Toni Morrison

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Toni Morrison, pseudonimo di Chloe Ardelia Wofford (Lorain, 18 febbraio 1931New York, 5 agosto 2019), è stata una scrittrice e accademica statunitense.

Fu la prima africana americana a vincere il Nobel per la letteratura (1993).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Lorain, Ohio da una famiglia nera della classe operaia originaria dell'Alabama seconda di quattro fratelli, dimostra subito grande interesse per il mondo letterario. Compie gli studi umanistici alla Howard University, dove si laurea nel 1953 in Letteratura inglese, e alla Cornell University, ai quali farà seguito una carriera accademica all'università del sud del Texas, presso la Howard University, dove avrà tra i suoi studenti Stokely Carmichael, e nel 1989 all'Università di Princeton. Nel 1958 sposa un architetto giamaicano, Harold Morrison, dal quale ha due figli e dal quale in seguito divorzia.

Nel 1965 inizia a lavorare per la casa editrice Random House di New York come editor curando le opere di diversi autori africani americani come Gayl Jones, Toni Cade Bambara, Angela Davis e Muhammad Ali. Lavora nel frattempo come redattrice presso una prestigiosa rivista letteraria, collabora come critica letteraria e tiene numerose conferenze pubbliche che trattano della cultura africana americana ottenendo presto la specializzazione in letteratura africana americana. Nel 1970 compie il suo debutto come romanziera con L'occhio più azzurro (The Bluest Eye), dove viene narrata la storia di una bambina nera che desidera ardentemente assomigliare ai bianchi e vorrebbe avere gli occhi azzurri come Shirley Temple, ottenendo subito largo consenso di pubblico e di critica per il suo stile di spessore epico, per la poetica e per le descrizioni ricche ed espressive dell'America nera.

Nel 1973 pubblica il suo secondo romanzo, Sula dove viene presentato il ritratto di due donne dal carattere opposto, una ribelle e una conformista, e viene narrato il loro percorso di crescita nel periodo dell'ondata di migrazione degli anni quaranta, periodo che incise profondamente nei cambiamenti delle comunità dei neri. L'anno seguente, 1974, cura e pubblica l'antologia The Black Book raccogliendo numerosi documenti a testimonianza di 300 anni di storia africana americana. Nel 1976 ottiene l'incarico di insegnamento presso l'Università di Yale, dove rimane per tre anni, e nel 1977 pubblica il Canto di Salomone (Song of Solomon) dove racconta le vicende di un ragazzo nero che durante gli anni sessanta parte da Detroit, dove vigevano i diritti civili, per raggiungere il paese mitico del sud da cui proviene la sua famiglia e ritrovare il suo passato razziale.

Il "Book-of-the-Month-Club" sceglie nel frattempo il libro da inserire tra il Libro del Mese e sarà questa la seconda volta, dopo la scelta del 1940 di Paura (Native Son) di Richard Wright, che un romanzo di autore africano americano viene prescelto. Con Song of Solomon la scrittrice ottiene il National Book Critics Circle Award. Nel 1981 pubblica L'isola delle illusioni (Tar Baby) dove vengono messi in evidenza tutti i pericoli dell'alienazione della cultura nera negli anni ottanta. Diviene nel frattempo membro effettivo dell'Accademia americana delle arti e delle lettere ricevendo numerosi riconoscimenti letterari.

Lasciata nel 1984 la Random House, inizia a lavorare presso la State University of New York di Albany e in quell'anno insegna al "Bard College" e va in scena Dreaming Emmett con la regia di Gilbert Moses. Nel 1987 pubblica Amatissima (Beloved), la storia di una schiava fuggiasca che preferisce uccidere la figlia piuttosto che farle vivere le tremende condizioni della schiavitù. Con Amatissima la scrittrice ottiene nel 1988 il premio Pulitzer. Insegna intanto all'Università di Berkeley. Nel 1989 inizia ad insegnare Studi africani americani e Scrittura creativa all'Università di Princeton e nel 1990 ottiene il premio internazionale Chianti Ruffino Antico Fattore. Nel 1992 pubblica Jazz e Playing in the Dark ("Giochi al buio"), un volume che raccoglie tutti i testi inerenti alle conferenze tenute presso l'Università Harvard ed esce alle stampe un'antologia di saggi riguardanti il caso Clarence Thomas-Anita Hill (re-Racing Justice, En-Gendering Power). Nel 1993 riceve il premio Nobel per la letteratura.

Tra i suoi scritti si ricorda ancora Paradiso (1998), romanzo discusso e di non facile lettura, che riproduce oltre due secoli di storia afro-americana e Amore del 2004, che narra la storia di due giovani amiche; romanzo corale che fa uso continuo dei flashback, ed è, oltre che una profonda indagine sulla natura dell'animo umano, un'analisi sociale della comunità africana americana. Insieme ad Alice Walker, autrice tra gli altri de Il colore viola, la Morrison è considerata tra i massimi rappresentanti della narrativa afroamericana degli ultimi cinquant'anni. Vicina al Partito Democratico, la scrittrice si schiera con Barack Obama in vista delle elezioni presidenziali statunitensi del 2008[1]. Tutti i suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Frassinelli Editore.

Si spegne a New York, nel Bronx, al Montefiore Medical Center, dopo una breve malattia (complicanze di una polmonite, come ha fatto sapere il suo editore Alfred A. Knopf[2]), il 5 agosto 2019.[3][4][5]

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Il tema fondamentale dei romanzi della Morrison è la perdita d'identità dei neri in quei momenti della storia americana in cui essi hanno subito la maggiore minaccia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte italiane dei romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Opere (contiene: Canto di Salomone e Amatissima), Collana Scrittori del mondo: i Nobel, Torino, UTET, 2003.
  • Romanzi, a cura e con un'introduzione di Alessandro Portelli, con un saggio di Marisa Bulgheroni, cronologia di Chiara Spallino Rocca, nuove traduzioni di Chiara Spallino (per The Bluest Eye, Sula e Beloved), Franca Cavagnoli (trad. rivedute per Song of Solomon e Jazz), Silvia Fornasiero (trad. leggermente modificata per The Gift), Collana I Meridiani, Mondadori, Milano, 2018, ISBN 978-88-04-68468-8.

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Recitatif, 1983
  • Sweetness, 2015

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Dreaming Emmet, 1986
  • Desdemona, 2011

Libretti[modifica | modifica wikitesto]

  • Margaret Garner, 2005

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • The Black Book, Random House, 1974
  • Giochi al buio. Il bianco e il nero nella letteratura americana (Playing in the Dark: Whiteness and the Literary Imagination, 1992), trad. Franca Cavagnoli, Collana Saggi, Torino, Frassinelli, 1994, ISBN 978-88-768-4277-1.
  • Racing Justice, Engendering Power: Essays on Anita Hill, Clarence Thomas and the Others on the Constructing of Social Reality, curatela e Prefazione di Toni Morrison, Chatto and Windus, 1992.
  • Remember: The Journey to School Integration, Houghton Mifflin Company, 2004
  • L'origine degli altri (The Origin of Others, 2017), Prefazione di Ta-Nehisi Coates, Introduzione all'edizione italiana di Roberto Saviano, trad. Silvia Fornasiero, Milano, Frassinelli, 2018, ISBN 978-88-934-2047-0.
  • L'importanza di ogni parola (The Source of Self-Regard: Essays, Speeches, Meditations, 2019), Milano, Frassinelli, 2019, ISBN 978-88-934-2060-0.

Letteratura per bambini (con Slade Morrison)[modifica | modifica wikitesto]

  • Big Box, 1999
  • The Book of Mean People, 2002
  • Chi ha più coraggio? La formica o la cicala?, traduzione di F. Cavagnoli, Milano, Frassinelli, 2003, ISBN 978-88-768-4733-2.
  • Peeny Butter Fudge, 2009
  • Please, Luise, 2014

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la letteratura 1993

Medaglia Presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà
— 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal_sito_del_Corriere_della_Sera[collegamento interrotto]
  2. ^ Lara Ricci, Addio a Toni Morrison, grande scrittrice «guerriera», Il Sole 24 ORE, 6 agosto 2019. URL consultato il 6 agosto 2019 (archiviato il 6 agosto 2019).
  3. ^ E' morta Toni Morrison, premio Nobel per la Letteratura, su Repubblica.it, 6 agosto 2019. URL consultato il 6 agosto 2019 (archiviato il 6 agosto 2019).
  4. ^ È morta Toni Morrison, voce degli africani americani e prima donna nera a ricevere il Nobel, Il Quotidiano, 6 agosto 2019. URL consultato il 6 agosto 2019 (archiviato il 6 agosto 2019).
  5. ^ Marco Bruna, Morta Toni Morrison, prima autrice africana americana a vincere il Nobel, Corriere della Sera, 6 agosto 2019. URL consultato il 6 agosto 2019 (archiviato il 7 agosto 2019).

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