Fabrizia Ramondino

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Fabrizia Ramondino

Fabrizia Ramondino (Napoli, 31 agosto 1936Gaeta, 23 giugno 2008) è stata una scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fabrizia Ramondino nasce a Napoli il 31 agosto del 1936, da Pia Mosca e da Ferruccio Ramondino, diplomatico.

Al seguito dei genitori viaggia moltissimo, dopo alcuni mesi a Chur in Svizzera, si trasferisce a Maiorca, dove il padre è stato nominato console. Dal 1944 al 1948 la famiglia Ramondino si sposta nella penisola sorrentina, a Santa Maria di Massa Lubrense, per sfuggire ai bombardamenti tedeschi.

Comincia gli studi liceali in Francia, ma, all'indomani della morte del padre, la famiglia ritorna a Napoli e per un breve periodo a Somma Vesuviana. Negli anni Cinquanta è in Germana, nei Sessanta torna a vivere a Napoli. Si laurea in letteratura francese all’Istituto Orientale. Lavora all’AIED, insegna a leggere e scrivere ai bambini dei vicoli nei Quartieri Spagnoli, fonda l’Arn, Associazione Risveglio Napoli, asilo gratuito per i bambini e scuola serale di preparazione alla licenza media per gli adulti. Nel 1968 milita nel Centro di Coordinamento Campano in cui si occupa di disoccupati urbani e contadini poveri. Nel 1975 è a Lisbona per la rivoluzione dei garofani e poi nella Repubblica Popolare Cinese. Nel 1977 esce il primo libro Napoli. I disoccupati organizzati. Nel 1981 raggiunge il successo con il romanzo autobiografico Althénopis (Premio Napoli 1981; Premio Lombardi-Satriani1984) pubblicato da Einaudi e molto apprezzato da Natalia Ginzburg e da Elsa Morante.

Negli anni Ottanta collabora con Il Mattino e continua a pubblicare i suoi testi in prosa: Storie di patio, Un giorno e mezzo, Dadapolis. Caleidoscopio napoletano. Negli anni Novanta si trasferisce a Itri, vicino a Gaeta, e scrive con Mario Martone la sceneggiatura del film Morte di un matematico napoletano che riceve il Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia. Successivamente Martone mette in scena la drammaturgia Terremoto con madre e figlia.

Per circa un mese è con Martone presso la tendopoli del popolo saharawi nel deserto algerino. Da questa esperienza nasce il libro Polisario. Un'astronave dimenticata nel deserto. Trascorre poi un lungo periodo a Ventotene, per superare la depressione e il disagio psichico, e a Ponza nel Centro di Salute Mentale - tempo raccontato nel libro L’isola riflessa, pubblicato da Einaudi. Frequenta il Centro Donna Salute Mentale di Trieste, fondato da alcune strette collaboratrici di Franco Basaglia, da cui nasce il racconto Passaggio a Trieste. Pubblica poi Guerra d’Infanzia e di Spagna, Il libro dei sogni, la raccolta di poesie Per un sentiero chiaro, e le raccolte di racconti Il calore e Arcangelo.

Muore sulla spiaggia di Sant'Agostino il 23 giugno del 2008. Il giorno dopo esce il suo ultimo libro La via.

Le sue spoglie riposano nel cimitero di Itri, dove la scrittrice viveva, accanto a quelle del fratello Giancarlo, scomparso prematuramente nel 2004.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Storie di patio, Einaudi, 1983.
  • In viaggio, Einaudi, 1995.
  • Il calore, Nottetempo, 2004.
  • Arcangelo e altri racconti, Einaudi, 2005.

Prose[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoli. I disoccupati organizzati, 1977.
  • Ci dicevano analfabeti. Il movimento dei disoccupati napoletani degli anni '70, Argo, 1998.
  • L'isola dei bambini, Edizioni e/o, 1998.
  • Star di casa, Garzanti, 1991.
  • Dadapolis. Napoli al caleidoscopio, con F. Andreas Müller, Einaudi, 1992.
  • L'isola riflessa, Einaudi, 1998.
  • Polisario. Un'astronave dimenticata nel deserto, Gamberetti, 2000.
  • Passaggio a Trieste, Einaudi, 2000.
  • Bagnoli. Lo smantellamento dell'Italsider con R. Rossanda, Mazzotta, 2001.

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

  • Per un sentiero chiaro, Einaudi, 2004.

Taccuini[modifica | modifica wikitesto]

  • Taccuino tedesco, La Tartaruga, 1987; Nottetempo, 2010.
  • Il libro dei sogni, L'ancora del mediterraneo, 2002.

Sceneggiature e testi teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Premio Napoli di Narrativa 1954-2002, su premionapoli.it. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  2. ^ Albo vincitori "Isola di Arturo", su premioprocidamorante.it. URL consultato il 9 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2019).
  3. ^ Premio Racalmare a Fabrizia Ramondino, su akragas.net. URL consultato il 20 dicembre 2019.
  4. ^ premio Rhegium Julii, su circolorhegiumjulii.wordpress.com. URL consultato il 3 novembre 2018.
  5. ^ VINCITORI PREMI INTERNAZIONALI FLAIANO 2000, su premiflaiano.com. URL consultato il 20 dicembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beatrice Alfonzetti e Siriana Sgavicchia, Fabrizia Ramondino in L'Illuminista: rivista di cultura contemporanea diretta da Walter Pedullà, Roma, Ponte Sisto, 2015.
  • Adalgisa Giorgio (a cura di), "Non sto quindi a Napoli sicura di casa": identità, spazio e testualità in Fabrizia Ramondino, Morlacchi editore 2013.
  • Franco Sepe, Fabrizia Ramondino. Rimemorazione e viaggio, Liguori 2011.
  • Beatrice Alfonzetti, Fabrizia Ramondino, scrittrice del disagio in Giulio Ferroni (a cura di) Il turbamento e la scrittura, Donzelli editore, Bari 2010.
  • Paola Nitido, Le vite degli altri abitano la mia. La scrittura del sé nell'opera di Fabrizia Ramondino, Fridericiana Editrice Universitaria, Napoli 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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