Henry de Montherlant

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Henry de Montherlant

Henry de Montherlant (Parigi, 21 aprile 1896Parigi, 21 settembre 1972) è stato uno scrittore e drammaturgo francese.

Firma di Henry de Montherlant

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Come scrittore fu particolarmente precoce: scrisse infatti il suo primo libro La vie de Scipion (mai pubblicato) quando aveva appena dieci anni e a venti anni pubblicò a sue spese La Releve du Matin, dopo il rifiuto di undici editori, un omaggio ai soldati della prima guerra mondiale.[1]

Durante la prima guerra mondiale Montherlant partì volontario e restò gravemente ferito. Nel 1923 scrisse Les Olympiques, opera nella quale celebrava i cultori dell'atletica leggera.

La tauromachia, di cui era appassionatissimo (a quindici anni uccise il suo primo toro), gli ispirò uno dei suoi migliori libri: Les Bestiaires (1926). I suoi primi successi furono la tetralogia Les jeunes filles (1936-1939) e Les célibataires (1934). In Les jeunes filles Monteherlant si scagliava contro l'esaltazione dei "valori femminili", a cui additava la decadenza del mondo contemporaneo, a detrimento di quelli "virili".[2]

Montherlant alza la sua protesta contro un'epoca in cui i grandi valori individuali vanno spegnendosi e la democrazia diffonde conformismo.

All'anticonformismo virile si contrappone per solito il conformismo femminile: cioè la mimetica capacità delle donne di adattarsi alla vita, di sposarla nella sua contradditorietà e mediocrità, senza mai misurarla al paragone di un'ideologia, di un assoluto. Ai valori della "pace" contrappone quelli della "civiltà della guerra", che i soldati esperimentano sul campo di battaglia.[3] L'opera, tacciata di misoginia, fu definita da Simone de Beauvoir una «cafoneria».[4] In questo periodo lo scrittore viaggiò molto, specie in Spagna, Italia ed Algeria.

Da cattolico con venature pagane, Montherlant vide nella Chiesa romana l'erede ideale della tradizione imperiale.[5] Nella sua opera risentì molto, oltre che di Paul Adam[6], Charles Maurras, Maurice Barrès, Paul Bourget[7][8] e in parte di Gabriele D'Annunzio[9], dell'influsso della grande tradizione religiosa del Seicento francese, da Racine e Corneille a Bossuet, soprattutto per lo splendore magniloquente della sua prosa e per la statura grandiosa dei suoi personaggi. Collaborò, fra le altre, alla riviste Europäische Revue del conte Karl Anton Rohan.[10], Le Gerbe, Revue des Deux Monde, La Revue hebdomadaire, L'intransigeant, Le Jour.

Scrisse inoltre per il teatro, specie dopo la seconda guerra mondiale, pubblicando opere come La reine morte (1934), Pasiphaë (1949) e la trilogia dei «drammi sacri», segnata da un rigorismo di derivazione giansenista[11]; ovvero: Le Maître de Santiago (1947), La ville dont le prince est un enfant (1951), Port-Royal (1954).

Tra gli ultimi eredi del decadentismo europeo, Montherlant unì il gusto estetizzante del passato a una vena di inquieto moralismo, che lo portò sia nei romanzi che nel teatro a scrutare il dramma di anime belle e tormentate, superiori alla comune umanità: nei suoi romanzi, in particolare, amava ritrarre personaggi eroici e moralmente perfetti.

Questo culto esagerato per l'eroismo lo portò a pubblicare nel 1941, sulla Nouvelle Revue Française diretta da Pierre Drieu La Rochelle, Le solstice de Juin, un saggio in cui esprimeva la sua ammirazione per l'esercito tedesco e dichiarava che la Francia era stata giustamente sconfitta e conquistata.[12]

Gli anni del dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Accusato di collaborazionismo sotto il Governo di Vichy[13][14], dopo la guerra, finito sulla lista delle proscrizioni[15], gli fu proibito di pubblicare per un anno. Ad ogni modo l'adesione dello scrittore al governo del Maréchal Pétain fu "morale" e "spirituale" e sicuramente non dettata da opportunismo.[16][17] A Pétain del resto lo legava l'aver preso parte alle operazioni di allestimento dell'Ossario di Douaumont.[18]

Estraneo ai movimenti d'avanguardia e lontano dalla vita mondana della capitale, Montherlant fu vivacemente contestato durante una rappresentazione del Cardinale di Spagna (1960) alla Comédie-Française per le sue posizioni conservatrici.

Più che di vero conservatorismo per Montherlant, in letteratura, si può parlare di un superbo, anche se anacronistico, tentativo di riportare nelle lettere francesi, in piena civiltà di massa e letteratura sperimentale, lo splendore della tradizione.

Della sua origine aristocratica, Montherlant aveva tratto uno spirito di profondo anticonformismo, che lo portò nella vita come nell'arte, a sdegnare ogni forma di convenzione in contrasto con le proprie convinzioni, all'insegna di un «aristocraticismo nietzschiano di destra».[19] Si dichiarò sempre un «anarchico di destra».[20][21][22] Nel 1962 pubblicò Il caos e la notte, che ebbe un discreto successo, un ritratto grottesco di un anarchico spagnolo, incapace di approdare a un significato universale.[23]

Quando entrò nell'Académie française, di cui fu membro dal 1960 al 1972, egli rifiutò di indossare l'uniforme di gala e anziché pronunciare, secondo la tradizione, l'elogio funebre del suo predecessore, non esitò ad esprimere la sua divergenza di idee verso il sociologo André Siegfried.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Si interessò al Bushidō e allo Zen: di modo che la sua fine, più eroica che tragica, può essergli stata anche ispirata da queste discipline, di ordine universale.[24]

Targa commemorativa di Henry de Montherlant, in Rue Lauriston, Parigi

Divenuto quasi cieco, si suicidò nel 1972, ripetendo il gesto dei filosofi stoici che aveva pubblicamente ammirato per tutta la vita.[25][26] Nel testamento dettato quattro ore prima di morire al pittore Mac'Avoy fece accenno a una congiura nei suoi confronti: «Sono sulla lista nera. [...] So che tutto è finito per me».[27] Pierre Pascal, amico di lunga data dell'autore, additò Roger Peyrefitte quale responsabile morale della morte di Montherlant:

« Quel verme umano che fu cacciato dalla diplomazia per motivi che non ha raccontato e che gira per certe librerie di Roma, in compagnia di un ineffabile cugino in cerca di opere pornografiche rare, ha osato di recente, in un libro ignobilmente concepito e sporcamente scritto, scrivere su Henry de Montherlant un intero capitolo di infamie, che sono altrettante menzogne, rasentanti la polizia politica e che non meriterebbero altro che lo sfregio di una punta di spada attraverso le sue due facce... Egli ha la sua parte di responsabilità nella morte di Henry de Montherlant, e lo sa.[27] »

Le sue ceneri furono sparse nei pressi del Tempio della fortuna virile, fra i Rostri e nel Tevere a Roma.[28]

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Henry de Montherlant elaborò una vasta opera narrativa in cui parla dei beni della vita con una lirica esaltazione che spesso rasenta l'estetismo ma anche un acuto senso di psicologia virile. Sull'alveo aperto da Barrès e Maurras, Henry de Montherlant rende la sua materia con alta tenuta di stile, in forma brillante, densa e sostenuta nello stesso tempo.

Nel secondo periodo della sua vita, Montherlant elabora una serie di drammi che vengono rappresentati a distanza di tempo dalla loro composizione. I drammi dell'autore francese non appartengono all'attualità nel senso cronachistico del termine, in quanto non rispecchiano vicende di oggi. Ma lo stato d'animo di cui si fanno portavoce, la rivendicazione dell'onore e della dignità umana in senso rigoroso e formale contribuiscono a spiegare certi momenti del difficile dopoguerra francese.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1920 La relève du matin (saggi)
  • 1922 Le Songe [La jeunesse d'Alban de Bricoule, III] (romanzo)
  • 1924 Les Olympiques (romanzo)
  • 1924 Chant funèbre pour les morts de Verdun (poesia)
  • 1926 Les Bestiaires [La jeunesse d'Alban de Bricoule, I] (romanzo)
  • 1927 Lettre sur le serviteur châtié
  • 1927 Aux fontaines du désir [Les voyageurs traqués, I] (romanzo, n. ed. 1940)
  • 1928 Un désir frustré mime l'amour
  • 1928 Pour le délassement de l'auteur
  • 1928 Trois images de l'Espagne (viaggi)
  • 1928 Pages de tendresse: pages choisies et pages inedites (antologia)
  • 1928 Earinus
  • 1929 Hispano-moresque
  • 1929 L'Exil (teatro)
  • 1929 Le Génie et les fumisteries du Divin (saggi)
  • 1929 Sous les drapeaux morts
  • 1929 La petite Infante de Castille [Les voyageurs traqués, II] (romanzo)
  • 1930 Pour une Vierge noire
  • 1932 Mors et vita (saggi)
  • 1933 Au petit mutilé
  • 1933 Histoire naturelle imaginaire
  • 1934 Les Célibataires (romanzo)
  • 1934 Encore un instant de bonheur (poesia)
  • 1935 Il y a encore des paradis
  • 1935 Service inutile (saggi, n.ed. 1952)
  • 1936 Pasiphaé (teatro)
  • 1936 Les jeunes filles [Les jeunes filles, I] (romanzo)
  • 1936 Pitié pour les femmes [Les jeunes filles, II] (romanzo)
  • 1937 Le démon du Bien [Les jeunes filles, III] (romanzo)
  • 1938 L'équinoxe de Septembre (saggi)
  • 1938 La possession de soi-meme
  • 1939 Les Lépreuses [Les jeunes filles, IV] (romanzo)
  • 1940 Paysage des Olympiques
  • 1941 Le solstice de Juin (saggi)
  • 1941 La paix dans la guerre
  • 1942 Sur les femmes (n. ed. 1958)
  • 1942 La reine morte (teatro)
  • 1944 Fils de personne (teatro)
  • 1944 Fils des autres (teatro)
  • 1944 Croire aux âmes
  • 1944 Un incompris (teatro)
  • 1944 Notes de la guerre sèche
  • 1944 D'aujourd'hui et de toujours
  • 1945 Un voyageur solitaire est un diable [Les voyageurs traqués, III] (romanzo)
  • 1946 La vie amoureuse de Monsieur de Guiscart
  • 1946 Malatesta (teatro)
  • 1946 La déesse Cypris
  • 1947 Le Maître de Santiago (teatro)
  • 1947 Pages catholiques recuillies et presentées par Marya Kasterska (antologia)
  • 1947 L'éventail de fer
  • 1947 Carnets XXIX à XXXV (memorie)
  • 1948 Carnets XLII à XLIII (memorie 1942-43)
  • 1949 Demain il fera jour (teatro)
  • 1949 Saint-Simon
  • 1949 L'étoile du soir
  • 1950 Celles qu'on prend dans ses bras (teatro)
  • 1950 Notes sur mon théâtre
  • 1950 Coups de soleil: Afrique, Andalousie
  • 1951 Les cueilleuses de branches
  • 1951 La ville dont le prince est un enfant (teatro, n. ed. 1967)
  • 1951 L'infini est du côte de Malatesta (saggi)
  • 1952 Le fichier parisien (saggi, n. ed. 1974)
  • 1952 Le Plaisir et la Peur
  • 1952 España sagrada
  • 1953 Textes sous une Occupation 1940-44 (saggi)
  • 1954 L'histoire d'amour de "La Rose de Sable"
  • 1954 Port-Royal (teatro)
  • 1954 Théâtre ("Pléiade", prefazione Jacques de Laprade, n. ed. 1972)
  • 1955 Carnet XXII à XXVIII (memorie 1932-34)
  • 1956 Carnets XIX à XXI (memorie 1930-32)
  • 1956 Les auligny
  • 1956 Don Juan (La mort qui fait le trattori) (teatro)
  • 1956 Carnets 1930-1944 (memorie)
  • 1956 Brocéliande (teatro)
  • 1959 Romans I ("Pléiade", prefazione di Roger Secrétain, n. ed. 1989)
  • 1960 Le cardinal d'Espagne (teatro)
  • 1962 Le Chaos et la Nuit (romanzo)
  • 1963 Discours de réception à l'Académie Française et réponse du duc de Lévis Mirepoix (saggi)
  • 1963 Essais ("Pléiade", prefazione di Pierre Sipriot)
  • 1965 La guerre civile (teatro)
  • 1966 Va jouer avec cette poussière. Carnets 1958-64 (memorie)
  • 1968 La Rose de sable (edizione definitiva)
  • 1969 Les Garçons [La jeunesse d'Alban de Bricoule, II]
  • 1970 Le treizième César (saggi)
  • 1971 Un assassin est son maître
  • 1972 La marée du soir. Carnets 1958-71 (memorie)
  • 1972 La tragédie sans masque (note di teatro)
  • 1973 Tout feux éteonts. Carnets 1965-67, 1972 e sans dates (memorie)
  • 1973 Mais aimons-nous ceux que nous aimons?
  • 1976 Coups de soleil (saggi)
  • 1976 L'équinoxe de Septembre suivi de Le solstice de Juin et de Mémoire (saggi)
  • 1979 Dessins (prefazione di Piette Sipriot)
  • 1982 Romans II ("Pléiade", prefazione di Michel Raimond)
  • 1983 Thrasylle
  • 1983 Correspondance (presentazione di Roger Peyrefitte e Pierre Sipriot)
  • 1986 Moustique (romanzo)
  • 1987 Lettres a Michel de Saint Pierre (lettere)
  • 1995 Essais critique
  • 2001 Garder tout en composant tuot 1924-72: carnets inedits, derniers carnets, a cura di Jean-Claude e Yasmina Barat (memorie)
  • 2002 Une recreation entre deux neants: lettere inedite a Luigi Baccolo

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gran maestro di Santiago, trad. di Massimo Bontempelli; La regina morta, trad. di Massimo Bontempelli; Malatesta, trad. di Camillo Sbarbaro, Milano, V. Bompiani, 1952.
  • Gli scapoli, Milano, Mondadori, 1953.
  • Ragazze, trad. di Maria Luisa Cipriani Fagioli, Milano, Mondadori, 1958.
  • Il cardinale di Spagna; Port-Royal, Milano, Bompiani, 1961.
  • Il caos e la notte, Milano, Bompiani, 1965.
  • La guerra civile : dramma in tre atti, premessa e trad. di Piero Buscaroli, Torino, Fògola, 1976.
  • Il solstizio di giugno, traduzione di Claudio Vinti, Napoli, Akropolis, 1983.
  • Pasiphaë, traduzione di Claudio Vinti, Palermo, Novecento, 1990.
  • Malatesta : dramma in quattro atti; trad. Camillo Sbarbaro; con una nota critica di Luca Scarlini, Rimini, Raffaelli, 1995.
  • Le ragazze da marito, trad. di Cesare Colletta, Milano, Adelphi, 2000.
  • L'infinito è dalla parte di Malatesta; introduzione di Giuseppe Scaraffia, Rimini, Raffaelli, 2004.
  • Port-Royal, trad. di Camillo Sbarbaro, Torino, Nino Aragno Editore, 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) J.N. Faure-Biguet, Les Enfances de Montherlant, Henri Lefebvre, 1948.
  • (FR) Michel de Saint-Pierre, Montherlant bourreau de soi-meme, Parigi, Gallimard, 1949.
  • Félicien Marceau, Equilibrio dello spirito in un classico moderno, in La Fiera Letteraria, 25 novembre 1951.
  • (FR) Pierre Sipriot, Montherlant par lui-même, Éditions du Seuil, 1953 (riedito nel 1975).
  • (FR) AA. VV., Henry de Montherlant, in Nouvelle École, settembre 1972.
  • Giorgio Locchi, De Montherlant l'ultimo scrittore aristocratico, in Il Tempo, 23 settembre 1972, p. 3.
  • Pierre Pascal, In ricordo di Montherlant: XXI settembre MCMLXXII, sedicesima ora, in la Destra : rivista internazionale di cultura e politica, n. 10, ottobre 1972.
  • (FR) Eric Vatré, Montherlant: entre le Tibre et l'Oronte, Parigi, Nouvelles Éditions Latines, 1980.
  • (FR) Pierre Sipriot, Montherlant sans masque, Paris, Éditions Robert Laffont, 1982.
  • (FR) Henry de Montherlant - Roger Peyrefitte, Correspondance: (1938-1941), presentazione e note di R. Peyrefitte e Pierre Sipriot, Éditions Robert Laffont, 1983.
  • Claudio Vinti, Il ventaglio del samurai: H. de Montherlant e l'ideologia della guerra, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1985.
  • (FR) Michel Mohrt, Montherlant homme libre, Parigi, La table ronde, 1989.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vat, p. 15
  2. ^ Vin, p. 22
  3. ^ (FR) Henry de Montherlant, Chant funèbre pour les morts de Verdun, in Essais, Parigi, Gallimard, 1963, p. 183.
  4. ^ Mar, p. 3.
  5. ^ MONTHERLANT, Henri de, in «Enciclopedia Italiana», Appendice I, Roma 1938, ad vocem.
  6. ^ Jean-François Domenget, Sous la bannière de la droite, in Montherlant critique, Genève, Droz, 2003, p. 40.
  7. ^ (FR) Henry de Montherlant, Charles Maurras, in Le Nouveau Mercure, n. 4, aprile 1923, pp. 9-12.
  8. ^ Pas, p. 69
  9. ^ Henry de Montherlant, Infelicità di D'Annunzio, in Corriere della Sera, 18 febbraio 1972, p. 3.
  10. ^ Noble Continent (PDF), discovery.ucl.ac.uk.
  11. ^ Montherlant, Henry Millon de, in Enciclopedia on line Treccani.it, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  12. ^ Loc
  13. ^ Eugenio Di Rienzo, Resistenti, indifferenti e «collabò» L'intellighenzia francese sotto Hitler, il Giornale.it, 31 agosto 2011.
  14. ^ Pierre Vial, Jean Giono e "Le Chant du Mond", in Centro Studi La Runa, 10 dicembre 2009.
  15. ^ Pas, p. 68
  16. ^ Vin, p. 103
  17. ^ Paul Gentizon, Ai miei amici italiani. Sguardi sulla Francia: La casa capovolta, in Corriere della Sera, a. 69, n. 244, 12 ottobre 1944, p. 1.
  18. ^ Vin, p. 105
  19. ^ Romano Luperini, Pietro Cataldi, Lidia Marchiani, La narrativa in Francia, in La scrittura e l'interpretazione : storia e antologia della letteratura italiana nel quadro della civilta europea / Dall'ermetismo al postmoderno (dal 1925 ai giorni nostri). Tomo primo, Palermo, Palumbo, 1997, p. 502.
  20. ^ Vin, p. 98
  21. ^ Sip, p. 251
  22. ^ Jean-François Domenget, Ceux de droite, in Montherlant critique, Genève, Droz, 2003, p. 25.
  23. ^ Nino De Bella, Montherlant tra il caos e la notte, in La parola e il libro, a. 49, maggio 1966.
  24. ^ cfr. Inedito: Montherlant (introduzione a un "progetto di prefazione" di un testo di Pierre Pascal, poeta e yamatologo francese; e copia bozze autografe dell'autore), in la Destra: mensile internazionale di cultura e politica, n. 10, ottobre 1972.
  25. ^ Vin, p. 128
  26. ^ Marcello Veneziani, Suicida contro il suicidio della civiltà, il Giornale.it, 23 maggio 2013.
  27. ^ a b Pas, p. 73
  28. ^ Manlio Triggiani, Quando Matzneff “officiò” i funerali dell’antico romano Henry de Montherlant, in Barbadillo, 13 aprile 2016.

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Predecessore Seggio 29 dell'Académie française Successore
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