Stefan Zweig

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(DE)

« Ich mußte wehrloser, machtloser Zeuge sein des unvorstellbaren Rückfalls der Menschheit in längst vergessen gemeinte Barbarei mit ihrem bewußten und programmatischen Dogma der Antihumanität. »

(IT)

« Inerme e impotente, dovetti essere testimone della inconcepibile ricaduta dell'umanità in una barbarie che si riteneva da tempo obliata e che risorgeva invece col suo potente e programmatico dogma dell'anti-umanità. »

(Stefan Zweig, "Prefazione", Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo; in questo brano Zweig descrive il proprio sconforto per lo scoppio della grande guerra nel 1914[1])
Stefan Zweig nel 1912 circa

Stefan Zweig (Vienna, 28 novembre 1881Petrópolis, 23 febbraio 1942) è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, biografo e poeta austriaco naturalizzato britannico.

Firma di Stefan Zweig

All'apice della sua carriera letteraria, tra gli anni venti e trenta del XX secolo è stato mediatore fra le nazioni[senza fonte], animato da sentimenti pacifisti e umanisti, è noto come autore di novelle e biografie. Politicamente era internazionalista, cosmopolita ed europeista, e come ebreo laico, considerava[2] il sionismo nazionalista di Theodor Herzl un'idea errata, propugnando una pacifica assimilazione degli ebrei.[3][4] Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l'Europa dopo l'avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Zweig (in piedi) e suo fratello Alfred (Vienna, 1900)

Stefan Zweig nacque a Vienna, al secolo capitale dell'Impero austro-ungarico, il 28 novembre del 1881 da un'agiata famiglia ebraica, secondogenito dei due figli dell'industriale Moritz Zweig (1845-1926) e della sua consorte Ida Brettauer (1854-1938), nata ad Ancona, in Italia, da una famiglia di banchieri originari di Hohenems, dov'erano proprietari di una banca.[5] La sua gioventù fu influenzata dalla sicurezza economica della famiglia e dal clima artistico e intellettuale della Vienna di fine Ottocento, molto più che dalla scuola, che trovava monotona. Come la maggior parte dei suoi coetanei si interessava poco dei problemi politici e sociali coevi.

Nel 1900 iniziò gli studi di filosofia all'Università di Vienna, che continuò dal 1902 a Berlino, in Germania. Si laureò nel 1904 con una tesi sulla filosofia di Hippolyte Taine. Finiti gli studi, con l'appoggio dei genitori fece diversi viaggi, conoscendo l'Europa e diventando a sua detta "a poco a poco europeo". Si fermò per lunghi periodi a Parigi e a Londra, ed ebbe occasione di incontrare Émile Verhaeren, Georges Duhamel, Auguste Rodin e Hermann Hesse.

Tra il 1908 e il 1909 fece un viaggio in Asia, seguito da uno in America nel 1911. Tornato in Europa, fece amicizia con Romain Rolland e conobbe Friderike Maria von Winternitz, infelicemente coniugata, con la quale si sposò nel 1920. All'inizio della prima guerra mondiale ritornò a Vienna dal Belgio, dov'era stato con Verhaeren. Dal 1917 fino alla fine della guerra passò la maggior parte del tempo in Svizzera, in particolare a Zurigo e a Ginevra, dove tenne contatti con Hesse, James Joyce e Ferruccio Busoni.

Gli anni a Salisburgo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra, in cui non combatté ma che considerò un trauma perché dissolse l'Europa in cui era cresciuto e vissuto, tornò in Austria e si stabilì a Salisburgo insieme alla moglie. Ebbe inizio il suo grande successo come scrittore: divenne l'autore più tradotto nel mondo della sua epoca. Il successo non cancellò la grande sfiducia di Zweig verso sé stesso come autore. Viaggiò molto e rimase impressionato dal suo viaggio nella Russia sovietica in occasione del centenario di Lev Tolstoj nel 1928, in cui incontrò Maksim Gorkij per la prima volta. Ripetutamente soggiornò in Italia e in Francia, incontrando nuovamente Gorkij a Sorrento e Joseph Roth a Cap d'Antibes.

La sua situazione finanziaria gli consentì di ampliare la collezione di manoscritti originali, acquistando scritti autografi di Wolfgang Amadeus Mozart, Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Johann Wolfgang von Goethe e Honoré de Balzac.

Esilio[modifica | modifica wikitesto]

Ultima residenza di Zweig in Brasile

Nel 1933 le opere di Zweig furono bruciate dai nazisti. Zweig fu fiero di condividere questa sorte con celebrità come Thomas e Heinrich Mann, Franz Werfel, Sigmund Freud e Albert Einstein. Nel 1934 lasciò l'Austria per raggiungere Londra senza la sua famiglia. Nel 1938, dopo l'annessione dell'Austria al Terzo Reich, chiese e ottenne la cittadinanza britannica. Nello stesso anno divorziò dalla moglie Friderike e nel 1939 sposò la giovane segretaria Lotte Altmann (1908-1942), con la quale l'anno dopo andò ad abitare a New York, ben sapendo che non avrebbe più rivisto l'Europa. Nel 1941 si spostò a Petrópolis, in Brasile, dove si suicidò, con un'overdose di barbiturici (Veronal), insieme alla sua seconda moglie il 23 febbraio 1942:

« Abbiamo deciso, uniti nell'amore, di non lasciarci mai »

(Dalla lettera ad Alfred Altmann, 22 febbraio 1942)

Soffriva di crisi depressive dovute all'esilio e alla sua mancanza di speranza per il futuro dell'Europa, dominata da violenza e autoritarismo.[6] I corpi dei coniugi Zweig furono ritrovati vestiti sul letto. Alcune incongruenze fecero inizialmente pensare all'omicidio per mano di simpatizzanti o agenti segreti della Germania nazista che lo riteneva "l'intellettuale ebreo più pericoloso", ma in seguito si accettò la versione ufficiale.[7]

Accanto un biglietto d'addio intitolato Declaraçao ("Dichiarazione" in portoghese) che recitava:

« Saluto tutti i miei amici! Che dopo questa lunga notte possano vedere l'alba! Io che sono troppo impaziente, li precedo. (...) Penso sia meglio concludere in tempo e in piedi una vita in cui il lavoro intellettuale significava la più pura gioia e la libertà personale il bene più alto sulla Terra.[8] »

La sua produzione[modifica | modifica wikitesto]

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'arco della quarantennale eclettica attività letteraria di Zweig si riscontra continuativamente il segno della scuola della Jungwien, il cui classicismo si esprime nella correttezza e precisione del linguaggio, nell'esposizione brillante e scorrevole, non priva di punte poetiche.

Prime opere[modifica | modifica wikitesto]

Zweig scrisse le sue prime poesie, influenzate da Hugo von Hofmannsthal e Rainer Maria Rilke, mentre frequentava ancora il liceo. Nel 1901 venne pubblicato il primo volume di poesie col titolo Silberne Saiten (Corde d'argento). Ottenne notorietà per la prima volta con alcuni articoli, novelle e saggi pubblicati sul giornale Neue Freie Presse di Vienna.

Copia di Amok (1922), libro di Zweig sopravvissuto ad un rogo di libri nazista.

Negli anni seguenti pubblicò racconti, drammi, biografie e traduzioni di poesie e novelle di autori francesi, soprattutto di Paul Verlaine, e poi anche dei belgi Émile Verhaeren, sul quale più tardi scrisse una monografia, e Camille Lemonnier.

Una prima raccolta di quattro novelle venne pubblicata nel 1904 con il titolo Die Liebe der Erika Ewald (L'amore di Erika Ewald), seguita da un'altra raccolta di poesie nel 1906, Die frühen Kränze, e nell'anno dopo dal dramma Tersites.

Nel periodo immediatamente precedente lo scoppio della prima guerra mondiale vennero rappresentati per la prima volta i drammi Der verwandelte Komödiant e Das Haus am Meer, e vennero pubblicate le novelle Mondscheingasse e Brennendes Geheimnis (Un bruciante segreto).

Influenzato dall'esperienza di guerra scrisse il dramma Jeremias, finito nel 1917, che considerava la sua opera più personale. Si tratta di una tragedia, che non è in prima linea pacifista, ma in cui mostra la "superiorità morale del vinto". Il tema biblico significava per lui anche una riscoperta delle sue radici ebraiche.

Dopo la guerra venne pubblicata la raccolta di biografie Drei Meister (Balzac, Dickens, Dostoevskij), oltre a racconti e testi biografici fra l'altro su Romain Rolland e Frans Masereel. Nel 1925 seguì Der Kampf mit dem Dämon (Hölderlin, Kleist, Nietzsche) (La lotta col demone -Hölderlin, Kleist, Nietzsche). È invece del 1926 l'adattamento teatrale del romanzo Volpone di Ben Jonson, dal quale fu tratto il film L'avventuriero di Venezia (Volpone, 1941).

Il grande successo di Zweig come autore ebbe inizio con la pubblicazione delle novelle Amok e Brief einer Unbekannten del 1922, e della raccolta di novelle Verwirrung der Gefühle (Sovvertimento dei sensi) nel 1927. Nello stesso anno la raccolta di miniature storiche Sternstunden der Menschheit. Vierzehn historische Miniaturen[9] (Momenti fatali. Quattordici miniature storiche) raggiunse una tiratura di 250.000 esemplari. Nel 1928 venne pubblicata la collezione di biografie Dichter ihres Lebens (Casanova, Stendhal, Tolstoj).

Le grandi biografie[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima grande biografia fu Joseph Fouché. Bildnis eines politischen Menschen (Fouché. Ritratto di un uomo politico), pubblicata nel 1929, studio di carattere e quadro preciso dell'epoca napoleonica, inteso anche come ammonimento per il presente. Nello stesso anno Zweig scrisse la tragicommedia Das Lamm des Armen, anch'essa ambientata nell'era napoleonica.

Seguì poi la raccolta Die Heilung durch den Geist con biografie di Anton Mesmer, Mary Baker Eddy e Sigmund Freud, particolarmente ammirato da Zweig. Contemporaneamente iniziò il lavoro al libretto Die schweigsame Frau insieme a Richard Strauss.

La seconda grande biografia Marie Antoinette. Bildnis eines mittleren Charakters (Maria Antonietta - Una vita involontariamente eroica), pubblicata nel 1932, fu il maggiore successo letterario di Zweig. La successiva grande biografia, Triumph und Tragik des Erasmus von Rotterdam, venne pubblicata nel 1934, seguita l'anno successivo da Maria Stuart (Maria Stuarda), scritta a Londra.

Nel 1936 venne pubblicato Castellio gegen Calvin oder Ein Gewissen gegen die Gewalt, in cui il poco conosciuto umanista Sebastian Castellio rappresenta un'immagine ideale dell'autore stesso, mentre il riformatore Giovanni Calvino ha i chiari tratti di Adolf Hitler. Il libro venne bene accolto da autori antifascisti come Lion Feuchtwanger, ma molto criticato in particolare in Svizzera, perché non rende giustizia al personaggio di Calvino. Nel 1938 seguì Magellan. Der Mann und seine Tat (Magellano).

L'unico romanzo di Zweig, Ungeduld des Herzens (L'impazienza del cuore), venne pubblicato nel 1939.

Nel 1982 esce postumo in Germania Estasi di libertà, assemblando una prima parte ad una seconda scritta a distanza di anni e mai rivista dall'autore (Rausch der Varwandlung il titolo scelto dall'editore tedesco dell'82, Postfrauleingeschichte il titolo pensato provvisoriamente da Zweig[10]).

A Petrópolis scrisse Amerigo. Geschichte eines historischen Irrtums e la famosa Novella degli scacchi (Schachnovelle).

L'autobiografia[modifica | modifica wikitesto]

« Ho conosciuto il grado e la forma più alta della libertà individuale, per vederla poi al più basso livello cui sia scesa da secoli; sono stato festeggiato e perseguitato, libero e legato, ricco e povero. »

(Stefan Zweig)

L'autobiografia di Zweig, Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo, completata nel 1941, parte offrendo impressioni di vita viennese e mitteleuropea dagli anni del liceo, nel decennio anteriore alla prima guerra mondiale, descrivendo l'integrazione della cultura di origine ebraica nella società asburgica e il multiculturalismo di quest'ultima.

Il libro, che si sofferma più sugli eventi sociali e culturali dell'epoca che sui ricordi personali della sua vita privata, segnala senza indulgenze i difetti e le contraddizioni della società della Belle epoque (povertà di gran parte della popolazione europea, stato di minorità delle donne, ipocrisia sessuale ma contemporanea diffusione della prostituzione, ecc.), ma anche il crollo della mitologia del progresso indefinito, che animava la fine di secolo e che mostrò la corda nel carnaio della Grande guerra.

Zweig descrive i contatti tentati durante il primo conflitto mondiale con ambienti culturali lungo i due lati del campo di battaglia, allo scopo di mantenere una koiné che prescindesse dalla guerra. I titolo di molti capitoli (Eros matutinus, Universitas vitae) evocano una cultura umanista che riemerge - assai intaccata - dalla Grande guerra, in una serie di circoli letterari che saranno le prime vittime dell'insorgente dittatura nazista.

Zweig termina la narrazione esattamente il 1º settembre 1939, data dell'attacco della Germania nazista alla Polonia e inizio della seconda guerra mondiale, che l'autore apprese lungo i giardini del Royal Crescent di Bath. Per Zweig l'evento rappresentava la realizzazione delle sue peggiori paure e la fine di tutte le sue speranze.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Silberne Saiten (1901, poesie)
  • Der Stern über dem Walde, 1903 (La stella sul bosco, trad. di Loredana De Campi in Voci d'amore, Milano: Rizzoli, 1963; poi in Due amori, Passigli, Firenze, 2015 insieme a L'amore di Erika Ewald)
  • Die Philosophie des Hippolyte Taine, 1904, tesi di laurea su Hippolyte Taine
  • Die Liebe der Erika Ewald, 1904 (L'amore di Erika Ewald, trad. di Loredana De Campi, in Voci d'amore, Milano: Rizzoli, 1963; L' amore di Erika Ewald, Passigli, Firenze, 1994; ora in Due amori, Passigli, Firenze, 2015 insieme a La stella sul bosco) novella
  • Die frühen Kränze (1906, poesie)
  • Tersites. Ein Trauerspiel (1907, teatro)
  • Emile Verhaeren (1910, saggio sul poeta)
  • Brennendes Geheimnis, novella, 1911
    trad. di Anna Dal Collo: Bruciante segreto, SugarCo, 1982; Passigli, 1988
    trad. di Emilio Picco: Bruciante segreto, Adelphi, 2007
  • Erstes Erlebnis. Vier Geschichten aus Kinderland, 1911 (Quattro storie della prima esperienza, trad. di Loredana De Campi, Milano: Rizzoli, 1963; con il titolo Storia nel crepuscolo, Firenze: Passigli, 1993; ora in Bruciante segreto : quattro storie dal paese dei bambini, Firenze : Passigli, 2013)
  • Geschichte eines Untergangs, 1912, racconto storico (Storia di una caduta, trad. di Ada Vigliani, Milano: Adelphi, 2010, insieme a Legittimo sospetto)
  • Das Haus am Meer (1912, teatro)
  • Der verwandelte Komödiant. Ein Spiel aus dem deutschen Rokoko (1913)
  • Die schlaflose Welt, articolo del 18 agosto 1914 (Il mondo senza sonno, trad. di Leonella Basiglini, Milano : Skira, 2014)
  • Jeremias (1917, teatro)
  • Erinnerungen an Emile Verhaeren (1917)
  • Das Herz Europas. Ein Besuch im Genfer Roten Kreuz (1918)
  • Der Zwang, racconto scritto nel 1918, pubblicato nel 1920 (L'obbligo, in Il mondo senza sonno, trad. di Leonella Basiglini, Milano : Skira, 2014)
  • Episode vom Genfer See, racconto scritto nel 1918, pubblicato nel 1929 (Episodio sul lago di Ginevra, in Il mondo senza sonno, trad. di Leonella Basiglini, Milano : Skira, 2014)
  • Legende eines Lebens (1919)
  • Fahrten. Landschaften und Städte (1919)
  • Drei Meister: Balzac, Dickens, Dostojewski, 1920, prima parte di Die Baumeister der Welt (Tre maestri. Balzac, Dickens, Dostojevskij, trad. di Berta Burgio Ahrens, Milano: Sperling & Kupfer, 1932).
  • Marceline Desbordes-Valmore, 1920 (Marceline Desbordes-Valmore : ritratto di una poetessa, trad. di Natascia Pennacchietti, Antonio Veneziani e Maria Borgese, Roma : Castelvecchi, 2013)
  • Angst, 1920, novella (con il titolo Angoscia, trad. di Luisa Coeta, Milano: SugarCo, 1991; con il titolo Paura, trad. di Ada Vigliani, Milano: Adelphi, 2011)
  • Romain Rolland. Der Mann und das Werk, 1921 (Romain Rolland: l'uomo e la sua opera, trad. di Ileana Gradante, Roma : Castelvecchi, 2014)
  • Phantastische Nacht, 1922, racconto (Notte fantastica, trad. di Barbara Griffini, a cura di Cinzia Romani, Milano: Frassinelli, 1992; Notte fantastica, trad. di Ada Vigliani, Milano: Adelphi, 2012)
  • Brief einer Unbekannten, 1922, novella (Lettera di una sconosciuta, trad. Berta Burgio Ahrens, Milano: Sperling & Kupfer, 1932; trad. di Emilio Picco, Luisa Coeta, Milano : Frassinelli, 1993; trad. di Ada Vigliani, Milano: Adelphi, 2009)
  • Amok. Novellen einer Leidenschaft, 1922, novella (Amok, trad. di Enrico Rocca, Milano: Sperling & Kupfer, 1930; trad. di Emilio Picco, Milano: Frassinelli, 1992; poi Milano: Adelphi, 2004)
  • Die Frau und die Landschaft (1922, racconto), trad. di Barbara Griffini, La donna e il paesaggio, Torino: Frassinelli, 1992; trad. di Ada Vigliani, in Notte fantastica, Milano: Adelphi, 2012 ISBN 978-88-459-2723-2
  • Die Augen des ewigen Bruders, 1922 (Gli occhi dell'eterno fratello, trad. di Anita Rho, Genova: Il melangolo, 1989; trad. di Nada Carli, Pordenone: Studio Tesi, 1994; trad. di Ada Vigliani, Milano: Adelphi, 2013)
  • Frans Masereel (1923, con Arthur Holitscher)
  • Die gesammelten Gedichte (1924, poesie)
  • Der Kampf mit dem Dämon: Hölderlin, Kleist, Nietzsche, 1925, seconda parte di Die Baumeister der Welt (La lotta col demone : Holderlin, Kleist, Nietzsche, trad. di Aldo Oberdorfer, Milano: Sperling & Kupfer, 1933)
  • Ben Johnson's »Volpone«. Eine lieblose Komödie in drei Akten. Frei bearbeitet von Stefan Zweig. Mit sechs Bildern nach Aubrey Beardsley (1926)
  • Abschied von Rilke (1927)
  • Verwirrung der Gefühle, novella, 1927
    trad. di Berta Burgio Ahrens: Sovvertimento dei sensi, Corbaccio, 1931; Dall'Oglio, 1946; Garzanti, 2015
    trad. di Vittoria Schweizer: Sovvertimento dei sensi, Passigli, 2014
  • Untergang eines Herzens, novella, 1927
    trad. di Berta Burgio Ahrens: Tramonto d'un cuore, Corbaccio, 1931; Tramonto di un cuore, Garzanti, 2015
  • Vierundzwanzig Stunden aus dem Leben einer Frau, novella, 1927
    trad. di Berta Burgio Ahrens: Ventiquattr'ore della vita di una donna, Corbaccio, 1931; Ventiquattr'ore nella vita di una donna, Garzanti, 2014
    trad. di Luisa Coeta: 24 ore nella vita di una donna, SugarCo, 1991; Donzelli, 2013
    trad. di Vittoria Schweizer: Ventiquattro ore nella vita di una donna, Passigli, 2013
  • Sternstunden der Menschheit (1927, miniature storiche), trad. di Donata Berra, Momenti fatali, Milano: Adelphi, 2009 ISBN 978-88-459-1998-5
  • Drei Dichter ihres Lebens: Casanova, Stendhal, Tolstoi (1928, saggi su Giacomo Casanova, Stendhal e Lev Tolstoj, terza parte di Die Baumeister der Welt), trad. di Enrico Rocca, Tre poeti della propria vita: Casanova, Stendhal, Tolstoi, Milano: Sperling & Kupfer, 1928
  • Ypres, articolo, 16 set 1928
    trad. di Leonella Basiglini: Ypres, in Il mondo senza sonno, Skira, 2014
  • Rahel rechtet mit Gott (1929)
  • Buchmendel (1929, racconto (con il titolo Mendel il bibliofilo, Milano : Sperling & Kupfer, 1938; con il titolo Mendel dei libri, trad. di Ada Vigliani, Milano: Adelphi, 2008)
  • Joseph Fouché. Bildnis eines politischen Menschen (1929, sul politico), trad. di Lavinia Mazzucchetti, Fouché: il genio tenebroso, Milano: Mondadori, 1930
  • Das Lamm des Armen (1929, teatro)
  • Die Heilung durch den Geist: Mesmer, Mary Baker Eddy, Freud (1931, saggio su Franz Anton Mesmer, Mary Baker Eddy e Sigmund Freud), trad. di Lavinia Mazzucchetti, L'anima che guarisce, Milano: Sperling & Kupfer, 1931; solo Sigmund Freud, prefazione di Italo Alighiero Chiusano, Roma: Lucarini, 1991; intero: Roma: e/o, 2005 ISBN 88-7641-662-5
  • Marie Antoinette. Bildnis eines mittleren Charakters (1932, biografia di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena), trad. di Lavinia Mazzucchetti, Maria Antonietta - Una vita involontariamente eroica, Milano: Mondadori, 1935
  • Triumph und Tragik des Erasmus von Rotterdam (1934, biografia di Erasmo da Rotterdam), trad. e introd. di Lavinia Mazzucchetti, Erasmo, coll. I quaderni della Medusa n. 3, Mondadori, Milano, 1935; coll. Biblioteca Moderna. Serie Moderna, Mondadori, Milano, 1950; Milano: Rusconi, 1994
  • Die schweigsame Frau, Komische Oper in drei Aufzügen (1935, libretto da Ben Jonson per Richard Strauss); trad. di Ottone Schanzer, La donna silenziosa (libretto d'opera)
  • Maria Stuart (1935, su Maria Stuarda), trad. di Lavinia Mazzucchetti, Maria Stuarda, Milano: Mondadori, 1935-46; trad. di Lorenza Pampaloni, Maria Stuarda: un'eroina tragica, Milano: Rusconi, 1997
  • Gesammelte Erzählungen (1936, 2 voll.: Die Kette e Kaleidoskop)
  • Castellio gegen Calvin oder. Ein Gewissen gegen die Gewalt (1936)
  • Der begrabene Leuchter (1937, novella); traduzione di Anita Rho, Il candelabro sepolto, Milano: Sperling & Kupfer, 1937; Milano: Skira, 2013, ISBN 978-88-572-1536-5
  • Begegnungen mit Menschen (1937)
  • Magellan. Der Mann und seine Tat (1938, biografia di Ferdinando Magellano), trad. di Lavinia Mazzucchetti, Magellano, Milano: Frassinelli, 1992
  • Ungeduld des Herzens (1939, romanzo), trad. di Lucia Paparella, Felicità proibita, Milano: Sperling & Kupfer, 1947; trad. di Umberto Gandini, L'impazienza del cuore, Milano: Frassinelli, 2004
  • Brasilien. Ein Land der Zukunft (1941), trad. di Mario Merlini, Brasile: terra dell'avvenire, Milano: Sperling and Kupfler, 1949
  • Schachnovelle, novella, 1941
    trad. di Lavinia Mazzucchetti: La novella degli scacchi, Sperling & Kupfer, 1947
    trad. di Simona Martini Vigezzi: Novella degli scacchi, Garzanti, 1982
    trad. di Maria Anna Massimello: La novella degli scacchi, BUR, 2013
    trad. di Rossella Rizzo: La novella degli scacchi, SE, 2013
    trad. di Enrico Gianni: Novella degli scacchi, Einaudi, 2013
    trad. di Silvia Montis: Novella degli scacchi, Newton & Compton, 2013
  • Zeit und Welt. Gesammelte Aufsätze und Vorträge 1904–1940 (1943), trad. di Emilio Picco, La patria comune del cuore, Milano: Frassinelli, 1993
  • Die Welt von Gestern. Erinnerungen eines Europäers, 1944 (Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo, trad. di Lavinia Mazzucchetti, Milano: Mondadori, I ed. 1945)
  • Amerigo. Die Geschichte eines historischen Irrtums (1944), trad. di Luisa Paparella, Amerigo, Milano: Mondadori, 1946; con introduzione di Andrea Di Consoli, Roma: Elliot, 2012
  • Legenden (1945)
  • Balzac. Roman seines Lebens (1946, a cura di Richard Friedenthal)
  • Briefwechsel mit Friderike Zweig 1912–1942 (1951)
  • Richard Strauss – Stefan Zweig. Briefwechsel (1957, a cura di Willi Schuh), trad. di Roberto Di Vanni, Vuole essere il mio Shakespeare?: lettere 1931-1936; Milano: Rosellina Archinto, 2009 (con Richard Strauss)
  • Europäisches Erbe (1960), trad. di Luisa Coeta, La Torre di Babele. L'eredità europea, Torino: Frassinelli, 1995
  • Fragment einer Novelle (1961, a cura di Erich Fitzenbauer)
  • Maxim Gorki/Stefan Zweig: Briefwechsel. Dokumente (1971, a cura di Kurt Böttcher)
  • Briefe an Freunde (1978, a cura di Richard Friedenthal)
  • Rausch der Verwandlung (1982, a cura di Knut Beck), trad. di Luciana Rotter, Estasi di libertà, Firenze: Barbès Editore, 2011
  • Verwirrung der Gefühle (1983)
  • The Correspondence of Stefan Zweig with Raoul Auernheimer and with Richard Beer-Hofmann' (1983, a cura di Donald G. Daviau e altri)
  • Das Lamm der Armen und andere Dramen (1984, a cura di Knut Beck)
  • Tagebücher (1984, diario, a cura di Knut Beck)
  • Stefan Zweig / Paul Zech. Briefe 1910–1942 (1984) (lettere con Paul Zech)
  • Briefwechsel mit Hermann Bahr, Sigmund Freud, Rainer Maria Rilke und Arthur Schnitzler (1987, a cura di Jeffrey B. Berlin e altri)
  • Briefwechsel mit Romain Rolland 1910–1940 (1987, 2 voll.)
  • Rainer Maria Rilke und Stefan Zweig in Briefen und Dokumenten (1987, a cura di Donald A. Prater), trad. Antonio Foggi, La coppa di silenzio: lettere 1906-1926, (con Rainer Maria Rilke), Milano: Rosellina Archinto, 1989
  • Clarissa. Ein Romanentwurf (1990, a cura di Knut Beck), trad. di Marco Zapparoli, Clarissa. Romanzo, Milano: Frassinelli, 1991
  • La resurrezione di Haendel e altri scritti musicali, trad. di Lorenza Venturi, Firenze: Passigli, 1994
  • Vielleicht führen wir zwei verschiedene Sprachen... – Zum Briefwechsel zwischen Joseph Roth und Stefan Zweig. Mit 21 bisher unveröffentlichten Briefen (1996, a cura di Matjaz Birk)
  • Alfons Petzold – Stefan Zweig: Briefwechsel (1998, a cura di David Turner)
  • Meisternovellen: Brennendes Geheimnis, Der Amokläufer, Brief einer Unbekannten, Die Frau und die Landschaft, Verwirrung der Gefühle, Vierundzwanzig Stunden aus dem Leben einer Frau, Episode am Genfer See, Die unsichtbare Sammlung, Schachnovelle (2001, raccolta)
  • Georges Duhamel – Stefan Zweig. Correspondance. L'anthologie oubliée de Leipzig (2001, a cura di Claudine Delphis)
  • Brennendes Geheimnis. Erzählungen: Brennendes Geheimnis, Scharlach, Brief einer Unbekannten, Praterfrühling, Zwei Einsame, Widerstand der Wirklichkeit, War er es? (Legittimo sospetto), Ein Mensch, den man nicht vergißt, Unvermutete Bekanntschaft mit einem Handwerk (2002, raccolta)
  • Ausgewählte Werke in vier Bänden (2003)
  • Adam Lux. Zehn Bilder aus dem Leben eines deutschen Revolutionärs. Mit Essays und Materialien (2005)
  • Lettere (4 voll. a cura di Knut Beck, Jeffrey B. Berlin e altri)
    • Briefe 1897–1914 (1995)
    • Briefe 1914–1919 (1998)
    • Briefe 1920–1931 (2000)
    • Briefe 1932–1942 (2005)
  • «Wenn einen Augenblick die Wolken weichen». Briefwechsel 1912–1942 (2006, a cura di Jeffrey B. Berlin e Gert Kerschbaumer)
  • Hermann Hesse und Stefan Zweig: Briefwechsel (2006, a cura di Volker Michels)
  • Opere scelte, a cura di Lavinia Mazzucchetti, 2 voll., Milano: Mondadori-Sperling & Kupfer, 1961[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In originale: "Vorwort“, Die Welt von Gestern. Erinnerungen eines Europäers; traduzione di Lavinia Mazzucchetti. Milano, Mondadori.
  2. ^ A differenza del fratello Alfred, sostenitore del movimento sionista
  3. ^ Elon, Amos (2002). The Pity of it All. New York: Metropolitan Books. p. 287., dove viene riportato il giudizio di Zweig sul volume Lo stato ebraico di Herzl, definito un "testo ottuso" e "senza senso".
  4. ^ L’ebreo orientale Roth e l’assimilato Zweig, esilio interiore per due
  5. ^ Stefan Zweig, Il mondo di ieri, trad. di Lavinia Mazzuchetti, Mondadori, p. 28
  6. ^ Time. March 2, 1942. Retrieved 2010-06-30. Died. Stefan Zweig, 60, Austrian-born novelist, biographer, essayist (Amok, Adepts in Self-Portraiture, Marie Antoinette), and his wife, Elizabeth; by poison; in Petropolis, Brazil. Born into a wealthy Jewish family in Vienna, Zweig turned from casual globe-trotting to literature after World War I, wrote prolifically, smoothly, successfully in many forms. His books banned by the Nazis, he fled to Britain in 1938 with the arrival of German troops, became a British subject in 1940, moved to the U.S. the same year, to Brazil the next. He was never outspoken against Nazism, believed artists and writers should be independent of politics. Friends in Brazil said he left a suicide note explaining that he was old, a man without a country, too weary to begin a new life. His last book: Brazil: Land of the Future.
  7. ^ Zweig, il nostalgico rivoluzionario
  8. ^ Volker Weidermann, L'estate dell'amicizia
  9. ^ Inizialmente il testo includeva dodici "miniature", mentre nella nuova edizione del 1940 furono aggiunti Cicero (Cicerone) e Wilson versagt (Il fallimento di Wilson)
  10. ^ Stefen Zweig, Estasi di libertà, Firenze, Edizioni Clichy, 2013, nota introduttiva dell'editore.
  11. ^ Contiene: vol. 1: Tre maestri - La lotta col demone - Tre poeti della propria vita - L'anima che guarisce - Erasmo da Rotterdam - Castellio contro Calvino; vol. 2: Fouché - Magellano - Amerigo; Momenti eccelsi - Leggende - Novelle - Incontri e amicizie - Il mondo di ieri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Friderike Maria Zweig, Stefan Zweig. Compagno della mia vita, trad. di Ervino Pocar, Milano, Rizzoli, 1947
  • John W. Kiser, Stefan Zweig, morte di un uomo moderno, Prefazione di Elie Wiesel e Marion Sonnenfeld, Firenze, LoGisma, 1999.
  • Laurent Seksik, Gli ultimi giorni di Stefan Zweig, Roma, Gremese, 2012.
  • Giorgia Sogos: Le biografie di Stefan Zweig tra Geschichte e Psychologie. Triumph und Tragik des Erasmus von Rotterdam, Marie Antoinette, Maria Stuart. Firenze University Press, Firenze 2013, ISBN 978-88-6655-508-7.
  • Giorgia Sogos: Stefan Zweig, der Kosmopolit. Studiensammlung über seine Werke und andere Beiträge. Eine kritische Analyse. Free Pen Verlag, Bonn 2017, ISBN 978-3-945177-43-3.

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