Dittatore

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Alcuni tra i più noti dittatori della storia contemporanea (dall'alto e in senso orario da sinistra): Iosif Stalin in Unione Sovietica, Adolf Hitler in Germania, Kim Il-sung in Corea del Nord, Benito Mussolini nel Regno d'Italia, Mao Zedong in Cina

Un dittatore è un leader politico che possiede potere assoluto tramite l'esercizio di una dittatura.[1] Una dittatura può essere uno stato governato da un singolo dittatore o da un piccolo gruppo di persone (oligarchia).[2] La parola ha avuto origine dal titolo che un magistrato, ai tempi della Repubblica romana, poteva ottenere dal Senato romano per governare in tempi di emergenza (dittatore romano e justitium).[3]

Come il termine "tiranno" (che originariamente era un titolo greco antico non peggiorativo), e in misura minore "autocrate", "dittatore" ha finito per essere utilizzato esclusivamente come termine non titolare e riferito al totalitarismo. Nell'uso contemporaneo, infatti, il termine "dittatore" è generalmente usato per descrivere un leader che detiene o abusa di una straordinaria quantità di potere personale. Le dittature hanno caratteristiche tra cui la sospensione delle elezioni e delle libertà civili; la proclamazione di uno stato di emergenza; il governare per decreti speciali e continuativi; la repressione degli oppositori politici, il mancato rispetto dello Stato di diritto e la creazione di un culto della personalità. Altre caratteristiche sono il monopartitismo (Partito Comunista di Cuba a Cuba) o un sistema a partito dominante (Russia Unita in Russia).[4][5]

Un'ampia varietà di leader che sono saliti al potere (tramite rivoluzione o colpo di Stato) in diversi tipi di regimi sono stati descritti come dittatori. Un dittatore può perseguire politiche di sinistra o di destra o anche apolitiche.

Il dictator[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dittatore (storia romana).

Durante la Repubblica romana il dictator era un magistrato straordinario che, in tempi di eccezionale pericolo per la patria, era investito di pieni poteri politici e militari per un periodo non superiore a sei mesi, con garanzie particolari atte a impedire una perpetuazione dell'incarico. A questa accezione del termine fecero riferimento Giuseppe Garibaldi nel 1860 quando si proclamò Dittatore delle Due Sicilie e altri patrioti provvisoriamente alla guida di governi rivoluzionari[1].

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono gli esempi di personaggi storici che sono saliti al governo o vi sono rimasti mediante l'uso della forza. Partendo da Napoleone che, dopo la Rivoluzione francese, convertì il governo dello stato in una dittatura imperiale, passando per Adolf Hitler, Benito Mussolini, Iosif Stalin, Mao Zedong, Kim Il-sung, Kim Jong-il, Kim Jong-un, Francisco Franco, Miguel Primo de Rivera, Napoleone III, Nicolae Ceaușescu, Enver Hoxha, Mátyás Rákosi, János Kádár, Wojciech Jaruzelski, Józef Piłsudski, Ferdinand Marcos, Leopoldo Galtieri, Fulgencio Batista, Jorge Rafael Videla, Pol Pot, Idi Amin Dada, António de Oliveira Salazar, Marcello Caetano, Getúlio Vargas, Ernesto Geisel, Médici, Abdel Fattah al-Sisi, Mobutu, Isaias Afewerki, Francisco Macías Nguema, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, Bokassa, Saparmyrat Nyýazow, Gurbanguly Berdimuhamedow, Hissène Habré, Ne Win e Augusto Pinochet, si annoverano fra le liste dei dittatori contemporanei numerosi presidenti degli stati centro e sud americani del XX secolo, che hanno mantenuto il governo mediante l'eliminazione dei nemici politici e l'utilizzo delle Forze Armate e delle Forze dell'Ordine per il controllo della stampa, dell'istruzione, della cultura e della giustizia.

La seconda guerra del Golfo, il più importante conflitto combattuto negli anni a cavallo fra XX e XXI secolo, aveva l'obiettivo dichiarato della prevenzione del riarmo di un regime dittatoriale di Saddam Hussein in Iraq, colpevole della repressione di minoranze etniche e religiose.

Titoli utilizzati da alcuni dittatori[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dittatori scelsero dei titoli personali per essere indicati, come: Adolf Hitler che utilizzò il titolo di Führer, Benito Mussolini che utilizzò il titolo di Duce, Francisco Franco che utilizzò i titoli di Caudillo e di Generalissimo, Ion Antonescu e Nicolae Ceaușescu che utilizzarono il titolo di Conducător.

Indice della Democrazia[modifica | modifica wikitesto]

Il Democracy Index ("Indice della Democrazia") del 2020, redatto dall'Economist Intelligence Unit di The Economist, con l'aiuto di decine di esperti in materia. Il verde rappresenta gli Stati più democratici, il giallo i "regimi ibridi" o "regimi di transizione", il rosso gli Stati più autoritari. Molti di questi ultimi sono guidati da un uomo solo, o da un piccolo gruppo di persone, al comando.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b dittatóre², su Enciclopedia Treccani. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  2. ^ (EN) dictatorship, su Merriam-Webster. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  3. ^ (EN) dictator, su Merriam-Webster. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  4. ^ (EN) Kostadis Papaioannou, Jan Luiten vanZanden, The Dictator Effect: How long years in office affect economic development, in Journal of Institutional Economics, vol. 11, n. 1, 2015, pp. 111–139, DOI:10.1017/S1744137414000356. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  5. ^ (EN) Mancur Olson, Dictatorship, Democracy, and Development, in American Political Science Review, vol. 87, n. 3, 1993, pp. 567–576, DOI:10.2307/2938736. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  6. ^ (EN) Economist Intelligence Unit (a cura di), Democracy Index, in The Economist. URL consultato il 5 febbraio 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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