Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Dittatore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Dittatore è un termine che indica colui che esercita una dittatura e, più in generale, il capo di un governo assoluto e totalitario.[1] Tale figura è talvolta assimilata a quella del tiranno o del despota. Per giungere al potere un dittatore, o futuro tale, può servirsi della semplice propaganda, oppure di moti di piazza o persecuzioni, oppure di una rivoluzione attraverso un colpo di Stato (golpe o putsch nel linguaggio internazionale).

Il dictator[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Repubblica romana il dictator era un magistrato straordinario che, in tempi di eccezionale pericolo per la patria, era investito di pieni poteri politici e militari per un periodo non superiore a sei mesi, con garanzie particolari atte a impedire una perpetuazione dell'incarico. A questa accezione del termine fecero riferimento Giuseppe Garibaldi nel 1860 quando si proclamò Dittatore delle Due Sicilie e altri patrioti provvisoriamente alla guida di governi rivoluzionari[1].

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono gli esempi di personaggi storici che sono saliti al governo o vi sono rimasti mediante l'uso della forza. Partendo da Napoleone che, dopo la Rivoluzione Francese, convertì il governo dello stato in una dittatura imperiale, passando per Adolf Hitler, Benito Mussolini, Iosif Stalin, Mao Zedong, Kim Il-sung, Kim Jong-il, Kim Jong-un, Francisco Franco, Nicolae Ceaușescu, Mátyás Rákosi, János Kádár, Wojciech Jaruzelski, Ferdinand Marcos, Leopoldo Galtieri, Jorge Rafael Videla, Pol Pot, Idi Amin Dada e Salazar Augusto Pinochet, si annoverano fra le liste dei dittatori contemporanei numerosi presidenti degli stati centro e sud americani del XX secolo, che hanno mantenuto il governo mediante l'eliminazione dei nemici politici e l'utilizzo dell'esercito per il controllo della stampa, dell'istruzione, della cultura e della giustizia. La seconda guerra del Golfo, il più importante conflitto combattuto negli anni a cavallo fra XX e XXI secolo, aveva l'obiettivo dichiarato della prevenzione del riarmo di un regime dittatoriale di Saddam Hussein in Iraq, colpevole della repressione di minoranze etniche e religiose.

Da notare che non sempre la repressione di minoranze etniche o la soppressione delle libertà democratiche provoca un intervento internazionale. Ad esempio non sono stati effettuati interventi contro il Cile di Pinochet, la Birmania, il Pakistan, la dittatura di Fulgencio Batista e di Fidel Castro a Cuba, la Bolivia di Banzer e di Barrientos, la Grecia "dei colonnelli", le dittature in Paraguay di Stroessner, contro le Filippine di Marcos, la Romania di Nicolae Ceaușescu, o contro altri regimi comunisti dell'Europa dell'Est. La forza è stata invece utilizzata nell'Invasione statunitense di Panama del 1989.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dal dizionario on-line della lingua italiana Treccani

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]