La settima croce

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La settima croce
La settima croce.png
Titolo originale The Seventh Cross
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1944
Durata 110 min
Dati tecnici B/N
rapporto: 1,37 : 1
Genere drammatico, guerra
Regia Fred Zinnemann Andrew Marton (regista 2a unità, non accreditato)
Soggetto dal romanzo di Anna Seghers
Sceneggiatura Helen Deutsch
Produttore Pandro S. Berman Edwin H. Knopf (non accreditato)
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer (MGM)
Fotografia Karl Freund
Montaggio Thomas Richards
Musiche Roy Webb
Scenografia Cedric Gibbons, Leonid Vasian Edwin B. Willis (arredatore)
Costumi Irene (supervisore)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La settima croce (The Seventh Cross) è un film drammatico del 1944 diretto da Fred Zinnemann. Si ispira al romanzo omonimo di Anna Seghers ed è uno dei primi film ad affrontare il tema dei campi di concentramento nazisti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Germania 1936. Sette tedeschi antifascisti sono fuggiti nottetempo dal campo di concentramento nazista di Westhofen, vicino a Worms. Ognuno di loro rappresenta una categoria sociale della società tedesca: uno scrittore, un artista di circo, un maestro di scuola, un contadino, un ebreo garzone di bottega, e due attivisti politici, George Heisler e il suo mentore - oltre che leader del gruppo di fuggiaschi - Wallau. Le guardie carcerarie del campo li inseguono, li catturano e li crocifiggono a sette alberi. Solo uno di loro riuscirà a scappare fortunosamente alla cattiva sorte: è George, ora spiritualmente inaridito e reso insensibile dalle brutalità della prigionia.

Il primo ad esser ricatturato è Wallau, che muore senza che gli vengano estorte informazioni sui compagni, e da allora voce narrante del film. Braccato, ferito, indebolito, George vaga per le campagne cercando di raggiungere la città natale di Meinz, dove vive la sua ex ragazza, Leni, che gli aveva promesso di aspettarlo ma la trova ormai sposata ad un altro e per nulla disposta ad aiutarlo.

E' quindi costretto a rivolgersi a madam Marelli, su indicazioni del circense, che lo aiuta con cibo e denaro e in seguito viene aiutato anche da Paul, un vecchio amico, che rischia la sua vita e quella della sua famiglia per lui.

Finalmente ottiene rifugio in una locanda dove lavora anche la cameriera Toni, grazie alla quale riacquista la fede nell'umanità.

Il film si chiude con George in procinto di salire a bordo di una nave "forse diretta in Olanda" e una breve inquadratura sulla settima croce vuota.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) (controlled by Loew's Incorporated). A causa delle norme in vigore alcuni elementi furono modificati o censurati: sia l'autrice del romanzo che il protagonista sono comunisti ma nel film non si precisa mai il partito al quale appartiene George. Sempre il protagonista nel libro è sposato ma nel film risulta libero per non farlo apparire come un adultero. La pubblicità infatti puntava molto sull'aspetto romantico della storia.

Molti piccoli ruoli furono affidati a persone in fuga dalla Germania Nazista, tra questi figura anche Helene Weigel, la moglie di Bertold Brecht.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), uscì nelle sale cinematografiche USA il 24 luglio 1944. Grazie alla distribuzione internazionale il film registrò un profitto di circa 1 milione di dollari.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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