Piero Guccione

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«In Guccione, la pena è moltiplicata: a dargli patimento non è il semplice spettacolo di un'aiola en souffrance, ma quello, più crudo, della terra in pericolo, spogliata, saharizzata, ridotta da verde selva a deserto di dune gialle.»

(Gesualdo Bufalino, Saldi d'autunno)
Piero Guccione

Piero Guccione (Scicli, 5 maggio 1935Modica, 6 ottobre 2018[1]) è stato un pittore e incisore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Piero Guccione è nato il 5 maggio 1935 a Scicli, piccola città della fascia sud-orientale della Sicilia, in provincia di Ragusa. Terzogenito di una famiglia della piccola borghesia, suo padre era un ottimo sarto, con spiccata propensione musicale come molti artigiani di allora, sua madre casalinga che avrebbe voluto ad ogni costo suo figlio diventasse medico. Grazie alla complicità del padre, abbandona gli studi classici per dedicarsi al vero piacere di disegnare e dipingere. Frequenta per un anno la Scuola d'arte di Comiso, quindi si traferisce all'Istituto d'arte di Catania, dove trascorrerà tre anni, tra i più felici della sua carriera scolastica, diplomandosi nel 1954.

Nello stesso anno, durante l'estate, muore improvvisamente il suo prezioso alleato paterno che, insieme a un profondo dolore, gli lascia la coscienza libera di agire per assecondare i suoi desideri. Nell'ottobre del 1954 si ritrova, quindi, a Roma senza molti punti di riferimenti. S'iscrive all'Accademia di Belle Arti che frequenta solo per un mese, trovandola priva di qualsiasi stimolo e interesse. Vive in un pensionato a San Francesco a Ripa mantenendosi col sussidio di 500 Lire che riceve da una scuola parastatale di cartellonismo pubblicitario, destinato a chi proveniva da fuori città. Nei primi due anni romani non dipinge quasi mai. Lavora come grafico in uno studio romano, dove ha la possibilità di cimentarsi in nuove forme espressive quali manifesti pubblicitari, caricature per giornali, disegni di mobili.

Dal 1958 al 1969 partecipa alle missioni paleontologiche nel deserto del Sahara libico, con l'équipe dell'archeologo Fabrizio Mori, per il rilevamento di pitture rupestri. Nel 1961, su richiesta dell'American Federation of Art, organizza una mostra di tali pitture all'Università di Columbia di New York, successivamente ospitata nelle maggiori università americane.

Il 23 aprile 1960 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Elmo di Roma, in via Margutta presentata dal critico d'arte Duilio Morosini. Dal 1962 al 1964 ha fatto parte del gruppo Il pro e il contro, con i pittori Attardi, Calabria, Farulli, Guerreschi, Gianquinto e Vespignani e i critici d'arte Antonio Del Guercio, Dario Micacchi e Morosini.[2].

Nel 1963 una sua opera viene esposta alla mostra Contemporary Italian Paintings, allestita in alcune città australiane[3]. Nel 1963-64 espone alla mostra Peintures italiennes d'aujourd'hui, organizzata in Medio Oriente e in Nordafrica[4].

Alla fine degli anni Sessanta costruisce una casa estiva in un lembo estremo della Sicilia Orientale, dove i suoi soggiorni si fanno sempre più frequenti e prolungati. Nel 1973 Leonardo Sciascia, presentando una sua mostra a Palermo, conia il termine platitude [5] per definire la sua cifra stilistica come una fuga dalle sensazioni per andare e restare oltre il tempo. Nel 1976 espone per la prima volta a Parigi, con una personale alla Galerie Claude Bernard dove sarà invitato nuovamente nel 1983, 1988 e 1998.

Nel 1979 ha tenuto la cattedra di pittura all'Accademia di belle arti di Catania. Nello stesso anno, con Sonia Alvarez, è tornato a vivere in Sicilia, in una campagna (Quartarella), tra Scicli e Modica dove trascorre il resto della vita e dove prenderanno vita i famosi mari,i carrubi, il vento dell'ovest, le lune diurne, trasparenti, i fiori di ibisco, tutta quella natura che incantava i suoi occhi.

Ha partecipato a importanti esposizioni pubbliche, nazionali e internazionali. Nel 1984 l'Hirshhorn Museum di Washington lo ha invitato alla mostra internazionale Drawings 1974-84. Nel 1985 è stato invitato dal Metropolitan Museum of Art di New York / The Mezzanine Gallery, per un'antologica di grafica. Sue opere grafiche figurano nella collezione permanente del Museo. Ha partecipato alla X e alla XII edizione della Quadriennale di Roma (1972 e 1992). È stato invitato a diverse edizioni della Biennale di Venezia (1966, 1972, 1978, 1982, 1988); la Biennale del 1988 gli ha dedicato una sala personale nel Padiglione Italiano.

Nel 1992 una retrospettiva con il titolo "Variazioni" è stata patrocinata dalla Provincia Regionale al Palazzo dei Leoni di Messina.Nel 1993 ha partecipato alla mostra "Tutte le strade portano a Roma?" a cura di Achille Bonito Oliva, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. A Palazzo Dugnani, con il patrocinio del Comune di Milano, ha avuto luogo nel 1986 la mostra personale "Dopo il vento d'occidente". La sua prima antologica è stata presentata nel 1971 dal Comune di Ferrara al Centro Arte Visive del Palazzo dei Diamanti; un'altra, molto più ampia, si è svolta alla Galleria d'Arte Moderna del Comune di Conegliano (Treviso) nel 1989.

Nel 1993 il Comune di Viareggio ha presentato a Palazzo Paolina "Omaggio al Maestro", un'antologica sul tema Il mare, in seno alle manifestazioni per il 64º Premio Letterario. Nel 1995 l'Assessorato alla Cultura del Comune di Conegliano (Treviso) ha proposto per la seconda volta una sua retrospettiva (curata da Marco Goldin) "I colori del mare 1967/95". L'anno successivo viene presentata una retrospettiva di pastelli a Villa Foscarini Rossi, Stra (Treviso) "Pastelli 1974-1996" a cura di Marco Goldin. Nel 1998 un'antologica viene presentata a Palazzo Reale di Milano.

Guccione ha partecipato inoltre a numerose mostre nelle gallerie italiane ed estere. Presenta le sue opere nelle principali Fiere d'Arte Internazionali: alla Kunstmesse di Basilea nel 1984, alla Foire internationale d'art contemporain (FIAC) di Parigi nel 1979 e nel 1990, alla C.LA.E. di Chicago e a The Armory Show di New York nel 1988.

Nel 1995 è nominato Accademico di San Luca. Nel 1999 riceve dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il Premio Speciale per la Cultura con Riccardo Muti e Rita Levi Montalcini. Nello stesso anno riceve il Premio Carlo Levi presso Aliano (Matera).[6] Nel 2001, viene pubblicato da Il Cigno GG Edizioni di Roma, la riedizione dell’opera originale di Galileo Galilei, Discorsi intorno a due Nuove Scienze con la prefazione di S.S. Giovanni Paolo II, illustrato da dieci incisioni di Piero Guccione. Nel 2004 Carlo Azelio Ciampi gli conferisce la medaglia d'oro alla Presidenza della Repubblica Italiana come benemerito dell'arte e della cultura. Nel luglio 2006 Palazzo Madama a Roma, sede del Senato della Repubblica Italiana accoglie sulla parete della Sala Italia la grande tela Il nero e l'azzurro. Nel 2008 le città di Roma e Milano lo celebrano dedicandogli una mostra antologica, rispettivamente a Palazzo Reale e alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna(GNAM) curate da Vittorio Sgarbi e Maurizio Calvesi. Nel 2006 presso la Fondazione Bufalino si è svolta la mostra "Bufalino e Guccione", una mostra in ricordo del decennale della scomparsa dello scrittore legato a lui da una vecchia amicizia. In alcuni scritti di Gesualdo Bufalino si parla infatti della pittura di Guccione. Nel gennaio 2010 Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma accoglie Le pale della Maddalena realizzate dall'artista per il Battistero.

Nel 2011 il regista Nunzio Massimo Nifosì ha girato il documentario Piero Guccione, verso l'infinito presentato al Festival internazionale del film di Roma, al Festival del film italiano di Madrid e alla Biennale di Venezia.[7] Nel luglio riceve Premio Pio Alferano 2017 presso il Castello dell'Abate (Castellabate, Salerno).[8] Il 5 Maggio 2018 è stato costituito a Roma l'Archivio Piero Guccione [9].

Piero Guccione si spegne il 6 ottobre 2018, a ottantatré anni, nella sua amata casa-studio di Quartarella nella campagna modicana.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Guccione ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi:

  • nel 1988 è stato finalista al premio Artista dell'Anno, promosso da 120 critici italiani, a Napoli (con Burri, Schifano e Perez)
  • nel 1995 è stato nominato Accademico di San Luca.
  • nel 1999 riceve il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
  • nel 2005 riceve la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica Italiana come benemerito dell’arte e della cultura.

Illustrazioni di opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Guccione ha illustrato alcune opere letterarie, tra cui:

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Per anni hanno collaborato con lui artisti come Sonia Alvarez, Franco Sarnari, Carmelo Candiano, Franco Polizzi, Mimmo Fiorilla, Paolino, La Cognata ed altri: insieme, costituivano il cosiddetto Gruppo di Scicli.
  • Gesualdo Bufalino ha scritto di lui in Saldi d'autunno.
  • Ha interpretato un cameo nei panni di un "pittore informale" nel film I giorni contati di Elio Petri (1962)

Piero Guccione nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ragusa, è morto il pittore Piero Guccione: guidò il "Gruppo di Scicli", in la Repubblica, Palermo, 6 ottobre 2018. URL consultato l'8 ottobre 2018.
  2. ^ È di quegli anni (esattamente del 1962) l'apparizione di Guccione, nel ruolo di se stesso, nel film I giorni contati di Elio Petri, di cui era amico lo stesso Vespignani
  3. ^ Contemporary Italian Paintings, su www.quadriennalediroma.org. URL consultato il 28 febbraio.
  4. ^ Peintures italiennes d'aujourd'hui, su www.quadriennalediroma.org. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  5. ^ Peintures italiennes d'aujourd'hui, su www.quadriennalediroma.org. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  6. ^ https://www.aliano.it/
  7. ^ Piero Guccione, verso l'infinito (2011).
  8. ^ http://www.fondazionepioalferano.it/
  9. ^ https://www.archiviopieroguccione.com/

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