Biancamaria Frabotta

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« Io sono poetessa e intera non appartengo a nessuno »

(Biancamaria Frabotta, Il rumore bianco)

« Ero considerata troppo donna, troppo femminista, troppo intelligente, troppo viscerale, troppo accademica, troppo poco accademica, troppo bella, perfino troppo alta. Insomma ero «troppo» tutto, per essere «solo» poeta. »

(Biancamaria Frabotta, Quartetto per masse e voce sola)

Biancamaria Frabotta (Roma, 11 giugno 1946) è una poetessa, scrittrice, giornalista, docente universitaria italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Biancamaria Frabotta è nata a Roma, dove vive, alternando soggiorni anche a Cupi, nella Maremma toscana.

Dopo la plaquette d’esordio, Affeminata (1976), ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Il rumore bianco (1982), La viandanza (1995), Terra contigua (1999 e 2011), La pianta del pane (2003), Da mani mortali (2012) e il volume complessivo Tutte le poesie 1971-2017 (2018), con il libro inedito La materia prima.

Ha militato nel Movimento degli Studenti, durante e dopo il Sessantotto, e soprattutto nel Movimento delle Donne, a partire dal 1972, impegnandosi anche nella politica attiva con il PdUP. Ha curato due volumi del femminismo italiano e condotto battaglie civili per i diritti delle donne. Nel 1976 ha pubblicato Donne in poesia, che dà grande rilievo alla poesia di Amelia Rosselli e antologizza per la prima volta anche le giovanissime Patrizia Cavalli e Vivian Lamarque. Il volume, in parte una ricerca genealogica, in parte un’inchiesta sulla specificità del linguaggio poetico femminile, ha suscitato un vivace dibattito, ripreso e ampliato in Letteratura al femminile, che indaga le tracce del femminile anche nella letteratura maschile e si interroga sul sogno dell’androginia nella scrittura letteraria.

Gli interessi accademici di Frabotta si sono presto spostati dall’Ottocento al Novecento: la prima monografia è dedicata nel 1971 a Carlo Cattaneo, mai del tutto abbandonato, la seconda nel 1993 a Giorgio Caproni, diventato, per usare un’espressione morantiana, il poeta di tutta la vita. Successivamente Frabotta si è occupata di malinconia e di libri testimoniali, continuando a dedicare studi, saggi e recensioni ad Amelia Rosselli, Franco Fortini, Toti Scialoja, Elsa Morante, solo per fare qualche nome, e ai poeti della sua generazione, su cui ha assegnato anche delle tesi di laurea, forse per la prima volta in Italia.

Autrice di un romanzo, Velocità di fuga (1989), letto, discusso e apprezzato, non ha mai trascurato la narrativa contemporanea, come testimonia l’ingresso fra gli Amici della Domenica per l’attribuzione del Premio Strega, e ha scritto per il teatro una serie di atti unici raccolti in Trittico dell’obbedienza (1996). Come traduttrice ha pubblicato con Bruno Mazzoni l’antologia poetica italiana di Ana Blandiana, la più importante voce poetica della Romania contemporanea.

Ha collaborato con «il manifesto», molto a lungo, e con «L’Orsaminore», fondata insieme a Maria Luisa Boccia, Giuseppina Ciuffreda, Licia Conte, Anna Forcella, Manuela Fraire e Rossana Rossanda, «Alfabeta», «l’Espresso», «L’Indice dei libri del mese», «Poesia», l’«Almanacco dello Specchio».

Numerosi i viaggi internazionali, come poeta e come accademica, e le collaborazioni con università straniere, specie di area anglofona.

Nel 2013 è stata nominata socia onoraria della Società Italiana delle Letterate.

Ha insegnato alla Sapienza – Università di Roma, dove si è formata alla scuola di Walter Binni, dal 1969 al 2016, quando si è congedata dall’attività di Professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea.

Una dichiarazione di poetica[modifica | modifica wikitesto]

«Non so se avete mai preso un treno nel deserto. Io una volta, più di trent’anni fa, da Tunisi verso Tozeur, un’oasi adiacente a Chott el-Jerid, il Gran Lago Salato. All’incirca ogni venti minuti il macchinista fermava la locomotiva e scendeva per liberare i binari dalla sabbia o per raddrizzare quelli deformati dal sole. Avevo sete, un caldo insopportabile e allontanavo le mosche con una specie di bandierina di paglia acquistata da un berbero di Tunisi che se ne stava all’ombra di una pensilina, a Tunisi, senza muoversi, né fiatare. Non offriva la sua merce, né ne vantava l’utilità. Se non avessi avuto acqua nella borraccia e il viaggio si fosse protratto più delle otto ore che il treno impiegò a percorrere duecento chilometri, quel ventaglio non mi avrebbe certo salvato la vita, ma l’avrei tenuto stretto in pugno come un vessillo, fino alla fine. Come la poesia, una compagna di viaggio che scenderà alla mia stessa stazione.» (da Quartetto per masse e voce sola)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Affeminata, Nota critica di Antonio Porta, Rivalba, Geiger, 1976
  • Il rumore bianco, Prefazione di Antonio Porta, Milano, Feltrinelli, 1982
  • Appunti di volo e altre poesie, con un disegno di Toti Scialoja, Roma, La Cometa,1985
  • Controcanto al chiuso, disegni di Solvejg Albeverio Manzoni, Roma, Rossi & Spera, 1991
  • La viandanza, Milano, Mondadori, 1995 (Premio Montale)
  • Terra contigua, Roma, Empirìa,1999 e 2011
  • La pianta del pane, Milano, Mondadori, 2003
  • Gli eterni lavori, Prefazione di Giorgio Patrizi, con un’incisione di Giulia Napoleone, Genova, San Marco dei Giustiniani, 2005
  • I nuovi climi, Prefazione di Maurizio Cucchi, Brunello, Stampa, 2007
  • Da mani mortali, Milano, Mondadori, 2012
  • Per il giusto verso, Lecce, Manni, 2015
  • Risatelle, con Brunello Tirozzi, Roma, Empirìa, 2016
  • Tutte le poesie 1971-2017, Postfazione di Roberto Deidier, Nota biobibliografica di Carmelo Princiotta, Milano, Mondadori, 2018

In traduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • High Tide, Dublin, Poetry Ireland LTD, 1998 (versioni inglesi di poesie tratte da La viandanza)
  • Poezii pentru Giovanna, traducere de Ana Blandiana, Editura LiterNet, 2005

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ana Blandiana, Un tempo gli alberi avevano occhi, a cura di Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni, Roma, Donzelli, 2004

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • Velocità di fuga, Trento, Reverdito, 1989 (Premio Tropea 1989)

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Trittico dell'obbedienza, Palermo, Sellerio, 1996

Saggi autobiografici[modifica | modifica wikitesto]

  • Quartetto per masse e voce sola, Roma, Donzelli, 2009

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Cattaneo, Introduzione di Alessandro Galante Garrone, Lugano, Edizioni Ticino Nostro, 1971
  • Letteratura al femminile. Itinerari di lettura: a proposito di donne, storia, poesia, romanzo, Bari, De Donato, 1980
  • Giorgio Caproni. Il poeta del disincanto, Roma, Officina, 1993
  • L’estrema volontà. Studi su Caproni, Fortini, Scialoja, Roma, Perrone, 2010

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

  • Femminismo e lotta di classe in Italia (1970-1973), Roma, Savelli, 1973
  • La politica del femminismo (1973-1976), Roma, Savelli, 1976
  • Donne in poesia, con una nota critica di Dacia Maraini, Roma, Savelli, 1976
  • Arcipelago Malinconia, Introduzione di James Hillman, Roma, Donzelli, 2001
  • Poeti della malinconia, Introduzione di Antonella Anedda, Roma, Donzelli, 2001

Altre edizioni d’arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Tensioni, dialogo scenico con 12 disegni a colori di Rossana Lancia, Milano/Venezia, Eidos, 1989
  • Controcanto al chiuso, monologo teatrale con due incisioni di Giulia Napoleone, Roma, Edizioni della Cometa, 1994
  • Ne resta uno, sedici haiku con sei incisioni di Giulia Napoleone, Firenze, Il Ponte, 1996
  • Sopravvivenza del bianco, una poesia con sei maniere nere di Giulia Napoleone, Milano, Scheiwiller, 1997
  • Alta marea, libro da una poesia con un disegno a inchiostro di china di Marina Bindella, Roma, Eos Edizioni, 2001
  • Poesie per Giovanna, con un’incisione di Lorenzo Bruno, Ascoli Piceno, Grafiche Fioroni, 2004
  • La piega delle cose, libro oggetto di Ernesto Porcari, con testi di Biancamaria Frabotta, Roma, Il Bulino, 2007

La critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Giammei, La forma sinuosa dell’esistenza, «il manifesto», 6 aprile 2018

« Ogni tanto [...] la nostra editoria poetica partorisce un libro necessario a ogni autentico lettore di versi [...], una poesia che ci è contemporanea senza banalmente rispondere alle contingenze. »

  • Roberto Galaverni, La contemplazione prende l’iniziativa, «La Lettura - Corriere della Sera», 8 aprile 2018

« Fin dai suoi esordi l’autrice si è impegnata molto di più a oltrepassare distinzioni e barriere che a edificarle, ad aprire piuttosto che a chiudere. [...] Questa vicenda poetica va collocata sotto il segno di Leopardi, della natura (anzi, della Natura: si parla delle “piante”, degli “orti”, della “specie”, della “natura maligna”), ma anche dell’attenzione, della cura, anche se non sempre efficace, che se ne deve avere, e non solo per assecondarla, quanto per indirizzarla [...]. Se si volesse dare un senso complessivo a questa storia di poesia, tuttora in corso, si dovrebbe congiungere il primo componimento con l’ultimo del volume [...]. Detto altrimenti, e con una semplice formula: dall’azione contemplativa alla contemplazione attiva. »

  • Elio Grasso, Un collettivo desiderio di ricostruzione, «Pulp Libri», 9 aprile 2018
  • Maria Grazia Calandrone, Il senso della “vista acustica” nella poesia di Biancamaria Frabotta, «La 27 ora - Corriere della Sera», 26 aprile 2018

« Oltre a seguire l’eterna e pur mortale natura, la scrittura di Frabotta è immersa, anzi, formata come poche altre, dalla storia del paese e del suo tempo. [...] Frabotta compone dunque la poesia di una veglia continua, è protagonista di bellissime pagine sull’insonnia, rilascia parole di elevato peso specifico, come chi non solo non si concede riposo, ma neppure voglia disporsi alla posizione del riposo, perché sente il dovere di vigilare, su questo suo e nostro Occidente, che pare immerso in un pericoloso sonno della ragione. »

  • Giorgio Ghiotti, rec. a Tutte le poesie 1971-2017, «Poetarum Silva», 27 aprile 2018

« “Tutte le poesie 1971-2017” [...] è testimonianza di una voce che, dagli esordi poetici, ha fissato negli occhi il suo secolo, [...] è la biografia collettiva nella quali siamo immersi tutti e ognuno fa (la sua) parte [...], un libro dallo straordinario valore testimoniale che s’interroga e ci interroga senza posa, poiché le domande servono a un poeta “per non lasciarle in sospeso. »

  • Elio Grasso, rec. a Tutte le poesie 1971-2017, «Poesia», 337, maggio 2018
  • Beatrice Manetti, Intervento in occasione di Pinerolo Poesia, 12 maggio 2018

« “Tutte le poesie 1971-2017“ di Biancamaria Frabotta può essere letto come un canzoniere, da mettere però più sotto il segno di Saba che sotto quello di Petrarca, per il grande rilievo che vi ha il corpo, dall’identità sessuata dell’esordio, che con la sua pronuncia esplosiva fa irrompere un nuovo soggetto in poesia, alla discorsività più distesa degli ultimi libri, che giunge ne “La materia prima“ a una bellissima riflessione sulla metamorfosi del corpo nella vecchiaia. »

  • Giovanna Amato, Biancamaria Frabotta e la “trilogia della quarta stagione“, «Poetarum Silva», 15 maggio 2018
  • Eugenio Murrali, rec. a Tutte le poesie 1971-2017, «Il Foglio», 22 giugno 2018
  • Stefano Vicentini, Frabotta, i versi vanno alla ricerca della chiarezza, «L’Arena», 8 luglio 2018
  • Marco Calini, Su tutte Biancamaria Frabotta, «Prealpina», 15 luglio 2018

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989: Premio Tropea per Velocità di fuga
  • 1995: Premio Montale per La viandanza
  • 2003: Premio LericiPea e Premio Dessì per La pianta del pane
  • 2012: Premio «Città di Penne - Fondazione Piazzolla» per Da mani mortali
  • 2013: Nomina a Socia Onoraria della Società Italiana delle Letterate
  • 2015: Premio «L’olio della poesia»
  • 2016: Premio «Città di Fiumicino», Premio «Alessandro Tassoni» e Premio «Don Luigi Liegro» alla carriera

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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