Régis Debray

Jules Régis Debray (Parigi, 2 settembre 1940) è uno scrittore, filosofo e funzionario francese.
Biografia
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Attivo politicamente negli anni 1960 al fianco di Che Guevara, fu imprigionato e torturato più volte in Sud America, anche durante l'ultima avventura boliviana del guerrigliero argentino[1].
I documenti desecretati della CIA mostrano che dopo l’arresto Debray parla. Parla della guerriglia. Parla dei suoi contatti. E soprattutto conferma ciò che militari boliviani e servizi segreti americani cercano disperatamente di dimostrare: Ernesto Che Guevara è davvero in Bolivia e guida personalmente il movimento armato. Nei mesi successivi il cerchio si stringe sempre di più attorno alla piccola colonna rivoluzionaria. L’8 ottobre 1967 il Che viene catturato vivo nella Quebrada del Yuro. Il giorno dopo viene ucciso senza processo in una scuola del villaggio di La Higuera. Debray sopravvive.
Successivamente è diventato un autore prolifico, distinguendosi nel campo delle scienze dell'informazione come fondatore della mediologia e della rivista MédiuM. Nel 2002 ha fondato l'Institut d'étude des religions et de la laïcité, un istituto universitario pubblico per l'insegnamento dei fenomeni religiosi nella scuola laica. È stato membro dell'Académie Goncourt dal 2011 al 2015. Ha abbandonato l'ideologia comunista dopo gli anni '80, diventando un conservatore gollista.
Opere (parziale)
[modifica | modifica wikitesto]- La gringa, (La neige brûle, Grasset 1977), traduzione di Tilde Riva, Milano: Bompiani, 1978.
- Lo Stato seduttore, 1993.
- Vita e morte dell'immagine. Una storia dello sguardo in Occidente (Vie et mort de l'image: une histoire du regard en occident, Gallimard, 1992), traduzione di Andrea Pinotti, Milano: Il castoro, 1998.
Premi
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1977 ha vinto il Prix Femina con La neige brûle[2].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Il manifesto appello per la liberazione di Debray fu firmato da decine di intellettuali europei, tra cui gli italiani Vasco Pratolini, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini e Ignazio Silone: "World figures plead for Regis Debray." Times [London, England] 11 Dec. 1969: 8.
- ↑ (FR) Lauréats du Prix Femina, su booknode.com. URL consultato il 22 settembre 2023.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Régis Debray
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Régis Debray
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Sito ufficiale, su regisdebray.com.
- Debray, Régis, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Régis Debray, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Opere di Régis Debray, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Régis Debray, su Open Library, Internet Archive.
- (FR) Pubblicazioni di Régis Debray, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
- (EN) Régis Debray, su Goodreads.
- (EN) Régis Debray, su IMDb, IMDb.com.
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