Alfonso Sastre

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Alfonso Sastre

Alfonso Sastre Salvador (Madrid, 20 febbraio 1926) è un drammaturgo, scrittore, saggista e soggettista cinematografico spagnolo.

Uno dei principali esponenti di quella chiamata generaciòn de 1955 o del mezzo secolo. La sua traiettoria personale è caratterizzato da un compromesso politico e sociale e la denuncia del regime franchista fino alla fine della dittatura. Dall'inizio dell'anno 1970 ha partecipato in maniera significativa in appoggio alla sinistra nazionalista basca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso Sastre nacque il 20 di febbraio del 1926 a Madrid, in seno ad una famiglia benestante. Crebbe con tre fratelli (Aurora, Ana e José) e ricevette una formazione cattolica. Patì i bombardamenti e la fame della Guerra Civile Spagnola e passò il baccalaureato nell'Istituto Cardenal Cisneros di Madrid attraverso il sistema "libre" in una accademia privata. Nel 1943 cominciò la carriera di Ingegnerìa Aeronautica, che abbandonò dopo quindici giorni; ci riprovò con la carriera di Aduanas (Dogane) e cominciò quella drammatica alla fine degli anni quaranta con opere esistenziali scritte in solitario o in collaborazione con il gruppo "Arte Nuevo", che fondò nel 1945 con la esplicita intenzione di finire con il tipo di teatro borghese auspicato da Jacinto Benavente.

Di questo gruppo facevano parte, anche autori come Medardo Fraile, con il quale scrisse il pezzo Ha sonado la muerte (Ha suonato la morte), inaugurata nel teatro Beatriz nel 1946; Carlos J. Costas, José Franco, José Gordón, José María Palacio e Alfonso Paso. Sastre compose i drammi Uranio 235, Cargamento de sueños (Inaugurato il 9 gennaio del 1948 nel teatro dell'Istituto Ramiro de Maeztu di Madrid per Arte Nuevo sotto la sua direzione e che narra la storia di un mendicante al quale la disgrazia tolse la fede), El cubo de la basura ecc. Nel 1947 inizia a studiare filosofia e lettere e nell'università fonda con Juan Guerrero Zamora la rivista Raíz, dove pubblica la sua traduzione di Das Urteil, di Frank Kafka. Scrive in collaborazione con Medardo Fraile Comedia sonámbula. Interviene come attore in L'annonce faite à Marie de Paul Claudel con la compagnia Teatro Universitario di Ensayo. Comincia a collaborare nella rivista La Hora e compie il primo periodo di servizio militare ne La Granja de San Ildefonso, un paesino della provincia di Segovia dove c'era un centro militare d'istruzione. Nel 1949 comincia Prólogo patético, che termina nel 1950; l'opera viene proibita e l'autore accresce il suo impegno con il marxismo e il teatro sociale.

Nel 1950 firmò con José M. de Quinto il Manifiesto del Teatro de Agitación Social (TAS) e inizia una serie di polemiche nei giornali, libri e colloqui difendendo la modificazione attiva della società attraverso il teatro. Proibirono continuamente al gruppo di rappresentare opere proprie e non. Nel 1953 concluse i suoi studi di Lettere e filosofia e venne rappresentato il suo primo grande successo, Escuadra hacia la muerte, dramma in due atti inaugurato il 18 marzo del 1953, proibito alla terza rappresentazione e interpretato dal T.P.U., Teatro Popular Universitario, dove un gruppo di soldati si ritrova punito in una terza guerra mondiale e si solleva (ammutina) uccidendo il capo; sentono, senza dubbio, angustia e solitudine e ognuno di loro cerca di fuggire da questi due sentimenti come può; Adolfo cercherà di sopravvivere nel monte, Andrés passerà dal nemico e Javier si impiccherà. Pedro e Luis confidano nel perdono. Il 17 settembre del 1954 si inaugurò La Mordaza, che tratta di nascosto il tema della dittatura, della repressione e della censura. Il despota Isaías Krappo assassina chi fu sua vittima durante una guerra civile e nonostante la famiglia lo sappia, solo sua nuora rompe la morsa del silenzio, composta da paura, rispetto e fedeltà familiare. Isaías muore in prigione e questo allevia i suoi figli. Lo stesso anno scrisse il dramma rivoluzionario Tierra Roja, che non si poté rappresentare, giacché presentava in maniera molto cruda il tema dello sfruttamento. Seguirono pezzi come La Sangre de Dios, Ana Kleiber (1955, inaugurata ad Atene, 1960), Guillermo Tell tiene los ojos tristes (1955), dramma storico rappresentato a Cagliari (Italia) nel 1972, giacché fu proibito dal regime franchista, con apparenza storica tratta in realtà della repressione franchista. Muerte en el barrio dialogo tra un commissario e un taverniere sul incitamento di un medico, assente dal suo lavoro quando doveva accudire un bambino, che stava morendo vittima di un camion. Lo seguono opere come En la red o La cornada, ambedue nel 1959, quest'ultima sul mondo della corrida, tutte queste opere costituiscono il suo teatro rivoluzionario. A quei tempi inizia a collaborare in copioni cinematografici per i direttori José Maria Forqué e Juan Antonio Bardem.

Nel 1960 redatta il Manifesto del Gruppo del Teatro Realista anche con J.M. Quinto per un teatro di qualità. Questa esperienza si riflette nel suo saggio Anatomia del realismo (1965). Si avvicina al teatro infantile con il pezzo El circulito de tiza (1962), basato su un apologo cinese.

Il suo teatro chiamato Teatro penultimo (1965-1972) rappresenta una nuova evoluzione ed è costituito da sette opere: M.S.V. (o La sangre y la ceniza) (1965), El Banquete (1965), La taberna fantàstica (1966), Crònicas romanas (1968), Ejercicios de terror (1970), El camarada oscuro (1972) e Ahola no es de leil (1974).

Assieme a queste presenta la tragedia completa, collage della aristotélica, del teatro epico di Bertolt Brecht e del Esperpento di Ramón María del Valle-Inclán. La Sangre y la Ceniza, o M.S.V. (iniziali di Miguel Servet Villanueva) viene scritta tra il 1962 e il 1965 e viene pubblicata in italiano e francese prima che in spagnolo (1976). Tratta il processo inquisitoriale del medico, umanista e teologo Miguel Servet, bruciato da Calvino; l'influsso del teatro Brechtiano mescola elementi diversi: solida documentazione storica, inni nazisti, giornalisti contemporanei, immagini proiettate, effetti sonori, inclusioni del pubblico nel dramma e un linguaggio di contrasti tra cultismo, arcaismo e gergo, al fine di sconcertare e rendere cosciente il pubblico borghese affinché si incomodi e lasci il suo estraniamento. Nel 1966 Sastre fu incarcerato e con La taberna fantástica (1968, però inaugurata il 23 settembre del 1985) tratta il tema della emarginazione: quando morì la madre del Rojo, lui e altri cinque -quinquilleros- repressi dalla giustizia e che attuano in modo compulsivo; visitano la taverna di Luis e rinfrescano i loro vestiti sporchi, si ubriacano e il Carburo pugnala Rogelio - il Rojo -; Crónicas romanas (1968) è una versione da vicino di Numancia con allusioni all'opera di Cervantes su questo tema; ricorre un'altra volta al collage con immagini naziste e riferimenti a Ché Guevara. Parla il narratore Polibio, che non figurava nelle versioni classiche di Numancia. Si denuncia la violenza con la quale le civilizzazioni si impongono calpestando i diritti dell'uomo mentre quelli che protestano soccombono, come al giorno d'oggi, sotto le cariche della polizia.

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Uranio 235 (1946), dramma.
  • Cargamento de sueños (1949), dramma.
  • Prólogo patético (1950), dramma.
  • El cubo de la basura (1951), dramma.
  • Escuadra hacia la muerte (1953), dramma.
  • El pan de todos (1953), dramma.
  • La mordaza (1954), dramma.
  • Tierra roja, (1954), dramma.
  • Ana Kleiber, (1955), dramma.
  • La sangre de Dios (1955), dramma.
  • Muerte en el barrio (1955), dramma.
  • Guillermo Tell tiene los ojos tristes (1955), dramma.
  • El cuervo (1956), dramma.
  • Asalto nocturno (1959), dramma.
  • En la red, (1959), dramma.
  • La cornada (1959), dramma.
  • Oficio de tinieblas (1962), dramma.
  • El circulito de tiza o Historia de una muñeca abandonada (1962) (tr. it. La bambola abbandonata, 1976)[1], dramma.
  • M.S.V. o La sangre y la ceniza (1965) (tr. it. Il sangue e la cenere: dialoghi di Miguel Servet Nella rete: tragedia in tre parti: dramma in tre atti, 1967. )[2], dramma.
  • El banquete (1965), dramma.
  • La taberna fantástica, (1966) (tr. it. La taverna fantastica, 1985)[3], dramma.
  • Crónicas romanas, (1968).
  • Melodrama (1969).
  • Ejercicios de terror, (1970).
  • Askatasuna (1971).
  • Las cintas magnéticas (1971).
  • El camarada oscuro (1972).
  • Ahola no es de leíl (1974).
  • Tragedia fantástica de la gitana Celestina (1978).
  • Análisis de un comando (1978).
  • El hijo único de Guillermo Tell (1980), (tr. it. Gli occhi tristi di Guglielmo Tell, 1975)[4]
  • Aventura en Euskadi (1982).
  • Los hombres y sus sombras (1983).
  • Jenofa Juncal (1983).
  • El viaje infinito de Sancho Panza (1984). (tr. it. Il viaggio infinito di Sancio Panza, 1987)[5]
  • El cuento de la reforma (1984).
  • Los últimos días de Emmanuel Kant (1985).
  • La columna infame (1986).
  • Revelaciones inesperadas sobre Moisés (1988).
  • Demasiado tarde para Filoctetes (1989).
  • Drama titulado A (1990).
  • ¿Dónde estás, Ulalume, dónde estás? (1990).
  • Teoría de las catástrofes (1993).
  • Lluvia de ángeles sobre París (1994).
  • Los crímenes extraños (1996).
  • Alfonso Sastre se suicida (1997).
  • Drama titulado No (2001).

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro, prologo di Domingo Perez-Minik, Madrid, Aguilar, 1968

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Drama y sociedad, Madrid, Taurus, 1956.
  • Anatomía del realismo, Barcelona, Seix Barral, 1965.
  • La revolución y la crítica de la cultura, Barcelona, Grijalbo, 1970 (tr. it. La rivoluzione e la critica della cultura, 1978.[6]
  • Crítica de la imaginación, Barcelona, Grijalbo 1978.
  • Lumpen, marginación y jerigonça, Madrid, Legasa, 1980.
  • Escrito en Euskadi, Madrid, Revolución, 1982
  • Prolegómenos a un teatro del porvenir, Bilbao, Hiru, 1992
  • ¿Dónde estoy yo? Fuenterrabía, Hiru, 1994 Ver texto PDF
  • El drama y sus lenguajes I, Fuenterrabía, Hiru, 2000.
  • Las dialécticas de lo imaginario (2000).
  • El drama y sus lenguajes II, Fuenterrabía, Hiru 2001.
  • Los Intelectuales y la Utopía, Madrid, Debate, 2002
  • Ensayo sobre lo cómico, Fuenterrabía, Hiru, 2002.
  • Limbus o los títulos de la Nada, Fuenterrabía, Hiru, 2002.
  • La batalla de los intelectuales, Cuba, 2003.
  • Manifiesto contra el pensamiento débil, Fuenterrabía, Hiru, 2003.
  • Cuatro dramas en la brecha. La Habana, Ed. Alarcos (2003).
  • El retorno de los intelectuales (coautor), Fuenterrabía, Ed. Hiru, 2004. (tr. it. La deriva degli intellettuali. A proposito di intellettuali e utopia, 2005)[7]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • El Paralelo 38, Madrid, Horizonte, 1964.
  • Las noches lúgubres, Madrid, Alfaguara, 1963
  • Flores rojas para Miguel Servet, Madrid, Ribadeneyra, 1967.
  • El lugar del crimen, Barcelona, Argos Vergara, 1982.
  • Necrópolis, Madrid, Grupo Libro 88, 1994
  • Historias de California, Fuenterrabía, Hiru, 1996

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

  • Balada de la cárcel de Carabanchel y otros poemas celulares, París, Ruedo Ibérico, 1976
  • El Evangelio de Drácula, Camp de l'Arpa, 1976
  • El español al alcance de todos, Madrid, Sensemayá Chororó, 1978
  • T.B.O., Madrid, Zero-Zyx, 1978
  • Vida del hombre invisible contada por él mismo, Madrid, Endimyón, 1994
  • Residuos urbanos (escrito de 1942 a hoy, inédito).
  • Antologado en Poesía y realidad. Moguer, Fundación Juan Ramón Jiménez, 2003.
  • Obra lírica y doméstica. Poemas completos. Fuenterrabía, Ed. Hiru, 2004.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Premi nazionali

  • 1977 - Premio Reseña
  • 1985 - Premio Nacional de Teatro
  • 1985- Premio El Espectador y la Crítica
  • 1986 - Premio Nacional de Literatura en la modalidad de Literatura Dramática.
  • 1989 - Premio Ciudad de Segovia
  • 1991 - Premio Euskadi de Literatura
  • 1993 - Premio Txema Zubia
  • 1993 - Premio Nacional de Literatura
  • 2003 - Max de Honor (sgae)
  • 2005 - Premio Quijote (Asociación Colegial de Escritores, Madrid)

Premi internazionali

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfonso Sastre, La bambola abbandonata, illustrazioni di Desideria Guicciardini, Milano, Emme, 1976
  2. ^ Alfonso Sastre, Il sangue e la cenere: dialoghi di Miguel Servet Nella rete : tragedia in tre parti : dramma in tre atti, Milano, Feltrinelli, 1967.
  3. ^ Alfonso Sastre, La taverna fantastica, a cura di Tiziana Tosolini, Milano, Tranchida, 1985. ISBN 88-85685-09-9
  4. ^ Alfonso Sastre, Gli occhi tristi di Guglielmo Tell, Cagliari, S.T.E.F, 1975.)
  5. ^ Alfonso Sastre, Il viaggio infinito di Sancio Panza, traduzione di Gianni Varsi, Firenze, Casa Editrice Le Lettere, 1987.
  6. ^ Alfonso Sastre, La rivoluzione e la critica della cultura, introduzione di Laura Dolfi e Magda Ruggeri Marchetti, Bologna, Cappelli, 1978.
  7. ^ Alfonso Sastre, La deriva degli intellettuali. A proposito di intellettuali e utopia, Datanews, 2005
  8. ^ Fonte: Sito ufficiale del Premio Viareggio-Répaci

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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