Gina Lagorio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Luigina Bernocco
Gina Lagorio daticamera.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature X
Gruppo
parlamentare
Sinistra Indipendente
Collegio Genova
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Sinistra Indipendente
Titolo di studio laurea in Letteratura inglese
Università Università degli Studi di Torino
Professione scrittrice

Premio Premio Viareggio 1984

Gina Lagorio, pseudonimo di Luigina Bernocco (Bra, 6 gennaio 1922Milano, 17 luglio 2005), è stata una scrittrice, critica letteraria e politica italiana esponente della cosiddetta Generazione degli anni trenta. Pubblicò tutti i suoi scritti firmandosi con il cognome del primo marito, di cui rimase precocemente vedova. Ha vinto il Premio Viareggio nel 1984 per il romanzo Tosca dei gatti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Bra e vissuta a lungo in Liguria, rimase legata alle sue terre per tutta la vita, come emerge dalle sue opere, ispirate a scrittori piemontesi come Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, e liguri come Camillo Sbarbaro.

Si laureò in Letteratura inglese all'Università degli Studi di Torino.

Il suo romanzo d'esordio, Polline, è del 1966. Dei successivi libri, Un ciclone chiamato Titti è dedicato alla figlia, mentre Approssimato per difetto è dedicato al marito Emilio Lagorio, scomparso nel 1964.

Si risposò in seconde nozze con l'editore Livio Garzanti.

Fu deputata al Parlamento italiano per il gruppo Sinistra Indipendente dal 1987 al 1992.

Pubblicò opere di letteratura per ragazzi, di saggistica e di teatro (i testi teatrali sono nel volume Freddo al cuore, 1989) e collaborò ad alcuni programmi Rai. I suoi libri sono stati tradotti in molti paesi.[1]

Nel 1986 collaborò alla sceneggiatura del film TV di Raidue Fuori scena, tratto dal suo romanzo del 1979 e con protagonista Valeria Moriconi.[2]

Nel 1991 scrisse il libretto per l'opera lirica di Flavio Emilio Scogna La Memoria Perduta[3] andata in scena nel 2002 per il Teatro dell'Opera di Roma.

Nel 2003 fu colpita da un ictus e raccontò quel doloroso evento nel libro Capita, terminato proprio poche settimane prima di morire. Malata di tumore, morì a Milano il 17 luglio 2005 a 83 anni.[4]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Le è stato dedicato il Premio Nazionale Gina Lagorio “Una donna nel mondo” [15].

È stata insignita della cittadinanza onoraria del comune di Cherasco [16].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 30 aprile 1999[17]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il polline, Milano, Mondadori, 1966
  • Un ciclone chiamato Titti, Bologna, Cappelli, 1969
  • Approssimato per difetto, Bologna, Cappelli, 1971
  • Qualcosa nell'aria, Milano, Garzanti, 1975
  • La spiaggia del lupo, Milano, Garzanti, 1977
  • Fuori scena, Milano, Garzanti, 1979
  • Tosca dei gatti, Milano, Garzanti, 1983
  • Golfo del paradiso, Milano, Garzanti, 1987[18]
  • Tra le mura stellate, Milano, Mondadori, 1991
  • Il silenzio, Milano, Mondadori, 1993
  • Il Bastardo, Milano, Rizzoli, 1996 (Premio Società dei Lettori, Lucca-Roma)
  • Inventario, Milano, Rizzoli, 1997
  • L'arcadia americana, Milano, Rizzoli, 1999
  • Elogio della zucca, Milano, Rizzoli, 2000
  • Raccontiamoci com'è andata, Milano, Viennepierre, 2003
  • Capita, Milano, Garzanti, 2005 (postumo)

Libri per ragazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Le novelle di Simonetta, Milano, Ceschina, 1960
  • Attila re degli Unni, Firenze, Sansoni, 1964

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Non più mille, proposta per un'identificazione (in collaborazione con Vico Faggi), Genova, 1975.

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

  • Beppe Fenoglio, Firenze, La Nuova Italia, 1970
  • Cultura e letteratura ligure del '900, Savona, Sabatelli, 1972
  • Sui racconti di Sbarbaro, Parma, Guanda, 1973
  • Sbarbaro controcorrente, Parma, Guanda, 1973
  • Angelo Barile e la poesia dell'intima trasparenza, Capua, L'airone, 1973
  • Sbarbaro, un modo spoglio di esistere, Milano, Garzanti, 1981
  • Penelope senza tela, Ravenna, Longo, 1984
  • Freddo al cuore, Milano, Mondadori, 1989
  • Il decalogo di Kieslowski, Casale Monferrato, Piemme, 1992

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Libri di Gina Lagorio, su worldcat.org. URL consultato il 25 aprile 2019.
  2. ^ Valeria Moriconi sarà un’attrice in crisi, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 14 giugno 1986.
  3. ^ La memoria perduta, libretto, su testoesenso.it. URL consultato il 25 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2018).
  4. ^ È morta la scrittrice Gina Lagorio, su corriere.it. URL consultato il 5 giugno 2017.
  5. ^ Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, su premiocampiello.org. URL consultato il 24 febbraio 2019.
  6. ^ Gina Lagorio: Premio Flaiano per il teatro, su premiflaiano.com. URL consultato il 25 aprile 2019.
  7. ^ Assegnati i Viareggio, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 25 aprile 2019.
  8. ^ Premio Rapallo Carige, su gruppocarige.it. URL consultato il 25 aprile 2019.
  9. ^ I VINCITORI DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE CEPPO PISTOIA
  10. ^ Grinzane 1997, su stpauls.it. URL consultato il 25 aprile 2019.
  11. ^ Premio libro ligure dell’anno, su libridiliguria.it. URL consultato il 18 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2018).
  12. ^ Milano: Ambrogini d'oro a Falk Miglio, De Andrè e Gina Lagorio
  13. ^ Albo d’oro – Premio Omegna “Della Resistenza”
  14. ^ PREMIO PER LA SAGGISTICA “Città di san salvatore Monferrato – Carlo Palmisano”
  15. ^ A Cherasco si terrà il premio nazionale Gina Lagorio “una donna nel mondo”
  16. ^ Dedicati a Gina Lagorio: il Premio nazionale e una Mostra di fotografie inedite, su comune.cherasco.cn.it. URL consultato il 17 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2018).
  17. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it. URL consultato il 10 novembre 2021.
  18. ^ Stefano Giovanardi, Nella casa del pettirosso, in la Repubblica, 7 maggio 1987. URL consultato il 24 marzo 2022.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN79110318 · ISNI (EN0000 0001 2141 0664 · SBN CFIV016482 · BAV 495/366972 · LCCN (ENn80046601 · GND (DE119437465 · BNE (ESXX992291 (data) · BNF (FRcb12467053n (data) · J9U (ENHE987007272340505171 · NSK (HR000050077 · CONOR.SI (SL27370083 · WorldCat Identities (ENlccn-n80046601