Daniel Kehlmann

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Daniel Kehlmann

Daniel Kehlmann (Monaco di Baviera, 13 gennaio 1975) è uno scrittore con doppia nazionalità tedesca-austriaca[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureato in filosofia a Vienna dove risiede attualmente.

È autore di alcuni romanzi che sono stati tradotti in decine di lingue. Ha avuto successo soprattutto con il libro La misura del mondo (tedesco: Die Vermessung der Welt, ed. Rowohlt, 2005; trad. italiana: Feltrinelli, 2006), una storia immaginaria, di ambientazione ottocentesca, che ha per protagonisti Carl Friedrich Gauss e Alexander von Humboldt. Il genere è la fiction a tematica filosofica. I suoi libri hanno generalmente ricevuto apprezzamenti dalla stampa tedesca (per esempio da parte del noto critico Marcel Reich Ranicki).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Beerholms Vorstellung (1997).
  • Sotto il sole (Unter der Sonne, 1998), traduzione di Elisabetta Dal Bello, Voland, 2008, ISBN 9788888700939.
  • Il tempo di Mahler (Mahlers Zeit, 1999), traduzione di Elisabetta Dal Bello, Voland, 2012, ISBN 9788862431224.
  • Der fernste Ort (2001).
  • Io e Kaminski (Ich und Kaminski, 2003), traduzione di Monica Pesetti, Voland, 2006, ISBN 9788888700571.
  • La misura del mondo (Die Vermessung der Welt, 2005), traduzione di Paola Olivieri, Feltrinelli, 2006, ISBN 9788807017025.
  • Requiem für einen Hund (2008).
  • Leo Richters Porträt (2009).
  • Fama. Romanzo in nove storie (Ruhm. Ein Roman in neun Geschichten, 2009), traduzione di Paola Olivieri, Feltrinelli, 2010, ISBN 9788807018077.
  • Lob: Über Literatur (2010).
  • I fratelli Friedland (F., 2013), traduzione di Claudio Groff, Feltrinelli 2015, ISBN 9788807031427.
  • Te ne dovevi andare (Du hättest gehen sollen, 2016)), traduzione di Monica Pesetti, Feltrinelli, 2022, ISBN 9788807034879.
  • Tyll. Il re, il cuoco e il buffone (Tyll, 2017), traduzione di Monica Pesetti, Feltrinelli, 2019, ISBN 9788807033384.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Intervista con Daniel Kehlmann, su tagesspiegel.de (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2008).

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