Enzo Bettiza

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Vincenzo Bettiza, detto Enzo Bettiza (Spalato, 7 giugno 1927), è un giornalista, scrittore e politico italiano.

Vincenzo Bettiza
Enzo Betizza.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VII legislatura della Repubblica Italiana
Gruppo
parlamentare
Socialdemocratico-liberale (1976-1977)
Misto (1977-1979)
Circoscrizione Milano I
Incarichi parlamentari
  • VII commissione permanente (istruzione pubblica)
  • Commissione per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
  • Rappresentanza italiana al Parlamento Europeo
Sito istituzionale

Eurodeputato
Legislature I, II, III
Gruppo
parlamentare
Gruppo Liberale e Democratico (1979-1989)
Confederazione dei Partiti Socialisti della Comunità Europea (1989-1994)
Incarichi parlamentari
  • Presidente della delegazione per le relazioni con la Jugoslavia
  • Presidente della delegazione per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese
  • Presidente della delegazione per le relazioni con l'Unione Sovietica

Dati generali
Partito politico Partito Liberale Italiano
Professione giornalista

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre apparteneva alla allora nutrita minoranza italiana di Spalato. La fortuna economica della famiglia Smacchia Bettiza risaliva all'epoca napoleonica, quando il governo francese delle province illiriche appaltò la costruzione della strada carraia da Spalato a Ragusa all'impresa del bisnonno dello scrittore. Ancora negli anni venti la fabbrica cementifera Gilardi e Bettiza era la più importante industria della Dalmazia. La madre era di origini montenegrine e proveniva dall'isola di Brazza, a poche miglia da Spalato. Negli anni venti, come consentito dal Trattato di Rapallo, la famiglia aveva optato per la cittadinanza italiana, pur risiedendo in territorio jugoslavo. Dopo la Seconda guerra mondiale l'industria fu nazionalizzata e la famiglia Bettiza si trasferì in Italia.

Da giovane, Bettiza aderì brevemente al partito comunista italiano, da cui si distaccò per aderire a posizioni liberali. Nel periodo 1957-1964 è stato corrispondente per il quotidiano La Stampa, prima da Vienna e poi da Mosca. Poi è passato al Corriere della Sera per il quale ha lavorato, sempre come corrispondente dall'estero, per dieci anni. Bettiza è stato direttore del Resto del Carlino e della Nazione e autore di numerosi libri. La sua attività si è incentrata soprattutto sullo studio dei paesi mitteleuropei.

Riguardo ai suoi anni al Corriere, Bettiza si espresse senza mezzi termini su Giulia Maria Crespi, la comproprietaria del giornale:

« Presumeva di poter fare e disfare le direzioni e le strategie politiche del quotidiano di cui non capiva nulla: assolutamente nulla. [L'entourage di persone fidate di cui si circondava], col suo sinistrismo festaiolo, ha avuto una parte di responsabilità nella diffusione degli impulsi autodistruttivi che dovevano percorrere la società italiana dopo la vacanza utopica del 1968.[1] »

Secondo Bettiza, «Giulia Maria Crespi e Piero Ottone volevano fare del Corriere "un quotidiano d'assalto tipo il manifesto o Lotta Continua». Il comitato di redazione, «giacobinizzandosi, tendeva sempre più a diventare un comitato di salute pubblica».

Bettiza ha fondato con Indro Montanelli Il Giornale, di cui sarà dal 1974 al 1983 condirettore vicario. La collaborazione è terminata a causa di alcuni contrasti sulla linea politica: Bettiza era favorevole al cosiddetto progetto lib-lab (un accordo fra liberali e socialisti), non condiviso da Montanelli.

È stato senatore della Repubblica dal 1976 al 1979 per il Partito Liberale Italiano. Dal 1979 al 1989 ha rappresentato il partito al Parlamento europeo, per poi passare al Partito Socialista Italiano.

Attualmente è editorialista della Stampa.

Tra le sue opere letterarie ricordiamo Esilio (Premio Campiello nel 1996), memoria dell'infanzia e adolescenza nella natia Dalmazia mitteleuropea dagli anni venti alla Seconda guerra mondiale, e il romanzo I fantasmi di Mosca (1993), riflessione sul totalitarismo negli anni delle purghe staliniane, considerato il più lungo romanzo mai scritto in lingua italiana.

Nel 2010 ha rivelato di votare Lega Nord, partito che considera erede della "buona amministrazione" austro-ungarica.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 28 maggio 2003[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • La Campagna Elettorale. Romanzo, Milano, Bianchi-Giovini, 1953; Introduzione di Geno Pampaloni, BUR, 1976; Introduzione di Geno Pampaloni, Collana Oscar Narrativa, Mondadori, Milano 1987 ISBN 88-04-29738-7; Collana Oscar Scrittori Moderni, Mondadori, Milano, 1997 ISBN 88-04-43491-0.
  • Il fantasma di Trieste, Collana La Ginestra n.25, Longanesi, Milano, 1958; Collana Scrittori Italiani, Mondadori, 1985 ISBN 88-04-26666-X; Collana Scrittori del Novecento n.1632, Oscar Mondadori, 1996.
  • L'Ispettore, Collana La Gaja Scienza, Longanesi, Milano, 1964.
  • I Fantasmi di Mosca, Collana Scrittori Italiani e Stranieri, Mondadori, Milano, 1993 ISBN 88-04-30914-8; riedito separato in edizione economica: I parte, titolo I fantasmi di Mosca. Hotel Lux, Collana Oscar bestseller n.1224, Mondadori, Milano, 2002 ISBN 88-04-50110-3; II parte, titolo I fantasmi di Mosca. La confessione di Sveto, Collana Oscar bestsellers n. 1853, Mondadori, Milano, 2008 ISBN 88-04-58135-2
  • Esilio. Confessioni Illiriche tra Dalmazia e Bosnia, Milano, Mondadori, 1996 88-04-39783-7; Collana Oscar bestsellers n.914, Mondadori, 1998 ISBN 88-04-45943-3.
  • Il Libro Perduto, Scrittori Italiani e Stranieri, Mondadori, Milano, 2005 ISBN 88-04-52429-4.
  • La Distrazione, Collana Scrittori Italiani e Stranieri, Mondadori, Milano 2013 ISBN 978-88-04-62458-5.

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • La nuova cultura tedesca. Adorno, Augstein, Bloch, Grass, Enzensberger, Johnson, Mayer. L'ultima grande inchiesta sulla Germania, Collana La Fronda, Longanesi, Milano, 1965.
  • L'altra Europa. Fisiologia del revisionismo nei paesi dell'Est, Firenze, Vallecchi, 1966.
  • Mito e realtà di Trieste, Collana La coda di paglia n.3, All'insegna del pesce d'oro, Milano 1966.
  • L'Altra Germania. La prima inchiesta completa in Europa sulla Repubblica di Ulbricht, Milano, Longanesi, 1968.
  • Il comunismo da Budapest a Praga 1956-1968, con Ennio Ceccarini e Arrigo Levi,Prefazione di Adolfo Battaglia, Collana Saggi n.2, Roma, Edizioni della voce, 1969.
  • Quale PCI? Anatomia di una crisi, Collana Studio n.7, Longanesi, Milano, 1969.
  • Il comunismo europeo. Una verifica critica dell'ipotesi eurocomunista, Milano, Rizzoli, 1978.
  • Lib/Lab. Le prospettive del rapporto tra liberali e socialisti in Italia e in Europa, con Ugo Intini, Milano, Sugarco, 1980.
  • Il mistero di Lenin. Per un'antropologia dell'homo bolscevicus, note a cura di Dario Staffa, Milano, Rizzoli, 1982; con un nuovo saggio introduttivo "Perestrojka o Glasnost", Collana Saggistica BUR, BUR, Milano, 1988 ISBN 978-88-17-16676-8.
  • Via Solferino. La vita del "Corriere della Sera" dal 1964 al 1974, Milano, Rizzoli, 1982; Collana Oscar bestsellers, Mondadori, Milano, 1999 ISBN 88-04-46402-X.
  • Saggi, viaggi, personaggi, Collana Saggi Italiani, Rizzoli, Milano, 1984 88-17-51120-X.
  • L'Anno Della Tigre. Viaggio nella Cina di Deng, Collana Ingrandimenti, Mondadori, Milano, 1987 ISBN 88-04-30064-7.
  • Non una vita, Milano, Rizzoli, 1989 ISBN 88-17-85080-2.
  • L'eclisse del comunismo, Torino, La Stampa, 1994 ISBN 88-7783-075-1.
  • L'Ombra Rossa, Milano, Mondadori, 1998 ISBN 88-04-43260-8; Collana Oscar Bestsellers n.1025, Mondadori, 1999 88-04-47357-6.
  • Mostri sacri. Un testimone scomodo negli anni del consenso, Milano, Mondadori, 1999 ISBN 88-04-45663-9; Collana Oscar Bestsellers, Mondadori, 2001 ISBN 88-04-48623-6.
  • La cavalcata del Secolo. Dall'attentato di Sarajevo alla caduta del muro, Milano, Mondadori, 2000 ISBN 88-04-47480-7; Collana Oscar Bestsellers n.1166, Mondadori, Milano, 2001 ISBN 88-04-49557-X.
  • Corone e Maschere. Ritratti d'Oriente e Occidente, Collana Frecce, Mondadori, Milano 2001 ISBN 88-04-49951-6; Collana Oscar Bestsellers, Mondadori, 2002 ISBN 88-04-51084-6.
  • Viaggio nell'ignoto. Il mondo dopo l'11 settembre, Collana Varia, Mondadori, Milano, 2002 ISBN 88-04-51257-1; Collana Oscar Saggi, Mondadori, 2004 ISBN 88-04-52591-6.
  • Sogni di Atlante. Memorie di un viaggiatore, Milano, Mondadori, 2004 ISBN 88-04-52988-1; Collana Oscar Saggi, Mondadori, 2005 ISBN 88-04-54512-7.
  • 1956. Budapest: i giorni della rivoluzione, Collana Le Scie, Mondadori, Milano 2006 ISBN 88-04-55868-7; Collana Oscar Storia, Mondadori 2007 88-04-57199-3.
  • L'Archivio del non detto (galleria di ritratti di Konrad Adenauer, Herbert von Karajan, Zhou Enlai, Guido Piovene, Indro Montanelli), Collana Varia Saggistica, Mondadori, 2007 ISBN 88-04-57423-2
  • La primavera di Praga. 1968: la rivoluzione dimenticata, Collana Le Scie, Mondadori, Milano, 2008 ISBN 88-04-57851-3; Collana Oscar Storia, Mondadori, Milano, 2009 ISBN 88-04-58977-9.
  • 1989. La fine del Novecento,Collana Le Scie, Mondadori, Milano 2009 ISBN 88-04-58744-X.

Raccolte di articoli e Conversazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Diario di Mosca. 1961-1962. Una partecipazione dall'interno, un'immedesimazione avventurosa e personale con il fenomeno Russia, Collana I Marmi n.60, Longanesi, Milano, 1970; Collana Oscar Storia, Mondadori, Milano, 1998 ISBN 88-04-45995-6.
  • Qui Mosca. Grandi città del Mondo, Milano, Touring Club Italiano, 1974.
  • Diario di un grande elettore, Milano, Editoriale nuova, 1978.
  • Il Diario di Mosca e Cronache da Pietroburgo, Collana Oscar Bestsellers n.1085, Mondadori, Milano, 2000 ISBN 88-04-48150-1.
  • Arrembaggi e Pensieri. Conversazione con Enzo Bettiza, intervista a cura di Dario Fertilio, Collana Saggi Italiani, Rizzoli, 2001 ISBN 88-17-86752-7

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sandro Gerbi, Raffaele Liucci, Montanelli - L'anarchico borghese, Torino, Einaudi, 2009, pag. 88.
  2. ^ Corriere della Sera, 26 aprile 2010
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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