Rai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "RAI" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi RAI (disambigua).
Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.A.
Logo
RAI sede centrale di Roma, Viale Mazzini.jpg
Sede centrale e direzione generale Rai, Viale Mazzini, Roma
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 10 aprile 1954 a Roma
Fondata da Governo italiano
Sede principale
  • Roma (sede legale e amministrativa)
  • Torino (direzione generale)
Filiali Rai Pubblicità, Rai Cinema, Rai Way, Rai Net, Rai World
Persone chiave
Settore Media
Prodotti programmi televisivi, radiofonici e editoria
Fatturato Green Arrow Up.svg 2 748 milioni di [1] (2013)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg 231 milioni di [1] (2014)
Utile netto Green Arrow Up.svg 57,9 milioni di [1] (2014)
Dipendenti 11 661 (2012)
Slogan «Per te. Per tutti»
Sito web rai.it

La Rai − Radiotelevisione Italiana S.p.A., denominazione spesso abbreviata in italiano in Rai o RAI[2], è la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. È una delle più grandi aziende di comunicazione d'Europa, il quinto gruppo televisivo del continente.[3]

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'azienda è legata ad un provvedimento normativo, il Regio Decreto n. 1067/1923, che affidava allo Stato l'esclusiva sulle trasmissioni radiofoniche da esercitare tramite società concessionarie. È così che il 27 agosto 1924 nacque, a Torino, l'Unione Radiofonica Italiana (URI), sotto forma di Società anonima precreata dal primo Ministro delle Comunicazioni d'Italia Costanzo Ciano, e che era una fusione tra la società Radiofono di Guglielmo Marconi e la SIRAC.

Tre anni dopo, il 17 novembre 1927, l'URI venne trasformata in Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), rimanendo comunque in mano ai privati. Il 26 ottobre 1944 nacque dalle ceneri del vecchio ente la Radio Audizioni Italiane (RAI), che inizialmente era una partecipata della Società Idroelettrica Piemontese (anche detta SIP, gestore telefonico italiano in regime di monopolio, poi divenuta Telecom Italia), ma successivamente le azioni furono comprate dal Ministero delle Comunicazioni, che divenne presto Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Il 10 aprile 1954, in seguito all'avvio delle trasmissioni televisive regolari (avvenuto il 3 gennaio 1954), la Radio Audizioni Italiane S.p.A. si trasformò in Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A. Ultimo passaggio è stato la fusione nel 2004 della Rai Holding S.p.A. (che deteneva la maggioranza relativa delle azioni della Rai) con la Rai S.p.A. formando l'attuale società[4].

Con il referendum popolare del 1995 venne abrogata la legge che riservava esclusivamente alla mano pubblica il possesso delle azioni RAI, tuttavia non si è mai proceduto alla privatizzazione che si intendeva avviare.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di produzione Rai "Biagio Agnes" di Saxa Rubra (Roma). In primo piano la palazzina A, sede del TG1.
Sede Rai di via Salaria a Roma.
  • 2005: Il 27 settembre, la Rai crea il proprio canale YouTube ufficiale[8], con il quale pubblica video tratti dal sito ufficiale Rai.tv (che poi sarà online da dicembre dello stesso anno) dove sono presenti i programmi prodotti. Dal 1º giugno 2014, la Rai elimina quasi tutti i video caricati nel canale, ed anche quelli caricati da altri utenti.
  • 2007: Paolo Gentiloni pone sotto licenza creative commons una considerevole parte dell'archivio Rai, rendendolo gratuitamente consultabile e riproducibile dal sito Internet.
  • 2008: Il 10 maggio debutta la piattaforma Rai Digitale Terrestre, bouquet di canali per il digitale terrestre. Il bouquet è composto inizialmente da 8 canali, 2 dei quali già esistenti (Rai News 24 e Rai Gulp), che sono visibili sia attraverso la tecnologia DVB-T che quella DVB-S. Nello stesso giorno, con il 91º Giro d'Italia, parte Rai Sport Più. La UEFA Euro 2008 (campionato svoltosi in Austria e Svizzera) e le Olimpiadi estive di Pechino 2008 sono stati trasmessi, in alcune aree, in alta definizione (lancia a sua volta il 24 maggio), mentre in Italia, nel formato panoramico 16:9 sul digitale terrestre. Entrambe le manifestazioni sportive sono andate in onda su Rai Sport più. Il 14 luglio, nasce Rai 4, il nuovo canale del digitale terrestre dedicato alla sperimentazione.
  • 2009: Il 2 febbraio, sul digitale terrestre, viene lanciato un nuovo canale tematico gratuito: Rai Storia. Il 31 luglio, i canali Rai Sat passano da Sky Italia al digitale terrestre e alla nuova piattaforma satellitare Tivùsat. Chiude RaiSat Smash Girls e RaiSat Gambero Rosso passa sotto la gestione diretta di Sky.
  • 2010: La Rai assorbe la società Rai Sat. Il 26 novembre nasce Rai 5, il nuovo canale culturale, in sostituzione di Rai Extra. Si delinea così l'attuale bouquet di canali digitali[9][10]. Nella radiofonia invece nascono tre web radio disponibili in streaming sul sito Rai.tv.
  • 2012: Il 4 luglio la Rai, come così le altre emittenti italiane, spegne definitivamente tutti i suoi canali analogici risultando così disponibile sul digitale terrestre, sul satellite (con alcuni canali e programmi visibili solo con il decoder Tivùsat) oltre che in streaming via web. Il 31 dicembre il TG2 è il primo delle tre tv generaliste ad essere trasmesso in 16:9.
  • 2013: Iniziano le prime trasmissioni in DVB-T2[11] Rai 2 e Rai 3 trasmettono in HD su tivùsat e in alcune aree sul DTT.
  • 2014: Le trasmissioni televisive della Rai compiono sessant'anni e quelle radiofoniche compiono novant'anni. Inoltre il TG1 ed il TG3 iniziano a trasmettere in 16:9 ed in HD.
  • 2015: Viene lanciato il nuovo portale Ray dedicato ai giovani. Il 23 luglio il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, annuncia il lancio di tre nuove reti radiofoniche: Rai Radio 6 Teca (dal 7 settembre), Rai Radio 7 Live (dal 7 settembre), Rai Radio 8 Opera (dal 6 agosto) e il cambio di nome di altre due reti: Rai Radio FD4 prenderà il nome di Rai Radio 4 Light e Rai Radio FD5 quello di Rai radio 5 Classica. Le radio, che avranno un nuovo logo, saranno disponibili sul DAB+ e sul sito web della Rai.[12] Il 15 settembre Rai Sport 1 inizia a trasmettere in HD.
  • 2016: per la prima volta dalla nascita della televisione pubblica, l'abbonamento Rai verrà corrisposto tramite la bolletta dell'elettricità presumendo che chiunque detenga un'utenza per la fornitura di energia elettrica, nel luogo in cui ha la residenza anagrafica, è in possesso di un apparecchio atto o adattabile alla ricezioni delle trasmissioni televisive via etere o via satellite. Il provvedimento governativo è stato introdotto nella legge di stabilità 2016. Dal 1º maggio Rai YoYo è la prima rete televisiva italiana a trasmettere senza interruzioni pubblicitarie. È anche l'anno in cui anche i canali minori Rai iniziano a trasmettere in HD su tivùsat: il 22 gennaio 2016 parte Rai 4 (anche su Sky), dal 27 maggio Rai Premium e Rai Movie. Dal 28 maggio viene cancellata, dopo 65 anni, la figura della signorina buonasera.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Opera principalmente nel settore televisivo e radiofonico con la produzione dei programmi di servizio pubblico. Importanti le attività anche nei settori di produzione cinematografica e di providing di infrastrutture per il broadcasting, attraverso società controllate. Asset minori sono l'editoria e la produzione/distribuzione di CD e DVD. La Rai è impegnata anche nell'innovazione tecnologica grazie al centro ricerche di Torino.

Canali televisivi[modifica | modifica wikitesto]

La Rai trasmette 14 canali televisivi nazionali, 3 regionali per le minoranze linguistiche, 5 internazionali per gli italiani all'estero e 3 in consorzio (1 europeo e 2 parlamentari):

Nome Digitale terrestre Digitale Satellite

tivùsat

Canali

Streaming Rai.tv

Digitale Satellite

Sky Italia

Rai 1 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1] Yes check.svg[a 1]
Rai 2 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1] Yes check.svg[a 1]
Rai 3 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1] Yes check.svg[a 1]
Rai 4 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg[a 1] Yes check.svg
Rai 5 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg[a 1] X mark.svg
Rai Movie Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg
Rai Premium Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg
Rai Gulp Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai YoYo Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg
Rai News 24 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Storia Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Sport 1 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1]
Rai Sport 2 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1]
Rai Scuola Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
  1. ^ a b c d e f g h i j Alcuni programmi sono oscurati.
  2. ^ a b c d e f g h i j Copertura nazionale non completa.
Canali televisivi in HD[modifica | modifica wikitesto]
Nome Digitale terrestre Digitale Satellite tivùsat Digitale Satellite Astra Canali Streaming Rai.tv Digitale Satellite Sky Italia
Rai HD Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 1 HD X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 2 HD Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 3 HD Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 4 HD X mark.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg
Rai Movie HD X mark.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Premium HD X mark.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Sport 1 HD Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg

La copertura nazionale sul DTT dei canali in HD non è completa.

Canali televisivi internazionali per gli italiani all'estero[modifica | modifica wikitesto]
Nome Digitale Satellite Via Cavo
Rai Italia America Yes check.svg Yes check.svg
Rai Italia Asia Yes check.svg Yes check.svg
Rai Italia Australia Yes check.svg Yes check.svg
Rai Italia Africa Yes check.svg Yes check.svg
Rai World Premium Yes check.svg Yes check.svg

Rai World Premium - canale televisivo nato nel 2013 e distribuito da Rai World a livello mondiale - trasmette, a pagamento, programmi Rai autoprodotti (serie, miniserie e soap opera) sia via satellite che via cavo mediante accordi stipulati con operatori esteri del settore.

Disponibili in digitale terrestre, sul satellite Eutelsat Hot Bird (con alcuni programmi e canali visibili solo con il decoder tivùsat), sul satellite Eutelsat 5 in chiaro, su Astra 1L (solo Rai 1 HD, Rai 2 HD e Rai 3 HD visibili con il decoder tivùsat) oltre che in streaming sul web istituzionale:

  • Rai 1/HD - generalista
  • Rai 2/HD - generalista: rivolta ad un pubblico giovane
  • Rai 3/HD - generalista: rivolta alle autonomie locali e all'approfondimento
  • Rai 4/HD - semigeneralista: film e serie televisive cult
  • Rai 5 - semigeneralista: cultura, documentari, reportage, intrattenimento (fa parte della struttura Rai Cultura)
  • Rai News 24 - tematico: all news
  • Rai Sport 1/HD - tematico: sport
  • Rai Sport 2 - tematico: sport minori
  • Rai Storia - tematico: canale della struttura Rai Cultura dedicato alla storia
  • Rai Gulp - tematico: per bambini ed adolescenti
  • Rai Movie/HD - tematico: dedicato al cinema
  • Rai YoYo - tematico: dedicato ai bambini in età prescolare
  • Rai Premium/HD - tematico: dedicato alle fiction televisive ed ai varietà di maggior successo trasmessi dalla Rai
  • Rai Scuola - tematico: canale della struttura Rai Cultura dedicato all'apprendimento delle lingue e della scienza
  • Rai HD - generalista: trasmette in simulcast la programmazione di Rai 1, sporadicamente introdotta da programmi in HD di altre reti Rai.

Rai 1, Rai 2, Rai 3 e Rai News 24 sono gli unici canali disponibili in DTT sull'intero territorio nazionale. I mux su cui si ricevono tutti gli altri canali hanno una copertura più limitata, soprattutto il mux 4.

I programmi dei canali fin qui citati sono realizzati dalla Direzione Produzione Tv.

Canali televisivi in consorzio[modifica | modifica wikitesto]
  • Euronews, la Rai con la società Euronews S.A. partecipa alla realizzazione del canale televisivo multilingue europeo Euronews, tematico all news, diffuso dai satelliti Astra ed Eutelsat Hot Bird, in streaming sul sito dell'emittente e su quello della Rai nonché all'interno delle piattaforme satellitari tivùsat e Sky Italia. Rai1 trasmette Euronews in simulcast in una fascia del palinsesto mattutino (tra le 05:00 e le 06:00).
  • Camera dei Deputati, attraverso Rai Way trasmette le sedute della Camera dei Deputati, il canale è gestito autonomamente e finanziariamente dalla Camera dei Deputati ed è diffuso via satellite Eutelsat Hot Bird e in streaming sul sito internet del ramo parlamentare;
  • Senato della Repubblica, attraverso Rai Way trasmette le sedute del Senato della Repubblica, il canale è gestito autonomamente e finanziariamente dal Senato della Repubblica ed è diffuso via satellite Eutelsat Hot Bird e in streaming sul sito internet del ramo parlamentare.

Canali televisivi a diffusione regionale[modifica | modifica wikitesto]

In alcune regioni a statuto speciale la Rai dispone di reti tv dedicate alle rispettive minoranze linguistiche.

Nome Zona di diffusione Digitale terrestre Digitale Satellite tivùsat Canali Streaming Rai.tv Digitale Satellite Sky Note
Rai Vd'A Valle d'Aosta Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg in lingua francese e italiana.
Rai Südtirol Trentino-Alto Adige Yes check.svg X mark.svg X mark.svg[c 1] X mark.svg in lingua tedesca. Trasmette nella fascia oraria 18:00-22:30 (nel resto della giornata ripete Rai 3)
Rai Ladina Trentino-Alto Adige Yes check.svg X mark.svg X mark.svg[c 2] X mark.svg in lingua ladina. Trasmette nella fascia oraria 18:00-22:30 (nel resto della giornata ripete Rai 3)
Rai 3 BIS FJK Friuli-Venezia Giulia Yes check.svg X mark.svg X mark.svg[c 3] X mark.svg in lingua slovena. Trasmette nella fascia oraria 18:40-22:30 (nel resto della giornata ripete Rai 3)
  1. ^ Alcuni programmi sono visibili in differita all'indirizzo http://www.raisudtirol.rai.it/de/index.php
  2. ^ Alcuni programmi sono visibili in differita all'indirizzo http://www.raisudtirol.rai.it/de/index.php
  3. ^ Alcuni programmi sono visibili in differita all'indirizzo http://www.sedezfjk.rai.it/

Per approfondire, vedi qui.

Canali televisivi non più in onda[modifica | modifica wikitesto]

RaiSat Album, RaiSat Ragazzi, RaiSat Art, RaiSat Gambero Rosso, RaiSat Fiction, RaiSat Show, RaiSat Smash Girl, RaiSat Extra, Rai Doc, Rai Med, Rai Utile, Rai Futura, Rai Edu 1, Rai Edu 2, Rai Edu Lab 2, Rai Nettuno Sat Uno (dal 2014 rinominato UniNettuno University Tv in quanto non più edito dalla Rai), Rai Nettuno Sat Due e Yes Italia.

Tramite gli operatori IPTV venivano prodotti, in esclusiva, Rai On Fiction, Rai On Spettacolo, Rai On Cultura, Rai On Ragazzi, Rai On News, Rai On Sport, Rai On Fiction Live.

Canali radio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Radio Rai.

La Rai trasmette 10 canali radiofonici utlizzando la tecnica analogica (AM ed FM), la filodiffusione, il DTT digitale televisivo terrestre, il DAB e DAB+, il satellite (Eutelsat Hot BIrd) e lo streaming sul web.
I programmi radiofonici sono affidati alla struttura Radio Rai.

Nome AM FM Via cavo DAB/DAB+ Streaming Rai.tv Streaming iTunes Digitale terrestre Digitale satellitare
Rai Radio 1 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio 2 X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio 3 X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio 4 Light X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg
Rai Radio 5 Classica X mark.svg Yes check.svg[d 1] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio 6 Teca X mark.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Radio 7 Live X mark.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Radio 8 Opera X mark.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai IsoRadio X mark.svg Yes check.svg[d 1] X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai GrParlamento X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg
  1. ^ a b Solo in alcune aree
  • Rai Radio 1 - informazione, approfondimento e sport;
  • Rai Radio 2 - musica e intrattenimento;
  • Rai Radio 3 - cultura e concerti di musica classica;
  • Rai Radio 4 - musica leggera non stop, senza interruzioni pubblicitarie;
  • Rai Radio 5 - musica classica non stop, senza interruzioni pubblicitarie;
  • Rai Radio 6 - ripropone documenti audio che hanno fatto la storia di Radio Rai dalla sua nascita ad oggi;
  • Rai Radio 7 - trasmette 24h su 24 una finestra completa sugli avvenimenti live più importanti del presente e del passato in Italia e nel mondo;
  • Rai Radio 8 - dedicato esclusivamente alla promozione musicale dell'opera italiana;
  • Rai IsoRadio - informazioni e musica non stop per gli automobilisti in viaggio sulle autostrade italiane;
  • Rai GrParlamento - dedicato ai lavori parlamentari con le dirette delle sedute dalla Camara dei Deputati e dal Senato della Repubblica.

Rai Radio 1, Rai Radio 2 e Rai Radio 3 sono gli unici canali radio ricevibili in FM e sul DTT su tutto il territorio nazionale. Rai IsoRadio è ricevibile in FM solo sulle autostrade italiane fatta eccezione per Roma diffuso in tutta la capitale.

Canali radio a diffusione regionale[modifica | modifica wikitesto]

La Rai dispone in due regioni a statuto speciale, di tre radio dedicate alle minoranze linguistiche presenti nei rispettivi territori.

Nome

Zona di diffusione AM FM Via cavo DAB/DAB+ Streaming Rai.tv Streaming iTunes Digitale terrestre Digitale satellitare Note

Rai Radio Südtirol

Trentino-Alto Adige X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg[e 1] X mark.svg Yes check.svg X mark.svg in lingua tedesca, italiana e ladina (nelle ore di non trasmissione locale ripete Rai Radio 1).
Rai Radio Trst A Friuli-Venezia Giulia X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg[e 2] X mark.svg Yes check.svg X mark.svg in lingua slovena (durante la notte ripete Rai Radio 4 Light).
Rai Radio 1-FVG Friuli-Venezia Giulia Yes check.svg[e 3] Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg[e 4] X mark.svg Yes check.svg X mark.svg in lingua italiana, friulana e dialetto giuliano (nelle ore di non trasmissione locale ripete Rai Radio 1).
  1. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo
  2. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo
  3. ^ Lo streaming è fruibile dalle 15:45 alle 16:45 (la domenica dalle 14:30 alle 16:00) durante la messa in onda in AM (936 KHZ) di programmi dedicati alla minoranza italiana presente in Slovenia, in Istria e Quarnero croati, a questo indirizzo
  4. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo

Le frequenze (FM) di Rai Radio Trst A e (FM-AM) di Rai Radio 1-FVG raggiungono i litorali sloveno e dell'Istria croata caratterizzati dalla presenza della minoranza italiana.

Per approfondire, vedi qui.

Canali radio non più in onda[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 31 dicembre 2011 la Rai realizzava il canale radiofonico internazionale Rai Italia Radio (precedentemente chiamato SatelRadio e poi Rai Internazionale Radio) dedicato agli italiani all'estero. Rai Italia Radio trasmetteva in onde medie, via satellite e via web in tutto il mondo.

Testate giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Le testate giornalistiche sono:

  • TG1 (TV) per Rai 1;
  • TG2 (TV) per Rai 2;
  • TG3 (TV) per Rai 3;
  • TGR (TV e radio), la Testata Giornalistica Regionale, si occupa dell'informazione regionale in onda su Rai 3, con un magazine mattutino, 3 edizioni del telegiornale, un settimanale al sabato e speciali tutele in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Sardegna e Valle d'Aosta e su Rai Radio 1 con notiziari radiofonici giornalieri e speciali tutele in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Sardegna e Valle d'Aosta. Redige il TDD (Tele Dnevnik Deželni) - TGR in lingua slovena - in onda sulla tv in lingua slovena, Rai 3 BIS FJK ricevibile solo nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.
  • Rai News (TV e teletext), realizza il canale tv Rai News 24, il sito internet Rai News (in collaborazione con le altre testate giornalistiche dell'azienda pubblica) e Rai Televideo;
  • Giornale Radio Rai (Radio), cura la parte informativa trasmessa da Rai Radio 1, Rai Radio 2 e Rai Radio 3;
  • Rai Parlamento (TV e radio), realizza programmi di natura parlamentare trasmessi sulle tre reti tv generaliste e produce il canale radio tematico Rai Gr Parlamento;
  • Rai Sport (TV), segue gli eventi sportivi con notiziari e programmi diffusi sui tre canali televisivi generalisti e Rai News 24 e sui due canali tematici: Rai Sport 1 e Rai Sport 2.

Rai CCISS[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro di coordinamento sulla sicurezza stradale "viaggiare informati" è un servizio di pubblica utilità della Rai nato nel 1990. Realizza notiziari informativi sul traffico sia per la tv, su Rai 1 e Rai News 24, che per la radio, Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, con Onda Verde, e Rai IsoRadio. Con l'autoradio dotata dell'RDS-TA e RDS-TP è possibile, mentre si ascolta un altro programma o una registrazione, ottenere il passaggio automatico dei notiziari Onda Verde a condizione che le funzioni RDS TA e TP siano attivate.

Rai Televideo[modifica | modifica wikitesto]

La Rai offre la possibilità di accedere ad un numero elevato di informazioni tramite il proprio teletex denominato Rai Televideo trasmesso su tutte le reti in onda sul digitale terrestre. Via satellite il servizio è ricevibile solamente sui primi tre canali generalisti non in versione HD.

Sulle frequenze di Rai 3 alcune pagine di Rai Televideo sono a carattere regionale prodotte da ogni singola sede regionale della Rai.

Rai.it - Internet[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda pubblica permette di fruire tramite Rai.it di una moltitudine di servizi primi fra i quali la possibilità di seguire integralmente in streaming tutta la programmazione in diretta delle 14 reti televisive e delle 10 radiofoniche con servizi di podcast e on demand delle relative trasmissioni, nonché consultazione di notizie (curate da Rai News), sport, guida ai programmi e scaricare applicazioni.

Il sito permette di rivedere, tramite Rai Replay, fino a sette giorni precedenti le trasmissiomi andate in onda su Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 5, Rai Premium, Rai Gulp e Rai YoYo.

In alcune regioni autonome sono attivi siti internet propri in lingua:

Rai.it permette di conoscere, in base ai diversi fusi orari, la programmazione delle 4 reti di Rai Italia diffuse nei quattro continenti.

Rai Orchestra[modifica | modifica wikitesto]

La televisione pubblica dispone dal 1994 dell'Orchestra Sinfonica Nazionale nata dall'unificazione delle orchestre della Rai di Torino, Milano, Roma e Napoli. L'Orchestra, con sede a Torino presso l'Auditorium Rai di piazza Rossaro, realizza concerti sinfonici trasmessi prevalentemente da Rai Radio 3 e in tv da Rai 5. Si occupa della registrazione di sigle e colonne sonore di programmi televisivi e radiofonici Rai e partecipa a numerosi concerti ed eventi musicali italiani nonché a tournée in Europa (tra le quali in Svizzera e in Russia) e Sud America. L'attuale direttore principale è il prof. Juraj Valčuha mentre il prof. James Conlon lo sarà a partire da ottobre 2016.

Rai Eri - Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rai Eri.

Con il marchio Rai Eri la società è attiva nel mercato editoriale con diverse pubblicazioni di riviste e libri. Da qualche anno, con lo stesso marchio vengono pubblicati CD e DVD legati ai programmi televisivi prodotti dall'azienda, in precedenza editi da Rai Trade.

Innovazione e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Centro ricerche e innovazione tecnologica Rai.

Il centro ricerche e innovazione tecnologica si trova a Torino in Via Cavalli, 6 dopo il trasferimento dalla sede storica di Corso Giambone 68.[13] Qui vengono studiate e progettate nuove tecniche di broadcasting sia per la Tv che per la radio.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Le attività dell'azienda sono svolte anche grazie a delle strutture quali:

Rai Cultura è una struttura che si occupa di programmi educativi sulle tre reti televisive e dispone anche di tre canali televisivi dedicati, Rai 5, Rai Scuola e Rai Storia.

palazzina degli studi di Radio Rai in via Asiago n.10 a Roma

Rai Internazionale era una struttura che produceva e trasmetteva programmi televisivi e radiofonici per gli italiani nel mondo attraverso tre canali televisivi satellitari e un canale radiofonico chiamato ex Rai Internazionale Radio ex Satelradio, ex Rai Italia Radio. Gestiva inoltre Italica, un portale web dedicato alla promozione della lingua italiana.

Rai Teche conserva l'archivio audiovisivo della RAI.

Rai Fiction è la struttura che si occupa di produrre serie televisive, film TV, soap opera e cartoni animati da mandare in onda in prima visione sui tre canali generalisti; inoltre la struttura ha anche un canale televisivo dedicato, Rai Premium, dove vengono ritrasmesse le migliori fiction prodotte e trasmesse in passato dalla RAI e dove vengono trasmesse rubriche incentrate sulle fiction in produzione e di prossima programmazione sui canali principali.

La Rai è poi coinvolta in produzioni tematiche attraverso Rai Vaticano (in collaborazione con il CTV Centro Televisivo Vaticano, con il quale concede in esclusiva alle televisioni di tutto il mondo le immagini degli importanti avvenimenti della Santa Sede) e Rai Quirinale, la piattaforma mediante la quale Rai trasmette il messaggio di fine anno a reti unificate del presidente della Repubblica Italiana e gli altri eventi che riguardano la Presidenza della Repubblica.

Sedi e centri di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La sede legale e amministrativa è a Roma in viale Giuseppe Mazzini 14, mentre la direzione generale è divisa tra viale Mazzini e la nuova sede di Via Cavalli a Torino che ha sostituto quella all'interno del grattacielo Rai di via Cernaia 33 a Torino[13], città che ospita anche il centro ricerche e innovazione tecnologica e l'auditorium di piazza Rossaro 1 dove si esibisce l'orchestra sinfonica nazionale.

Centri di produzione televisiva[modifica | modifica wikitesto]

I centri di produzione si trovano a:

Sede Centro di produzione TV Strutture
Roma CPTV via Teulada, 66 9 studi
Roma CP Saxa Rubra 14 studi
Roma CPTV Nomentano Dear - via Ettore Romagnoli, 30 6 studi
Roma Teatro delle Vittorie teatro
Roma Auditorium Rai del Foro Italico auditorium
Milano CP Corso Sempione, 27 5 studi
Milano CPTV East End Studios - Via Mecenate, 76 4 studi + 1 auditorium
Napoli CP Viale Marconi, 9 3 studi + 1 auditorium
Torino CP via Verdi, 16 8 studi + 1 auditorium

Centri di produzione radiofonica[modifica | modifica wikitesto]

I centri di produzione radiofonica si trovano a:

Sede Centro di produzione RF
Roma CPRF Via Asiago, 10
Roma CP Saxa Rubra
Milano CP Corso Sempione, 27
Napoli CP Viale Marconi, 9
Torino CP via Verdi, 31

Sedi regionali[modifica | modifica wikitesto]

sede regionale Rai a Palermo

Le sedi regionali sono 21, una per ogni regione e provincia autonoma, ognuna con diffusione sul territorio di competenza. Ad eccezione delle sedi di di Abruzzo e Calabria, che hanno rispettivamente le sedi principali a Pescara e a Cosenza, queste si trovano tutte nel capoluogo. A queste si aggiungono i 4 centri distaccati di Udine, Catania, L'Aquila e Sassari.

Inoltre, le sedi di Bari, Bologna, Firenze, Palermo, Torino, Milano e Trieste realizzano anche delle rubriche settimanali in onda su Rai 3 e Rai 5.

La sede regionale del Trentino-Alto Adige realizza autonomamente un canale tv regionale chiamato Rai Sudtirol e uno radio Rai Sudtirol radio entrambi in lingua tedesca. Ugualmente l'omologa del Friuli-Venezia Giulia con la rete tv Rai 3 Bis FJK e quella radio Rai Radio Trst A ambedue in lingua slovena.

Sedi di corrispondenza dall'estero[modifica | modifica wikitesto]

La Rai dispone di un vasto numero di sedi di corrispondenza dall'estero dove lavorano stabilmente diversi giornalisti (dipendenti dalla Direzione corrispondenti esteri) che producono servizi e reportage per le testate e i programmi dell'azienda con i quali spesso si collegano in diretta.

I precedenti uffici di corrispondenza da Beirut, Buenos Aires, Madrid e Nuova Delhi sono stati chiusi nel 2012 a seguito di una riduzione dei costi aziendali[14][15][16]. Le sedi di Mosca, Istanbul e Nairobi, anch'esse chiuse nel 2012, sono state in seguito ripristinate (la prima nel 2013 e le altre due nel 2015). Le sedi estere, dopo la riduzione degli ultimi anni, sono ora 11.

Le minoranze linguistiche e le regioni autonome[modifica | modifica wikitesto]

La Rai, per dovere contrattuale con lo Stato italiano, trasmette da alcune sedi regionali una programmazione più vicina alle popolazioni e alle realtà locali.

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: sede Rai di Bolzano.

L'esempio più importante di programmazione regionale è rappresentato dalla sede Rai di Bolzano. La sede Rai del capoluogo altoatesino - patria, peraltro, dell'hockey su ghiaccio italiano via etere - ha infatti la possibilità di trasmettere tre tipi di programmazione per i tre gruppi linguistici tedesco, italiano e ladino.

Oltre alla quotidiana TGR e alla TGR-Settimanale del sabato in lingua italiana, trasmesso per il Trentino-Alto Adige in parte da Bolzano e in parte da Trento, ogni domenica mattina, nella fascia oraria 09:45-10:55, e alternativamente da Bolzano e da Trento, vengono trasmessi programmi riguardanti le due Province (ambiente, economia, tradizioni...); per i cittadini (Puntopiù - a cura del centro consumatori), o riguardanti altre minoranze linguistiche (e realtà culturali simili, in Italia e in Europa), tra cui vi è "Alpe Adria" (prodotto da Rai Friuli Venezia Giulia di Trieste, ma con la collaborazione di Bolzano e Trento).

Il gruppo linguistico tedesco ha la possibilità di contare su un proprio canale generalista, chiamato Rai 3 bis, su cui opera la struttura Rai Südtirol (fino al 2014 Rai Sender Bozen), il cui orario di trasmissione varia quotidianamente (il lunedì le trasmissioni iniziano alle 06:30 e terminano alle 22:30) e che nei tempi morti ripete Rai 3. Sulle frequenze di Rai 3 vengono trasmessi programmi dedicati ai bambini (Karamela, Die Abenteuer der Maus auf dem Mars), agli adolescenti e studenti (Klick-das Jugend Info-Magazin), agli anziani (Regenbogen), all'agricoltura (Landwirtschaft), all'economia e alla società (Trend, Pluspunkt), alla cultura, alla storia, all'attualità (Pro und Kontra) e allo sport (Sport am Sonntag).

La struttura tedesca è anche inserita, in quanto parte della Rai, nel circuito dell'EBU (Eurovisione) e produce il popolarissimo concorso canoro della "Volksmusik" (musica popolare, Grand Prix der Volksmusik) insieme a tre emittenti pubbliche estere: la tedesca ZDF, l'austriaca ORF e la svizzero-tedesca SRF. La trasmissione viene prodotta ogni anno in un luogo diverso e nel 2002 ha avuto luogo a Merano ed è stata organizzata dal Sender Bozen. Inoltre la rete trasmette in diretta, ogni anno, il concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni e le selezioni per il "Grand Prix der Volksmusik", nonché edizioni speciali a cura della redazione giornalistica in casi di avvenimenti elettorali.

Ogni giorno vengono trasmessi due notiziari della durata di circa 20 minuti, alle 20:00 (Tagesschau) e alle 22:10 (Tagesschau um 10 nach 10), che trattano di argomenti locali, nazionali e internazionali.

Vengono trasmessi anche i programmi in lingua ladina (a cura della struttura Rai Ladinia), tra cui il notiziario locale, inserito alle 19:55 fra TGR e Tagesschau, della durata di 5 minuti e chiamato TRaiL (Television Rai Ladina), nonché un programma settimanale chiamato "Paladina" e della durata di circa 40 minuti. I programmi della sede vengono trasmessi su tutto il territorio provinciale dell'Alto Adige.

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rai Friuli-Venezia Giulia.

Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sede regionale per la Valle d'Aosta (in francese, Siège régional pour la Vallée d'Aoste) di Saint-Christophe vengono diffusi quotidianamente programmi regionali in italiano, o in francese, alle ore 20 (la domenica al mattino)

Il TG regionale unico delle 19:35 contiene notizie in italiano, francese (spesso con servizi dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e talvolta in patois valdostano. La TGR va in onda senza sottotitoli, in virtù del bilinguismo totale che vige in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Successivamente alla TGR, prevalentemente in italiano, viene diffusa la trasmissione "RAI Vd'A - Programmes", largamente in francese e spesso anche in patois valdostano, anche in questo caso senza sottotitoli per lo stesso motivo.

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

In Sardegna sono localizzate due sedi della Rai, la principale a Cagliari e un'altra a Sassari. In entrambe le città si trovano gli archivi che custodiscono le teche di Rai Sardegna, aperti al pubblico dal 2005, o visionabili direttamente on line dal sito della biblioteca digitale della Sardegna [1], dopo un paziente lavoro di recupero e catalogazione del materiale radiofonico e audiovisivo, prodotto in circa 50 anni di attività dalle sedi Rai di Cagliari e Sassari.

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

La sede Rai Sicilia ha due dislocazioni, la principale a Palermo e l'altra a Catania. Nella sede di Palermo di viale Strasburgo, nata negli anni '80, vi è un polo produttivo dedicato al Mediterraneo, con un centro di produzione TV e un auditorium, dal 2001 al 2012 produceva il canale in italiano e arabo Rai Med[17]. Quotidianamente si trasmettono TG e GR regionali e si producono le rubriche Mediterraneo, Riva Sud, Buongiorno regione e il Settimanale della TGR.

L'archivio storico di Rai Sicilia è costituito da 886 programmi televisivi realizzati tra il 1979 e il 1993, riversati e digitalizzati, grazie a un accordo con la Regione Siciliana è disponibile on line al portale http://www.siciliainonda.rai.it[18].

Governance e top management[modifica | modifica wikitesto]

La Rai è soggetta ad un particolare disciplina di governance per tutelare la peculiarità delle attività della stessa. Secondo la legge 3 maggio 2004, n. 112 (legge Gasparri) il consiglio di amministrazione non è nominato esclusivamente dagli azionisti: sette consiglieri vengono eletti dalla Commissione parlamentare di vigilanza, due vengono indicati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che è il maggiore azionista della RAI. I membri del Consiglio d'Amministrazione hanno un termine di mandato di tre anni anche se possono essere nominati di nuovo.

Tra i consiglieri di sua nomina, il Ministero dell'Economia e delle Finanze indica il presidente del Consiglio d'amministrazione. Per insediarsi il presidente deve ottenere un voto di gradimento da almeno due terzi dei membri della Commissione parlamentare di vigilanza.

Il Consiglio d'amministrazione vota il direttore generale, che ha sempre un mandato di tre anni rinnovabile, ed è anch'esso di nomina del ministro dell'Economia.

Tali norme qualificano dunque la Rai come "società di interesse nazionale", ai sensi dell'articolo 2461 del codice civile italiano.[19]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Nome Dal Al Note
Antonio Carrelli 3 giugno 1954 4 gennaio 1961
Novello Papafava 4 gennaio 1961 25 marzo 1964
Pietro Quaroni 29 maggio 1964 12 aprile 1969
Aldo Sandulli 23 aprile 1969 18 febbraio 1970
Umberto delle Fave 24 marzo 1970 22 aprile 1975
Beniamino Finocchiaro 23 maggio 1975 20 gennaio 1977
Paolo Grassi 20 gennaio 1977 12 giugno 1980
Sergio Zavoli 12 giugno 1980 23 ottobre 1986
Enrico Manca 23 ottobre 1986 19 febbraio 1992
Walter Pedullà 19 febbraio 1992 13 luglio 1993
Claudio Dematté 13 luglio 1993 12 luglio 1994
Letizia Moratti 12 luglio 1994 24 aprile 1996
Giuseppe Morello 24 aprile 1996 10 luglio 1996
Vincenzo Siciliano 10 luglio 1996 21 gennaio 1998
Roberto Zaccaria 3 febbraio 1998 16 febbraio 2002
Vittorio Emiliani 16 febbraio 2002 22 febbraio 2002 Consigliere anziano - facente funzioni
Antonio Baldassarre 5 marzo 2002 26 febbraio 2003
Paolo Mieli 7 marzo 2003 13 marzo 2003 Nominato dai presidenti delle Camere ma mai entrato in carica
Lucia Annunziata 13 marzo 2003 4 maggio 2004
Francesco Alberoni 5 maggio 2004 31 maggio 2005 Consigliere anziano - facente funzioni
Sandro Curzi 1º giugno 2005 30 luglio 2005 Consigliere anziano - facente funzioni
Claudio Petruccioli 31 luglio 2005 25 marzo 2009
Paolo Garimberti 26 marzo 2009 8 giugno 2012
Anna Maria Tarantola 8 giugno 2012 5 agosto 2015
Monica Maggioni 6 agosto 2015

Amministratori delegati[modifica | modifica wikitesto]

Nome Dal Al Note
Filiberto Guala 3 giugno 1954 26 giugno 1956 [20]
Marcello Rodinò di Miglione 27 giugno 1956 28 aprile 1965 [20]
Gianni Granzotto 29 aprile 1965 12 aprile 1969 [20]
Luciano Paolicchi 13 aprile 1969 28 luglio 1971 [20]

Direttori generali[modifica | modifica wikitesto]

Nome dal al
Giovan Battista Vicentini 13 marzo 1954 13 marzo 1955
Rodolfo Arata 13 aprile 1956 30 settembre 1960
Ettore Bernabei 5 gennaio 1961 18 settembre 1974
Michele Principe 23 maggio 1975 25 gennaio 1977
Giuseppe Glisenti 26 gennaio 1977 17 giugno 1977
Pierantonino Bertè 12 luglio 1977 18 giugno 1980
Villy de Luca 19 giugno 1980 21 luglio 1982
Biagio Agnes 29 luglio 1982 1º febbraio 1990
Gianni Pasquarelli 5 febbraio 1990 23 luglio 1993
Gianni Locatelli 23 luglio 1993 3 agosto 1994
Gianni Billia 3 agosto 1994 31 dicembre 1994
Raffaele Minicucci 16 gennaio 1995 28 febbraio 1996
Aldo Materia 6 marzo 1996 15 luglio 1996
Franco Iseppi 15 luglio 1996 8 febbraio 1998
Pier Luigi Celli 9 febbraio 1998 9 febbraio 2001
Claudio Cappon 9 febbraio 2001 19 marzo 2002
Agostino Saccà 19 marzo 2002 27 marzo 2003
Flavio Cattaneo 27 marzo 2003 5 agosto 2005
Alfredo Meocci 5 agosto 2005 20 giugno 2006
Claudio Cappon 22 giugno 2006 2 aprile 2009
Mauro Masi 2 aprile 2009 2 maggio 2011
Lorenza Lei 3 maggio 2011 16 luglio 2012
Luigi Gubitosi 17 luglio 2012 5 agosto 2015
Antonio Campo Dall'Orto 6 agosto 2015

Struttura organizzativa[modifica | modifica wikitesto]

Settore Direttore
Consiglio di amministrazione Monica Maggioni
Direzione generale Antonio Campo Dall'Orto
Finanza e pianificazione Camillo Rossotto
Comunicazione e relazioni esterne Costanza Esclapon
Relazioni istituzionali ed internazionali Giovanni Parapini
Corrispondenti esteri Andrea Lorusso Caputi
Risorse televisive Andrea Sassano
Coordinamento sedi regionali Alessandro Zucca
Diritti sportivi Giuseppe Pasciucco
Strategie tecnologiche Luigi Rocchi
Affari legali e societari Salvatore Lo Giudice
Coordinamento offerta televisiva Giancarlo Leone

Direttori editoriali[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio di amministrazione è nominato dal Ministero dell'economia e delle finanze che esercita i diritti dell'azionista su Rai SpA, sulla base di differenti designazioni.

Consiglieri designati dalla Commissione parlamentare di vigilanza[modifica | modifica wikitesto]

Consiglieri designati dal Ministero dell'economia e delle finanze[modifica | modifica wikitesto]

Principali manager e direttori[modifica | modifica wikitesto]

Direttori dei canali[modifica | modifica wikitesto]

Canali televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Canale Direttore in carica dal
Rai 1 Andrea Fabiano 18 febbraio 2016
Rai 2 Ilaria Dallatana 18 febbraio 2016
Rai 3 Daria Bignardi 18 febbraio 2016
Rai 4 Angelo Teodoli 18 febbraio 2016
Rai 5 Pasquale D'Alessandro 19 settembre 2013
Rai Movie Angelo Teodoli 18 febbraio 2016
Rai Premium
Rai YoYo Massimo Liofredi 20 luglio 2011
Rai Gulp
Rai News 24 Antonio Di Bella 3 febbraio 2016
Rai Storia Silvia Calandrelli 20 luglio 2011
Rai Scuola
Rai Sport 1 Gabriele Romagnoli 18 febbraio 2016
Rai Sport 2
Rai 3 BIS FJK Guido Corso 3 giugno 2013
Rai Südtirol Markus Perwanger 2006

Canali radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

Canale Direttore in carica dal
Rai Radio 1 Flavio Mucciante 13 marzo 2014
Rai Radio 2 Paola Marchesini 12 giugno 2014
Rai Radio 3 Marino Sinibaldi 3 agosto 2009
Rai Radio 4 Light Danilo Scarrone 18 novembre 2013
Rai Radio 5 Classica
Rai Radio 6 Teca
Rai Radio 7 Live
Rai Radio 8 Opera
Rai IsoRadio
Rai GrParlamento Flavio Mucciante 12 giugno 2014
Rai Radio Trst A Martina Repinc
Rai Südtirol Radio Markus Perwanger 2006

Direttori delle testate giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Televisive[modifica | modifica wikitesto]

Testata Direttore in carica dal
TG1 Mario Orfeo 29 novembre 2012
TG2 Marcello Masi 22 giugno 2011
TG3 Bianca Berlinguer 1º ottobre 2009
Rai News Antonio Di Bella 3 febbraio 2016
Rai Sport Gabriele Romagnoli 18 febbraio 2016
Rai Parlamento Gianni Scipione Rossi 28 settembre 2011

Radiofoniche[modifica | modifica wikitesto]

Testata Direttore in carica dal
Giornale Radio Rai Flavio Mucciante 13 marzo 2014

Informazione regionale[modifica | modifica wikitesto]

Testata Direttore in carica dal
TGR Vincenzo Morgante 17 ottobre 2013

Direttori delle principali strutture[modifica | modifica wikitesto]

Nome Direttore in carica dal
Radio Rai Nicola Sinisi 14 novembre 2013
Rai Vaticano Massimo Milone 8 marzo 2013
Rai Quirinale Mariolina Sattanino 22 maggio 2013
Rai Cultura Silvia Calandrelli 20 luglio 2011
Rai Fiction Eleonora Andreatta 5 settembre 2012
Rai Ragazzi Massimo Liofredi 20 luglio 2011
Rai Gold Angelo Teodoli 18 febbraio 2016
Rai Teche Maria Pia Ammirati 9 luglio 2014

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

Principali partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Rai comprende diverse società che operano nel mercato dei media e del broadcasting.[21]

Società controllate[modifica | modifica wikitesto]

Società collegate[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre la RAI è uno dei membri fondatori dell'UER.

La Rai si è specializzata negli ultimi anni anche nelle produzioni cinematografiche Rai Cinema, con la quale è spesso presente in prestigiosi concorsi cinematografici internazionali con altrettanto prestigiose coproduzioni.

Rai Way è la società a cui la Rai ha trasferito la sua rete di trasmissione, mentre Rai Com è la società che si occupa di promuovere l'immagine dell'Italia nel mondo attraverso le migliori produzioni radiotelevisive della capogruppo.[22]

Convenzioni[modifica | modifica wikitesto]

Con l'Italia
I rapporti con lo Stato italiano sono regolati da una convenzione triennale.[23]

Con la Repubblica di San Marino
La Rai è stata parte attiva nella creazione di San Marino RTV, radiotelevisione pubblica del piccolo stato. L'azienda italiana nomina per essa il direttore generale. A marzo 2008 le due parti hanno rinnovato la convenzione per altri 5 anni.

Con Euronews
La Rai è il secondo azionista di riferimento di SOCEMIE, la società che si occupa della gestione del canale all-news Euronews.

Finanziamenti pubblici: il canone televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Canone televisivo in Italia.

Per onorare la concessione con lo Stato italiano, la Rai può contare su un'ampia quota devoluta dallo Stato di un'imposta sugli apparecchi televisivi, chiamata canone televisivo dovuta da chiunque detenga apparecchi in grado di ricevere trasmissioni televisive.

In compensazione di questa entrata, la RAI deve rispettare un Contratto di servizio con lo Stato italiano, pena una eventuale revoca della concessione annuale. La concessionaria dal servizio radiotelevisivo pubblico svolge una funzione di servizio universale di pubblica utilità, ed è interessata da una particolare disciplina rispetto alle emittenti commerciali regolato con il Contratto di Servizio.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Lottizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Taluni osservatori, commentatori e giornalisti, nonché forze politiche minoritarie, accusano la RAI di essere soggetta ad un pressante controllo politico da parte dei partiti politici e di non essere dunque in grado di assicurare un'informazione indipendente, non condizionata da interessi di singoli politici o gruppi.

Un'altra accusa alla RAI è di mancare di pluralismo e di operare censura verso professionisti di indubbio valore e competenza ma sgraditi agli uomini politici di riferimento. Tale controllo avviene tramite la nomina di persone chiave scelte dai partiti politici, in un'ottica di lottizzazione.

Celebre è la ripartizione avvenuta durante la Prima Repubblica dopo la riforma del 1975, quando Rai 1 era influenzata dalla Democrazia Cristiana, Rai 2 dal Partito Socialista Italiano e Rai 3 dal Partito Comunista Italiano. La stessa cosa avvenne nei canali radiofonici e relativi giornali radio dove Radio 1 esprimeva le istanze del centrosinistra, mentre Radio 2 era più vicina all'area di centrodestra; Radio 3 invece fu destinata ai partiti minori (Partito Liberale Italiano e Partito Repubblicano Italiano).

La proposta principale che viene avanzata ma mai adottata per risolvere questo problema è di svincolare almeno parzialmente la Rai dal controllo dei partiti politici adottando norme specifiche per garantirne l'indipendenza, come avviene in altri paesi europei.

Cattiva amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La Rai è accusata di una cattiva gestione che avrebbe portato continui sprechi e una struttura interna elefantiaca tali da pregiudicare la produzione ottimale dei programmi radiotelevisivi di servizio[24].

Identity[modifica | modifica wikitesto]

Principali annunciatrici e speaker[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito viene riportato un prospetto delle principali annunciatrici e speaker storici Rai scelti in base all'anzianità di carriera o alla loro popolarità.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Signorine buonasera e Speaker radiotelevisivo.
Periodo Speaker Annunciatrici

Dal 1954 al 1970

Dal 1970 al 1980

Dal 1980 al 2003

Speaker[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 agli speaker aziendali Rai si sono affiancati alcuni dei doppiatori più rappresentativi del nostro paese:

[modifica | modifica wikitesto]

Il primo marchio ufficiale della Rai, così come la prima sigla di apertura delle trasmissioni, fu realizzato nel 1954 dal grafico Erberto Carboni. Il logo era composto da lettere squadrate piatte tutte della stessa altezza, in un carattere tipografico affine al cosiddetto Egiziano; al di sopra della lettera i vi era un grosso punto, a simboleggiare un occhio (analogamente ai loghi allora utilizzati da CBS e BBC)[25][26].

Sempre Carboni realizzò un ulteriore logo: un rettangolo nel quale sono tracciate le lettere "T" e "V" (abbreviazione di televisione), intrecciate a simulare il disegno di un'antenna[25].

Nei primi anni 1970 il grafico Alberto Ribera rielaborò il logo di Carboni, con la scritta rai tutta in caratteri minuscoli (nella quale le lettere r e a si fondevano) e in un font dalle forme più morbide e curvilinee; sul finire del decennio apparve un ulteriore versione di tale simbolo, sempre con la scritta rai minuscola, ma stavolta con le lettere distanziate. Entrambe queste soluzioni rimasero scarsamente utilizzate[26].

Tra il 1982 e il 1983 l'azienda adottò un nuovo marchio, realizzato dallo studio grafico ARA di Cusano Milanino[27]. Il nuovo logo presentava la scritta RAI tutta maiuscola, con le tre lettere raccordate tra loro nella parte bassa. Contestualmente le tre reti televisive assumono le denominazioni ufficiali di Raiuno, Raidue e Raitre. Ad ognuno dei tre canali viene associato un colore: il blu è appannaggio di Raiuno, il rosso di Raidue e il verde di Raitre (in sintesi, i 3 colori primari della televisione a colori). Per ciascuna delle tre emittenti viene introdotta una variante del logo, nella quale, accanto alla parola "RAI", appare la parola "UNO", "DUE" o "TRE", disegnata in una colorazione più chiara. Ognuno dei tre canali adotta inoltre per simbolo anche una forma geometrica tridimensionale[26]:

Nel settembre 1988 il logo del 1983 viene ulteriormente aggiornato da Giorgio Macchi, che ridisegna le lettere separate e con gli angoli vivi, andando ad aggiungere sulla stanghetta trasversale della lettera "A" di "RAI" una piccola riproduzione del tricolore italiano, dapprima disegnata con le bande orizzontali, poi trasformate in verticali. Le tre figure geometriche solide simbolo delle tre reti vengono mantenute, ma ridisegnate con la superficie rigata. Con l'introduzione di questa identità, le vecchie versioni di logo della Rai scomparvero quasi completamente dalla comunicazione aziendale, fatte salve rare eccezioni[26]

Nel 2000, sotto la direzione di Pierluigi Celli, i vecchi loghi vengono abbandonati e sostituiti da un nuovo identificativo, raffigurante al centro una farfalla, con i bordi delle ali raffiguranti il profilo di un volto umano, a sinistra della quale appare la scritta Rai (realizzata in un carattere della famiglia Futura); lo spazio a destra viene impiegato per l'aggiunta di eventuali parole, ("Uno", "Due", "Tre" e "Sport"). Il cambio di logo viene annunciato dal Corriere della Sera il 16 marzo 2000[29]. Il passaggio alla nuova grafica è graduale e il culmine del restyling avviene tra il 21 settembre 2003 e il 1º gennaio 2004[26][30]. I colori sociali delle tre reti televisive rimangono gli stessi, ma spariscono le tre forme geometriche.

Il 18 maggio 2010, in corrispondenza del passaggio al digitale terrestre in cinque regioni, la RAI uniforma la propria identità, imponendo loghi che adottano una geometria semplice basata su un rettangolo composto da due quadrati, mentre la farfalla dopo 10 anni sparisce. Nel primo quadrato che nei canali Rai Gulp e Rai Yoyo prende la forma di un fumetto appare la scritta Rai, mentre nel secondo il nome del canale in cifre come avvenuto nel 2008 per Rai 4; il font usato è sempre della famiglia Futura. I loghi sono bianchi (semitrasparenti, per evitare che si verifichi l'effetto "sovraimpressione" sui televisori al plasma), hanno struttura rettangolare per adattarsi al formato 16:9 e sono basati su modelli già in uso presso altre aziende televisive straniere[31]. I logo sono stati esposti in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 13 al 17 maggio 2010 e il rebranding culmina a novembre 2010, quando le tre reti televisive generaliste adottano dei nuovi bumper e grafiche. Per i canali Radio Rai il logo è simile, ma ci sono due piccoli triangoli sopra e sotto il quadrato (ad indicare il selettore della sintonia degli apparecchi radiofonici)[26].

Monoscopio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monoscopio.

Fino agli anni ottanta la Rai non trasmetteva 24 ore su 24. C'era una pausa di notte fino alle 11 di mattina (alle 17 fino al 14 marzo 1976). Durante questa pausa veniva trasmesso il monoscopio. Vi erano due tipi di monoscopio, il primo fu in bianco e nero ed è tecnicamente definito come monoscopio RCA. Si cerchi sul web il monoscopio RCA come "Test Pattern Rca NBC Indian Head", che fu diciamo la base, ma quello Rai in bianco e nero fu un rielaborazione di quello Rca per mano del grafico pubblicitario Erberto Carboni, lo stesso che creò il logo Rai anni 50 a lettere squadrate e inizialmente solo per la radio, poi aggiunse nel 1954 le due lettere sovrapposte TV. Anzi prima di allora tra il 1949 ed il 1952 vennero utilizzati due monoscopi sperimentali il cui primo del 1949 creato dal centro di produzione tv di Torino avente al suo interno l'emblema della Mole Antoneliana. Successivamente, con le sperimentazioni televisive a colori, venne sostituito da un monoscopio a colori tecnicamente chiamato Philips PM5544 che è ancora famoso e vivo nei ricordi di chi ha vissuto quell'epoca. Quest'ultimo è stato proposto fino a giugno 2012 nelle pause notturne che la Rai operava una volta alla settimana, il primo martedì del mese su Rai 1, il secondo martedì del mese su Rai 2 e il terzo venerdì del mese su Rai 3 (bisogna considerare che la quarta settimana la Rai non effettuava prove tecniche la notte).

Il primo Monoscopio utilizzato dall'azienda

Il tutto era accompagnato, come commento sonoro, da una nota continua (precisamente un Sol a 384 Hz per il monoscopio RCA, e successivamente a 400 Hz per il monoscopio Philips PM5544). Pochi minuti prima dell'inizio delle trasmissioni questa nota continua scompariva e veniva sostituita da brani musicali strumentali prevalentemente di genere easy listening, e successivamente anche dall'"intervallo". L'inizio e la fine dei programmi era annunciato da una sigla la cui musica era il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini e l'immagine stilizzata di un'antenna con le nuvole, che scendeva nella sigla iniziale e saliva in quella finale. La terza rete televisiva, all'epoca, proponeva anche il monoscopio della sede regionale: si trattava sempre del Philips PM5544 ma che recava nella barra sottostante l'identificazione della sede di trasmissione.

Oggigiorno il monoscopio, come detto, esiste ancora (sebbene non utilizzato). Nelle pause di trasmissione notturne che la Rai effettuava fino al 2012, però, i brani musicali sono stati soppressi, e il commento sonoro consisteva solo in due note continue sovrapposte, a 400 e 800 Hz, per il test della stereofonia e, a differenza di quello che accadeva negli anni precedenti, l'identificativo della rete veniva scritto in lettere, p.e. "RAI UNO" invece di "RAI 1".

Il monoscopio Philips PM5544 era utilizzato in quegli anni anche da TeleMonteCarlo e da Tv Koper Capodistria che proponevano come audio rispettivamente Radio Montecarlo e Radio Capodistria. Vi è anche da ricordare che sempre negli anni ottanta la Rai, in concomitanza con il lancio del servizio del Televideo, durante la mattinata sospendeva la messa in onda del monoscopio per irradiare, a scopo promozionale, alcune pagine del nascente servizio teletext in orari stabiliti.

Nel 1986 Rai 1 inizia le trasmissioni anche nella mattinata con il programma 1Mattina e di conseguenza scomparvero anche i concetti di inizio e fine trasmissioni. Rai 2 ha iniziato le trasmissioni regolari nella mattinata intorno al 1987 e Rai 3 verso il 1991.

Eurovisione[modifica | modifica wikitesto]

La Rai è membro fondatore dell'Unione Europea di Radiodiffusione, chiamata anche UER o EBU ((EN) European Broadcasting Union), fondata nel 1950 da 22 radio-televisioni europee occidentali che si staccarono dall'OIRT. L'Eurovisione è il circuito dell'UER che si occupa della trasmissione in tutta Europa di alcuni programmi di valenza nazionale e internazionale. La Rai trasmette in Eurovisione il Festival di Sanremo, il Palio di Siena, lo Zecchino d'Oro, le celebrazioni del Papa prodotte da Rai Vaticano tra cui l'Angelus ed altri eventi di rilevanza europea. Inoltre la Rai è stata tra i primi paesi partecipanti dell'Eurovision Song Contest, al quale ha partecipato quasi ininterrottamente dal 1956 al 1997. Nel 1965 e nel 1991 la Rai ha organizzato il concorso. Dal 1997 al 2010 c'è stata una lunga assenza mai pienamente motivata, ma dal 2011 la Rai è tornata in gara, e si è vista dare un posto tra i "Big", cioè tra le nazioni maggiori finanziatrici delle attività dell'UER che vanno direttamente in finale. Inoltre la Rai ha partecipato a tutte le edizioni estive di un'altra fortunata produzione EBU, Giochi Senza Frontiere, e dal 2014 prende parte allo Junior Eurovision Song Contest.

I programmi trasmessi in Eurovisione sono preceduti e seguiti da un'apposita sigla (dagli anni novanta comune a tutte le emittenti affiliate) che, seppure sia variata negli anni per quel che riguarda la grafica, è stata sempre accompagnata dal preludio del Te Deum di Marc-Antoine Charpentier, più volte rielaborato.

Slogan[modifica | modifica wikitesto]

La Rai ha utilizzato vari slogan nella sua storia. Il più conosciuto è:

« Rai. Di tutto, di più. »

Questo è stato modificato negli anni in base alla varie esigenze:

« Rai. Di tutti, di più. »
« Rai. Di tutti, ancora di più. »

In occasione di EURO 2012 è stato adottato:

« Se è per tutti, è sulla Rai. »

Varie campagne per il pagamento del canone televisivo sono state anche accompagnate da slogan:

« Qualcosa di più di una tv »
(Campagna canone 2012)
« Molto di più che una tv »
(Campagna canone 2013)

Con la presentazione dei palinsesti per la stagione 2016/2017, la Rai adotta un nuovo slogan:

« Per te. Per tutti »

I Cavalli della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Due importanti scultori italiani hanno realizzato monumenti equestri per le due sedi principali della Rai nella Capitale:

  • Francesco Messina, nel 1966, ha realizzato il famoso Cavallo Morente, opera in bronzo posta all'ingresso della sede principale in Viale Mazzini 14 che ospita la presidenza, la direzione generale e quella delle reti tv;
  • Mario Ceroli, nel 1980, ha realizzato il cosiddetto Cavallo Alato situato davanti alla sede di Saxa Rubra, cittadella Rai dell'informazione, intitolata a Biagio Agnes, all'interno della quale si trovano gli studi del TG1, TG2, TG3, TGR Lazio, RaiNews24, di RaiItalia, di Rai Radio 1, Radio 2, Radio 3, Radio 4 Light, Radio 5 Classica, Radio 6 Teca, IsoRadio, ecc..

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— 11 ottobre 2010

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c ::: RAI - Bilancio 2014 :::
  2. ^ "RAI" è l'acronimo di "Radio Audizioni Italiane", antesignana dell'attuale società. Come tutti gli acronimi che sono nomi propri molto diffusi nel linguaggio comune, viene anche scritto con solo la lettera iniziale maiuscola. Tale grafia attualmente è utilizzata anche per il logo ufficiale della società.
  3. ^ Rai - Ultime notizie su Rai - Argomenti del Sole 24 Ore
  4. ^ Relazione del Collegio Sindacale agli azionisti sul Bilancio Civilistico 2004
  5. ^ Rai.it - Storia della Radio dal '49 al '61
  6. ^ a b Franco Ferrarotti, La Televisione - I cinquant'anni che hanno cambiato gli usi e costumi degli italiani, Newton Compton Editori, ISBN 978-88-541-0273-6, pag 10
  7. ^ Rai.it - Storia della Radio dal '70 al '90
  8. ^ Il canale YouTube ufficiale della Rai, it.youtube.com. URL consultato il 24 novembre 2008.
  9. ^ 13 canali, restyling del logo, alta definizione: ecco la nuova Rai
  10. ^ Si veda la sezione Offerta
  11. ^ Ufficio stampa Rai
  12. ^ ufficio stampa Rai, La nuova offerta Radio Rai per il Dab+ e il web (PDF), Rai - Radiotelevisione Italiana, 23 luglio 2015.
  13. ^ a b La Rai cambia casa e va in via Cavalli ma il centro di produzione resta dov’è, lastampa.it.
  14. ^ RAI: VERNETTI-GIULIETTI, RISOLUZIONE SU SEDI ESTERE - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica
  15. ^ ‘La Rai licenzia, ma non taglia gli sprechi’ – Il Fatto Quotidiano TV
  16. ^ Assemblea dei Cdr Rai: immobilismo sul fronte dello sviluppo | Prima Comunicazione
  17. ^ Ufficio stampa Rai
  18. ^ Corriere di Ragusa .it - PALERMO - La Sicilia in onda: l'archivio Rai è ora on line
  19. ^ Larapedia.com - Dispensa di diritto amministrativo
  20. ^ a b c d Amici di Infocivica: Presidenti, Amministratori Delegati e Direttori Generali URI EIAR RAI
  21. ^ Dalla Nota Integrativa del Bilancio della Rai del 2010
  22. ^ Rai World - Homepage
  23. ^ Illustrazione del testo convenzione
  24. ^ Denise Pardo, Rai: l'orgia del potere, L'espresso, 15 maggio 2008.
  25. ^ a b Articolo di SocialDesignZine su Erberto Carboni che mostra il primo logo Rai e il logo TV. URL consulato il 26 agosto 2010.
  26. ^ a b c d e f (PDF) Storia del logo Rai - rai.it
  27. ^ Loghi ufficiali della Rai tra il 1983 e il 2000 (prima versione) nella galleria online dello studio grafico ARA.
  28. ^ a b c Il logo qui riportato è quello del 1988, in precedenza le scritte erano più arrotondate.
  29. ^ Articolo del Corriere della sera in cui si annuncia il cambio di grafica, 16 marzo 2000.
  30. ^ Articolo del Corriere della sera in cui si annuncia il restyling del 21 settembre 2003
  31. ^ Digital-Sat.it, Rai: la nuova offerta digitale, 30 aprile 2010.
  32. ^ La data si riferisce al suo periodo di utilizzo ufficiale. De facto è stato usato ancora per parecchio tempo, ed è stato ancora presente nel marchio Rai Sat fino al 18 maggio 2010. È stato usato nel logo di Rai Sport fino al 2003/2008 e per Rai Notte fino al 2010. Rimase altresì in uso per Rai Nettuno Sat Uno e nelle sigle delle prove tecniche di trasmissione delle reti RAI. La barra trasversale tricolore della A dal 1988 al 1991 aveva le strisce orizzontali

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]