Luigi Gedda

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Luigi Gedda (Venezia, 23 ottobre 1902Roma, 26 settembre 2000) è stato un medico, attivista ed editore italiano, dirigente e poi presidente dell'Azione Cattolica nel primo dopoguerra e primo presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Medico e genetista, spese la sua vita tra la fede e l'impegno sociale e politico.

Laureato in medicina a Torino nel 1927, insegnò all'università di Roma. Nel 1960, secondo alcuni per volontà politica, ottenne la cattedra di genetica medica presso la stessa università.[1][2][3]

Fu presidente centrale della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC) dal 1934 al 1946, presidente degli Uomini di Azione Cattolica dal 1946 al 1949, papa Pio XII lo volle presidente generale di tutta l'associazione in sostituzione di Vittorino Veronese, dal 1952 al 1959. Nel 1937 fu tra i fondatori della casa editrice AVE (Anonima Veritas Editrice), che pubblicò il famoso giornale a fumetti Il Vittorioso. Lo stesso Gedda fu direttore della rivista dal 1939 al 1947.

Anche se nel 1938, è stato tra le 360 personalità ed intellettuali, che aderirono pubblicamente al manifesto in difesa della razza[4]; per alcuni è risultato pura illazione: come ricorda il Prof. Giulio Alfano, "Fu la rivista dell'Associazione Nazionale Partigiani che pubblicò una lista nella quale era inserito anche il nome di Gedda...."[5].

« Sono le mescolanze fra razze profondamente diverse, lontane, o, come anche si dice, divergenti, che riescono dannose per lo stipite umano; e un esempio lo abbiamo nel meticcio risultante dall'incrocio della razza bianca e della razza nera, mescolanze queste che devono essere, con mezzi congrui, nettamente sconsigliate. »
(Luigi Gedda, A proposito di razza, Vita e Pensiero, settembre 1938[6])

Il 3 settembre 1942 fondò la «Società Operaia», associazione laicale avente per scopo "la santificazione personale dei suoi membri attraverso l'approfondimento del Mistero dell'agonia di Cristo nel Getsemani". L'associazione verrà eretta ad associazione di diritto pontificio con decreto del Pontificio Consiglio per i Laici del 19 marzo 1981. Nell'agosto del 1943 propose ufficialmente a Pietro Badoglio che la direzione degli enti e delle organizzazioni di massa create dal fascismo passasse nelle mani di personale proveniente dall'Azione Cattolica. La proposta fu superata dall'incalzare degli avvenimenti che portarono all'armistizio dell'8 settembre.

Nel 1944 Gedda fondò a Roma il Centro Sportivo Italiano, Ente di Promozione Sportiva che rinasceva dalle ceneri della Federazione delle associazioni sportive cattoliche italiane, e del quale restò presidente nazionale fino al 1960. Caduto il fascismo, nel 1946 venne proclamata la Repubblica e nel 1948 si tennero le prime elezioni del Parlamento. Si fronteggiarono due blocchi: uno cristiano, guidato dalla Democrazia Cristiana, ed uno social-comunista (Fronte Democratico Popolare). Gedda organizzò la propaganda elettorale democristiana. Due mesi prima delle elezioni creò in ogni diocesi gruppi di sostenitori incaricati di mobilitare gli elettori cattolici. Divennero noti come "Comitati Civici". Alle Elezioni politiche del 18 aprile la DC ottenne 12.741.299 voti, quattro milioni in più di quelli che la votarono nel 1946.

Nel 1952 fu la volta delle elezioni al Comune di Roma. Il Papa temeva un successo elettorale delle forze social-comuniste; così Gedda, ancora in prima linea, fu coinvolto nell'idea di un'alleanza politica tra DC, Movimento Sociale Italiano (caldeggiato dagli ambienti più fortemente anticomunisti) e partito monarchico, una coalizione guidata da don Luigi Sturzo. Ma l'operazione Sturzo - la paternità della quale viene a torto attribuita a Gedda stesso - fallì soprattutto per la ferma opposizione di Alcide De Gasperi. La coalizione a guida democristiana uscì comunque vittoriosa dalle urne senza l'apparentamento con l'MSI.

Come studioso di gemellologia, insieme a Luisa Gianferrari fondò nel 1951 la Società Italiana di Genetica Medica (oggi confluita nella SIGU)[7] presieduta da Carlo Foà, dal 1952 fondò e diresse la rivista Acta Geneticae Medicae et Gemellologiae. L'anno seguente, in occasione del Primum Symposium Internationale Geneticae Medicae patrocinato da papa Pio XII, parteciparono Hans Grebe e Otmar von Verschuer.[8] Nello stesso periodo inaugurava l'Istituto di Genetica Medica e Gemellologia[9] Gregorio Mendel e con la filiale Luigi Gedda Institute of Medical Genetics & Twin Research in Israele dal 1979;[10] nel quale rimarrà impegnato fino al 1999.

Nel 1954 costrinse Mario Rossi a rassegnare le dimissioni da presidente centrale dei giovani d'Azione Cattolica, contro la volontà di mons. Giovanni Battista Montini, allora Sostituto alla Segreteria di Stato Vaticana. Fu sostenuto in questo dai cardinali conservatori Adeodato Piazza, Alfredo Ottaviani e Giuseppe Pizzardo.

Da Presidente del Comitato Medico-Scientifico dei Giochi della XVII Olimpiade,[11] sottopose agli atleti del villaggio olimpico, un variegato questionario (razza d'appartenenza, dati antropometrici, se fumatore-bevitore, temperamento sessuale, ecc.); per dimostrare "l'ereditarietà del talento sportivo". L'iniziativa si rivelò fallimentare (rispose solo il 20% degli atleti) con le proteste di diverse delegazioni (quella britannica in testa); provocando reazioni negative sulla stampa internazionale.[12] Dal 1961 nella rivista The Mankind Quarterly come honorary advisory board, dell'International Association for the Advancement of Ethnology and Eugenics; nel 1967 contribuiva al Race and Modern Science in opposizione alla Dichiarazione dell'UNESCO sulla razza.[2]

Nel 1972 assieme a Gabrio Lombardi fu tra i promotori dell'iniziativa referendaria volta ad abrogare la legge sul divorzio; iniziativa appoggiata da Amintore Fanfani, all'epoca segretario della DC. Il referendum, che si tenne nel 1974, confermò invece la legge in vigore. Nello stesso anno fondò l'International Society for Twin Studies,[13] per lo studio della gemellologia.

Morì a Roma il 26 settembre 2000 all'età di quasi 98 anni.

In data 24 ottobre 2003 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali riconobbe di notevole interesse storico il suo archivio personale.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 10 gennaio 1977[14]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Gedda, Relié - Studio dei gemelli, Roma, Orizzonte Medico edizione, 1951.
  • Luigi Gedda, Spiritualita' della famiglia, Milano, Massimo, 1952.
  • Luigi Gedda, Lo sviluppo storico dell'Azione Cattolica Italiana, Roma, Roma, 1954.
  • Luigi Gedda, Novant'Anni Delle Leggi Mendeliane, Roma, Istituto Gregorio Mendel, 1956.
  • Luigi Gedda, Angelo Serio, Adriana Mercuri, Il meticciato di guerra e altri casi, Roma, Istituto Gregorio Mendel, 1960.
  • Luigi Gedda, Twins in History and Science, Springfield, Charles C Thomas Pub Ltd, 1961, ISBN 978-0398006624.
  • Luigi Gedda, Gianni Brenci, Cronogenetica, l'eredità del tempo biologico, Milano, Mondadori, 1974.
  • Luigi Gedda, Spiritualità getsemanica, Milano, Massimo, 1992, ISBN 8870305481.
  • Luigi Gedda, Getsemani. Meditazioni per l'uomo d'oggi, Milano, Massimo, 1995, ISBN 8870305767.
  • Luigi Gedda, 18 aprile 1948, Milano, Mondadori, 1997, ISBN 8804434015.
  • Luigi Gedda, Immagine di Mary, Milano, San Paolo, 2005, ISBN 8821554651.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Cassata, pp. 341-342
  2. ^ a b Simonetta Fiori, Se il genetista è un razzista, in repubblica.it, 24 febbraio 2006. URL consultato il 15 novembre 2016.
  3. ^ Fabio G.Rando, L’eugenetica in Italia, in galileonet.it, 14 aprile 2006. URL consultato il 17 novembre 2016.
  4. ^ Luigi Gedda, medico e attivista, raistoria.rai.it. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  5. ^ Intervista al Prof. Giulio Alfano, La Sicilia, 18 ottobre 2010
  6. ^ Mario Avagliano, Marco Palmieri, Di pura razza italiana, in Baldini&Castoldi, 2013. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  7. ^ http://sigu.net/
  8. ^ Francesco Cassata, p. 276
  9. ^ http://www.css-mendel.it
  10. ^ Luigi Gedda Institute of Medical Genetics & Twin Research 1979, projects.jerusalemfoundation.org. URL consultato il 19 maggio 2016.
  11. ^ SERVIZI MEDICO-SANITARI, roma1960.it, 1960-2010. URL consultato il 15 novembre 2016.
  12. ^ Francesco Cassata, pp. 338-341
  13. ^ International Society for Twin Studies, Twin Research and Human Genetics. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Casella, L'Azione cattolica nell'Italia contemporanea: 1919-1969, Roma, A.V.E., 1992
  • Francesco Cassata, Molti, sani e forti. L'eugenetica in Italia, Torino, Bollati Boringhieri, 2006, ISBN 88-339-1644-8
  • S. Marotta, I giorni dell'onnipotenza. Luigi Gedda all'appuntamento elettorale del 1952, in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», XXIII (2011), n. 2, pp. 43-73.
  • Marco Invernizzi, Luigi Gedda e il movimento cattolico in Italia, Milano, Sugarco, 2012, ISBN 978-88-7198-642-5
  • Eugenio Guccione, Luigi Gedda: ideologia e politica dei Comitati Civici, in AA.VV., Le culture politiche nell'Italia della "Prima Repubblica", a cura di Adelina Bisignani, Bari, Cacucci Editore, 2016, pp. 178-195. ISBN 9788866115342.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente nazionale dell'Azione Cattolica Successore AzioneCattolica.png
Vittorino Veronese
(1946-1952)
(1952-1959) Agostino Maltarello
(1959-1964)
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