Julio Iglesias

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Julio Iglesias
Julio Iglesias09.jpg
Julio Iglesias
Nazionalità Spagna Spagna
Genere Pop
Musica latina
Dance pop
Pop latino
Adult contemporary music
Periodo di attività 1968 – in attività
Etichetta Decca, Ariston Records, CBS, Columbia
Sito web

Julio José Iglesias de la Cueva, più noto come Julio Iglesias (Madrid, 23 settembre 1943), è un cantante spagnolo.

Con 300 milioni di dischi venduti è l'artista latino di maggior successo di tutti i tempi e in assoluto il cantante solista di maggior successo nella storia del continente europeo[1][2][3][4][5]. È il settimo classificato nella vendita di dischi nella storia della musica, il che ne fa una leggenda della musica latina e non solo.

Tra i singoli di maggior successo dal punto di vista commerciale ci sono Se mi lasci non vale, Sono un pirata, sono un signore, oltre ad aggiudicarsi numerosi dischi di platino e d'oro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Julio Iglesias nasce a Madrid alle due del pomeriggio del 23 settembre 1943, nell'antico Ospedale di Maternità della Calle Mesón de Paredes. È il figlio maggiore del Dr. Julio Iglesias Puga e di María del Rosario de la Cueva y Perignat. Condivise la sua infanzia con suo fratello Carlos. Sin dalla gioventù fu un appassionato del calcio: giocò nella squadra riserve delle giovanili del Real Madrid come portiere all'inizio degli anni sessanta. Riguardo a questo periodo della sua vita dirà semplicemente: «Sognavo di essere un portiere, ma le cose per me sono andate in altro modo, è la vita». Tale passione gli era stata trasmessa dal nonno, grande appassionato di Ricardo Zamora. Inoltre si iscrisse alla facoltà di Legge presso l'Università di Madrid.

Il 22 settembre 1963, la notte del suo 20° compleanno, fu vittima di un terribile incidente stradale: mentre era in macchina con degli amici, la loro auto venne distrutta in uno schianto con un'altra più grande. Trasportato d'urgenza all'ospedale di Madrid, le speranze che torni a camminare si rivelano minime secondo i pronostici dei medici: la convalescenza durò un anno e mezzo, compresa la riabilitazione. Durante la convalescenza, visto che la notte soffriva d'insonnia, Julio cominciò a scrivere i primi testi e le sue canzoni d'esordio, quasi sempre di carattere malinconico. Un infermiere gli pose una chitarra per cantare i suoi testi, dicendogli: «Non giocherai più al Bernabeu, ma con questa potrai forse avere un'altra bella carriera». A poco a poco acquisì dimestichezza con la chitarra e si disinteressò al calcio.

Dopo essere uscito dall'ospedale, si trasferì per un breve periodo a Londra per imparare l'inglese. Proprio in questo periodo comincia a cantare nei primi pub durante i fine settimana. A Cambridge, dove frequenta la Bell's Language School, conosce Gwendolyne Bollorà, che diverrà sua grande amica e alla quale dedicherà una delle sue prime canzoni più celebri, dal titolo appunto Gwendolyne. Tuttavia continua a scrivere numerosi testi, che cominciano ad interessare alcune case discografiche.

Nel 1968 ha vinto il Festival de la Canción de Benidorm con La vida sigue igual, tradotta in italiano con il titolo Se lei non c'è. Nel febbraio del 1969 partecipò al Festival Golden Stag di Brașov (Romania), durante quell'anno fece la sua prima tournée in America, cantò al Festival di Viña del Mar (Cile) e realizzò il suo primo film: La vida sigue igual.

Si fece conoscere a livello europeo quando partecipò all'Eurovision Song Contest 1970 con Gwendolyne. In breve divenne famoso incidendo canzoni in varie lingue, inglese, francese, portoghese, tedesco e italiano. In Italia ebbe un notevole successo soprattutto negli anni settanta con canzoni come Manuela (1975), Se mi lasci non vale (1976), Sono un pirata sono un signore (1978), Pensami (versione italiana di Júrame, il celebre brano scritto negli anni venti dalla compositrice messicana María Grever) e Se tornassi (1979).

Nel 1984 incise il singolo di grande successo All of You con Diana Ross, espandendo così la sua popolarità nel mondo anglosassone. Nel 1985 gli fu concessa la Stella della Fama ad Hollywood, risultando uno dei pochi artisti ispanici immortalato nella Hollywood Walk of Fame. Nel 1988 si aggiudicò il Grammy Awards al Miglior Cantante Latino del 1987, grazie al suo disco Un hombre solo. Nel 1992 fu nominato "Español Universal" (Spagnolo Universale) in Florida. Nel 1997 Julio ricevette il Premio Mónaco de La Música al Miglior Cantante Latino e fu il primo artista straniero nella storia della Cina ad aver ricevuto il prestigioso Golden Record Award nel 1995.

Ha avuto tre figli (Maria Isabel, Enrique e Julio José) dalla prima moglie Isabel Presler Arrastria e altri cinque figli (Miguel Alejandro, Rodrigo, le due gemelle Cristina e Victoria, e Guillermo) dalla seconda moglie Miranda Rijnsburger. Da José ha avuto i nipotini Julia e Nicolò.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di ottobre 2011, Julio Iglesias, Sting, Rod Stewart, Eros Ramazzotti ed Ennio Morricone hanno tenuto concerti a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan, come eventi principali del festival culturale che vi si organizza con periodicità annuale.[6] Le polemiche nascono dal fatto che il festival è considerato espressione del potere dittatoriale di Islom Karimov, la cui figlia, Gulnara Karimova, è promotrice e organizzatrice dell'evento.[6] Il festival fornisce uno strumento di visibilità, propaganda e consenso a uno dei peggiori regimi del pianeta, considerato, secondo i rapporti di Human Rights Watch, tra i più truci e repressivi del mondo, tanto da contendersi il primato negativo con i regimi di Corea del Nord e Birmania.[6]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Altri album[modifica | modifica wikitesto]

 
  • Fidèle (1981)
  • Zärtlichkeiten (1981)
  • Minhas canções preferidas (1981)
  • Momentos (1982) - 31 dischi di platino e 8 dischi d'oro
  • Et l'amour créa la femme (1982)
  • In Concert (1983)
  • Julio (1983)
  • 1100 Bel Air Place (1984) - prima posizione nella classifica Recording Industry Association of New Zealand per 4 settimane, seconda nella Ö3 Austria Top 40, terza nella Dutch Top 40
  • Libra (1985) - 6 dischi di platino
  • Un hombre solo (1987)
  • Non Stop (1988) - disco d'oro
  • Raíces (1989) - disco d'oro nei Paesi Bassi
  • Latinamente (1989)
  • Starry Night (1990) - disco d'oro nei Paesi Bassi
  • Calor (1992) - prima posizione nella classifica Dutch Top 40 per 2 settimane e 2 dischi d'oro
  • Crazy (1994)
  • La carretera (1995)
 
  • My Life: The Greatest Hits (1998)
  • Noche de cuatro lunas (2000)
  • Una donna può cambiar la vita (2001)
  • Ao meu Brasil (2001)
  • Divorcio (2003) - quarto posto in Portogallo, 3 dischi di platino e 2 dischi d'oro
  • Love Songs (2003) - terza posizione in Portogallo
  • En français (2004)
  • Love Songs - Canciones de amor (2004)
  • L'homme que je suis (2005)
  • Romantic Classics (2006)
  • Quelque chose de France (2007)
  • 1 (2011) - prima posizione nelle Fiandre in Belgio, terza posizione in Spagna
  • The Dutch Collection (2011) - terza posizione nei Paesi Bassi
  • The Spanish Collection (2014) - prima posizione nei Paesi Bassi
  • México (2015) - prima posizione in Spagna

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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