Salman Rushdie

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ahmed Salman Rushdie

Ahmed Salman Rushdie, /sælˈmɑːn ˈrʊʃdi/ (Bombay, 19 giugno 1947), è uno scrittore, saggista e attore indiano naturalizzato britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.

Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita reale, è stato descritto come collegato al realismo magico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Rushdie nasce a Bombay il 19 giugno 1947 da una benestante famiglia dardica di fede islamica. Rushdie ha frequentato il King's College di Cambridge. Nel 1999 si è sottoposto ad un intervento chirurgico alle palpebre per curare un disturbo congenito ai tendini rattrappiti, che ne rendevano difficoltosa l'apertura, col rischio della perdita della vista. Nel 2004, Rushdie si è sposato per la quarta volta, questa volta con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale però si è separato nel 2007.

Il caso de I versi satanici[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988 scrisse I versi satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici.

La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di Khomeini che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime khomeinista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione.

Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu però ucciso da emissari del regime iraniano[1][2], mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito[2]. Ferito fu anche l'editore norvegese del libro.[3]

La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto "la condanna a morte dell'Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l'islam e non è semplicemente una condanna a morte"[4].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Il primo testo in assoluto scritto da Rushdie fu, a 12 anni, un racconto ispirato al film "Il Mago di Oz" (che il futuro scrittore aveva appena visto in un cinema di Bombay): intitolato infatti "Over the Rainbow", fu battuto a macchina su carta velina dalla segretaria del padre, e successivamente smarrito in uno dei traslochi di famiglia, né più ritrovato (papà Rushdie, prima di morire, fece sapere di averne ritrovata una copia in un vecchio schedario ma non la mostrò mai ad alcuno, tantomeno al figlio, il quale tuttora sospetta non fosse stato rinvenuto alcunché, bensì che il genitore gli abbia voluto fare l'ennesimo, ultimo dispetto). La vera e propria carriera di scrittore di Rushdie comincia piuttosto con Grimus, una fiaba fantastica, in parte fantascientifica, che venne ignorata dal pubblico e dai critici.

Il suo romanzo successivo, I figli della mezzanotte, invece, lo catapultò nella fama letteraria ed è considerato il suo miglior lavoro fino ad ora. Inoltre influì in modo significativo sul corso che la scrittura Indiana in Inglese avrebbe avuto nella decade successiva. Per quest'opera fu in seguito premiato con il premio "Booker of Bookers" nel 1993; in seguito è stata selezionato come miglior romanzo a cui sia stato assegnato il Premio Booker nei suoi primi 25 anni. Nel 2008 I figli della mezzanotte è stato insignito del premio "Best of the Booker", miglior vincitore del premio Booker nei suoi primi 40 di vita. Questo fu visto in India come un attacco alla dinastia Nehru-Gandhi e Rushdie fu costretto a lasciare l'India per le minacce.

Il successo delle reazioni che incitavano violenza nei confronti delle sue opere produsse molta pubblicità e libri venduti; una formula che ripeté nuovamente. Dopo il successo di I figli della mezzanotte, Rushdie scrisse La vergogna, in cui delinea i tumulti politici in Pakistan basando i suoi personaggi su Zulfikar Ali Bhutto ed il Generale Muhammad Zia-ul-Haq. Entrambi questi lavori sono caratterizzati da, oltre allo stile del realismo magico, l'occhio dell'immigrante del quale Rushdie è così conscio.

Rushdie è molto influenzato anche dalla letteratura moderna. I figli della mezzanotte prende in prestito temi dal romanzo Il tamburo di latta di Günter Grass, che Rushdie sostiene lo abbia ispirato a diventare uno scrittore. I versi satanici è chiaramente influenzato dal classico romanzo russo Il maestro e Margherita di Mikhail Bulgakov.

India e Pakistan furono i temi, rispettivamente di I figli della mezzanotte e La vergogna. Nei suoi lavori successivi, Rushdie rovesciò il mondo occidentale con L'ultimo sospiro del Moro, che esplora i collegamenti commerciali e culturali tra India e Penisola iberica.

Rushdie pubblica successivamente La terra sotto i suoi piedi, romanzo che rivisita in chiave moderna, attraverso Bombay, Inghilterra, Usa, il mito di Orfeo ed Euridice nelle due popstar Vina e Ormus. Tema principale del libro è quindi lo stretto rapporto di interdipendenza che esiste tra amore, morte e musica. Dal libro sono stati tratti i versi della canzone del gruppo rock irlandese degli U2 The Ground Beneath Her Feet, brano utilizzato poi nella colonna sonora del film The Million Dollar Hotel di Wim Wenders del 2000.

Ha anche scritto e pubblicato un libro per bambini, Harun e il mar delle storie, vincitore del Writer's Guild Award. Ha inoltre pubblicato varie opere di saggistica (non-fiction), come The Jaguar Smile, Imaginary Homelands, The Wizard of Oz e, in qualità di co-curatore, The Vintage Book of Indian Writing. È anche autore di una raccolta di storie brevi intitolata East, West.

Rushdie ha ricevuto molti altri premi per le sue opere, incluso l'European Union's Aristeion Prize for Literature e nel 1989 il Germany's Author of the Year Award. È anche membro della Royal Society of Literature e Commandeur des Arts et des Lettres dal 1999. Rushdie è presidente del PEN American Center e Honorary Professor in Humanities al MIT. I suoi libri sono stati tradotti in trenta lingue.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

La bibliografia riporta il titolo italiano e quello originale, tra parentesi, con la data di prima pubblicazione. A seguito l'eventuale editore italiano e l'anno di pubblicazione.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ma l' Islam vuole morto Rushdie in archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 10 settembre 2011.
  2. ^ a b Tradusse 'VERSETTI SATANICI' un iraniano lo accoltella in la Repubblica, 4 luglio 1991. URL consultato l'11 agosto 2009.
  3. ^ Oslo, ferito un editore Ha pubblicato Rushdie in Corriere della Sera, 12 ottobre 1993. URL consultato l'11 agosto 2009.
  4. ^ Fatwa: Iran: Il regime dei mullah conferma la condanna a morte contro Rushdie in Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. URL consultato il 24 febbraio 2008.
  5. ^ Enrico Deregibus, Francesco De Gregori. Quello che non so, lo so cantare

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Controllo di autorità VIAF: 29540187 LCCN: n80146294