e di letteratura con Giorgio Manganelli, Pietro Citati e Alberto Arbasino, Bulzoni, Roma, 1988
  • Giancarlo Leucadi, La terra incognita della romanzeria: saggio su Alberto Arbasino, Bologna: Printer, 1994
  • Clelia Martignoni, Cinzia Lucchelli e Elisabetta Cammarata, La scrittura infinita di Alberto Arbasino: studi su «Fratelli d'Italia», Interlinea, Novara, 1999 ISBN 88-8212-173-9
  • Alberto Arbasino, a cura di Marco Belpoliti e Elio Grazioli, «Riga» n. 18, Milano: Marcos y Marcos, 2001 ISBN 88-7168-318-8 vedi il sito
  • Alberto Arbasino, Giorgio Bassani, Quando ci vedevamo da Feltrinelli, «la Repubblica», 19 febbraio 2003
  • Giuseppe Panella, Alberto Arbasino, Cadmo, Fiesole, 2004 («Scritture in corso» 13) ISBN 88-7923-319-X
  • Anna Banti, Lettere ad Alberto Arbasino, a cura di Piero Gelli, Archinto, Milano, 2006 ISBN 88-7768-465-8
  • Nicola D'Antuono, Forme e significati in Alberto Arbasino, Campus, Pescara, 2000 ISBN 88-87413-10-X; poi ampliato, Millennium, Bologna, 2007 ISBN 978-88-95045-04-7
  • Ugo Perolino, Arbasino e il caso Moro. "In questo Stato (1978-2008)", in C. Serafini (a cura di), Parola di scrittore. Letteratura e giornalismo nel Novecento, Bulzoni, Roma, , 2010, pp. 635–644.
  • Ugo Perolino, un euforico congedo, Edizioni Tracce, Pescara, 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Armano, «I caffè letterari sono spariti e con loro pure le idee», giovedì 16 luglio 2015, «Il Fatto Quotidiano»
  2. ^ Alberto Arbasino, Conversazione Con Gabriele Pedullà
  3. ^ Dentro i viaggi di Arbasino, in bilico tra letteratura e biografia, incontro alla Scuola Normale Superiore di Pisa, 5 aprile 2006, disponibili estratti audio mp3 [1]
  4. ^ Recensione de L'Anonimo lombardo, 2002/2003
  5. ^ , Gonews.it e repubblica.it
  6. ^ Genius Loci (1977), published by The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS) ISSN: 1476-9859. Previously published in Certi romanzi (Turin: Einaudi, 1977), 339-71. artwork 2000-2004 by G. & F. Pedriali. [2]
  7. ^ I nipotini dell'ingegnere (1960), in Sessanta posizioni / A. Arbasino. - Milano : Feltrinelli, 1971. - (Il Verri ; 1, pp. 185-210)
  8. ^ L'ingegnere e i poeti : Colloquio con C. E. Gadda / A. Arbasino. - Milano : Feltrinelli 1963. - (Il Verri ; 13)
  9. ^ Ad Arbasino il Pen Club e il Grinzane Pavese in La repubblica del 8 settembre 2008
  10. ^ Nicoletta Tiliacos, A. A. alla zagarella su ilfoglio;it, Il Foglio Quotidiano, 22 gennaio 2010.
  11. ^ Nicoletta Tiliacos, Il modernista conservatore su ilfoglio.it, Il Foglio Quotidiano, 22 gennaio 2010.
  12. ^ Camillo Langone, Arbasino Alberto su ilfoglio.it, Il Foglio Quotidiano, 22 aprile 2001.
  13. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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