Divorzio

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Il divorzio (o lo scioglimento del matrimonio), in diritto, è un istituto giuridico in base al quale si sancisce è la terminazione di una unione coniugale che cancella i doveri e le responsabilità giuridiche da essa derivanti e che dissolve il vincolo matrimoniale tra le parti (a differenza dell'annullamento che dichiara il matrimonio nullo).

Le leggi sul divorzio variano considerevolmente in tutto il mondo, ma nella maggior parte dei paesi la validità del divorzio richiede la sentenza di un tribunale o di altra autorità in un processo legale. La procedura legale per il divorzio può anche comportare questioni riguardanti gli alimenti, la custodia e il mantenimento dei figli. Nei paesi in cui la monogamia è legge, il divorzio permette ad ogni ex partner di sposarne un altro; nei paesi in cui la poliginia è legale anche nella poliandria.[non chiaro]

Dal 1970 diversi paesi hanno legalizzato il divorzio (tra cui Spagna, Italia, Portogallo, Repubblica d'Irlanda[1] e Malta). Ad oggi solo due paesi al mondo - le Filippine e Città del Vaticano - non possiedono nei loro ordinamenti una procedura civile per il divorzio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Aspetti culturali[modifica | modifica wikitesto]

In alcune giurisdizioni occidentali, il divorzio (legalmente denominato in Italia "scioglimento del matrimonio") non richiede che una delle due parti debba far valere le responsabilità dell'altra per arrivare alla dissoluzione dell'unione. Prima dell'introduzione di tale modalità di scioglimento, una delle due parti doveva dimostrare una responsabilità causale del partner, tipicamente l'abbandono, la crudeltà o l'adulterio. L'esigenza di dimostrare la responsabilità o la colpa è stata poi rivista e ritirata dai termini delle leggi sul divorzio; tale nuova modalità di scioglimento divenne popolare nel Regno Unito, in Australia, negli Stati Uniti, in Canada, in Sudafrica e in Nuova Zelanda tra gli anni 60 e gli anni 70. Nelle giurisdizioni che non prevedono una responsabilità di una delle parti per decretare lo scioglimento, una semplice causale, riguardante ad esempio differenze inconciliabili o un'irrimediabile rottura del rapporto interpersonale, è sufficiente per stabilire la fine del matrimonio.

Nella religione[modifica | modifica wikitesto]

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ghet (divorzio).

Legislazione nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Affidamento dei figli e Divorzio (ordinamento civile italiano).

Il divorzio venne introdotto a livello legale in Italia il 1º dicembre 1970, nonostante l'opposizione della Democrazia Cristiana, con la legge legge 1º dicembre 1970, n. 898 - "Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio". Detta legge entrò in vigore il 18 dicembre 1970. Mancando l'unanimità nell'approvazione della legge ed anzi essendo contrario il partito di maggioranza relativa, negli anni seguenti si organizzò un movimento politico, sostenuto anche dai partiti contrari all'introduzione della legge, che promosse un referendum abrogativo, nell'intento di far abrogare la legge 898/70. Nel 1974 tale referendum affermò la volontà della maggioranza della popolazione di mantenere la legge in vigore.

Una particolarità del sistema giuridico italiano è che il divorzio non può essere ottenuto direttamente con il relativo procedimento giudiziario, ma deve essere preceduto da un lungo periodo di separazione coniugale (cinque anni, ridotti nel 1987 a tre e successivamente ridotti, nel 2015, ad un anno in caso di separazione giudiziale e a sei mesi in caso di separazione consensuale), oggetto di una precedente vertenza giudiziale, dimodoché il procedimento diventa doppio a distanza di qualche anno. Al procedimento la legge ha voluto attribuire una particolare solennità, atteso che l'udienza di comparizione dei coniugi deve tenersi davanti al presidente del Tribunale. Dal 2014, per il divorzio su domanda congiunta non è più necessario rivolgersi al tribunale, ma per i coniugi senza figli minori o incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti può avvenire con dichiarazione condivisa e congiunta al sindaco quale ufficiale di stato civile del comune, con assistenza facoltativa di un avvocato. I coniugi i cui figli hanno i predetti problemi possono divorziare attraverso una negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte, senza rivolgersi al tribunale.

Il costo della procedura giudiziaria è spesso di ostacolo all'inizio del procedimento, tanto che molti coniugi mantengono indefinitamente lo stato di separazione pur essendo conviventi con un'altra persona. La situazione potrebbe cambiare con le più recenti riforme.

È stato fatto notare anche che il numero di separazioni e divorzi è abbastanza diverso nelle diverse zone d'Italia, spaziando dalle 98 separazioni o divorzi ogni 10.000 abitanti della provincia di Lodi alle 17 separazioni o divorzi per 10.000 abitanti della provincia di Crotone[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) (PDF) The Long Run Effects of Legalizing Divorce on Children
  2. ^ settimanale "Panorama" del 15 gennaio 2014, pagg. 65-67, articolo di Damiano Iovino "Contraddizioni d'Italia - Il Belpaese divorzia a due velocità"

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