Marina Mizzau

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Marina Mizzau (Roma, 1937) è una scrittrice e accademica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureata in Filosofia con tesi in estetica con Luciano Anceschi all'Università di Bologna nel 1960, vi è divenuta docente. Negli anni '80 è stata presidente del corso di laurea in DAMS presso la facoltà di Lettere e filosofia, nella quale era incardinata. Legata al Gruppo 63 e alla rivista Il Verri, ha svolto ricerche rilevanti nel campo della comunicazione, dedicandosi parallelamente alla narrativa, risultando tra i dodici finalisti del Premio Strega con i due romanzi pubblicati con l'editore Manni[1].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

  • Tecniche narrative e romanzo contemporaneo: per una fenomenologia dei rapporti fra tecniche artistiche e conoscenza, Milano, Mursia, 1965
  • Prospettive della comunicazione interpersonale, Bologna, Il mulino, 1974
  • Eco e Narciso: parole e silenzi nel conflitto uomo-donna, Torino, Boringhieri, 1979
  • L'ironia: la contraddizione consentita, Milano, Feltrinelli, 1984
  • Storie come vere: strategie comunicative in testi narrativi, Milano, Feltrinelli, 1998
  • E tu allora? Il conflitto nella comunicazione quotidiana, Bologna, Il mulino, 2002
  • Ridendo e scherzando: la barzelletta come racconto, Bologna, Il mulino, 2005

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • Come i delfini: racconti, Verona, Essedue, 1988; riedito (con una nota di Umberto Eco) da Bompiani nel 1995
  • I bambini non volano, Milano, Bompiani, 1992
  • Il silenzio dei pesci, Lecce, Manni, 2004
  • Se mi cerchi non ci sono, Lecce, Manni, 2015

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Asor Rosa, Dizionario della letteratura italiana del Novecento, Torino, Einaudi, 1992, ad vocem

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]