Fabrizia Ramondino

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Fabrizia Ramondino

Fabrizia Ramondino (Napoli, 31 agosto 1936Gaeta, 23 giugno 2008) è stata una scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Napoli ma fin dall'infanzia viaggia molto, in Italia e all'estero, a seguito del padre diplomatico, e vive per alcuni anni a Palma di Maiorca. Ne deriva una formazione culturale cosmopolita, legata soprattutto a Spagna, Francia, Germania. Tra il 1943 e il 1948 si rifugia con la famiglia a Santa Maria di Massa Lubrense, poi, finita la guerrae morto il padre, trascorre la sua adolescenza con la madre, il fratello e la sorella in luoghi diversi[1].

Torna a Napoli nel 1960 immergendosi a pieno nella realtà cittadina attraverso l'insegnamento, l'impegno sociale e la solidarietà: lavora in un asilo sperimentale per bambine e bambini dei vicoli, conduce inchieste sul territorio e sulla disoccupazione. La sua scrittura spazia dal racconti al reportage, dall'autobiografia alla poesia, dal romanzo alla sceneggiatura[2]: affronta i temi del disagio psichico (Passaggio a Trieste, 2000), accompagna la troupe cinematografica di Mario Martone e Cesare Accetta nel deserto del Sahara per girare un documentario e scrivere un testo a sostegno del popolo Saharawi (Polisario. Un'astronave dimenticata nel deserto, 2000).[3]

Muore per un malore durante un bagno in mare sulla spiaggia di Sant'Agostino a Gaeta. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Itri, dove da qualche anno la scrittrice viveva, accanto a quelle di suo fratello Giancarlo, prematuramente scomparso nel 2004.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

È stata autrice eclettica e di grande rilievo, seppure poco nota ancora al grande pubblico[4]. Nei suoi saggi si riflette l'attenzione per problemi sociali e politici, dalla condizione dei disoccupati napoletani all'esperienza triestina nell'approccio con il disagio mentale secondo il metodo ispirato da Franco Basaglia, alla lotta di liberazione del popolo Saharawi. Nel 1981 raggiunge il successo con Althénopis (Premio Napoli 1981 e Premio Lombardi-Satriani, 1984), romanzo d'esordio autobiografico, e da allora si dedica prevalentemente alla narrativa, pubblicando numerosi romanzi e qualche raccolta di racconti. Nel 2004 pubblica anche una raccolta di poesie, Per un sentiero chiaro, vincitrice della prima edizione del Premio internazionale di poesia Pier Paolo Pasolini. L'ultimo libro, il romanzo La via, è uscito il giorno dopo la sua morte improvvisa.

  • Napoli: i disoccupati organizzati, 1977
  • Althénopis, Einaudi, 1981, 2° ed. 1995, 3° ed. 2016.
  • Storie di patio, Einaudi, 1983, Premio Penne, 1984
  • Taccuino tedesco, La Tartaruga (1987)
  • Un giorno e mezzo, Einaudi, 1988
  • Star di casa, Garzanti, 1991
  • Dadapolis. Napoli al caleidoscopio, con F. Andreas Müller, Einaudi, 1992
  • Morte di un matematico napoletano con M. Martone, Ubulibri, 1992
  • Terremoto con madre e figlia, Nuovo melangolo, 1994
  • In viaggio, Einaudi, 1995
  • L'isola riflessa, Einaudi, 1998 (Premio letterario Racalmare Leonardo Sciascia 1999)
  • Ci dicevano analfabeti. Il movimento dei disoccupati napoletani degli anni '70, Argo, 1998
  • L'isola dei bambini, Edizioni e/o, 1998
  • Polisario, Gamberetti, 2000
  • Passaggio a Trieste, Einaudi, 2000
  • Guerra d'infanzia e di Spagna, Einaudi, 2001
  • Bagnoli. Lo smantellamento dell'Italsider con R. Rossanda, Mazzotta, 2001
  • Il libro dei sogni, l'ancora del mediterraneo, 2002
  • Il calore, nottetempo, 2004
  • Per un sentiero chiaro, Einaudi, 2004
  • Arcangelo e altri racconti, Einaudi, 2005
  • La via, Einaudi, 2008 (in libreria il giorno dopo il decesso)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Molte notizie sulla sua vita sono reperibili nel romanzo autobiografico Althénopis, di cui esiste una nuova edizione Einaudi a cura di Silvio Perrella.
  2. ^ Fabrizia Ramondino. La scrittrice silenziosa, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 24 luglio 2016.
  3. ^ Donne di Napoli. Fabrizia Ramondino, donnedinapoli.coopdedalus.org. URL consultato il 24 luglio 2016.
  4. ^ Annalisa Andreoni, Fabrizia Ramondino, una grande scrittrice in un'Italia che ha sempre avuto problemi con le donne, su http://www.huffingtonpost.it/. URL consultato il 24 luglio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beatrice Alfonzetti e Siriana Sgavicchia, Fabrizia Ramondino in L'Illuminista: rivista di cultura contemporanea diretta da Walter Pedullà, Roma, Ponte Sisto, 2015.
  • Adalgisa Giorgio (a cura di), "Non sto quindi a Napoli sicura di casa": identità, spazio e testualità in Fabrizia Ramondino, Morlacchi editore, 2013.   
  • Franco Sepe, Fabrizia Ramondino. Rimemorazione e viaggio, Liguori, 2011.  
  • Beatrice Alfonzetti, Fabrizia Ramondino, scrittrice del disagio in Giulio Ferroni (a cura di) Il turbamento e la scrittura, Donzelli editore, Bari, 2010.  

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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