Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

David Grossman

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
David Grossman

David Grossman (in ebraico: דויד גרוסמן? Davìd Gróssman [da'viːd 'gʀosman]; Gerusalemme, 25 gennaio 1954) è uno scrittore e saggista israeliano. È autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di David Grossman immigrò in Israele all'età di nove anni, proveniente dallo shtetl di Dynow, in Galizia; autista di autobus, per motivi di salute fu incaricato di dirigere la biblioteca dell'azienda di trasporti, ed è lì che David ha iniziato, sin da bambino, la sua passione per la lettura e la letteratura, avvicinandosi precocemente a quella che sarebbe stata la sua futura professione; ed infatti all'età di nove anni, Grossman vinse una competizione nazionale sulla conoscenza dell'opera di Sholem Aleichem[1], successivamente lavorò come attore e come corrispondente per la radio Kol Israel, il servizio radiofonico di stato israeliano. È stato anche uno dei presentatori di חתול בשק (hatul be-saq, "Gatto nel sacco"), un programma per bambini trasmesso dal 1970 al 1984. Nello stesso programma fu trasmesso, sotto forma di dramma radiofonico, il suo libro Il duello. Insieme a Dani Eldar, ha condotto la popolare serie radiofonica Stutz (in Yiddish: "che può accadere"). Il suo rapporto con la radio di stato israeliana cessò bruscamente nel 1988, quando fu licenziato per le proprie posizioni politiche[2].

Grossman ha studiato filosofia e teatro all'Università Ebraica di Gerusalemme. Nel 1984 ha vinto il Premio del Primo Ministro per il Lavoro Creativo.

Grossman vive a Mevasseret Zion, vicino Gerusalemme. È sposato ed è padre di tre figli, Jonathan, Ruth ed Uri, morto nell'estate del 2006 durante la guerra del Libano (si veda sotto). David Grossman è ateo.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

David Grossman è considerato tra i più grandi scrittori e romanzieri contemporanei, noto per il suo stile semplice ed avvincente.

Tra i suoi libri di maggior successo vanno ricordati Qualcuno con cui correre e Ci sono bambini a zig zag, storie che se lette superficialmente possono sembrare destinate ad un pubblico di giovanissimi, sebbene tocchino temi profondi e universali.

Di forma decisamente più sperimentale sono invece altri romanzi, come Che tu sia per me il coltello o Vedi alla voce: amore; quest'ultimo in particolare, considerato il suo capolavoro, è un'opera dalla complessa architettura e dalla grande originalità stilistica, che attraverso mezzi espressivi inusuali, salti temporali, viaggi fantastici e personaggi singolari, racconta la Shoah vista dagli occhi e dalla fantasia di un bambino figlio di sopravvissuti.

Altrettanto ambizioso è A un cerbiatto somiglia il mio amore, dove, attraverso la storia di una madre che per salvare il figlio impegnato in un'incursione militare in Libano si mette in viaggio in compagnia del suo ex amante e compagno d'armi del marito, viene ripercorsa la storia di un'intera nazione, con le sue contraddizioni e fragilità.

Il vento giallo, il suo efficace saggio sulla popolazione palestinese nei territori occupati dagli israeliani in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, è stato accolto con calore all'estero e ha innescato dibattiti e polemiche nel suo paese.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Grossman è un attivista e sostenitore della sinistra israeliana, in particolare del Partito Laburista Israeliano, dai tempi di Yitzhak Rabin, ed è un critico della politica governativa nei confronti dei palestinesi di Gaza e Cisgiordania. Queste posizioni gli attirano da sempre le critiche e le ostilità della destra.

Come gran parte degli israeliani, Grossman ha però sostenuto Israele durante la guerra israelo-libanese del 2006, condotta contro le milizie del partito islamico Hezbollah, ma il 10 agosto 2006, insieme agli autori Amos Oz e Abraham Yehoshua, ha parlato durante una conferenza stampa chiedendo al governo di trovare un accordo per un cessate il fuoco come base per negoziati che portassero a una soluzione concordata, definendo ulteriori azioni militari come "pericolose e controproducenti" ed esprimendo preoccupazione per il governo libanese.

Due giorni dopo, suo figlio Uri, di 20 anni, militare di leva nella guerra in questione, è stato ucciso da un missile anticarro durante un'operazione delle Forze di Difesa Israeliane nel sud del Libano volta a massimizzare quanto ottenuto contro Hezbollah poco prima del cessate il fuoco imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite[4]. L'impegno di Grossman in favore della pace e del dialogo con arabi e musulmani è di conseguenza aumentato durante gli anni recenti.

Nel 2015, in un'intervista rilasciata a Fabio Scuto per La Repubblica, ha avuto insolite parole di supporto per Netanyahu[5] riguardo alla politica tenuta nei confronti dell'Iran, e si è pronunciato duramente contro quanto avvenuto ai danni della redazione di Charlie Hebdo[6].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Elenco parziale Di seguito sono elencate alcune delle opere di Grossman, a partire da quelle pubblicate in Italia (l'anno tra parentesi si riferisce all'edizione originale), laddove non indicato sono tutte Milano: Arnoldo Mondadori Editore.

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Libri per bambini[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Susanna Nirenstein, Grossman “Ho sposato mia moglie grazie a un racconto”, in La Repubblica, 6 luglio 2013, p. 39. URL consultato il 16 aprile 2014.
  2. ^ (EN) George Packer, The Unconsoled, in The New Yorker, 27 settembre 2010. URL consultato il 15 ottobre 2016.
  3. ^ cfr. "Duello su Dio" del 28/11/2008 a cura di Francesca Paci su L'Archivio di Metaforum.
  4. ^ Israel News | Online Israeli News Covering Israel & The Jewish World - JPost
  5. ^ Fabio Scuto, David Grossman: "L'Iran minaccia il mondo intero, stavolta Netanyahu ha ragione", in La Repubblica, 05 Marzo 2015. URL consultato il 14 Luglio 2015.
  6. ^ Fabio Scuto, Grossman: "Ma il nostro premier Netanyahu fa propaganda", in La Repubblica, 16 Febbraio 2015. URL consultato il 14 Luglio 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN84234812 · LCCN: (ENn86066972 · ISNI: (EN0000 0001 0920 2766 · GND: (DE118970399 · BNF: (FRcb12081713m (data)