Anversa (romanzo)

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Anversa
Titolo originaleAmberes
AutoreRoberto Bolaño
1ª ed. originale2002
1ª ed. italiana2007
Genereromanzo
Sottogeneresperimentale
Lingua originale spagnolo

Anversa è l'ottavo romanzo pubblicato dallo scrittore cileno Roberto Bolaño, l'ultimo edito quando l'autore era ancora in vita.

Di carattere apertamente sperimentale, il romanzo è composto da episodi (ciascuno non più lungo di tre pagine) che si allacciano in maniera confusa, utilizzando un linguaggio più poetico che nel resto dell'opera dell'autore. L'ambientazione non è la città belga di Anversa come potrebbe fare pensare il titolo, bensì la Costa Brava nei pressi di Barcellona.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dai diversi, brevi episodi, si può tentare di trovare un filo conduttore: in un campeggio di una località turistica nei pressi di Barcellona c'è stato un omicidio plurimo, un poliziotto indaga facendo domande in giro. Forse è coinvolta una giovane donna dai capelli rossi che frequenta il campeggio, nei pressi del quale c'è un bosco: qui qualcuno proietta un film su un lenzuolo, ed è costante in diversi episodi la presenza di un gobbo di bassa statura.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il libro è diviso in brevissimi capitoli della lunghezza massima di tre pagine, ma alcuni comprendono solo un paragrafo. Si alterna una serie di punti di vista, uno dei quali è di sicuro Roberto Bolaño stesso.

Nella prefazione, scritta in occasione della pubblicazione, l'autore afferma che l'opera è stata scritta nell'arco di diversi anni; la data riportata nell'ultimo capitoletto intitolato Post scriptum è il 1980; in occasione della pubblicazione del libro La Universidad Desconocida, sempre Bolaño afferma che la stesura risale appunto al 1980, anno in cui lavorava come guardiano notturno in un campeggio della cittadina turistica di Castelldefels, chiamato Estrella de Mar.[1]

In un'intervista rilasciata nel 2003, pochi mesi prima della morte Bolaño si espresse in questi termini a proposito dei Anversa:

(ES)

«Amberes me gusta mucho, tal vez porque cuando escribí esa novela yo era otro, en principio mucho más joven y quizás más valiente y mejor que ahora. Y el ejercicio de la literatura era mucho más radical que hoy, que procuro, dentro de ciertos límites, ser inteligible. Entonces me importaba un comino que me entendieran o no.»

(IT)

«Anversa mi piace molto, forse perché quando scrissi questo romanzo ero un altro, innanzitutto molto più giovane e forse migliore di adesso. E l'esercizio della letteratura era molto più radicale di oggi che tento di essere, entro certi limiti, comprensibile. Allora non mi importava affatto che mi capissero o meno.[2]»

Dopo la morte dell'autore furono ritrovati sia il manoscritto originale di Anversa in un quaderno autografo intestato Narraciones 1980 che una versione dattiloscritta senza data né titolo, che risale però al 1983 o 1984 a giudicare dalla macchina usata.[1]

Lo scrittore messicano Jorge Volpi pone Anversa allo stesso livello di Amuleto in quanto opera “regolare”, non sperimentale né giovanile. Nel frammento n. 22 intitolato “Il mare” viene riportata la rappresentazione grafica di un sogno, una barchetta su un mare agitato; lo stesso disegno ritorna alcuni anni dopo nel romanzo I detective selvaggi: qui diventa l'unica poesia conosciuta scritta dalla “poeta” realvisceralista Cesárea Tinajero, un elaborato visuale intitolato «Sión».

Nel 2007 la Editorial Anagrama pubblica un libro postumo di poesie di Bolaño intitolato La Universidad Desconocida contenente, oltre a materiale inedito e volumi di poesie già pubblicati in precedenza (Fragmentos de la Universidad Desconocida, 1992; Los perros románticos, 1993; Tres, 2000), anche Anversa con alcune variazioni: per esempio cambia il titolo, Gente que se aleja (“Gente che si allontana”), così come il titolo di quattro capitoletti.[1]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (ES) Roberto Bolaño, La Universidad Desconocida, Barcellona, Editorial Anagrama, 2007, ISBN 978-84-339-7144-9.
  2. ^ Andrés Braithwaite (a cura di), Bolaño por sí mismo: entrevistas escogidas, Santiago del Cile, Ediciones Universidad Diego Portales, 2006, pp. 113, ISBN 956-7397-80-5.
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