Le amicizie particolari

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Le amicizie particolari
Titolo originale Les Amitiés particulières
Lingua originale francese
Paese di produzione Francia
Anno 1964
Durata 100 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Jean Delannoy
Soggetto Roger Peyrefitte - romanzo
Sceneggiatura Jean Aurenche, Pierre Bost
Produttore Christine Gouze-Rénal
Fotografia Christian Matras
Montaggio Louisette Hautecoeur
Musiche Jean Prodromidès
Scenografia René Renoux
Interpreti e personaggi

Le amicizie particolari è un film del 1964 tratto dal romanzo omonimo di Roger Peyrefitte e diretto da Jean Delannoy: i protagonisti sono Francis Lacombrade nel ruolo di Georges, Didier Haudepin nella parte di Alexandre, Michel Bouquet in quella di padre de Trennes, e Louis Seigner in quella di padre Lauzon.

Il film ricalca abbastanza fedelmente il libro da cui è tratto, apportando solo delle modifiche relativamente minori come le modalità del suicidio di Alexandre, che nella pellicola si getta da un treno in corsa, o il suo colore di capelli che nel romanzo risulta essere biondo. Inizialmente vietato ai mnori di 18 anni a seguito delle pressioni del Comitato cattolico di censura, il divieto sarà in seguito revocato[1]

Le prime parole che si leggono sullo schermo come presentazione di quest'adattamento cinematografico sono le seguenti: "Questo film si svolge in quello ch'è già ormai un tempo lontano. La storia che racconta non è più del tutto realistica al giorno d'oggi. La disciplina non è più così grave nei collegi, e i metodi educativi si sono in parte modificati. Ma quello che non cambierà mai, che è eterno, sono le emozioni che sentiamo sorgere forti alle soglie dell'adolescenza"

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Georges, appena compiuti 14 anni, viene mandato a studiare come convittore in un collegio cattolico guidato con pugno di ferro dai religiosi, i quali vietano ai ragazzi di fumare e d'intrecciare "amicizie particolari" coltivate in segreto. Appena giunto si rende conto con suo sommo stupore dell'esistenza di rapporti omosessuali tra alcuni dei suoi coetanei, e ben presto lui stesso incontrerà Alexandre, un bambino di 10 anni di cui si innamora.

Nonostante conservino la massima discrezione possibile, il rapporto fatto di complicità e sentimento venuto a sorgere viene scoperto da padre de Trennes, uno dei professori di Georges; ma quest'ultimo riesce grazie a farlo allontanare, mettendo al corrente il padre superiore attraverso una lettera anonima che la notte il sacerdote invita i ragazzi a bere e fumare nella propria stanza adiacente al dormitorio.

Affascinato dal compagno minore così gentile e diretto, Georges gli permette di dargli del "tu": i due ragazzi iniziano così ad intrattenere un rapporto che via via si fa sempre più stretto, si fanno l'occhiolino durante il servizio in chiesa, si scrivono e spediscono poesie romantiche come due innamorati, si dànno infine appuntamenti segreti in luoghi tranquilli e fuori dagli sguardi inquisitori dei religiosi durante le ore di ricreazione o dedicate al riposo. Giungeranno a farsi una solenne promessa basata su un patto di sangue, di mantenere costi quel che costi la loro amicizia.

Tuttavia all'inizio del 3º anno padre Lauzon, il confessore di Georges, sorprende i due nella serra dove erano soliti rifugiarsi per poter trascorrere da soli un po' di tempo assieme. Il religioso allora costringe George (che ormai ha 15 anni) a farsi consegnare tutte le lettere d'amore ricevute dal piccolo compagno. Tuttavia, non riesce a ottenere lo stesso risultato da Alexandre; il ragazzino difatti si dimostra molto più deciso e cocciuto di quanto potesse apparentemente sembrare: rifiuta di sottomettersi a quello che lui considera un ricatto bello e buono ("se non consegni le lettere sarai sicuramente espulso!").

Tornando a casa dalla sua famiglia, mentre si trova in treno, Alexandre apre il finestrino, siaffaccia e, nella convinzione d'esser stato tradito anche dall'amico più grande che lui ha, fin dal primo momento, così tanto amato, getta nel vuoto tra le lacrime le sue lettere. Infine si lancia lui stesso dal treno in corsa.

Georges non si dà pace, non ha fatto in tempo ad informare l'amico che aveva agito sotto costrizione, ma che lui in realtà mai l'avrebbe sul serio abbandonato, perché davvero loro sono amici speciali destinati dal cielo a stare insieme per sempre. Prima del funerale, padre Lauzon si reca al domicilio di Georges, per negargli categoricamente che la fine prematura del ragazzino possa in qualche modo aver qualche cosa a che fare con la fine forzata della loro relazione, rifiutando in tal modo d'assumersi una responsabilità morale per quanto accaduto.

Intorno al film[modifica | modifica wikitesto]

Francois Mauriac, scandalizzato dal soggetto della pellicola, scrisse un articolo fortemente negativo su Le Figaro, a cui seguì una replica e forte presa di posizione da parte dello stesso Roger Peyrefitte il quale, in tal occasione, rivelò e rese pubblica l'omosessualità repressa dello scrittore cattolico[2].

Uno dei ragazzi che appare nel film in un ruolo marginale, Alain Philippe Malagnac divenne in seguito figlio adottivo dello stesso Peyrefitte, che aveva conosciuto durante le riprese: i due intrattennero una relazione lunga e tempestosa e il giovane sarebbe stato protagonista di molte delle opere successive dello scrittore[3]. Apertamente gay ha sposato in seguito l'intrattenitrice francese Amanda Lear; morì nel 2000 all'età di 49 anni in un incendio della villa di lei, pochi giorni dopo la scomparsa di Peyrefitte[4].

Il film è stato prodotto dalla società di Christine Gouze-Rénal, cognata del futuro presidente della Repubblica François Mitterrand.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jean Delannoy, Aux yeux du souvenir - Paris : Les Belles Lettres, 1988.
  2. ^ Lettera aperta al signor François Mauriac, membro dell'Académie française, premio Nobel della Letteratura pubblicata nella rivista Arts (n° del 6 maggio 1964) e rieditata per le "Editions Dynamo de Lieja".
  3. ^ Notre amour, Roger Perefitte. Flamarion 1967
  4. ^ (FR) Le mari d'Amanda Lear mort dans l'incendie de leur maison in Actustar.com, 19 dicembre 2000. URL consultato il 03-06-2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]