Julien Green

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Julien Green nel 1933

Julien Green (nome francesizzato di Julian Hartridge Green; Parigi, 6 settembre 1900Parigi, 13 agosto 1998) è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense che passò gran parte della sua vita in Francia. Fu uno dei pochi autori ad essere stato pubblicato nella collezione Pléiade mentre era in vita.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Julien Green nacque a Parigi, da genitori americani, discendente da parte di madre dal senatore e rappresentante democratico della Georgia al congresso americano Julian Hartridge, (1829-1879). e dal quale ebbe il nome (Green è stato battezzato "Julian"; l'ortografia venne cambiata in "Julien" dal suo editore francese negli anni '20.

Entrò nel Lycée Janson-de-Sailly dove compì tutti i suoi studi. Aveva quattordici anni quando morì sua madre, di religione protestante.

Dopo la morte della madre, si convertì dal Protestantesimo al Cattolicesimo nel 1916, al pari del padre e di molte delle sorelle. Nel 1917, Julien Green si arruolò nel Servizio delle ambulanze americane; successivamente, nel 1918, fu distaccato nell'artiglieria francese. Congedato nel marzo 1919, si recò per la prima volta negli Stati Uniti nel mese di settembre e portò a termine tre anni di studio all'Università della Virginia, dove visse un primo amore casto e segreto per un compagno di studi, e dove scrisse il suo primo libro in inglese.

A Parigi, avviò una relazione con Robert de Saint Jean e tentò la carriera di pittore (conobbe Christian Bérard), ma il riconoscimento ottenuto negli anni Venti, dalle sue prime pubblicazioni, lo indirizzò definitivamente verso quella di scrittore, uno tra i maggiori scrittori di letteratura francese del XX secolo. Fu in quel periodo che iniziò a confrontarsi con l'ambiente letterario di Parigi, in particolare con Jacques Maritain e sua moglie Raïssa Oumançoff, François Mauriac, André Gide o Jean Cocteau.

Nel luglio 1940, dopo la disfatta della Francia, tornò in America. Nel 1942 fu mobilitato e mandato a New York per prestare servizio presso l'American Bureau of War Information. Da lì, cinque volte alla settimana, parlava alla Francia al programma radiofonico Voice of America, collaborando tra gli altri con André Breton. Insegnò letteratura in una facoltà di giovani americane. Fece ritorno in Francia subito dopo la seconda guerra mondiale e ritrovò la fede della sua giovinezza.

Fu eletto all'Accademia di Francia il 3 giugno 1971, al seggio 22, succedendo a François Mauriac, e fu il primo straniero ad accedere a questo onore. Il Presidente della Repubblica Georges Pompidou gli propose nel 1972 la nazionalità francese, ma l'accademico declinò il favore. L'insediamento ufficiale ebbe luogo il 16 novembre 1972. Dall'Accademia francese si dimise nel 1996, senza mai essere sostituito sino alla morte.

Julien Green è il padre adottivo dello scrittore Éric Jourdan che gli rimarrà vicino fino alla sua scomparsa. Nel 1994, secondo Éric Jourdan, Green decise di vivere a Forlì, in Italia, ma la fragilità della sua salute non gli consentì di realizzare il progetto. Si spense a Parigi il 13 agosto 1998.

È stato sepolto il 21 agosto 1998 a Klagenfurt (Austria) nella Chiesa di Sant'Egidio. Assai colpito da un'antica statua della Vergine Maria in occasione di una visita del 1990, lo scrittore aveva infatti espresso il desiderio di essere sepolto in una delle cappelle della chiesa. Dal 19 febbraio 2015, riposa accanto a lui anche il figlio adottivo, lo scrittore Éric Jourdan, scomparso pochi giorni prima a Parigi.

Analisi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Tutta l'opera di Green, profondamente segnata sia dalla sua omosessualità che dalla sua fede cattolica, è dominata dalla questione della sessualità e da quella del Bene e del Male.

La maggior parte dei libri di questo cattolico praticante verte su problemi di fede e religione e sull'ipocrisia di cui esse sono intrise. Molti suoi libri hanno trattato degli Stati Uniti del Sud, l'autore è stato definito nei suoi scritti come un Sudista. Ereditò tale patriottismo dalla madre, che proveniva da una famiglia distinta del Sud. Qualche anno prima della nascita di Julien, una scelta di posti di lavoro in Germania o in Francia fu offerta al padre. La madre di Julien sostenne la scelta della Francia.

In Francia, durante la sua vita e ancora oggi, la fama di Julien Green si basa non solo sui suoi romanzi, ma anche sul suo diario, pubblicato in diciannove volumi che coprono il periodo dal 1919 al 1998. Questo Journal offre una cronaca della sua vita letteraria e religiosa, e soprattutto un panorama della scena artistica e letteraria a Parigi per quasi 80 anni. Lo stile di Green, austero e risolutamente attaccato all'uso del passato semplice –che pochi autori del suo secolo ancora praticavano – trovò il favore dell'Accademia di Francia, di cui divenne il primo membro di nazionalità straniera.

Sebbene Green abbia scritto principalmente in francese, ha pubblicato alcuni libri in inglese perché era bilingue. Ha anche tradotto alcune sue opere in inglese. Alcune di queste traduzioni sono pubblicate in Le langage et son double, con il testo inglese in fronte al testo francese.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi e racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mont-Cinère, 1926 (Mont-Cinère, trad. di Marco Forti, Milano, A. Mondadori, 1967; Milano, Longanesi, 1987)
  • Adrienne Mesurat, 1927 (Adriana Mesurat, trad. di Arturo Tofanelli, Milano, A. Mondadori, 1949; con il titolo Adrienne Mesurat, Milano, Longanesi, 1986; poi Milano, Corbaccio, 1998)
  • Le Voyageur sur la terre, 1927 (con il titolo Passeggero sulla terra, trad. di Leonardo Sinisgalli, Milano, Il saggiatore, 1959; con il titolo Passeggero in terra, trad. di Donatella Ziliotto, Milano, Serra e Riva, 1981, poi Milano, A. Mondadori, 1989; con il titolo Viaggiatore in terra, Roma, Nutrimenti, 2015)
  • Leviathan, 1929 (Leviatan, trad. di Vittorio Sereni, Milano, Mondadori, 1946; Milano, Longanesi, I ed. 1986; Milano, Corbaccio, 1998)
  • Histoires de vertige, 1930, poi 1989 e 1997, (Vertigine, Roma, I Nutrimenti, 2017, traduzione di vari autori, a cura di G. Girimonti Greco)
  • L'autre sommeil, Gallimard, Parigi, 1931.
  • Épaves, Plon, Parigi, 1932 (Relitti, trad. di Francesco Bruno, Milano, Longanesi, 1992; Milano, TEA, 1995)
  • Le Visionnaire, Plon, Parigi, 1934 (Il visionario, traduzione di Giovanni Pacchiano, Milano, Longanesi, 2010)
  • Minuit, Plon, Parigi, 1936 (Mezzanotte, traduzione di Enrico Emanuelli, Milano, Longanesi, 2009)
  • Varouna, 1940 (Varuna, trad. di Camillo Sbarbaro, Milano: Mondadori, 1953; poi Milano, Corbaccio, 1993; Milano, TEA, 1996)
  • Si j'étais vous, 1947 (con il titolo Essere un altro, trad. di Enrico Piceni, Milano, A. Mondadori, 1951; con il titolo Se fossi in te..., traduzione di Clio Pizzingrilli, Macerata, Quodlibet, 2004)
  • Moïra, Plon, Parigi, 1950 (Moïra, trad. di Giuseppe Ravegnani., Milano, A. Mondadori, 1957; poi Milano, Corbaccio, 1994)
  • Le Malfaiteur, 1956.
  • Chaque Homme dans sa nuit, 1960 (Ciascuno la sua notte, trad. G. Toschi e G. Valentini, Milano, Bompiani, 1962)
  • L'Autre, Plon, Parigi, 1971.
  • La Nuit des fantômes, 1976 (La notte dei fantasmi, trad di Angelo Petrosino. Torino ; Milano, Sonda, 1992) (libro per bambini)
  • Le mauvais lieu, Plon, Parigi, 1977 (L' innocenza ambigua, trad. di Elina Klersy Imberciadori, Milano, Rusconi, 1979)
  • Les Pays lointains (Dixie I), Le Seuil, Parigi, 1987 (I paesi lontani, trad. di Francesco Bruno, Milano, Longanesi, 1987
  • Les Étoiles du sud (Dixie II), Le Seuil, Parigi, 1989 (Le stelle del Sud, trad. di Francesco Bruno, Milano, Longanesi, 1990)
  • Ralph et la quatrième dimension, 1991
  • Dixie (Dixie III), 1994 (Il canto del Sud, trad. di Francesco Bruno, Milano, Longanesi, 1997)
  • L'Inconnu et autres récits, 2008.

Diario[modifica | modifica wikitesto]

  • Les Années faciles (1926-1934), 1938 (Diario 1928-1934, trad. di Libero de Libero, Milano, Mondadori, 1946)
  • Derniers beaux jours (1935-1939), 1939 (Diario 1935-1939, trad. di Libero de Libero, Milano, Mondadori, 1946)
  • Devant la porte sombre (1940-1943), 1946 (Diario 1940-1943, trad. di Libero de Libero, Milano, Mondadori, 1949)
  • L'Œil de l'ouragan (1943-1945), 1949.
  • Le Revenant (1946-1950), 1951.
  • Le Miroir intérieur (1950-1954), 1955.
  • Le bel aujourd'hui, 1958 (tradotto parzialmente in Diario di un anno, trad. G. Maggi, Vicenza, La locusta, 1967)
  • Vers l'invisible (1958-1967), 1967(Verso l'invisibile, diario 1958-1966, trad. di Gioia Zannino Angiolillo, Milano, Rusconi, 1973)
  • Ce qui reste du jour (1966-1972), 1972. (La luce che resta, diario 1966-1972, trad. di Elina Klersy Imberciadori, Milano, Rusconi, 1977)
  • La Bouteille à la mer (1972-1976), 1976.
  • La Terre est si belle… (1976-1978), 1982.
  • La Lumière du monde (1978-1981), 1983.
  • L'Arc-en-ciel (1981-1984), 1988.
  • L'Expatrié (1984-1990), 1990 (L' espatriato, diario 1984-1990, trad. di Lucia Corradini, Milano, Mursia, 1992)
  • La fin d'un monde. Juin 1940. 1992, (La fine di un mondo. Giugno 1940, curato e tradotto da Tommaso Gurrieri, Firenze 2016);
  • L'Avenir n'est à personne (1990-1992), 1993.
  • On est si sérieux quand on a 19 ans, 1993.
  • Pourquoi suis-je moi ? (1993-1996), 1996.
  • En avant par-dessus les tombes (1996-1997), 2001.
  • Le grand large du soir (1997-1998), 2006.

Autobiografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Partir avant le jour, 1963 (Partire prima di giorno, trad. di Marina Valente, Milano, Rizzoli, 1966)
  • Mille Chemins ouverts, 1964. (Mille strade aperte, trad. di Marina Valente, Milano, Rizzoli, 1968)
  • Terre lointaine, 1966 (Terra lontana, trad. di Marina Valente, Milano, Rizzoli, 1970)
  • Jeunesse, 1974.
  • Jeunes Années, 1985.
  • Souvenirs des jours heureux, 2007.

Saggi e biografie[modifica | modifica wikitesto]

  • Pamphlet contre les catholiques de France, 1924 (I cattolici, trad. di Domenico Giuliotti, Roma, Longanesi, 1946; Svegliarsi all'amore, Roma, Logos, 1980; Contro i cattolici, Roma, Logos, 1994)
  • Les Clefs de la mort, La Pléiade, Parigi, 1927.
  • Suite anglaise, Les Cahiers de Paris, Parigi, 1927 (Suite inglese, trad. di Romeo Lucchese, Milano, Adelphi, 1994)
  • Liberté chérie, Le Seuil, Parigi, 1974 (Libertà, Roma, Logos, 1981; Sulla libertà, Genova, Marietti, 1990)
  • Ce qu'il faut d'amour à l'homme, Plon, Parigi, 1978 (L' amore di cui l'uomo ha bisogno, Roma, Logos, 1980)
  • Frère François, Le Seuil, Parigi, 1983 (San Francesco, trad. di Graziella Cillario, Milano, Rizzoli, 1984)
  • Parigi, Champ Vallon, Parigi, 1984 (Parigi, trad. di Margherita Loy, Roma, Biblioteca del Vascello, 1991)
  • Le Langage et son double, 1985.
  • Villes, 1985.
  • L'Homme et son ombre, 1991.
  • Dionysos, 1994.
  • Dionysos ou La chasse aventureuse : poème en prose, 1997.
  • Jeunesse immortelle, 1998.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Sud, 1953.
  • L'Ennemi, 1954 (Il nemico, traduzione di Roberto Buffagni, Milano, Ricordi, 1996)
  • L'Ombre, 1956.
  • Demain n'existe pas, 1979 (Non c'è domani, traduzione di Ugo Ronfani, Milano, Ricordi, 1991)
  • L'automate, 1979-1980.
  • L'étudiant roux, 1993.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle opere di Julien Green sono stati prodotti i film per il cinema e la TV:

  • Leviathan, regia di Léonard Keigel
  • Adrienne Mesurat, (film per la TV 1953),
  • Adrienne Mesurat (film per la TV 1969),
  • Mont-Cinère, (film per la TV 1970),
  • Si j'étais vous, (film per la TV 1971),

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Philippe Derivière, Julien Green, les chemins de l'errance, Talus d'approche, Parigi 1994.
  • Marc Eigeldinger, Julien Green et la tentation de l'irréel, Éditions des Portes de France, Parigi 1947.
  • Jean-Claude Joye, Julien Green et le monde de la fatalité, Arnaud Druck, Berne 1964.
  • Annette Tamuly, Julien Green à la recherche du réel: approche phénoménologique, Naaman, Sherbrooke (Canada) 1976.
  • Carole Auroy, Julien Green, le miroir en éclats: étude sur l'autobiographie, Les éditions du Cerf, Parigi 2000.
  • Pierre Brodin, Julien Green, Éditions Universitaires, Parigi 1957
  • Robert de Saint-Jean, Luc Estang, Julien Green, Seuil, Parigi 1990
  • Jacques Petit, Julien Green "l'homme qui venait d'ailleurs", S.C.Desclee de Brouwer, Parigi 1969
  • Jean-Pierre J. Piriou, Sexualité, religion et art chez Julien Green, Éditions A.-G. Nizet, Parigi 1976

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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