Roberto Bolaño

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Roberto Bolaño Ávalos (IPA: [ɾoˈβerto βoˈlaɲo ˈaβalos]) (Santiago del Cile, 28 aprile 1953Barcellona, 14 luglio 2003) è stato uno scrittore, poeta e saggista cileno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stencil di Roberto Bolaño a Barcellona nel 2012

Bolaño nacque a Santiago del Cile in una famiglia piccoloborghese[1], figlio primogenito del camionista ed ex-pugile dilettante León Bolaño, di origini galleghe e catalane[2], e dell'insegnante Victoria Ávalos[3]. Nella capitale non trascorse nemmeno un anno di vita[1], crescendo bensì presso varie città del Cile centro-meridionale, quali Los Ángeles, Valparaíso, Quilpué, Viña del Mar e Cauquenes, prima di trasferirsi con tutta la famiglia in Messico nel 1968, all'età di quindici anni[1]. Aveva una sorella minore[4].

Stabilitosi con tutta la famiglia dunque a Città del Messico, trovandovi alloggio dapprima presso il barrio di Lindavista, poi Colonia Nápoles ed alfine Colonia Guadalupe Tepeyac[1], abbandonò gli studi all'età di diciassette anni, pur mantenendo un interesse fortissimo per la lettura (soleva infatti trascorrere le proprie giornate chiuso per ore ed ore in una biblioteca pubblica della capitale). Col passar del tempo, cominciò a dedicare sempre più spazio alla letteratura, frequentando quello che era il vivace ambiente letterario ed artistico della capitale messicana, e mantendosi al contempo con svariati lavoretti e scrivendo qualche articolo per le riviste ed i giornali locali; stando a quanto asserí il poeta cileno Jaime Quezada, amico di lunga data della madre e che tra il 1971 ed il 1972 venne pure ospitato a casa loro a Città del Messico, il giovane Bolaño non intratteneva molte amicizie e pareva inoltre che trascorresse ben poco tempo fuori dalle mura di casa[5].

Politicamente vicino all'estrema sinistra, nel 1973 decise - come l'autore stesso ha più volte raccontato[6][7] - di ritornare in Cile con l'intenzione di appoggiare, assieme a un gruppo di trotskisti provenienti da un po' tutta l'America Latina, il processo di riforme socialiste di Salvador Allende. Alla fine di un lungo viaggio in pullman, autostop e barca (attraversando quasi tutta l'America Latina) arrivò in Cile pochi giorni prima del colpo di stato di Augusto Pinochet. Poco tempo dopo venne incarcerato a Concepción, ma fu liberato dopo otto giorni, grazie all'aiuto di due compagni di studi dei tempi di Cauquenes, che erano tra i poliziotti incaricati di sorvegliarlo. Questo episodio fu lo spunto per il racconto I detective (incluso nella raccolta Chiamate telefoniche). La veridicità del suo racconto è stata sostenuta solamente da Quezada[8], il quale racconta di averlo ospitato nella sua abitazione in Cile. Al contempo, altri, tra i quali il sociologo e politico Ricardo Pascoe e la scrittrice e poetessa Carmen Boullosa, hanno espresso dubbi sulla reale presenza di Bolaño in Cile al tempo del golpe[9][10][11].

Infrarealismo[modifica | modifica wikitesto]

Tornò in Messico alcuni mesi dopo, e, insieme al poeta Mario Santiago Papasquiaro (che sarà il modello per Ulises Lima nel romanzo I Detective Selvaggi), fondò il movimento poetico d'avanguardia infrarealista, che si formò dopo alcune riunioni nel Café de la Habana di Calle Bucarelli. Tale movimento, definito come Dada alla messicana, si opponeva radicalmente ai poteri dominanti nella poesia messicana e all'establishment letterario messicano, che aveva allora come figura preponderante Octavio Paz. L'infrarealismo aveva come linee guida la rottura con la letteratura ufficiale e la volontà di stabilirsi come avanguardia. Anche se intorno a questo movimento ruotavano all'incirca una quindicina di poeti, Roberto Bolaño e Mario Santiago Papasquiaro furono gli esponenti stilisticamente più solidi, autori di una poesia quotidiana, dissonante e con vari elementi dadaisti. A causa delle sue caratteristiche e dello spirito contestatore, il movimento infrarealista trovò numerosi nemici e detrattori che lo emarginarono e gli negarono qualsiasi tipo di riconoscimento. La successiva popolarità di Bolaño, però, fece sì che questa emarginazione venisse lentamente superata.

Il consolidamento letterario[modifica | modifica wikitesto]

Bolaño esordì nella narrativa con La pista di ghiaccio (1993), uscito tuttavia in poche decine di copie e senza distribuzione; per questo in generale il suo libro d'esordio viene considerato La pista degli elefanti (1994), uscito per le edizioni del Comune di Toledo in seguito alla vittoria di un concorso letterario[12] e poi ripubblicato in versione riveduta nel 1999 col titolo di Monsieur Pain. Il riconoscimento della critica letteraria e la fama da scrittore si consolidò bruscamente nel 1998, quando Bolaño, con il suo romanzo I detective selvaggi, diventa il primo scrittore cileno a ottenere il Premio Herralde. Il 2 agosto dell'anno seguente conferma il primato[13], ricevendo anche il Premio Rómulo Gallegos[14], sempre per il medesimo romanzo.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977 emigrò in Spagna, precisamente in Catalogna, dove già la madre e la sorella s'erano trasferite al seguito del nuovo marito della donna. Lì praticò diversi lavori – vendemmiatore in estate, vigilante notturno in un campeggio a Castelldefels, commesso in un negozio del quartiere – prima di potersi dedicare completamente alla letteratura.

Bolaño morì il 15 luglio 2003 all'ospedale Valle de Hebrón di Barcellona, a causa di un'insufficienza epatica e mentre era in attesa di effettuare un trapianto di fegato, lasciando incompleto il romanzo El Tercer Reich, come annunciato da parte dell'agente Andrew Wylie[15].

Il suo penultimo romanzo, 2666, porta all'estremo la sua inventiva, costruendo la storia attorno a un personaggio, Benno von Arcimboldi, che riprendeva la figura di uno scrittore svanito. Bolaño avrebbe voluto che il libro, composto da cinque parti, fosse pubblicato in cinque libri indipendenti, in maniera da tutelare al meglio, in caso di morte, il benessere economico dei suoi figli. A seguito del decesso, l'editore Jorge Herralde e il critico letterario Ignacio Echevarría revisionarono il contenuto del manoscritto e decisero di pubblicarlo come un unicum.

Bolaño ha vissuto gli ultimi anni uscendo poco di casa, a dimostrazione di un'iperprotettività nei confronti dei figli. Tuttavia, secondo quanto riferito dagli amici, sino alla fine ha mantenuto intatto il proprio senso dell'umorismo e dell'ironia, così come il piacere per le conversazioni lunghe, i dibattiti e le discussioni.[16]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 vinse il Premio Herralde per la sua opera Los detectives salvajes, per la quale ottenne anche il Premio Rómulo Gallegos nel 1999. Nel 2004, un anno dopo la morte, ottenne postumo il premio Salambó alla migliore opera scritta in castigliano, con 2666.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiamate telefoniche (Llamadas telefónicas, 1997), Palermo, Sellerio, 1997; Milano, Adelphi, 2012.
  • Puttane assassine (Putas asesinas, 2001) Palermo, Sellerio, 2001; Milano, Adelphi, 2015.
  • Il gaucho insostenibile (El gaucho insufrible, postuma 2003), Palermo, Sellerio, 2003; col titolo Il gaucho insopportabile, Milano, Adelphi, 2017.
  • El secreto del mal, 2007, edizione postuma inedita in Italia.

Raccolte di poesie[modifica | modifica wikitesto]

  • Gorriones cogiendo altura, con Bruno Montané, 1975, non pubblicato.
  • Reinventar el amor, 1976, inedita in Italia.
  • Fragmentos de la Universidad Desconocida, 1992, inedita in Italia.
  • I cani romantici (Los perros románticos. Poemas 1980-1998, 1993), trad. Ilide Carmignani, Milano, Edizioni SUR, 2018, ISBN 978-88-699-8127-2.
  • El último salvaje, 1995, inedita in Italia.
  • Tre (Tres, 2000), trad. Ilide Carmignani, Prefazione di Andrés Neuman, Milano, Edizioni SUR, 2017, ISBN 978-88-699-8060-2.
  • L'Università Sconosciuta (La Universidad Desconocida, 2007), trad. Ilide Carmignani, Milano, Edizioni SUR, 2020, ISBN 978-88-699-8226-2.[raccolta postuma delle poesie dal 1977 al 1983]
  • Poesía reunida, 2018.

Saggi, Interviste, Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Entre paréntesis, Barcelona, Anagrama, 2004.
  • Tra parentesi. Saggi, articoli e discorsi (1998-2003) (Bolaño por sí mismo: entrevistas escogidas, 2006), traduzione di Maria Nicola, Collana Saggi.Nuova serie n.63, Milano, Adelphi, 2009, ISBN 978-88-459-2455-2.
  • L'ultima conversazione, traduzione di Ilide Carmignani, con un saggio di Nicola Lagioia, Milano, SUR, 2012, ISBN 978-88-97505-07-5.
  • A la intemperie: Colaboraciones periodísticas, intervenciones públicas y ensayos, 2018.

Bibliografia su Bolaño[modifica | modifica wikitesto]

Film tratti dalle sue opere[modifica | modifica wikitesto]

Adattamenti a fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Madariaga, «Los beatniks de México», 2010, pp. 29-44.
  2. ^ (ES) Ascendencia gallega de Roberto Bolaño, su jotdown.es, Jot Down - El País. URL consultato il 9 dicembre 2018.
  3. ^ Roberto Careaga: La Tercera, Libro recrea la guerrilla mexicana de Bolaño, su latercera.com, 28 novembre 2012. URL consultato il 28 novembre 2012.
  4. ^ Braithwaite 2006, «'Si hubiera otra vida y fuera posible elegir, escogería ser mujer'». Extracto de la entrevista de Ima Sanchís en La Vanguardia, Barcelona, 23 de septiembre de 2002, pp. 79-81.
  5. ^ Lennon, Maureen, Jaime Quezada ofrece inédito retrato de Bolaño antes de Bolaño, in El Mercurio, 9 aprile 2007. URL consultato il 14 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2014).
  6. ^ Intervista a Bolano, Lateral. Revista de cultura, nr 40, aprile 1998, su archiviobolano.it. URL consultato il 30 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2012).
  7. ^ Video intervista a Bolano, per l'episodio vedi min. 6:30-7:40 del video
  8. ^ Jaime Quezada - Bolaño prima di Bolaño, diario di una resistenza in Messico', 2007
  9. ^ Verdades y mentiras de Bolaño por Larry Rohter
  10. ^ Caretto Ennio, Né eroinomane né fuorilegge: Bolaño si divertiva a fingere, su archiviostorico.corriere.it, corriere.it, 29 gennaio 2009. URL consultato il 16 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2014).
  11. ^ A Chilean Writer's Fictions Might Include His Own Colorful Past
  12. ^ http://www.specimen.press/articles/los-escritores-de-antes-bolano-en-blanes-1996-1999/
  13. ^ Fondazione del Centro Culturale latinoamericano Rómulo Gallegos. Fundación CELARG, XI Edición del Premio Internacional de Novela Rómulo Gallegos, su celarg.org.ve. URL consultato il 20 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2011).
  14. ^ Lista dei vincitori del Premio Rómulo Gallegos
  15. ^ (ES) El archivo de Roberto Bolaño contiene dos novelas inéditas, su lavanguardia.com. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  16. ^ (ES) Bolaño salvaje, Bolaño cercano, Candaya e XHUNAM-TDT Canal 20, 30 aprile 2008.
  17. ^ Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce di Roberto Bolaño, A. G. Porta - Sellerio Editore
  18. ^ Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce di Roberto Bolaño, A. G. Porta - Sellerio Editore
  19. ^ https://www.amazon.es/senda-los-elefantes-Roberto-Bola%C3%B1o/dp/8487515223
  20. ^ http://www.specimen.press/articles/los-escritores-de-antes-bolano-en-blanes-1996-1999/?language=Italian
  21. ^ La pista di ghiaccio di Roberto Bolaño - Sellerio Editore
  22. ^ Pubblicato postumo nel 2004, il romanzo fu tradotto in Italia ma suddiviso, vista la mole, in due distinti volumi. Nel 2012, Adelphi lo ha ripubblicato in un unico volume
  23. ^ SUR pubblica L'ultima conversazione, su edizionisur.it.
  24. ^ Manuel Crispo: "Stella distante - il capolavoro di Roberto Bolaño diventa historieta, su medium.com.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN41992611 · ISNI (EN0000 0001 2129 8844 · SBN IT\ICCU\TO0V\255238 · Europeana agent/base/66203 · LCCN (ENn80139757 · GND (DE120894076 · BNF (FRcb13484215g (data) · BNE (ESXX972303 (data) · NLA (EN40338082 · NDL (ENJA01167321 · WorldCat Identities (ENlccn-n80139757