Misoginia
Il termine misoginia (dal greco antico μισέω misèō, "odiare" e γυνή gynḕ, "donna") indica un sentimento e un conseguente atteggiamento di avversione o repulsione nei confronti delle donne, manifestato indifferentemente da parte di uomini[1] o altre donne[2]. Tuttavia, normalmente il termine "misogino" è utilizzato per indicare colui che ha una visione degradante delle donne[3].
Differenze
[modifica | modifica wikitesto]In ragione di questa specifica delimitazione della categoria umana oggetto di avversione si distingue dalla misantropia e costituisce il concetto speculare e contrapposto della misandria.
La misoginia è diretta verso le donne considerate come gruppo: una persona misogina può intrattenere comunque delle relazioni affettuose di amicizia e amorevoli con singole donne; di converso, avere relazioni negative con un gran numero di donne prese singolarmente non significa necessariamente essere persona misogina.
Le ragioni che possono portare indifferentemente dal genere a tale atteggiamento possono essere di svariata natura: esperienze personali traumatiche, aspetti culturali propri o tramandati dai propri avi, rivalità insite in ambiti familiari e sociali, il modo in cui si vive la competizione, sul piano passionale o anche nel contesto lavorativo.
Forme di misoginia
[modifica | modifica wikitesto]Esistono diverse forme di misoginia: nella sua espressione deteriore, la misoginia porterà la persona a odiare apertamente le donne per il solo fatto di essere tali. Alcuni maniaci sessuali rientrano in tale categoria[4]. Altre forme di misoginia sono diverse; alcuni misogini hanno "semplicemente" dei pregiudizi contro tutte le donne, ad esempio le relegano alla cura degli affari domestici, al silenzio al momento delle decisioni o ritengono addirittura che sia lecito picchiarle.
Altri invece possono odiare quelle che rientrano in categorie che ritengono inaccettabili, ad esempio le prostitute, le lesbiche o quelle che hanno raggiunto una più alta posizione sociale. Alcune teorie sociologiche individuano nella dicotomia "madre"/"prostituta" la causa della misoginia: il misogino ritiene che le donne possano essere esclusivamente o "madri" o "prostitute". Una variante è la dicotomia "immacolata"/"prostituta", in cui le donne che non corrispondono perfettamente a requisiti di moralità impeccabile, ricadono necessariamente nella seconda categoria.
La forma di misoginia più spinta si manifesta come odio completo verso le donne, viste non come esseri utili solo per la procreazione (come avviene nella forma più diffusa di misoginia) ma addirittura come "nemiche dell'uomo".
La misoginia nella filosofia e nella religione
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Alcune religioni e filosofie (come ad esempio nell'Islam[5][6][7][8][9]) sono state considerate da alcuni come caratterizzate da elementi misogini, che in taluni casi sono stati in effetti riconosciuti dai loro stessi seguaci che ne hanno fatto pubblica ammenda. Ad esempio, il 10 luglio 1995 papa Giovanni Paolo II in una lettera destinata «ad ogni donna» chiedeva perdono per le ingiustizie compiute verso le donne nel nome di Cristo, per la violazione dei diritti femminili e per la denigrazione storica delle donne. Un concetto che ripeté durante il giubileo del 2000 quando, tra le sette categorie di peccati commessi nel passato dagli uomini di Chiesa e per i quali faceva pubblica ammenda, nominò anche quelli contro la dignità delle donne e delle minoranze.
Il riformatore scozzese protestante John Knox che nel XVI secolo scrisse un libro intitolato Il primo squillo di tromba contro il mostruoso governo delle donne in cui sottolineava la scarsa abilità delle donne nelle arti di governo; nel libro il predicatore si scagliò contro Maria Tudor d'Inghilterra, la reggente di Scozia Maria di Guisa, Caterina de' Medici e Maria Stuarda, al punto che la nuova regina d'Inghilterra, Elisabetta I gli negò nella primavera 1559 il permesso di transito.
Così i filosofi Otto Weininger, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche. Questi è noto per le sue posizioni negative sulle donne espresse prima in Umano, troppo umano e poi in Al di là del bene e del male.
Transmisoginia
[modifica | modifica wikitesto]Quando la transfobia è incentrata maggiormente su individui MtF (donne transgender) si può parlare di transmisoginia.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ misoginia, su Enciclopedia Treccani. URL consultato il 25 settembre 2022.
- ↑ Alcune forme gravi di misoginia confluite in casi di omicidi seriali (serial killer) sono stati rilevati anche da parte di donne nei confronti di altre donne. Un esempio molto significativo è quello afferente a Leonarda Cianciulli detta la "saponificatrice": nel corso della propria "serie" di omicidi perpetrata, uccise solo donne, e la misoginia di cui soffriva, sostanzialmente dovuta alle angherie subite dalla madre in tenera età e alla maledizione da questa auguratale in punto di morte (numerosi aborti spontanei, che poi si verificarono realmente), oltre che alla propria superstizione, è abbondantemente descritta da Vincenzo M. Mastronardi e Fabio Sanvitale, Leonarda Cianciulli. La saponificatrice, Roma, Armando Editore, 2009, ISBN 978-88-7640-832-8. e dal memoriale autobiografico scritto da lei stessa ("Le confessioni di un'anima amareggiata"). Il tema fu ripreso anche dal film Gran bollito di Mauro Bolognini (1977), ispirato alle vicende della donna.
- ↑ "La violenza di genere origina nel sessismo e nella misoginia quale forma di prevaricazione maschile sul genere femminile": Luciana Goisis, Genere e diritto penale. Il crimine d’odio misogino, Questione giustizia, n. 4/2022.
- ↑ Possono esservi inclusi personaggi come Jack lo squartatore o Giacomo I.
- ↑ Carlo Panella, La teocrazia talebana | La misoginia del Corano e il corpo delle donne, su Linkiesta.it, 26 agosto 2021. URL consultato il 16 maggio 2025.«La legislazione shariatica imposta in Afghanistan nasce dal terrore assoluto di una Rivelazione in cui c’è spazio solo per un Dio maschio e per il suo dominio assoluto. L’odio per le donne, la misoginia, la schiavitù delle bambine: questo il tratto più conosciuto e spaventoso del dominio dei Talebani. Il tutto rigidamente codificato nel Pasthun Wali, la forma locale di sharia, intriso di retaggi tribali millenari e pesante come un macigno. Un codice tribale tipico delle società pastorali antiche, non dissimile nei suoi fondamenti da codici familiari eccezionalmente oppressivi nei confronti delle donne in vigore nel passato ovunque nel mondo, anche in Italia.»
- ↑ Indagine su altri hadith misogini - L’islam, le donne e questioni di genere, su Pars. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ↑ admin, Visione della donna nell’islam, su centrostudifrancescani.it. URL consultato il 16 maggio 2025.
- ↑ Clash between Sharia law and human rights in light of PACE Resolution 2253, su iusinitinere.it.«In order to give a response to the long-standing question of the compatibility between Sharia law and human rights, too many aspects must be taken into consideration and a deeper analysis is needed.»
- ↑ Andreas MÖLZER, Interrogazione parlamentare | Limitazione dei diritti umani conseguente alla sharia | E-001463/2011 | Parlamento Europeo, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 16 maggio 2025.«La sharia limita, ad esempio, la libertà di religione distinguendo tra musulmani e non musulmani e quanti si convertono dal musulmanesimo sono spesso puniti. La libertà di opinione vale soltanto se l'opinione espressa non contraddice i principi della sharia o se può essere utilizzata per indebolire la fede altrui. Da decenni si dibatte della posizione della donna e della legalità delle violente punizioni corporali previste dalla sharia. Persino negli Stati secolari viene attribuita validità al diritto religioso in ambiti specifici, quali ad esempio, il diritto matrimoniale e successorio, cosa che secondo la prospettiva occidentale viola i diritti fondamentali delle donne, poiché secondo la sharia esse non sono trattate alla stregua degli uomini.»
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Eraldo Giulianelli, Maledetta Eva. 30 secoli di misoginia religiosa, Trevignano Romano, Tempesta Editore, 2016, ISBN 978-88-97309-91-8.
- Vittoria Haziel, E Dio negò la donna. Come la legge dei padri perseguita da sempre l'universo femminile, Segrate, Sperling & Kupfer, 2007, ISBN 978-88-200-4450-3.
- Paolo Orvieto, Misoginie. L'inferiorità della donna nel pensiero moderno. Con antologia di testo, Roma, Salerno Editrice, 2002, ISBN 88-8402-379-3.
- Eva Cantarella, L'ambiguo malanno, Feltrinelli, 2010
- Giuliana Sgrena, Dio odia le donne, Milano, il Saggiatore, 2016, ISBN 978-88-428-2216-5.
- Francesca Allegri, La misoginia tra le righe. La violenza sulle donne nella storia della letteratura,Carmignani editrice, 2015
- Lea MelandriDialogo di una femminista e un misogino,Bollati Roringhieri, 2025
- Patricia Highsmith, Piccoli racconti di misoginia,ed La nave di Teseo, 2024
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Antifemminismo
- Christine de Pizan
- Condizione della donna nell'era vittoriana
- Cultura dello stupro
- Condizione della donna nell'ebraismo
- Femminicidio
- Femminilità
- Giovanni Nevizzano
- Ius primae noctis
- Maschilismo
- Matrimonio forzato
- Misandria
- Misantropia
- Mutilazioni genitali femminili
- Sessismo
- Sessuofobia
- Storia della donna nel cristianesimo
- Storia della donna nell'islam
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su misoginia
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «misoginia»
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su misoginia
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- misoginia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Emily Kendall, misogyny, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Misoginia in "Dizionario medico", su Corriere.it. URL consultato il 9 marzo 2018.
- Roger Peytrignet, Le religioni contro la donna, su Uaar.it. URL consultato il 9 marzo 2018.
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