Anna Seghers

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« Sentimmo tutti quanto profondamente e tremendamente le forze esteriori possono penetrare nell'uomo fin nell'intimo, ma sentimmo anche che nell'intimo esiste qualcosa di inafferrabile e di invulnerabile. »
(Anna Seghers, La settima croce, 1942)
Anna Seghers

Anna Seghers, pseudonimo di Netty Reiling (Magonza, 19 novembre 1900Berlino Est, 1º giugno 1983), è stata una scrittrice tedesca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studia all'Università di Heidelberg dove si laurea nel 1924 con una tesi in Storia dell'arte, dedicata alla figura dell'ebreo e dell'ebraismo nell'opera di Rembrandt. L'anno successivo sposò lo scrittore ungherese László Radványi.

Dal 1928 fu iscritta al KPD; adotta come pseudonimo il cognome di un incisore olandese del Seicento, col quale esordisce pubblicando il primo romanzo: La rivolta dei pescatori di Santa Barbara, storia di uno dei primi scioperi di pescatori poveri del Mare del Nord, un capolavoro dove nei crudi chiaroscuri e nel montaggio di un testo volutamente realista, affiorano gli esiti della sua educazione segnata dall'espressionismo letterario e cinematografico[1].

Arrestata nel 1933, ripara esule in Francia; nel 1935 prende parte al congresso antifascista dell'AEAR per la difesa della cultura al Palais de la Mutualitè; nel 1937, durante la guerra civile spagnola, tenne un comizio antifranchista a Madrid; arriva in Messico nel 1941 dove redige il trittico che le assicura la fama: La Settima croce; Transit o Visto di transito nel 1944; il racconto lungo La gita delle ragazze morte nel 1946.

Tornò in patria nel 1947 stabilendosi nella Repubblica Democratica Tedesca. Qui ricoprirà un ruolo da Pasionaria all'interno della nomenklatura comunista, omaggiata di un Premio Stalin nel 1951. Dal 1952 al 1978 è stata presidentessa dell'Unione degli scrittori della Repubblica Democratica Tedesca, firmando mattoni illeggibili e pronunciamenti dogmatici; nel 1976 Seghers è pubblica accusatrice di Wolf Biermann, poeta e chansonnier cacciato dalla Germania Orientale perché tacciato di essere "canaglia anticomunista ed eretico vitando".

Muore a Berlino Est il 1º giugno 1983.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Raffaeli, Seghers. La Germania hitleriana, nel romanzo 'bocciato' dall'amico Lukáks. Torna, da Superbeat, «La Settima croce», Alias Domenica, Il Manifesto, 3 aprile 2016

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Anna Seghers a Berlino
  • La rivolta dei pescatori di Santa Barbara (Der Aufstand der Fischer von St.Barbara, 1928)
  • La via di febbraio (Der Weg durch den Februar, 1935)
  • Visto di transito (Transit, 1948)
  • I morti non invecchiano (Die Toten bleiben jung, 1949, ed. 2011 traduzione di Davide Rossi e Federico Brambilla)
  • La decisione (Die Entscheidung, 1959)
  • La forza dei deboli (Die Kraft der Schwachen, 1966).
  • La settima croce (Das siebte Kreuz, 1942)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Premio Lenin per la Pace - nastrino per uniforme ordinaria Premio Lenin per la Pace
— Mosca, 1951

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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