Il razzismo spiegato a mia figlia

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Il razzismo spiegato a mia figlia
Titolo originale Le Racisme expliqué à ma fille
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Tahar Ben Jelloun par Claude Truong-Ngoc sept 2013
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Autore Tahar Ben Jelloun
1ª ed. originale 1998
1ª ed. italiana 2005/Milano - Bompiani
Genere narrativa/ saggistica
Sottogenere scienze sociali
Lingua originale francese
Ambientazione Parigi 1997/1998
Personaggi Thahar e Marième


Il razzismo spiegato a mia figlia, titolo originale Le racisme expliqué à ma fille, è un romanzo scritto in forma di dialogo (domanda-risposta) dallo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun e pubblicato nel 1998. È stato tradotto in oltre 25 lingue. Ben Jelloun è convinto della possibilità e del dovere di educare i giovani ai valori del rispetto e della tolleranza.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

La storia si svolge come un dialogo tra l'autore e sua figlia di circa 10 anni con cui ha partecipato ad una manifestazione contro il razzismo che le ha fatto sorgere molte domande sul significato di questa parola. Così la ragazza pone al padre numerose domande concatenate le une alle altre per riuscire a chiarirsi. L'opera è stata scritta nel 1998 poco dopo la manifestazione contro il progetto di legge Debré, tenutasi in Francia il 22 febbraio 1997 La legge, approvata il 24 aprile 1997, ha permesso la confisca del passaporto a stranieri irregolari e ha autorizzato la registrazione delle impronte digitali di chi richiede un permesso di soggiorno. Alla manifestazione l'autore ha partecipato con la figlia di dieci anni, Mérième, la quale, colpita dagli slogan e dalle sfilate di protesta, ha cominciato a porre al padre domande sul razzismo. Queste domande sono state lo stimolo per la stesura del saggio scritto sotto forma di dialogo tra padre e figlia. La scelta del dialogo è dettata dalla necessità di rendere più semplice e immediata la comprensione di un argomento così difficile. Infatti destinatari del saggio sono ragazzi tra gli otto e i quindici anni, pur essendo una lettura istruttiva per tutti. La finalità è soprattutto pedagogica La prima definizione fornita dallo scrittore è quella di razzismo che è la tendenza a manifestare diffidenza e disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre. Pertanto il razzista è colui che pensa che tutto ciò che è troppo differente da lui lo minacci nella sua tranquillità: ha paura dello straniero senza una ragione valida. In particolare il razzista ha paura di uno straniero, soprattutto se è più povero di lui: non teme infatti l’emiro arabo che trascorre le vacanze in Costa Azzurra perché in tal caso ha stima del ricco che è andato lì a spendere soldi. Il razzismo è un comportamento istintivo: l’uomo, come gli animali, tende a demarcare il suo territorio, la sua terra, i suoi beni e solo con l’intervento della ragione e soprattutto attraverso l’educazione e la cultura impara a vivere insieme e si convince che non è solo al mondo e che esistono vari modi di vivere e culture tutte ugualmente valide. Tuttavia l’uomo, a differenza degli animali, spesso ha pregiudizi e tende a giudicare gli altri prima di conoscerli e questo provoca atteggiamenti razzisti. Il razzismo non ha alcuna base scientifica, ma gli uomini nel corso della storia hanno provato a servirsi della scienza per giustificare forme di discriminazione. Così hanno cominciato a considerare di livello più basso alcuni gruppi umani, come è accaduto ai neri dell’Africa, agli aborigeni australiani e agli indiani d’America che tra XVIII e XIX secolo sono stati considerati inferiori in base ad una presunta e infondata superiorità della razza bianca. Il razzista, nel momento in cui discrimina le persone diverse, non considera che una società multirazziale è sempre una fonte di arricchimento personale. Costui per giustificare le proprie azioni tira in ballo anche le religioni.

L’autore sottolinea, però, che le religioni non sono razziste. Sono i fondamentalisti, i fanatici religiosi che le fanno diventare tali nel momento in cui interpretano a modo loro i testi sacri e sono pronti ad uccidere e a sacrificare se stessi, morendo per quello che credono essere un comandamento divino. Invece tutti i libri sacri sono contro il razzismo perché tutte le religioni predicano la pace tra gli uomini. L’autore Tahar Ben Jelloun tratta anche argomenti riguardanti lo sterminio, ossia la volontà di far sparire in modo radicale e definitivo un’intera comunità. Questo è accaduto durante la Seconda guerra mondiale, quando Adolf Hitler, capo della Germania nazista, ha deciso di sterminare gli ebrei, compiendo un vero e proprio genocidio. A questo tipo di razzismo si dà il nome di antisemitismo ed è rivolto contro gli ebrei considerati “razza negativa”. La forma più diffusa di razzismo, però, rimane quella contro i neri, comportamento questo che veniva ampiamente giustificato dalle grandi potenze negli anni del colonialismo. Oggi le lotte per i loro diritti, nonostante l’assassinio a Memphis nel 1968 di Martin Luther King, un uomo che si è battuto per l’uguaglianza tra bianchi e neri, non è ancor finita.

Quindi la lotta contro il razzismo deve essere un interesse quotidiano ed essa deve cominciare nei luoghi deputati all'educazione come la scuola e la famiglia.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il testo presenta sequenze narrative, dialogiche e descrittive, con una focalizzazione interna variabile


Temi[modifica | modifica wikitesto]

Xenofobia Significa ostilità verso gli stranieri e ciò che viene dall'estero (pag.44)

Discriminazione[modifica | modifica wikitesto]

Sterminio[modifica | modifica wikitesto]

Annientamento di un gruppo etnico che si verifica in un luogo attrezzato per l'eliminazione in massa di prigionieri e deportati

Diversità[modifica | modifica wikitesto]

Straniero[modifica | modifica wikitesto]

La persona fisica e giuridica che, pur trovandosi nel territorio di uno Stato, appartiene per nazionalità a uno Stato diverso.

Pregiudizio[modifica | modifica wikitesto]

Giudicare gli altri prima di conoscerli, credendo di sapere già chi sono e quanto valgono.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Si intende un sistema di opinioni, credenze,costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano particolare.

Capro espiatorio[modifica | modifica wikitesto]

L’essere animato, o anche inanimato, capace di accogliere sopra di sé i mali e le colpe della comunità, la quale per questo processo di trasferimento ne viene liberata.Il nome deriva dal rito ebraico compiuto nel giorno dell’espiazione, quando un capro era caricato dal sommo sacerdote di tutti i peccati del popolo e poi mandato via nel deserto.Questa trasmissione del male era conosciuta anche dai Babilonesi e Assiri, e dai Greci.

L'antisemitismo[modifica | modifica wikitesto]

Avversione e lotta contro gli Ebrei, manifestatasi anticamente come ostilità di carattere religioso, divenuta in seguito, spec. nel sec. 20°, vera e propria persecuzione razziale basata su aberranti teorie pseudoscientifiche.

Apartheid[modifica | modifica wikitesto]

Segregazione razziale, in particolare quella attuata nei confronti della popolazione di colore diverso.

Colonialismo[modifica | modifica wikitesto]

La politica di dominio coloniale perseguita dalle potenze europee a partire dalla seconda metà del XIX secolo fino agli anni successivi alla seconda guerra mondiale.

Diffidare[modifica | modifica wikitesto]

Non fidarsi, non aver fiducia in qualcuno.

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

In generale, l’attività, l’opera, e anche il risultato di educare, o di educarsi, come sviluppo di facoltà e attitudini, come affinamento della sensibilità, come correzione del comportamento, come trasmissione e acquisizione di elementi culturali, estetici e morali.

Fondamentalismo[modifica | modifica wikitesto]

Denominazione, sorta in ambito cristiano negli Stati Uniti agli inizi del XX sec., ed estesa poi alle due altre religioni monoteiste, ebraica e musulmana, per indicare genericamente i movimenti, dapprima religiosi e culturali, poi anche sociali e politici, che, opponendosi a qualsiasi interpretazione evolutiva dei propri principi originari e fondamentali, ne propongono un’applicazione rigorosa negli ordinamenti attuali.

Genetico[modifica | modifica wikitesto]

Che è in rapporto con i processi di trasmissione ereditaria; relativo alla genesi.

Ghetto[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere in cui in alcune città erano obbligati a vivere gli Ebrei.

Razza[modifica | modifica wikitesto]

Raggruppamento di individui costituito in modo empirico sulla base di caratteri somatici esteriori comuni. Il termine è oggi sostituito con "etnia".

Genocidio[modifica | modifica wikitesto]

Sterminio di un intero gruppo razziale etnico o religioso.

Razzismo[modifica | modifica wikitesto]

Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la 'purezza' e il predominio della 'razza superiore'.

Razzista[modifica | modifica wikitesto]

E'colui che predica e pratica il razzismo. Il razzista crede che la propria razza sia superiore alle altre.

Repulsione[modifica | modifica wikitesto]

Disgusto, azione concreta di respingere il nemico, di cacciare fuori qualcuno.

Semita[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente ad un gruppo etnico-linguistico del vicino-Oriente, il quale, secondo la Bibbia, discenderebbe da Sem, figlio di Noè.

Straniero[modifica | modifica wikitesto]

La persona fisica e giuridica che, pur trovandosi nel territorio di uno Stato, appartiene per nazionalità a uno Stato diverso.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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