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Jorge Amado

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Ritratto raffigurante Jorge Amado (1997)

Jorge Leal Amado de Faria (IPA: [ˈʒɔʁʒi lɛˈaw ɐˈmadu dʒi fɐˈɾi.ɐ]) (Itabuna, 10 agosto 1912Salvador de Bahia, 6 agosto 2001) è stato uno scrittore brasiliano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nella fazenda di famiglia nei pressi di Itabuna, città situata nella regione meridionale dello stato brasiliano di Bahia, il 10 agosto del 1912, figlio primogenito di João Amado de Faria e di Eulália Leal; la coppia ebbe altri tre figli: Jofre (1915), che morì all'età di tre anni, Joelson (1920) e James (1922). A poco più di un anno d'età, la sua famiglia, a causa della piena del fiume Cachoeira che aveva distrutto le piantagioni della famiglia sulla costa, alla quale era seguita un'epidemia di vaiolo, si trasferì ad Ilhéus, dove il piccolo Jorge passò la propria infanzia.[1][2]. Nel 1917 si trasferì con la famiglia a Itajuípe, dove il padre si rimise a lavorare nelle piantagioni di cacao della fazenda Tararanga

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Amado (a sinistra) con Gabriel García Márquez (al centro) e Adonias Filho (a destra)

Nel 1918, ritornata la famiglia a Ilhéus, iniziò a frequentare la scuola, dopo aver imparato a leggere e a scrivere con la madre, presso la scuola della maestra Guilhermina che utilizzava pesanti metodi corporali e che Jorge lasciò nel 1922 per frequentare, da interno, il collegio dei gesuiti "Antônio Vieira" a Salvador de Bahia, capitale dello Stato. Qui iniziò la sua formazione letteraria sotto la guida di padre Luís Gonzaga Cabral che lo spronò alla lettura dei classici portoghesi e alla lettura dei romanzi di Swift, Dickens e Walter Scott. Fondò, solamente per i famigliari e gli amici, un giornalino scolastico dal nome A Luneta.[2]

Nel 1926 lasciò il collegio e si iscrisse al "Ginásio Ipiranga" di Salvador che aveva come direttore il pedagogo Isaias Alves de Almeida[3] e iniziò a scrivere sulla rivista scolastica A Pátria che lasciò presto per fondare, con i fratelli Imbassai, una rivista di opposizione intitolata A Folha. Conobbe in questo periodo il brasiliano Adonias Filho che sarebbe diventato in seguito un noto scrittore.

La collaborazione alle riviste[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, continuando a frequentare il Ginásio Ipiranga come esterno, iniziò la sua collaborazione alla rivista Diário da Bahia sulla pagina di cronaca nera e poi al quotidiano O Imparcial. Nel frattempo venne pubblicata, sulla rivista bahiana A Luva, la sua prima poesia intitolata Poema ou Prosa, e in quello stesso anno conobbe il pai-de-santo[4] Procópio che gli attribuirà il suo primo titolo nel candomblé, quello di ogã[5][6].

La partecipazione all'Academia dos Rebeldes[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la guida del poeta e giornalista Pinheiro Viegas era intanto nato il gruppo letterario dell'Academia dos Rebeldes con l'intento di abbandonare la letteratura del passato e incominciare una nuova epoca. Facevano parte del gruppo, al quale Jorge entrò a far parte, Alves Ribeiro, Aydano do Couto Ferraz, Clóvis Amorim, Dias da Costa, Ėdison Carneiro, Emanuel Assemany, Guilherme Dias da Costa, Ėdison Carneiro, Emanuel Assemany, Guilherme Dias Gomes, João Cordeiro, Sisígenes Costa e Walter da Silveira i cui scritti sarebbero stati pubblicati sulle due riviste fondate dagli accademici ribelli: Meridiano e O Momento.

Nel 1929 scrisse sotto lo pseudonimo di Y. Karl, in collaborazione con gli amici dell'"Accademia dei ribelli" Dias da Costa e Ėdison Carneiro, il romanzo Lenita che uscirà a puntate sul quotidiano "O Jornal" e in volume l'anno seguente.[1][7]

L'esordio letterario[modifica | modifica wikitesto]

A Rio, dove si era trasferito nel 1930 per terminare gli studi, conobbe importanti personaggi del mondo letterario dell'epoca tra i quali Vinícius de Moraes e Otávio de Faria. Proprio Faria rimase favorevolmente colpito dalla lettura dell'originale di "O País do Carnaval" (Il paese del Carnevale) e fece pervenire il libro nelle mani di Augusto Frederico Schmidt, una delle personalità più rilevanti del mondo letteraio dell'epoca. Nel 1931, mentre frequentava la "Facoltà Nazionale di Giurisprudenza" il libro venne dato alle stampe dalla casa editrice "Schmidt", ottenendo subito il successo della critica e del pubblico: stampato in una tiratura limitata di sole mille copie, guadagnò rapidamente una seconda edizione.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il paese del Carnevale.

Nel 1932 andò a vivere a Ipanema dove conobbe diversi personaggi che lo avrebbero introdotto nei circoli comunisti. In questo periodo collaborò alla rivista letteraria Boletim de Ariel ed uscì la seconda edizione di O País de Carnaval. Nello stesso anno compì un viaggio a Pirangi e, sconvolto dalla vita che facevano i lavoratori, iniziò a scrivere Cacau (Cacao).

Il matrimonio e il secondo romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cacao (romanzo).
Jorge Amado nel 1935

Il suo secondo romanzo, Cacau,[8] venne pubblicato nel 1933 con belle illustrazioni di Tomás Santa Rosa Júnior con una tiratura di 2000 esemplari che si esaurirono in un solo mese. L'amico José Américo de Almeida gli procurò in quel periodo il manoscritto di un autore allora sconosciuto, Graciliano Ramos, che colpì profondamente Amado, tanto che volle recarsi a Maceió per incontrare personalmente l'autore di Caetés con il quale instaurò un'amicizia profonda. Sempre in questo periodo fece diverse conoscenze con letterati dell'epoca, come José Lins do Rego, Aurélio Buarque de Holanda e Jorge de Lima. Divenne redattore capo di un'importante rivista, Rio Magazine, e si sposò con Matilde Garcia Rosa con la quale scrisse un libro per bambini intitolato Descoperda do mundo.

Frequentò la Facoltà Nazionale di Diritto (in portoghese "Faculdade Nacional de Direito") a Rio de Janeiro nell'anno 1935. Militante comunista, fu costretto all'esilio in Argentina e Uruguay dal 1941 al 1942, periodo durante il quale ebbe modo viaggiare attraverso l'America Latina. Al ritorno in Brasile, nel 1944, si separò da Matilde Garcia Rosa. Nel periodo immediatamente successivo Amado condusse una vita irregolare, caratterizzata da brevi relazioni con una grande quantità di donne.

Questa fase ebbe termine quando Amado conobbe quella che sarebbe divenuta la sua seconda moglie, la scrittrice Zélia Gattai. I due si incontrarono in occasione del primo congresso degli scrittori brasiliani, svoltosi a San Paolo nel 1945.

Nel 1945 fu inoltre eletto membro della Assemblea Nazionale Costituente, in qualità di rappresentante del Partido Comunista Brasileiro (PCB), risultando il deputato più votato dello Stato di San Paolo. Come deputato, fu il firmatario di una legge che garantiva la libertà di culto religioso. Nello stesso anno si sposò con la Zélia Gattai.

Nel 1947, anno in cui nacque João Jorge, il primo figlio avuto da Zélia, il suo partito, il PCB, fu dichiarato illegale ed i suoi membri furono perseguitati ed arrestati. Jorge fu costretto nuovamente all'esilio, questa volta in Francia, dove rimase fino al 1950, quando venne espulso. La sua prima figlia, Eulália, morì quattordicenne nel 1949. Dal 1950 al 1952, Jorge abitò in Cecoslovacchia, dove nacque sua figlia Paloma.

Al ritorno in Brasile, nel 1955, Jorge si allontanò dalla militanza politica senza però abbandonare il Partito Comunista. Amado affermò che la sua rinuncia alla militanza politica non fu dettata dalla denuncia dei crimini stalinisti e dalla conseguente disillusione circa l'effettiva capacità del Comunismo come mezzo di cambiamento della società. Piuttosto nacque dalla consapevolezza di poter risultare più utile al popolo brasiliano come scrittore piuttosto che come politico. La fine della sua militanza politica attiva, che lo aveva visto impegnato nel mondo come rappresentante di punta del Partito Comunista Brasiliano, coincise anche con l'avvio di una nuova fase della sua carriera letteraria. Abbandonate infatti le tematiche di denuncia sociale ed esaltazione della lotta di classe che avevano caratterizzato i suoi "romanzi proletari", Amado modificò in maniera sostanziale il proprio stile di scrittura. Questo mutamento è particolarmente evidente confrontando l'ultimo romanzo della fase militante di Amado, I sotterranei della libertà (ritenuto dalla critica probabilmente il punto più basso della sua produzione letteraria, accanto a Il mondo della pace) e la prima opera del nuovo Amado, ovvero Gabriela, Cravo e Canela (Gabriella, garofano e cannella). Si andava quindi progressivamente affievolendo l'immagine di scrittore comunista, a favore di quella di scrittore pienamente nazionale. Fu accolto all'unanimità il 6 aprile 1961, nell'Accademia Brasiliana di Lettere. Ricevette il titolo di Dottore Honoris Causa da diverse università. Tra i titoli ricevuti, quello di "Obá de Xangô" della religione Candomblé.[9]

La Fundação Casa de Jorge Amado (con la facciata in azzurro)

Le sue opere letterarie sono state oggetto di numerosi adattamenti cinematografici, rappresentazioni di teatro e di televisione, e perfino oggetto d'ispirazione per alcune scuole di samba. Fra i film ispirati ai suoi romanzi ricordiamo Dona Flor e i suoi due mariti (1977), Gabriela (1982) – entrambi diretti da Bruno Barreto – e Tieta do Brasil (1996) di Carlos Diegues, dove lo scrittore appare nella parte di se stesso, doppiato nella distribuzione per l'Italia da Sandro Tuminelli. Tutti i film sono stati interpretati dall'attrice Sônia Braga. I suoi libri sono stati tradotti in 49 lingue e pubblicati in 55 paesi.

Nel 1987 è stata inaugurata a Salvador de Bahia la "Fondazione Casa di Jorge Amado", il cui compito è quello di conservare e proteggere il suo patrimonio. La fondazione si impegna anche per lo sviluppo delle attività culturali nello Stato di Bahia.[10]

Jorge Amado era ateo. Nonostante il suo materialismo fu sempre tuttavia un aperto sostenitore delle manifestazioni della fede popolare del popolo bahiano, espresse per mezzo dei riti candomblé. Non va dimenticato peraltro che Amado aveva il titolo onorifico di Obá Otun Arolu presso uno dei terreiros di candomblé più tradizionali di Salvador, lo Ilê Axé Opô Afonjá.

È morto a Salvador il 6 agosto 2001. Dopo la sua cremazione, le ceneri sono state seppellite nel giardino della sua casa, il 10 agosto, giorno nel quale avrebbe compiuto ottantanove anni.[11]

L'autore ha lasciato due opere incompiute: Boris, o Vermelho, progetto di scrittura che aveva iniziato nel 1983, e A Apostasia Universal de Água Brusca.

Nel novembre del 2014 la casa dello scrittore e della seconda moglie Zélia, situata nel quartiere baiano di Rio Vermelho in rua Alagoinhas, 33 è stata adibita a museo. Il museo è dedicato non solo alle figure dei due scrittori, ma anche ai personaggi, alla cultura e alla storia della città di Salvador che tanto influenzarono la loro produzione letteraria.[12]

Premi e titoli[modifica | modifica wikitesto]

L'opera letteraria di Jorge Amado ha ricevuto diversi premi sia in Brasile che all'estero. Tra gli altri:[8]

Fu insignito del titolo di Commendatore e Grand'Ufficiale in Argentina, Cile, Spagna, Francia, Portogallo e Venezuela. Gli fu conferito anche il titolo di Dottore Honoris Causa da facoltà universitarie in Brasile, Portogallo, Italia (Bari, 1990), Israele e Francia. Il titolo francese è stato l'ultimo che ha ricevuto personalmente, nel 1998, seppure già ammalato.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

le date si riferiscono alla pubblicazione in portoghese

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Lenita, 1930 (in collaborazione con Edison Carniero e Dias da Costa)
  • Sentimentalismo, 1931
  • O homen da mulher e a mulher do homen, 1931
  • Descoberta do mundo, 1933 (in collaborazione con Matilde Garcia Rosa)
  • A estrada do mar, 1938
  • Brandão entre o mar e o amor (in collaborazione con José Lins do Rego, Graciliano Ramos, Aníbal Machado e Raquel de Queiroz)
  • O cavaleiro da esperança, 1942
  • Historía do carnaval, 1945
  • Bahia (Bahia de Todos os Santos. Guia de ruas e de misteríos, 1945), trad. Elena Grechi (Garzanti)- una Guida "d'autore" alla città di Bahia riveduta e riscritta negli anni seguenti.
  • O amor do soldado, 1947 (anche come O amor de Castro Alves)
  • Il mondo della pace (O mundo da paz, 1951)
  • La doppia morte di Quincas l'acquaiolo (A morte e a morte de Quincas Berro Dágua, 1959), trad. Paolo Collo (Einaudi) (già in Due storie del porto di Bahia, 1961), trad. Elena Grechi (Garzanti), trad. Paolo Collo (in Romanzi vol. 1, «Meridiani», Mondadori)
  • I vecchi marinai (Os velhos marinheiros, 1961), trad. Mario Sciara (Nuova accademia) (anche come Le controverse avventure del Comandante Vasco Moscoso Aragão, Capitano di lungo corso) (poi in Due storie del porto di Bahia, 1961), trad. Elena Grechi (Garzanti)
  • Il mistero delle tre M (O misterío de MMM, 1962) (in collaborazione con Viriato Corrêa, Dinah Silveira de Queiroz, Lúcio Cardoso, Herberto Sales, Rachel de Queiroz, José Condé, Guimarães Rosa, Antônio Callado e Orígenes Lessa), trad. Giancarlo Simoncelli (Theoria)
  • As mortes e triunfos de Rosalinda, in Os dez mandamentos, 1965
  • Do recente milagre dos pássaros acontecido em terras de Alagoas, nas ribanceiras do rio São Francisco, 1979
  • Il ragazzo di Bahia (O menino grapiúna, 1982), trad. Giulia Lanciani (Garzanti)
  • O episódio de Siroca, 1982
  • El compadre de Ogún, 1995
  • O capeta Carybé, 1986
  • De como o mulato Porciúncula descarregou seu defunto, 1989

Libri per bambini[modifica | modifica wikitesto]

  • Gatto Tigrato e Miss Rondinella (O gato Malhado e a andorinha Sinhá, 1976), trad. Francesca Lazzarato (Mondadori) (tradotto anche da Gerardo Bamonte come Il gatto e la rondine, Milano: Ottaviano, 1980)
  • La palla innamorata (A bola e o goleiro, 1984), trad. Ombretta Borgia (Mondadori)

Memorie e collaborazioni a biografie[modifica | modifica wikitesto]

  • ABC de Castro Alves, 1941 (Biografia del poeta Antônio de Castro Alves)
  • Navigazione di cabotaggio: appunti per un libro di memorie che non scriverò mai (Navegação de cabotagem. Apuntamentos para um livro de memórias que jamais escreverei, 1992), trad. Irina Bajini (Garzanti)
  • La cucina di Bahia ovvero Il libro di cucina di Pedro Archanjo e Le merende di Dona Flor, 1994 (in collaborazione con la figlia Paloma), trad. Daniela Ferioli (Einaudi)
  • Zélia Gattai, Un cappello da viaggio (1982), trad. Y. Giannini (Sperling & Kupfer)
  • Zélia Gattai, Cronaca di una innamorata (1995), trad. G. L. De Rosa (Cavallo di ferro)
  • Zélia Gattai, La casa di Rio Vermelho (A casa do Rio Vermelho, 1999), trad. Irina Bajini (Garzanti)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Premio Lenin per la Pace - nastrino per uniforme ordinaria Premio Lenin per la Pace
— Mosca, 1951

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Jorge Amado – Life, Companhia das Letras, pag. 1
  2. ^ a b Jorge Amado, Projeto Releituras
  3. ^ Entrevista com Jorge Amado
  4. ^ Pai-de-santo: nel culto yoruba, il pai-de-santo è un sacerdote del candomblé consacrato a Ifá, dio delle divinazioni. Vedi: Candomblé, La gerarchia nel terreiro.
  5. ^ ogã: aiutante del padre-di-santo nel candomblé
  6. ^ ogã de Oxóssi: Jorge Amado – Life, Companhia das Letras, pag. 1
  7. ^ Jorge Amado Cronologia, pag. 1
  8. ^ a b Biography, Fundação Casa de Jorge Amado
  9. ^ (PT) ANAIS DO II ENCONTRO NACIONAL DO GT HISTÓRIA DAS RELIGIÕES E DAS RELIGIOSIDADES (PDF), Revista Brasileira de História das Religiõe (v. 1, n. 3, 2009), p. 2. URL consultato il 3 aprile 2011.
  10. ^ Jorge Amado Cronologia, pag. 5
  11. ^ Jorge Amado – Life, Companhia das Letras, pag. 3
  12. ^ http://www.brasil.gov.br/turismo/2014/11/casa-de-jorge-amado-e-novo-atrativo-turistico-de-salvador-ba.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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