Mario Vargas Llosa

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Vargas Llosa nel 2016
Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la letteratura 2010

Jorge Mario Pedro Vargas Llosa (AFI: [ˈxoɾxe ˈmaɾjo ˈpeðɾo ˈβaɾɣas ˈʎosa]; Arequipa, 28 marzo 1936) è uno scrittore e drammaturgo peruviano naturalizzato spagnolo. Considerato uno dei massimi romanzieri e saggisti contemporanei, ha conseguito molti riconoscimenti: il Premio Nobel per la Letteratura nel 2010; il Premio Cervantes nel 1994, il più importante per la lingua spagnola; il Premio Príncipe de Asturias de las Letras nel 1986; il Biblioteca Breve nel 1962; il Rómulo Gallegos nel 1967; il Planeta nel 1993, e altri ancora. Assieme a Gabriel García Márquez, Julio Cortázar e Carlos Fuentes, è uno dei massimi esponenti del boom latinoamericano.

Come scrittore acquisì fama negli anni Sessanta coi romanzi La città e i cani (1963), La Casa Verde (1966), Conversazione nella Cattedrale (1969). La sua copiosa produzione ha spaziato attraverso vari generi, dal giornalismo alla saggistica, al teatro. La sua narrativa è stata adattata per la televisione e il cinema. La maggioranza dei suoi romanzi è ambientata in Perù, nei quali esplora la società peruviana e il clima storico della dittatura militare del generale Odría, sotto la quale trascorse la giovinezza, e i suoi pesanti condizionamenti.[1]. I successivi romanzi narrano eventi topici di altri Paesi, e il loro clima storico: La guerra della fine del mondo, collocato nel Brasile della fine del XIX secolo, dove avvenne una sanguinaria vicenda; La festa del caprone affronta la Santo Domingo durante la dittatura di Trujillo; Il sogno del Celta rievoca lo sfruttamento coloniale in Congo e in Amazzonia; Avventure della ragazza cattiva mescola affari di cuore e utopie rivoluzionarie; Tempi duri (2019) parte dal colpo di Stato in Guatemala del 1954.[2]

In gioventù, fu simpatizzante del comunismo e ammiratore di Fidel Castro, ma a partire dal 1980 è diventato un ardente sostenitore del liberalismo. Nel 1990, fu il candidato presidente della coalizione di centro-destra Frente Democrático alle elezioni in Perù, ma fu sconfitto da Alberto Fujimori. Decise allora di lasciare il Paese e di chiedere la cittadinanza alla Spagna, in cui già da tempo lavorava[3]. Nel 2011 è stato nominato marchese da Re Juan Carlos I.

Nel 2021 è stato eletto membro dell'Académie française al seggio numero 18, primo membro che non ha scritto nessuna opera in lingua francese, che Vargas Llosa parla fluentemente. Anche la pubblicazione della sua opera nella prestigiosa collezione Bibliothèque de la Pléiade, per l'editore Gallimard, costituisce una prima assoluta per uno scrittore non francese ancora vivente; è il secondo autore latino-americano pubblicato nella collana, dopo Héctor Bianciotti.

È padre di 3 figli: Álvaro Vargas Llosa, Gonzales e Morgana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arequipa, città natale di Vargas Llosa.

Vargas Llosa nacque ad Arequipa, una città del Perù meridionale, il 28 marzo del 1936 da una benestante famiglia borghese di ascendenza meticcia e creola, figlio unico di Ernesto Vargas Maldonado e di Dora Llosa Ureta, che si separarono qualche mese dopo la sua nascita. Poco tempo dopo il padre rivelò di avere una relazione clandestina con una donna tedesca, dalla quale avrà poi due figli: Enrique ed Ernesto Vargas.

Vargas Llosa visse con la famiglia materna ad Arequipa ancora un anno dopo il divorzio dei genitori. Quando il nonno materno fu nominato console onorario del Perù in Bolivia, Vargas Llosa si trasferì, insieme con la madre e la famiglia, a Cochabamba, dove trascorse i primi anni della sua infanzia. I Llosa, mantenuti dal nonno di Mario, amministratore di una piantagione di cotone, fecero credere a Vargas Llosa che il padre era morto, per evitare di dovergli spiegare la separazione dei genitori. Sotto la presidenza di José Luis Bustamante y Rivero, il nonno ottenne un nuovo incarico diplomatico a Piura e così la famiglia fece ritorno in Perù. A Piura, Vargas Llosa frequentò la scuola elementare presso il Colegio Salesiano Don Bosco.

Nel 1946, Vargas Llosa si recò a Lima dove incontrò per la prima volta il padre. I genitori si rimisero insieme e trasferirono la famiglia a Magdalena del Mar, sobborgo della capitale peruviana. A Lima studiò nel Colegio La Salle dal 1947 al 1949. La relazione con il padre, sempre problematica, marcherà per sempre il resto della sua vita. A quattordici anni il padre lo inviò al Colegio Militar Leoncio Prado, dove ebbe come professore di francese il poeta surrealista César Moro. Un anno prima di ottenere il diploma, Vargas Llosa incominciò a collaborare come giornalista ad alcuni quotidiani locali. Si ritirò dall'accademia militare e terminò i suoi studi a Piura, dove lavorò per il giornale locale e diresse la rappresentazione teatrale della sua prima opera drammatica, La huida del Inca.

Nel 1953, durante il governo di Manuel A. Odría, Vargas Llosa entrò all'Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima, dove studiò Diritto e Letteratura. Partecipò alla politica universitaria attraverso Cahuide, sotto il quale si celava il Partito Comunista perseguitato dal governo, al quale Vargas Llosa si oppose sia attraverso gli organi universitari sia durante fugaci proteste in piazza. Poco tempo dopo il giovane Vargas Llosa, si distanzierà da quel gruppo, e si iscriverà alla Democracia Cristiana di Héctor Cornejo Chàvez, sperando che questo partito potesse sostenere la candidatura di Bustamante y Rivero, del quale rimpiangeva l'esilio. Nel 1955 si sposò con Julia Urquidi, di dieci anni più anziana di lui.

Vargas Llosa incominciò seriamente la sua carriera letteraria nel 1957 con la pubblicazione dei suoi primi racconti, Los jefes e El abuelo, mentre collaborava con due giornali. Dopo la laurea nel 1958 ricevette una borsa di studio per la Universidad Complutense de Madrid in Spagna. Nel 1960, terminata la borsa per la Complutense, Vargas Llosa se ne andò in Francia, dove aveva fatto richiesta per un'altra borsa di studio, ma quando arrivò a Parigi scoprì che la sua richiesta era stata respinta. Nonostante l'inaspettata situazione finanziaria, Mario e Julia decisero di rimanere a Parigi dove Vargas Llosa cominciò a scrivere in maniera regolare. Il matrimonio durò ancora qualche anno, ma terminò con il divorzio nel 1964. Un anno dopo, Vargas Llosa sposò una cugina, Patricia Llosa, dalla quale ebbe tre figli: Álvaro, scrittore ed editore, Gonzalo, impresario, e Morgana, fotografa. Nel 2015, dopo cinquant'anni di matrimonio, ha lasciato la moglie per legarsi a Isabel Preysler, da poco rimasta vedova dell'ex ministro Miguel Boyer ed ex moglie del cantante Julio Iglesias.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Tra i principali esponenti della rinascita della letteratura latinoamericana insieme con Gabriel García Márquez, Julio Cortázar, Carlos Fuentes, Jorge Luis Borges e Octavio Paz incomincia la propria carriera letteraria nel 1959 con la raccolta di racconti Los jefes.

Ma il vero successo giunge nel 1963 con il romanzo La città e i cani, pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 1967 e ambientato in un'accademia militare, ispirandosi alla sua esperienza nell'accademia militare frequentata in gioventù a Lima. Il libro, redatto con una particolare tecnica narrativa in cui narrazione e sovrapposizioni di tempi e piani si alternano in uno stile quasi cinematografico, viene però inizialmente addirittura bruciato perché considerato dissacrante[4] e criticato aspramente dalle gerarchie militari peruviane, che accusano Vargas Llosa di essere al soldo del governo ecuadoriano e di screditare il valore dell'esercito nazionale. La medesima tecnica narrativa è riutilizzata anche nel seguente La Casa Verde (1966), nel quale narra le vicende di una ragazza sottratta a una tribù india della regione amazzonica e successivamente fuggita dalla comunità religiosa in cui era stata cresciuta, per diventare prostituta nel più famoso bordello della città di Piura, la Casa Verde.

Con questo romanzo Vargas Llosa vince la prima edizione del Premio Rómulo Gallegos, battendo la concorrenza di scrittori più esperti come Gabriel García Márquez.

Il terzo romanzo pubblicato è il monumentale Conversación en la Catedral, nel 1969, una dura analisi della vita politica e sociale del proprio Paese in cui il figlio di un ministro indaga, insieme con il suo autista, il ruolo che il padre avrebbe svolto nell'assassinio di un importante membro della malavita. Indagine che suo malgrado non porta a nulla e che lascia il giovane protagonista impotente di fronte alla dittatura.

Segue nel 1973 il romanzo satirico Pantaleón e le visitatrici (Pantaleón y las visitadoras), seguito a sua volta da La tia Julia y el escribidor (1977), che lo vedono cimentarsi con uno stile diverso da quello dei suoi primi lavori, connotato da un'impostazione più leggera e dalla scoperta dello humour.

Con La guerra del fin del mundo del 1981, in cui ripercorre le vicende nel movimento millenarista del profeta brasiliano Antônio O Conselheiro (Antonio Il consigliere), fa una lucida analisi dei contrasti fra la società costiera nello Stato di Bahia, prevalentemente intellettuale e progressista, e la popolazione più arretrata e conservatrice dell'interno. L'impostazione dell'opera è in gran parte pessimistica, e mostra sconsolatamente come le zone meno evolute siano schiacciate dai fermenti delle altre.

A quest'opera capitale fa seguire Historia de Mayta (1984) che affronta il tema del terrorismo, Quién mató Palomino Molero? (1986), un giallo dal risvolto sociale, Elogio de la madrasta (1988), un libro erotico, ed El hablador (1987), tutti romanzi legati da un filo di fondo politico-sociale.

Pubblica poi El pez en el agua (1993), un'opera autobiografica in cui racconta la sua esperienza in politica, e Lituma en los Andes (1993), un giallo che gli vale il Premio Planeta.

Nel 1997 pubblica Los cuadernos de don Rigoberto, seguito tre anni dopo da La festa del chivo e da Il Paradiso è altrove nel 2003 e da Avventure della ragazza cattiva pubblicato nel 2006.

Nel 2010 vince il Premio Nobel per la letteratura per «la propria cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo». Diviene così il primo scrittore di origine peruviana a vincere questo riconoscimento.

Se numerose opere di Vargas Llosa sono influenzate dalla società peruviana, molte sono anche quelle ambientate altrove, specialmente in Europa. Vargas Llosa ha vissuto a lungo nel vecchio continente prima in Spagna, quando frequentò, grazie a una borsa di studio, l'Università Complutense di Madrid, poi in Francia, a Parigi, e più tardi in Inghilterra. Nel 1993, deluso dall'esito della campagna presidenziale a cui ha partecipato, chiede e ottiene la cittadinanza spagnola[3].

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'impegno politico di Vargas Llosa, negli anni cinquanta sostenne apertamente la rivoluzione cubana guidata da Fidel Castro, per poi però distanziarsene e criticarla. A causa dell'«affaire Padilla» - il governo cubano aveva fatto arrestare e poi costretto a una pubblica autocritica, in cui accusava sé stesso e la moglie (condizione imposta per l'immediato rilascio e la concessione del visto d'uscita), il poeta Heberto Padilla, per avere scritto contro la Rivoluzione e il castrismo -, molti intellettuali socialisti e comunisti, tra cui, oltre a lui, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Alberto Moravia, Federico Fellini e altri firmarono una lettera di critica al governo cubano, rompendo di fatto i loro rapporti e il sostegno a Castro: Gabriel García Márquez fu, al contrario, l'unico degli intellettuali interpellati che si rifiutò di firmare questa lettera aperta.[5]

Questo cambiamento contribuì a mettere in crisi l'amicizia con García Márquez, sul quale Vargas Llosa nel 1971 aveva scritto la tesi di dottorato.[4] I due scrittori sudamericani non si sono parlati per oltre trent'anni, avendo troncato definitivamente ogni contatto dopo un acceso litigio, avvenuto forse per motivi più personali che politici, a Città del Messico nel 1976: durante la lite Vargas Llosa colpì García Márquez con un pugno in pieno volto.[6] Solo nel 2007, nonostante Vargas Llosa fosse rimasto sulle sue posizioni anticomuniste, avvenne una parziale riappacificazione, quando l'autore peruviano permise la pubblicazione di un suo saggio del 1971, nell'introduzione di una nuova edizione di Cent'anni di solitudine, il capolavoro dello scrittore colombiano.[7]

Negli anni Ottanta, Vargas Llosa si attestò definitivamente su posizioni neoliberiste, rinnegando completamente le idee che lo avevano animato negli anni giovanili. Nel 1983, nel periodo in cui emerse il movimento terrorista d'ispirazione marxista-leninista e maoista Sendero Luminoso, il presidente del Perù Fernando Belaúnde Terry chiese a Vargas Llosa di partecipare alla Commissione di Inchiesta sul caso Uchuraccay, per far luce sull'assassinio di otto giornalisti da parte di un gruppo terroristico.

Le elezioni presidenziali del 1990[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987, di fronte agli intenti del governo dell'Alleanza Popolare Rivoluzionaria Americana (APRA) di Alan García Pérez di nazionalizzare le banche, la destra peruviana, fino ad allora moribonda, trovò una causa e un candidato per il suo rinnovamento, aggregandosi al movimento di protesta lanciato da Vargas Llosa e il suo Movimiento Libertad.

Incominciò così la sua breve carriera politica, culminata con la partecipazione alle elezioni generali del 1990 come candidato presidente della repubblica peruviana. Il principale rivale di Vargas Llosa era Alberto Fujimori, un ingegnere figlio di immigrati giapponesi, fino a quel momento praticamente sconosciuto. Per rimediare all'iperinflazione, Vargas Llosa promise di applicare un piano shock di stabilizzazione dei prezzi. Al primo turno delle presidenziali, Vargas Llosa ottenne il 28,2% dei voti; Fujimori il 24,3%; l'APRA, il 19,6%. Fu chiaro che la sinistra e l'APRA avrebbero sostenuto Fujimori, per nessun'altra ragione che sconfiggere Vargas Llosa, candidato del centrodestra.

Lo scrittore peruviano era visto dagli "apristi" e dalla sinistra come un rappresentante dell'elite conservatrice e tradizionale, mentre Fujimori era percepito come un outsider estraneo all'establishment politico. La condotta dei candidati durante la campagna elettorale, in congiunzione con il prolungato periodo di divisione politica che la precedette, diminuì sensibilmente la fiducia dei peruviani nel sistema politico tradizionale e nei suoi partiti. Questa fu la principale ragione che condusse all'elezione di Fujimori al secondo turno. Vargas Llosa ottenne il 33,9% contro il 56,5% del suo rivale.

Tre giorni dopo il secondo turno delle presidenziali Vargas Llosa volò a Parigi. Nel 1992 Fujimori attuò però un colpo di Stato con il quale soppresse le libertà fondamentali: governerà come dittatore fino al 2000, rendendosi responsabile di gravi crimini contro l'umanità, per i quali verrà condannato. Inoltre finì per attuare un programma economico di austerità molto più radicale e duro di quello sostenuto da Llosa e di quanto richiesto dal Fondo Monetario Internazionale in cambio di aiuti economici.[8] Vargas Llosa non tornò in patria per molti anni a causa dell'instabilità politica peruviana. Continuando a intervenire, seppur da lontano, sugli eventi politici peruviani, ha sostenuto le candidature presidenziali di Ollanta Humala nel 2011, di Kuczynski nel 2016, di Keiko Fujimori nel 2021.

Nel 2023, Vargas Llosa ha aderito al nuovo partito peruviano Libertad Popular, di ispirazione liberista.[9]

Il trasferimento in Spagna e la partecipazione alla politica spagnola ed europea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Vargas Llosa chiese e ottenne dal governo spagnolo (allora a guida socialista) la cittadinanza spagnola, che egli ha potuto acquisire senza dover rinunciare a quella peruviana.

Nel 1994 è stato nominato membro della Real Academia Española.[10]

Mario Vargas Llosa è stato uno dei primi firmatari del Manifesto per la lingua comune del giugno 2008, un documento pubblico presentato dai suoi estensori come difesa delle minoranze di lingua spagnola nelle Comunità autonome della Spagna, diretto in particolare contro ogni tutela del catalano in Catalogna, Paese valenziano e Baleari.[11]

Vargas Llosa ha partecipato nel 2010 a una riunione della Commissione Trilaterale.[12]

Il 16 maggio 2010 Varga Llosa si dichiara pubblicamente per la libertà della Corrida: "le ragioni di una festa crudele: vietarla sarebbe un’enorme perdita per l’arte, la tradizione e la cultura nella quale sono nato" [1]

Intervistato a più riprese dalla stampa sulla situazione politica italiana, lo scrittore ha aspramente criticato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sia sul piano umano sia sul piano politico, pur riconoscendogli un talento politico.[13][14]

Nel 2011 ricevette il titolo di marchese dal re Juan Carlos I di Spagna.[15]

L'8 ottobre 2017 Vargas Llosa tenne un appassionato discorso alla marcia degli unionisti a Barcellona, perorando la causa contro i secessionisti catalani, bollando il referendum illegale come «tentativo di colpo di stato» di una minoranza e denunciando l'atto eversivo contro la maggioranza della popolazione catalana, contraria alla separazione dalla Spagna. Successivamente si oppose all'indulto umanitario verso l'ex dittatore peruviano Fujimori.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

È anche stimato autore di teatro, con all'attivo una decina di opere teatrali. Nel 1981 pubblicò La señorita de Tacna, nel 1983 Kathie y el hipopótamo, nel 1986 La Chunga, nel 1993 El loco de los balcones.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • I capi (Los jefes, 1959), Roma, Editori Riuniti, 1978; Milano, BUR, 1996, ISBN 88-17-13850-9; Torino, Einaudi, 2003, ISBN 88-06-16602-6 [contiene i seguenti racconti: "Los jefes", "El desafío", "El hermano menor", "Día domingo", "Un visitante", "El abuelo"]
  • I cuccioli (Los cachorros, 1968); Roma, Editori Riuniti, 1978; Milano, BUR, 1996, ISBN 88-17-13850-9; Torino, Einaudi, 2003, ISBN 88-06-16602-6.
  • El hombre de negro (2019), pubblicato sulla rivista Letras Libres n.º 248.
  • «Los vientos» (2021), in Letras Libres n.º 274.

Racconti per bambini[modifica | modifica wikitesto]

Memorie[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

  • Bases para una interpretación de Rubén Darío (tesi universitaria, 1958; pubblicata nel 2001)
  • García Márquez. Historia de un deicidio (1971)
  • L'orgia perpetua. Flaubert e Madame Bovary (La orgía perpetua. Flaubert y Madame Bovary, 1975), Collana La scala, Milano, Rizzoli, 1986, ISBN 978-88-17-85503-7.
  • La verità delle menzogne (La verdad de las mentiras. Ensayos sobre la novela moderna, 1990), Collana Prosa, Milano, Scheiwiller, 2010, ISBN 978-88-764-4532-3.
  • In quante lingue si può sognare? (In Memory of Borges), scritti di Jorge Luis Borges, Graham Greene e Mario Vargas Llosa, a cura di Norman Thomas di Giovanni, traduzione di Raul Montanari, Milano, Leonardo, 1991.
  • Carta de batalla por Tirant lo Blanc (1991)
  • La utopía arcaica. José María Arguedas y las ficciones del indigenismo (1996)
  • Lettere a un aspirante romanziere (Cartas a un joven novelista, 1997), traduzione di G. Felici, Collana Stile Libero n.537, Torino, Einaudi, 1998, ISBN 978-88-061-4936-9.
  • La tentazione dell'impossibile. Victor Hugo e i «I Miserabili» (La tentación de lo imposible. Victor Hugo y Los miserables, 2004), a cura di A. Ciabatti, Collana Prosa e poesia, Scheiwiller, 2011, ISBN 978-88-764-4634-4.
  • Letteratura e politica, traduzione di R. Bovaia, Collana Le occasioni, Bagno a Ripoli, Passigli, 2005, ISBN 978-88-368-0826-7.
  • El viaje a la ficción. El mundo de Juan Carlos Onetti (2008)
  • La civiltà dello spettacolo (La civilización del espectáculo, 2012), trad. di Federica Niola, Collana Passaggi, Torino, Einaudi, 2013, ISBN 978-88-06-21628-3.
  • Il richiamo della tribù (La llamada de la tribu, 2018), trad. di Federica Niola, Collana Passaggi, Torino, Einaudi, 2019, ISBN 978-88-06-24195-7.
  • Mezzo secolo con Borges (Medio siglo con Borges, 2020; ed. orig., Un demi-siècle avec Borges, 2004), a cura di Martha L. Canfield, Collana Latinoamericana, Firenze, Le Lettere, 2022, ISBN 978-88-936-6319-9.
  • La realidad de un escritor (2020; ed. orig., A Writer's Reality, 1991)
  • La mirada quieta (de Pérez Galdós) (2022)
  • Un bárbaro en París. Textos sobre la cultura francesa (2023)

Giornalismo[modifica | modifica wikitesto]

  • Tra Sartre e Camus (Entre Sartre y Camus, 1981), Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2010, ISBN 978-88-764-4623-8.
  • Contra viento y marea (1962-1982) (1983) [ed. aumentata di Entre Sartre y Camus]
  • Contra viento y marea. Volumen I (1962-1972) (1986) [I parte ampliata del libro del 1983]
    • Epitaffio per un impero culturale. Contro vento e marea (1962-1966), vol. I, Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2011, ISBN 978-88-764-4641-2.
    • La letteratura è fuoco. Contro vento e marea (1967-1976), vol. II, Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2011, ISBN 978-88-764-4644-3.
    • Gioco senza regole. Contro vento e marea, vol. III, Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2011, ISBN 978-88-764-4646-7.
    • La logica del terrore. Contro vento e marea, vol. IV, Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2012, ISBN 978-88-764-4621-4.
    • Barbaro tra i civili. Contro vento e marea, vol. V, Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2023, ISBN 978-88-764-4645-0.
    • La rivoluzione silenziosa. Contro vento e marea, vol. VI, Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2023, ISBN 978-88-764-4622-1.
  • Contra viento y marea. Volumen II (1972-1983) (1986) [II parte ampliata del libro del 1983]
  • Contro vento e marea (1964-1988) (Contra viento y marea, 1990), a cura di M.L. Canfield e A. Ciabatti, Firenze, Centro Studi Jorge Eielson, 2015, ISBN 978-88-905189-6-6.
  • Sfide alla libertà (Desafíos a la libertad, 1994), Collana Prosa e poesia, Milano, Scheiwiller, 2011, ISBN 978-88-764-4635-1. [scritti 1990-1994]
  • El lenguaje de la pasión (2000)
  • La libertà selvaggia. Diario dall'Iraq (Diario de Irak, 2003), con le fotografie di Morgana Vargas Llosa, trad. di Glauco Felici, Collana Gli struzzi n.587, Torino, Einaudi, 2004.
  • Israele Palestina. Pace o guerra santa. Dallo smantellamento delle colonie al trionfo delle destre (Israel/Palestina. Paz o guerra santa, 2006), traduzione di D. Iori, a cura di M. Canfield, Collana Idee, Milano, Scheiwiller, 2009, ISBN 978-88-764-4607-8.
  • Sogno e realtà dell'America Latina, traduzione di C. Fogante, Introduzione di Carlo Nordio, Collana Oche del Campidoglio n.142, Liberilibri, 2020, ISBN 978-88-980-9464-6.
  • Sciabole e utopie. Visioni dell'America Latina (Sables y utopías. Visiones de América Latina, 2009), traduzione di A. Battistelli, Collana Oche del Campidoglio n.145, Liberilibri, 2020, ISBN 978-88-980-9474-5.
  • Piedra de Toque. Volumen I (1962-1983) (2012)
  • Piedra de Toque. Volumen II (1984-1999) (2012)
  • Piedra de Toque. Volumen III (2000-2012) (2012)
  • El fuego de la imaginación. Obra periodística I (2022)

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Cosas de escritores. Gabriel García Márquez, Mario Vargas Llosa, Julio Cortázar, con Ernesto González Bermejo, 1971.
  • Veinticuatro por veinticuatro, con Ana María Moix, 1973.
  • Galaxia latinoamericana. Siete años de entrevistas, con Jean Michel Fossey, 1973.
  • El buitre y el ave Fénix. Conversaciones con Mario Vargas Llosa, con Ricardo Cano Gaviria, 1972.
  • Diálogo con Vargas Llosa, con Ricardo A. Setti, 1986.
  • Peregrinos de la lengua, con Alfredo Barnechea, 1997.
  • Mario Vargas Llosa. La vida en movimiento, con Alonso Cueto, 2003.
  • Entrevistas escogidas, Selección, prólogo y notas de Jorge Coaguila, 2004.
  • El inconquistable, con Beto Ortiz, trascrizione dell'intervista TV del 2000, 2011.
  • Conversación con las catedrales. Encuentros con Vargas Llosa y Borges, con Rubén Loza Aguerrebere, 2014.
  • Conversación en Princeton, con Rubén Gallo, 2017. [corso su letteratura e politica interno a inque libri di Vargas Llosa: Conversación en La Catedral, Historia de Mayta, ¿Quién mató a Palomino Molero?, El pez en el agua, La fiesta del Chivo]
  • Davanti allo specchio. Conversazioni con Juan Cruz Ruiz (Encuentros con Mario Vargas Llosa, 2017), traduzione di A. Falivene, Mimesis, 2023, ISBN 978-88-575-9570-2.
  • 70 años de conversaciones con escritores de paso, con Mary Ferrero, 2017.

Dialoghi[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Vargas Llosa-Gabriel García Márquez, Due solitudini. Il romanzo dell'America Latina (La novela en América Latina. Diálogo, 1968), traduzione di Bruno Arpaia, scritti di Juan Gabriel Vásquez e Luis Rodríguez Pastor, nota di José Miguel Oviedo, Collana Oscar Moderni, Milano, Mondadori, 2021, ISBN 978-88-047-4220-3. [tenuta tra il 5 e il 7 settembre 1967]
  • Una discusión literaria (2001), con Felipe González nel primo anniversario del romanzo La fiesta del Chivo.
  • M. Vargas Llosa-Claudio Magris, La letteratura è la mia vendetta (La literatura es mi venganza, 2011), Collana Libellule, Milano, Mondadori, 2012, ISBN 978-88-046-2535-3.

Conferenze[modifica | modifica wikitesto]

  • La novela (1968). Riflessioni sul romanzo come genere letterario. Conferenza tenuta alla Universidad de Montevideo l'11 agosto del 1966.
  • Historia secreta de una novela (1971). Sulla scrittura del romanzo La casa verde. Conferenza tenuta alla Washington State University l'11 dicembre 1968.
  • José María Arguedas, entre sapos y halcones (1978). Discorso di ingresso all'Academia de la Lengua Peruana.
  • Las discretas ficciones de Azorín (1996). Discorso di ingresso alla Real Academia Española e replica di Camilo José Cela.
  • XVIII Pregón Taurino Sevilla 2000 (2000).
  • Literatura y política (2001). Conferencia dettata durante la Cátedra Alfonso Reyes, del Tecnológico di Monterrey, nel 2000.
  • La literatura y la vida (2001). Conferenza magistrale alla UPC del Perú.
  • Palma, valor nacional (2003). Testo di Vargas Llosa letto alla Alameda Ricardo Palma a Miraflores.
  • El Quijote. Una mirada americana (2004). Include testi di Jorge Luis Borges, Octavio Paz ed Ernesto Sabato. Di Vargas Llosa è «El Quijote y la tentación de lo imposible», una versione riveduta del suo discorso di accettazione del Premio Cervantes 1994.
  • En torno a la poesía (2006). Conferenza pronunciata alla Casa de América di Madrid il 19 maggio 2005, dentro il ciclo "Los otros poetas", della Fundación Loewe. Prologo di Luis Antonio de Villena.
  • Sueño y realidad de América Latina (2009). Discorso per il ricevimento de dottorato honoris causa per la Pontificia Universidad Católica del Perú.
  • Elogio della letteratura e della finzione (Elogio de la lectura y la ficción), traduzione di Paolo Collo, Collana Vele, Torino, Einaudi, 2011, ISBN 978-88-062-0856-1. [Discorso di accettazione del Premio Nobel per la Letteratura, all'Accademia di Svezia, 2010]
  • Lección de lectura (2014). Include "Elogio de la lectura y la ficción"; "Elogio de las bibliotecas", pronunciato Berlino per il 75º anniversario dell'Instituto Ibero-Americano. Edizione non venale del Sindicato Nacional de los Trabajadores de la Educación (SNTE) de México come parte della sua raccolta "El Elogio de la Educación". Riedito nel 2015 per Taurus, nella Collezione Great Ideas, come "Elogio de la educación".

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Epistolari[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte complessive italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Romanzi (vol. I: La città e i cani; La casa verde; Conversazione nella Cattedrale), traduzione di Enrico Cicogna, a cura di Bruno Arpaia, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2017, ISBN 978-88-04-67363-7.
  • Romanzi (vol. II: La zia Julia e lo scribacchino; La festa del caprone; Avventure della ragazza cattiva; Crocevia), introduzione di Bruno Arpaia, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2017, ISBN 978-88-04-67766-6.

Adattamenti dalle sue opere[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze peruviane[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce con Diamanti dell'Ordine del Sole del Perù - nastrino per uniforme ordinaria

Onorificenze internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Premio Nobel per la letteratura 2010 - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia per le scienze e per le arti (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria
Membro di I classe dell'Ordine al Merito Educativo e Culturale Gabriela Mistral (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine delle arti e delle lettere (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria
Placca dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Croce con Stella d'Argento dell'Ordine di Ruben Dario (Nicaragua) - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Vasco Núñez de Balboa (Panama) - nastrino per uniforme ordinaria
Gran Croce con Stella d'Argento dell'Ordine di Cristoforo Colombo (Repubblica Dominicana) - nastrino per uniforme ordinaria

Onorificenze accademiche[modifica | modifica wikitesto]

Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea Honoris Causa ad Honorem in lingue e letterature europee e americane - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea Honoris Causa ad Honorem in lingue e letterature europee e americane
Laurea Honoris Causa ad Honorem in lingue e letterature moderne euroamericane - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea Honoris Causa ad Honorem in lingue e letterature moderne euroamericane
Laurea Honoris Causa ad Honorem in lingue e letterature moderne dell'occidente e dell'oriente - nastrino per uniforme ordinaria
Laurea Honoris Causa ad Honorem in lingue e letterature moderne dell'occidente e dell'oriente
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria
— Università di Bordeaux
Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.repubblica.it/cultura/2017/02/28/news/mario_vargas_llosa_la_liberta_imparatela_da_flaubert_-159434499/
  2. ^ https://www.mimesisedizioni.it/download/14302/b1c39e26c8ea/crocifisso-dentello-il-fatto-quotidiano-27-febbraio-2023-scrivere-e-il-mio-modo-di-lottare-contro-linfelicita-su-davanti-allo-specchio-di-vargas-llosa.pdf
  3. ^ a b (ES) Andreu Manresa, El escritor peruano Mario Vargas Llosa obtiene la nacionalidad española, in El País, 3 luglio 1993. URL consultato il 4 dicembre 2014.
  4. ^ a b Mario Vargas Llosa, su ansa.it, ANSA, 8 ottobre 2010. URL consultato il 6 giugno 2014.
  5. ^ Heberto Padilla: "Fuera del juego", su it.paperblog.com. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  6. ^ Garcìa Màrquez e Vargas Llosa: l'amicizia tra i due Nobel finita con un pugno
  7. ^ I complici segreti della pace fra Gabo e Vargas
  8. ^ A 20 años del 'Fujishock' y de la frase "Que Dios nos ayude" | Peru | Economía | El Comercio Peru
  9. ^ https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/06/23/vargas-llosa-torna-in-politica-con-il-partito-libertad-popular_6d8e9dc5-1c99-43c5-aac2-30a4365ebadb.html
  10. ^ (ES) Mario Vargas Llosa, su rae.es, Real Academia Española. URL consultato il 9 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2015).
  11. ^ Intel·lectuals espanyols impulsen un manifest per defensar els drets dels castellanoparlants en territoris bilingües; Lettera aperta a Mario Vargas Llosa sulla "sua" lingua comune Archiviato il 7 settembre 2011 in Internet Archive.
  12. ^ Copia archiviata (PDF), su trilateral.org. URL consultato il 23 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2011).
  13. ^ Aldo Cazzullo, L'ultimo caudillo, ma democratico, Corriere della Sera, 20 marzo 2009
  14. ^ Mario Vargas Llosa "Io uomo di destra ma Berlusconi non mi rappresenta"
  15. ^ Vargas Llosa marchese. «Io resto plebeo»
  16. ^ 1962, in edizione limitata
  17. ^ (EN) Mario Vargas Llosa wins the Carlos Fuentes International Prize for Literary Creation in the Spanish Language, su prisa.com, 15 ottobre 2012. URL consultato il 9 dicembre 2021.
  18. ^ (EN) Cabot Prize Winners by Name, 1939-2009 (PDF), su journalism.columbia.edu, Columbia University Graduate School of Journalism. URL consultato il 26 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2013).
  19. ^ (EN) Lawrence Van Gelder, Footlights, su nytimes.com, 2 maggio 2002. URL consultato il 1º marzo 2023.
  20. ^ Twitter
  21. ^ Laurea honoris causa a Vargas Llosa, in ANSA, 5 giugno 2014. URL consultato il 6 giugno 2014.
  22. ^ Laurea honoris causa a Vargas Llosa, in ANSA, 6 giugno 2014. URL consultato il 6 giugno 2014.
  23. ^ Laurea honoris causa a Vargas Llosa, in UNIPA, 10 settembre 2015. URL consultato il 10 settembre 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Seggio 18 dell'Académie française Successore
Michel Serres 2021 - presente -


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