Docente

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Un docente (dal latino docēre, insegnare) o insegnante, è chi nella sua attività professionale ha il compito di insegnare una qualsiasi materia o argomento in strutture apposite come scuole e università. Il 5 ottobre si celebra la "Giornata mondiale degli insegnanti".

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Insegnante di sostegno e Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario.

Un sondaggio pubblicato sul quotidiano "La Repubblica" nel 2013 ha confermato l'insegnamento, sia scolastico che universitario, tra le professioni considerate più prestigiose dagli italiani, insieme alla professione medica, a quella in magistratura e alla dirigenza pubblica e privata.[1] Ad essi è inoltre dedicata una apposita festività: la "Festa degli insegnanti".

Scuola[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso di formazione necessario per insegnare nella scuola italiana può essere così generalmente riassunto:

  • Per insegnare nelle scuola dell'infanzia nonché nella scuole primarie: laurea magistrale in scienze della formazione primaria al termine di un percorso di studi quinquennale, con tirocini a partire dal secondo anno di corso, a numero programmato con prova di accesso. La disciplina genera è dettata dal d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297; ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica del 25 marzo 2014 con il quale si recepisce il parere 4929/2012 del Consiglio di Stato, e alla Decisione della Commissione Europea del 31 gennaio 2014, sono assimilati alla laurea in scienze della formazione primaria, ai fini professionali, e, quindi, abilitanti all'insegnamento nella scuola primaria e nella scuola dell'infanzia, i diplomi conseguiti presso gli Istituti Magistrali al termine dei corsi conclusi entro l'anno scolastico 2001-2002 (titoli assimilati in base all'art. 12 della Direttiva UE 2005/36/CE).
  • Per insegnare nelle scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado, sulla base della legge 13 luglio 2015, n. 107 il conseguimento del titolo di dottore magistrale con l'acquisizione di almeno 24 crediti formativi universitari in materie antropo-psico-peda-didattiche è condizione indispensabile per poter accedere ad apposito concorso. Il d.lgs. 13 aprile 2017, n. 59 dispone che dopo il superamento dello stesao è possibile accedere ad un "percorso di formazione iniziale e prova", un anno di tirocinio teorico-pratico retribuito che abilita alla professione docente e permette l'immissione in ruolo per la specifica classe di concorso. Procedimento analogo è previsto per gli ITP (insegnanti tecnico pratici), a differenza del titolo di accesso; in questo caso per poter accedere basta essere in possesso di specifiche lauree triennali (con acquisizione dei 24 CFU) coerenti con le classi di concorso di riferimento, che però non saranno richiesti sino all'anno scolastico 2024/2025.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Per insegnare nell'università italiana o in altre istituzioni superiori universitarie (come ad esempio le scuole superiori universitarie) è necessario diventare ricercatore universitario, sebbene sia anche possibile insegnare come professore a contratto. Il conseguimento del dottorato, oppure di diploma di specializzazione medica o l'aver beneficiato di assegni di ricerca anteriormente all'entrata in vigore della riforma Gelmini, è requisito indispenabile per la partecipazione a concorso per ricercatore universitario, bandito dalle università in Italia previo conseguimento di una idoneità scientifica nazionale prevista dalla legge 30 dicembre 2010 n. 240.[2] Tuttavia, in alcuni casi è possibile esercitare attività di docenza nelle ipotesi previste dalla legge,[3] come ad esempio per i lettori di lingua straniera, oppure la chiamata di studiosi di chiara fama, ai sensi della legge 4 novembre 2005, n. 230.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il prestigio sociale delle professioni (PNG), su giovannacosenza.files.wordpress.com.
  2. ^ Art. 24 legge 30 dicembre 2010 n. 240 come modificato dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232.
  3. ^ Art. 1-bis decreto legge 10 novembre 2008, n. 180 convertito in legge 9 gennaio 2009, n. 1

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