Cinematografo (rivista 1928)
| Cinematografo | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | mensile |
| Genere | stampa nazionale |
| Formato | magazine |
| Fondazione | 1928 |
| Sede | Roma |
| Editore | Fondazione Ente dello Spettacolo |
| Diffusione cartacea | 50 000 |
| Direttore | Davide Milani |
| ISSN | 1827-5184 |
| Sito web | www.cinematografo.it/ |
Cinematografo, precedentemente conosciuto come Rivista del cinematografo, è un periodico italiano di informazione cinematografica fondato nel 1928. Tra le prime pubblicazioni italiane del settore, è la più antica ancora attiva. Dal 2000 assegna ogni anno il Premio Robert Bresson al Festival di Venezia e dal 2005 i propri premi cinematografici, i Cinematografo Awards.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Nasce nel 1928[1], nel 1937 il mensile viene rilevato dal Centro cattolico cinematografico, che decide di ampliare il target dagli esercenti a un pubblico più vasto. Sul finire del 1942, i continui cambiamenti di impostazione della rivista causano la sospensione della stampa, mentre nel 1943 alcuni numeri sono limitati a sole quattro pagine. L'attività riprende nell'ottobre del 1945, dopo due anni di fermo a causa della guerra e dal 1946 sotto la direzione di Luigi Gedda.
Negli anni 1950 viene rinnovata e potenziata, aumentano le pagine e lo spessore culturale. Sono collaboratori abituali Mario Verdone, Gian Luigi Rondi, Paolo di Valmarana e Ugo Sciascia[2].
Negli anni 1960 la rivista apre alle cinematografie provenienti dai Paesi del comunismo e al cinema di rottura come quello di Pier Paolo Pasolini. Negli anni 1980, sotto la direzione di Sergio Trasatti, la rivista muta l'impostazione di periodico strettamente legato al mondo cattolico, puntando alla vendita in edicola e dunque al raggiungimento di un pubblico più vasto. Si rinnova anche la struttura della rivista, dedicando al cinema solo la prima parte ed estendendo l'attenzione anche a teatro, televisione, radio e danza.[3]
Negli anni 1990, la rivista torna a focalizzarsi su cinema e televisione, con un occhio all'informatica lanciando il sito www.cinematografo.it e una più consistente presenza dell'home video. Fra i temi trattati, gli speciali TV e religione e Cinema e mafia; l'inchiesta su Cinema e politica e La violenza irrompe sullo schermo. Dal 1994 collabora con la Biennale di Venezia per i servizi internet dalla Mostra del cinema. Dall'estate 1996, la Rivista del cinematografo si presenta con una rinnovata veste grafica e dall'ottobre 1997 è completamente a colori. Dal 2000 assegna ogni anno il Premio Robert Bresson al Festival di Venezia.
Dal 2004 al settembre 2013 la Rivista è diretta da Dario Edoardo Viganò, anche presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo.[3] Dall'ottobre 2013 al novembre 2016 la direzione della Rivista è affidata a Ivan Maffeis, anche presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo. Da settembre 2015 la direzione della Rivista passa a Davide Milani, anch'egli presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo. Nel 2022 in seguito alla trasformazione digitale con la rivista viene rinominata Cinematografo.
I contenuti
[modifica | modifica wikitesto]L'editoriale contiene articoli, interviste, recensioni e approfondimenti su film, serie televisive e operatori del settore, oltre che attori, personaggi dello spettacolo e artisti e musicisti autori delle colonne sonore.
CineDataBase
[modifica | modifica wikitesto]Il sito contiene il CineDataBase, originariamente denominato "Banca dati del cinema mondiale", fondato nel 1934, in cui sono consultabili schede di film, biografie di attori e tecnici del settore girati dal 1895.[4]
Cinematografo Awards
[modifica | modifica wikitesto]I Cinematografo Awards sono i riconoscimenti attribuiti ai protagonisti del mondo del cinema, della serialità e della cultura dai giornalisti e critici della Rivista del Cinematografo. I premi sono nati nel 2005 con il nome RdC Awards. Dal 2006 al 2020 i premi sono stati assegnati all'interno del Tertio Millennio Film Fest. Dal 2021 sono assegnati come evento autonomo con ridenominazione Cinematografo Awards.[5]
Categorie
[modifica | modifica wikitesto]- Premio Speciale Insieme dell'Opera
- Premio Navicella Cinema Italiano
- Premio Navicella Serie
- Premio Rivelazione dell'Anno
- Premio Film Rivelazione
- Premio Colonna Sonora
- Premio Miglior Interpretazione maschile
- Premio Miglior Interpretazione femminile
- Premio Migliore Opera Prima
- Premio Diego Fabbri al miglior libro di cinema
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Eureka. Arti, su biblioteche.provincia.vicenza.it (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2010).
- ↑ RIVISTA DEL CINEMATOGRAFO in "Enciclopedia del Cinema", su treccani.it. URL consultato il 12 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2019).
- 1 2 Gli 80 anni della Rivista del Cinematografo, su Cinecittà News, 21 ottobre 2004. URL consultato il 30 gennaio 2026.
- ↑ In www.cinematografo.it tutti i contenuti di rilievo per gli esperti di cinema, studiosi ed appassionati, su cinematografo.it. URL consultato il 24 maggio 2020.
- ↑ Cinematografo Awards, su www.cinematografo.it. URL consultato il 30 gennaio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Enrico Biasin, Il senso critico della «Rivista del Cinematografo». Nascita del primo periodico cattolico dedicato al cinema (1928-1937) (abstract), in Immagine. Note di Storia del Cinema, vol. 51, Venezia, Persiani Editore, 2002, pp. 15-22, ISSN 1128-7101. URL consultato il 30 gennaio 2026.
- Elena Mosconi (a cura di), Nero su bianco. La «Rivista del Cinematografo» nella storia del cinema italiano, Fondazione Ente dello Spettacolo, 12 settembre 2018, ISBN 8885095860.
- Marco Muscolino, La rivista del cinematografo. Settanta anni al servizio del cinema di qualità (abstract), Università Cattolica del Sacro Cuore, 23 giugno 2009. URL consultato il 30 gennaio 2026.
- Andrea Pepe, Guerra e Resistenza cattolica nella Rivista del Cinematografo, in Dario Edoardo Viganò e Gianluca della Maggiore (a cura di), La storia del cattolicesimo contemporaneo e le memorie del cinema e dell'audiovisivo, Milano, Mimesis Edizioni, 2024, pp. 149-168, ISBN 9788857595245.
- La rivista del cinematografo. Settanta anni al servizio del cinema di qualità, Fondazione Ente dello Spettacolo, 1º giugno 1999, ISBN 8885095119.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su cinematografo.it.
- Marco Pistoia, RIVISTA DEL CINEMATOGRAFO, in Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
- Rivista del cinematografo, su Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, B.N.C.R.
