Dubravka Ugrešić

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«Non sono né un'emigrante, né una profuga, né una rifugiata politica. Io sono una scrittrice che a un certo punto ha deciso di non vivere più nella sua terra perchè la sua terra non era più sua.»

(Dubravka Ugresic, Vietato leggere, p. 182)
Dubravka Ugrešić

Dubravka Ugrešić (Kutina, 27 marzo 1949) è una scrittrice croata naturalizzata olandese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata il 27 marzo 1949 da madre bulgara e padre croato, Dubravka cresce a Kutina, nella Regione di Sisak e della Moslavina - nella parte interna della Croazia - al tempo della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Studia Letteratura e Russo a Zagabria, e per un anno frequenta l'Università di Mosca come ricercatrice, studiando gli scrittori dell'avanguardia sovietica degli anni Venti e Trenta, di cui cura un'antologia[1]. Lavora come ricercatrice presso l’Istituto per le scienze letterarie della Facoltà di filosofia di Zagabria per vent'anni, svolgendo contemporaneamente l'attività di scrittrice.[2] Esordisce come scrittrice nel 1971 con una raccolta di racconti per bambini Mali plamen (La piccola fiamma), cui seguono Filip i sreća (Filipo e la felicità, 1976), Poza za prozu e Nova ruska proza. Ottiene il successo sperato solo nel 1981 per Štefica Cvek u raljama života (Stefania tra le mascella della vita), romanzo ironico d'impronta post-modernista; nel 1984 il regista croato Rajko Grlić ne trae un film, U raljama života.

Nel 1991, quando scoppiano le guerre jugoslave, Ugrešić, pacifista, critica il conflitto e il nazionalismo serbo e croato, diventando così bersaglio di giornalisti e politici nazionalisti e oggetto di denigrazione continua dei media. Viene etichettata come "una prostituta, una strega, una traditrice"[1][3] e nel 1993 lascia la Croazia, e si stabilisce nei Paesi Bassi. Lavora come insegnante in diverse università europee e americane tra cui Harvard, UCLA, Columbia e Freie Universität Berlin.[2]

Le sue opere, tradotte in più di venti lingue, le hanno fatto vincere diversi premi letterari, fra cui l'Österreichischem Staatpreis für Europäische literatur, conferitogli dal Governo austriaco, il Premio Feronia a Fiano (2004), il Vilenica Prize in Slovenia (2016) e il Neustadt International Prize for Literature nel 2016.

Nel 2014 ha pubblicato Cultura Karaoke per Edizioni nottetempo, seguito nel 2016 da Europa in seppia, che rappresentano il secondo e il terzo capitolo di un commentario sul nostro tempo iniziato con Vietato leggere del 2005.[4]

Vive e lavora ad Amsterdam e collabora con diversi giornali e riviste.[5]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971, ad appena 21 anni, Ugrešić esordisce con Mali Plamen (La piccola fiamma), con quale vince il premio per il miglior libro per bambini in Croazia.[5]

Nel 1981 esce il suo primo romanzo, Štefica Cvek u raljama života (Stefania nella mascella della vita). Ispirato a Madame Bovary di Gustave Flaubert, combina elementi della letteratura classica con il genere del romanzo rosa e chick lit.[6] Protagonista della storia è una giovane dattilografa, Steffie Speck, il cui il nome le è stato ispirato da una rubrica che era solita leggere, Dear Abby. Dubravka gioca in continuazione con il suo personaggio usando la parodia e introducendo elementi kitsch per raccontarne le storie d'amore.[5] Il regista croato Rajko Grlić nel 1984 ne trae il film U raljama života.[7]

Nel 1988 pubblica il romanzo Forsiranje romana-reke (Guadando il fiume del romanzo), con quale vince il premio NIN come miglior romanzo jugoslavo dell'anno. È una sorta di giallo dai toni parodistici, diviso in sezioni, ognuna delle quali rappresenta gli eventi di un giorno, introdotti da titoli in francese ("Jeudi, le 8 mai"). Si svolge durante una conferenza internazionale di letterati, ambientata a Zagabria durante l'epoca comunista. Inizia con la morte di uno scrittore antifranchista nella piscina dell'hotel intercontinentale, e prosegue con altre vicende in cui si intrecciano spionaggio, intrighi sessuali, omicidi, scene esilaranti. Nel libro si trovano mescolati generi e forme narrative diverse - diario, lettere, racconto in terza persona - e anche le lingue dei diversi personaggi alimentano questa confusione carnevalesca. Ugrešić fa emergere le differenze tra le culture dell'Europa orientale e occidentale, e riflette in termini satirici sui limiti e sulle assurdità della professione letteraria.[6] [8]

Il romanzo Il museo della resa incondizionata (Muzej bezuvjetne predaje) pubblicato nel 2001 (inizialmente comparso nel 1997 con il titolo Museum van onvoorwaardelijke overgave) è un mix di fantasia, autobiografia e saggio, che ha per io narrante una donna in esilio da Zagabria a Berlino. E' una collezione di ricordi, fotografie ed esperienze di una migrante, legate alla vita dell'autrice.[3]

Con il romanzo Ministarstvo boli (Il ministero del dolore) pubblicato nel 2004, l'autrice narra la storia di un’insegnante di serbo-croato, Tanja Lucić, fuggita ad Amsterdam dopo i massacri della guerra dei Balcani, che insegna letteratura slovena, croata, bosniaca, serba, montenegrina e macedone, ossia una materia scomparsa, come la sua terra d'origine, a giovani studenti, profughi come lei.[9] Ugrešić raccoglie i ricordi di un paese che non esiste più e riflette sulla natura della guerra, sulla frammentazione del linguaggio e dell'identità.[10]

Nel 2013 viene pubblicata la raccolta di saggi e articoli Europa in seppia (Europa u sepiji) costituita da immagini, cartoline, ricordi della vecchia Europa del Novecento, specie di quella dell'est. L'autrice si confronta con l'esperienza del comunismo ed esprime la sua critica per il mercato di souvenir con cui la "jugonostalgia" è diventata "strategia di conciliazione e oblio". [11]

Nella raccolta dei saggi Karaoke Kultura (Cultura karaoke), pubblicata nel 2015, l'autrice indaga alcuni aspetti della società contemporanea, come il consumismo, l'omologazione, il ruolo di Internet, i rischi e gli eccessi della nuova cultura digitale, la "twitterature", denunciando la necessità nevrotica dell'individuo di lasciare un'impronta nel mondo indifferente di oggi.[2] [5]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1981. Štefica Cvek u raljama života (trad. lett.:Stefania tra le mascelle della vita), Zagreb, GZH
  • 1988. Forsiranje romana-reke (trad. lett.:Guadando il fiume del romanzo). Zagreb, August Cesarec
  • 1997. Museum van onvoorwaardelijke overgave. Amsterdam, Nijgh&van Ditmar
Il museo della resa incondizionata, traduzione di Lara Cerruti, Milano, RCS Libri Bompiani, 2002, ISBN 88-452-5322-8
  • 2004. Ministarstvo boli, Zagreb, Faust Vrančić
Il ministero del dolore, traduzione di Lara Cerruti, Milano, Garzanti, 2007, ISBN 978-88-11-68573-9
  • 2008. Baba Jaga je snijela jaje, Zagreb, Vuković-Runjić
Baba Jaga ha fatto l’uovo, traduzione di Milena Djokovic, Roma, Nottetempo, 2011, ISBN 978-88-7452-285-9
  • 2017. Lisica, Zagreb, Fraktura

Storie brevi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1978. Poza za prozu, Zagreb, CDD
  • 1983. Život je bajka (La vita è una favola), Zagreb, GZH

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1993. Američki fikcionar, Zagreb, Durieux
  • 1995. De cultuur van leugens, Amsterdam, Nijgh&van Ditmar
  • 1996. Kultura lazi (La cultura delle bugie)
  • 2001. Zabranjeno čitanje, Sarajevo, Omnibus
Vietato leggere, traduzione di Milena Djokovic, Roma, Nottetempo, 2005, ISBN 88-7452-061-1
  • 2005. Nikog nema doma, Zagreb, Faust Vrancic
  • 2010. Napad na minibar, Zagreb, Fraktura
  • 2013. Europa u sepiji, Beograd, Fabrika knjiga
Europa in Seppia, traduzione di Olja Perišić-Arsić e Silvia Minetti, Rome, Nottetempo 2016, ISBN 978-88-7452-599-7
  • 2015. Karaoke kultura, Zagreb, Kulturtreger&Multimedijalni institut (Pubblicato per la prima volta in Napad na minibar, 2010)
Cultura karaoke, traduzione di Olja Perišić Arsić e Silvia Minetti, Rome, Edizioni Nottetempo, 2014, ISBN 978-88-7452-491-4

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

  • 1980. Nova ruska proza, Zagreb, SNL

Libri per i bambini[modifica | modifica wikitesto]

  • 1971. Mali Plamen (La piccola fiamma), Zagreb, Mladost
  • 1976. Filip i Srećica (Filippo e la felicità), Zagreb, Mladost
  • 1988. Kućni duhovi (Spiriti domestici), Zagreb, August Cesarec

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Premi internazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1996. Prix Europeen de l’ Essai Charles Veillon (European Essay Award “Charles Veillon”), Switzerland (Kultura laži)
  • 1997. Verzetsprijs van de Stichting Kunstenaarsverzet (Artists in Resistance Prize), Netherlands
  • 1998. SWF-Bestenliste Literaturpreis (Sud-West-Funk Bestlist Literary Award), Germany (Il museo della resa incondizionata)
  • 1998. Osterreichischen Staatspreis fur Europaische Literatur (Austrian State Prize for European Literature), Austria
  • 2000. Heinrich Mann Preis, Akademie Der Kunste Berlin, Germany
  • 2004. Premio Feronia – Citta di Fiano, Italy
  • 2010. James Tiptree Literary Award, USA (Baba Jaga ha fatto l’uovo)
  • 2012. Jean-Améry-Preis für Europaische Essayistik, Austria/Germany
  • 2016. Neustadt International Prize for Literature, USA
  • 2016. Vilenica Prize, Slovenia

Posizione come finalista[modifica | modifica wikitesto]

  • 2003. Finalista di Premio Strega Europeo, Italy, (Il museo della resa incondizionata)
  • 2006. Finalista di Independent Foreign Fiction Prize, UK (Il ministero del dolore)
  • 2007. Finalista di Angelus Central European Literary Award, Poland (Il ministero del dolore)
  • 2008. Finalista di Prix Femina-Roman Etranger, France (Il ministero del dolore)
  • 2009. Finalista di Man Booker International Prize, UK
  • 2011. Finalista of NBCC Awards (criticism), USA (Cultura karaoke)

Premi vinti nella ex Jugoslavia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1971. Nagrada “Grigor Vitez”, (Mali plamen)
  • 1988. Nagrada “Ksaver Sandor Gjalski”, (Forsiranje romana-reke)
  • 1988. Nagrada “Mesa Selimovic”, (Forsiranje romana-reke)
  • 1988. NIN-ova nagrada, (Forsiranje romana-reke)
  • 1989. Nagrada Grada Zagreba

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Maja Yaggi, Non chiamatemi "scrittrice croata" (PDF), in Corriere della sera, 26 marzo 2008. URL consultato il 13 settembre 2018.
  2. ^ a b c Official page - about, su dubravkaugresic.com.
  3. ^ a b (EN) Boym Svetlana e Ugrešić Dubravka, Dubravka Ugrešić, in Bomb, vol. 80, New Art Publications, 2002, pp. 74-80.
  4. ^ Andrea Bajani, Nella girandola dei festival, che fine ha fatto la letteratura?, in Il Manifesto, 20 marzo 2016. URL consultato il 12 settembre 2018.
  5. ^ a b c d (EN) Veličković Vedrana, Europe in Sepia, in Wasafiri, 16.05.2014, pp. 13-17.
  6. ^ a b (EN) Hawkesworth Celia, Dubravka Ugrešić: The Insider's Story, in The Slavonic and East European Review, vol. 68, The Modern Humanities Research Association and University College London, 1990, p. 436-446.
  7. ^ U raljama života, su mojtv.hr.
  8. ^ (EN) Kuhlman, M, The ex(centric) mind of europe: Dubravka Ugrešic, in World Literature today, vol. 7, nº 3, 1999, pp. 423-428.
  9. ^ (EN) Vidan Aida, Ministarstvo boli by Dubravka Ugrešić, in World Literature Today, vol. 79, 3/4, Board of Regents of the University of Oklahoma, 2005, p. 102.
  10. ^ (EN) Todd McEwen, Adrift on the map, in The Guardian, 1. ottobre 2005. URL consultato il 13 settembre 2018.
  11. ^ Diego Zandel, Europa in seppia, in Osservatorio Balcani e Caucaso, 20 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Boym Svetlana e Ugrešić Dubravka, Dubravka Ugrešić, in Bomb, vol. 80, New Art Publications, 2002, p. 74-80.
  • (EN) Kovačević Nataša, Storming the EU Fortness: Communities of Dissagreement in Dubravka Ugrešić, in Cultural Critique, vol. 83, University of Minnesota Press, 2013, p. 63-86.
  • (EN) Hawkesworth Celia, Dubravka Ugrešić: The Insider's Story, in The Slavonic and East European Review, vol. 68, the Modern Humanities Research Association and University College London, School of Slavonic and East European Studies, 1990, p. 436-446.
  • (EN) Veličković Vedrana, Europe in Sepia, in Wasafiri, 29:2, 2014, p. 13-17.
  • (EN) Vidan Aida, Ministarstvo boli by Dubravka Ugrešić, in World Literature Today, vol. 79, Board of Regents of the University of Oklahoma, 2005, p. 102.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN19702691 · ISNI (EN0000 0000 8098 3801 · LCCN (ENn79015146 · GND (DE119461609 · BNF (FRcb12080234z (data)