Tahar Ben Jelloun

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

«Non incontrerai mai due volti assolutamente identici.
Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative.
Ciascun volto è simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto.
È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per se stessi.»

(Tahar Ben Jelloun)

«Quando guardi bene qualcuno negli occhi, sei costretto a vedere te stesso.»

(Tahar Ben Jelloun)
Tahar Ben Jelloun

Tahar Ben Jelloun (in arabo: طاهر بنجلون‎; Fès, 1º dicembre 1944) è uno scrittore, poeta e saggista marocchino, principalmente noto per i suoi scritti sull'immigrazione e il razzismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tahar Ben Jelloun nasce a Fès, nell'allora Marocco francese, il 1º dicembre del 1944 da un'agiata famiglia di etnia berbera. Ben Jelloun trascorre la sua adolescenza a Tangeri e compie gli studi di filosofia presso l'Università di Rabat, dove comincia a scrivere le sue prime poesie in francese, raccolte poi sotto il titolo di Hommes sous linceul de silence (1971). In patria, ha svolto per diversi anni il ruolo di docente di filosofia ma, a causa dell'arabizzazione dell'insegnamento (e non essendo egli abilitato alla pedagogia in lingua araba), si è trovato costretto, nel 1971, ad emigrare in Francia, a Parigi, dove tre anni dopo ha conseguito un dottorato in psichiatria sociale sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati, che verrà in seguito pubblicata col titolo L'estrema solitudine. La sua esperienza di psicoterapeuta sarà poi riversata nel romanzo La Réclusion solitaire' ("La reclusione solitaria", 1976). Nel frattempo continua a scrivere, sempre esclusivamente in francese, collaborando regolarmente col quotidiano Le Monde. Oggi vive a Parigi ed è padre di 4 figli.

Il suo primo romanzo, Harrouda, è del 1973. Con il Premio Goncourt assegnatogli per La Nuit sacrée nel 1987, è divenuto lo scrittore straniero francofono più conosciuto in Francia. Interviene con dibattiti e articoli sui problemi della società, soprattutto sul problema della periferia urbana e del razzismo. Nel 1993 ha vinto il Premio Giornalistico Archivio Disarmo-Colombe d'oro per la Pace nell'ambito della nona edizione. Nel 2004 ha ricevuto il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa per Amori stregati. Con il libro Il razzismo spiegato a mia figlia e per il suo profondo messaggio gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite il Global Tolerance Award e nel 2006 ha vinto il Premio Internazionale Trieste Poesia[1].

Tahar Ben Jelloun è lo scrittore francese più tradotto al mondo. The Sand Child (Threshold, 1985) e The Sacred Night (Prix Goncourt, 1987) sono stati tradotti in quarantatre lingue incluse (oltre alle lingue araba, inglese ed europea) indonesiana, vietnamita Hindi, ebraico, giapponese, coreano, cinese, ecc. Il razzismo spiegato a mia figlia (un bestseller di oltre 400.000 copie9,10), è tradotto in trentatré lingue, incluse tre delle undici lingue principali del Sudafrica (afrikaans, swati e 'ixixhosa), bosniaco ed esperanto. La maggior parte dei suoi libri sono stati tradotti in arabo, alcuni dallo stesso autore. Dal 2011 è membro della giuria del premio letterario Guillaume-Apollinaire. Nel 2013 ha vinto il Premio Nazionale Vincenzo Padula - Sezione "Narrativa Internazionale".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ il sito Archiviato il 25 maggio 2013 in Internet Archive..

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN61541657 · ISNI (EN0000 0001 2135 5386 · LCCN (ENn50038444 · GND (DE119052482 · BNF (FRcb118911393 (data) · NLA (EN35972738 · NDL (ENJA00463069 · WorldCat Identities (ENn50-038444