I versi satanici

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I versi satanici
Titolo originale The Satanic Verses
Autore Salman Rushdie
1ª ed. originale 1988
Genere Romanzo
Sottogenere Fantastico
Lingua originale inglese

I versi satanici (nell'originale inglese, The Satanic Verses) è un romanzo scritto da Salman Rushdie.

I versi satanici a cui fa riferimento il titolo sono i versi 19 e 20 della 53ª sura (al-Najm, La Stella) e, soprattutto, il verso immediatamente successivo, presente solo in alcune antiche versioni del Corano e successivamente espunto nelle edizioni ortodosse. In questi versetti, che la tradizione considera ispirati da Satana, si dichiaravano degne di venerazione le tre dee pagane preislamiche Allāt, ʿUzzā e Manāt (figlie di Allāh, dio pagano del pantheon arabo, chiamato con lo stesso nome con cui oggi in arabo si indica il Dio unico delle religioni monoteiste).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo è diviso in nove capitoli, in cui si alterna il racconto delle vicende di due musulmani indiani miracolosamente scampati a un disastro aereo, Gibreel Farishta e Saladin Chamcha (nei capitoli 1, 3, 5, 7, 9) e la rivisitazione romanzesca di alcuni aspetti della cultura islamica, contenuti appunto nei versi che danno il titolo al romanzo (nei capitoli pari). Simboli del Bene e del Male i due protagonisti si affronteranno in una lotta senza esclusione di colpi destinata a protrarsi in eterno, fino alla improvvisa apparizione divina del profeta Mahound.

La fatwa contro Rushdie[modifica | modifica sorgente]

Il libro contiene una rivisitazione romanzata in chiave onirica dell'episodio dell'ispirazione diabolica di Maometto, che valse all'autore una fatwa di Khomeyni, che ne decretò la condanna a morte per bestemmia.

Anche chi ebbe a che fare con l'opera di Rushdie ne subì delle conseguenze. Il 3 luglio 1991 venne pugnalato nella sua abitazione milanese Ettore Capriolo, traduttore del libro in italiano, fortunatamente non a morte[1]. Una sorte peggiore toccò al traduttore giapponese, Hitoshi Igarashi, che venne ucciso a Tokio il 12 luglio, mentre l'editore norvegese, William Nygaard fu ferito a colpi d'arma da fuoco nell'ottobre del 1993.[2]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tradusse 'VERSETTI SATANICI' un iraniano lo accoltella, La Repubblica, 04 luglio 1991
  2. ^ Oslo, ferito un editore Ha pubblicato Rushdie, Corriere della Sera, 12 ottobre 1993
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