Heimito von Doderer

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Heimito von Doderer

Heimito von Doderer (Hadersdorf-Weidlingau, 5 settembre 1896Vienna, 23 dicembre 1966) è stato uno scrittore austriaco.

I suoi romanzi, come La scalinata (1951) e Demoni (pubblicato nel 1956 dopo una gestazione trentennale), presentano contemporaneamente un panorama storico e un'analisi spettrale della società austroungarica in declino, e mostrano come la profonda realtà di un destino personale o nazionale si possa manifestare in avvenimenti discontinui e apparentemente insignificanti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Lapide a Heimito von Doderer

Heimito von Doderer nacque a Weidlingau, che dal 1938 fa parte del 14° distretto di Vienna, in una casetta forestale dove la sua famiglia alloggiava mentre il padre, l'architetto e ingegnere Wilhelm Carl (Gustav), Ritter von Doderer (1854, Klosterbruck, Znaim - 1932, Vienna) lavorava alla regolazione del fiume Wien. La casetta non è stata conservata, oggi un monumento commemorativo ne segna il luogo. Wilhelm Carl Doderer lavorò anche alla costruzione della ferrovia dei Tauri, del canale di Kiel e della rete di trasporto pubblico Wiener Stadtbahn. Anche suo fratello Richard (1876-1955) e suo padre Carl Wilhelm (Christian) Ritter von Doderer (1825, Heilbronn - 1900, Vienna; nobilitato nel 1877) furono noti architetti e industriali. La moglie di Carl Wilhelm, Maria von Greisinger (1835-1914), era imparentata con il poeta austriaco Nikolaus Lenau.

Anche la madre di Doderer, la moglie di Wilhelm Carl, Louise Wilhelmine "Willy" von Hügel (1862-1946), era figlia dell'affermato imprenditore edile tedesco Heinrich von Hügel (1828-1899), che aveva lavorato con il suo futuro marito a diversi progetti ferroviari. Sua sorella Charlotte aveva sposato Max Freiherr von Ferstel (1859, Vienna - 1936, Vienna), figlio di Heinrich von Ferstel, architetto della Chiesa Votiva di Vienna (Votivkirche). Max von Ferstel aveva progettato la casa della famiglia Doderer nel quartiere viennese di Landstraße.

Fino alla prima guerra mondiale, la famiglia Doderer era una delle più ricche dinastie industriali della monarchia austro-ungarica. Heimito era il più giovane di sei figli. Il suo nome insolito era una grafia fonetica tedesca del nome spagnolo Jaimito, un diminutivo di Jaime (Giacomo). Poiché Luisa Guglielmina era protestante, anche i suoi figli furono battezzati con rito evangelico, sebbene fossero cresciuti in un ambiente prevalentemente cattolico.

Opere pubblicate in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Le finestre illuminate ovvero come il consigliere Julius Zihal divenne uomo, traduzione di Clara Bovero, Torino, Einaudi, 1961. - Collana I Nuovi Coralli, Einaudi, 1978.
  • La scalinata (Die Strudlhofstiege oder Melzer und die Tiefe der Jahre), traduzione di Ervino Pocar, introd. di Margaret Contini, Torino, Einaudi, 1964.
  • I demoni. Dalla cronaca del caposezione Geyrenhoff, trad. Clara Bovero, Anita Rho, Laura Mancinelli, introd. e nota bio-bibliografica di Anton Reininger, Collana Gli Struzzi 199, Torino, Einaudi, 1979.
  • L'occasione di uccidere (Ein Mord den jeder begeht), traduzione di Aldo Busi, con una nota di Claudio Magris, Milano, Garzanti, 1983.
  • Divertimenti e variazioni, traduzione di Angela Di Donna, Milano, SE, 1999.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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