Michele Prisco

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Michele Prisco nel 1995

Michele Prisco (Torre Annunziata, 4 gennaio 1920Napoli, 19 novembre 2003) è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Michele Prisco e il pittore Enrico Accatino, 1947

Nato e cresciuto a Torre Annunziata in un ambiente borghese che poi costituirà lo sfondo dei suoi libri. Si laurea in giurisprudenza e supera anche gli esami di procuratore legale, ma alla carriera di avvocato preferisce quella di giornalista e scrittore.

Nel 1942 viene pubblicato sul mensile del Corriere della sera, La Lettura, il suo primo racconto, Gli alianti. Prima di partire militare collabora con la Gazzetta del Popolo di Torino e anche durante i lunghi mesi passati sul fronte prosegue il suo percorso di formazione grazie a commilitoni, in seguito divenuti amici di una vita, come gli scrittori Gino Montesanto, Mario Pomilio e il pittore Enrico Accatino. Alla fine del conflitto riprende l'attività giornalistica collaborando con varie testate, sia quotidiane che periodiche.

Nel 1949 pubblica il suo primo libro, La provincia addormentata, che gli vale la medaglia d'oro per l'opera prima al premio Strega di quell'anno. L'anno successivo Gli eredi del vento gli frutta il Premio Venezia per l'inedito.

Nel 1951 si sposa e si trasferisce a Napoli, città che ama e in cui vivrà fino alla morte.[1]

Negli anni sessanta è, con Mario Pomilio, Domenico Rea, Luigi Incoronato, Gianfranco Venè e Leone Pacini Savoj, tra gli animatori della rivista letteraria Le ragioni narrative di cui sarà anche direttore. Continuò anche il suo impegno giornalistico come critico cinematografico e letterario e per un decennio ricoprì la carica di vice segretario del Sindacato Nazionale Scrittori.

È stato uno scrittore molto prolifico e apprezzato sia dal pubblico che dalla critica che ne amò subito lo stile ricco e pastoso. E anche il cinema lo scoprì, dando vita a Una spirale di nebbia, fortunata versione cinematografica del suo romanzo omonimo.

Nei suoi primi libri (La provincia addormentata, Gli eredi del vento e soprattutto Figli difficili) Prisco descrisse la borghesia partenopea, con tutte le sue debolezze e i suoi limiti, fra cui l'incapacità di proporre per Napoli alternative concrete a una situazione di stagnazione sociale e economica che ne impediva lo sviluppo. Successivamente lo scrittore, pur continuando a sviscerare il mondo delle classi medie della sua città, cercherà di inglobare nella sua analisi anche i ceti più popolari, senza però mai introdurre nei suoi romanzi quelle connotazioni macchiettistiche e di folklore che saranno tipiche di gran parte della letteratura napoletana del dopoguerra.

Lo scrittore amava trascorrere le vacanze nella villetta di Vico Equense, da lui chiamata affettuosamente «la casarella».

È morto a Napoli il 19 novembre 2003.[2]

Riconoscimenti e premi[modifica | modifica wikitesto]

Opere (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi e raccolte di racconti[5][modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[6][modifica | modifica wikitesto]

  • Sei autografi manzoniani, Casella, 1974;
  • Inventario della memoria, Rizzoli, 1970, Edizioni paoline, 1988;
  • Giambattista Basile, E. De Rosa, 1995;
  • Il romanzo italiano contemporaneo, F. Cesati, 1983;
  • La porta segreta, SEI, 1986;
  • Michele Prisco presenta Il monaco nero di Čechov, Laterza, 1995;

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • La narrativa di Michele Prisco, Aurelio Benevento, De Luca, 1972;
  • Invito alla lettura di Michele Prisco, Pompeo Giannantonio, Mursia, 1977;
  • Michele Prisco, Giuseppe Amoroso, La nuova Italia, 1980;
  • Narrativa e fortuna di Michele Prisco, Aurelio Benevento, Societa editrice napoletana, 1983;
  • L'itinerario narrativo di Michele Prisco, Mario Pomilio, Centro d'arte e di cultura La scogliera, 1990;
  • Michele Prisco, Carmelo Aliberti, Bastogi, 1993;
  • Michele Prisco: narrativa come testimonianza, Aurelio Benevento, A. Guida, 2001;
  • Incontro con l'autore Michele Prisco, Lorenza Rocco Carbone, Massa, 2000;
  • Borghesia e letteratura: analisi semiosociologica dell'immaginario attraverso l'opera narrativa di Michele Prisco, Arnaldo Zambardi, Bulzoni, 2003;
  • Appartenere alle parole. Michele Prisco uomo e scrittore, a cura di Simone Gambacorta, Galaad Edizioni, Giulianova (Teramo), 2017 (con interviste a Luca Desiato, Andrea Di Consoli, Giuseppe Lupo, Annella Prisco, Enzo Verrengia e Diego Zandel e con quattro scritti di Prisco sul suo mestiere di narratore).

Interventi su quotidiani e riviste letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe De Robertis, Tempo illustrato, 4 giugno 1949.
  • Geno Pampaloni, Comunità, settembre 1949.
  • Giorgio Petrocchi, Nuova Antologia, gennaio 1950.
  • Mario Stefanile, Il Mattino, 5 marzo 1957.
  • Carlo Bo, L'Europeo, 10 dicembre 1961.
  • Carlo Salinari, Vie Nuove, 12 aprile 1962.
  • Claudio Marabini, Il Resto del Carlino, 1º settembre 1965.
  • Giacinto Spagnoletti, Il Messaggero, 16 dicembre 1969.
  • Enrico Falqui, Il Tempo, 30 ottobre 1970.
  • Luigi Baldacci, Epoca, 10 maggio 1961.
  • Aldo Borlenghi, L'Approdo letterario, giugno 1972.
  • Simone Gambacorta, A proposito di Michele Prisco. Un racconto di avvicinamento, Lottavo.it, 26 febbraio 2018.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Queste notizie biografiche trovano riscontro, tra l'altro, nel profilo di Giacinto Spagnoletti: Michele Prisco, in Letteratura italiana, I Contemporanei, Milano, Marzorati, 1974, pp. 1045 - 1066.
  2. ^ Si veda l'annuncio al link https://www.premioteramo.it/index.php?id=2&itemid=24.
  3. ^ http://www.premiofregene.it/premiati.html
  4. ^ Si veda l'Albo d'Oro: https://www.fondazionepremiocimitile.it/albo1
  5. ^ I premi letterari sono in A. Benevento, Michele Prisco, letteratura come testimonianza, p. 99 ss.
  6. ^ L'elenco non è esaustivo, non comprende tutte le prefazioni, postfazioni e presentazioni di testi di altri autori. Si veda in proposito il catalogo OPAC della Biblioteca Nazionale di Firenze.

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