Torre Annunziata

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Torre Annunziata
comune
Torre Annunziata – Stemma Torre Annunziata – Bandiera
Torre Annunziata – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitana Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Ascione Vincenzo (Partito Democratico) dal 25-06-2017
Territorio
Coordinate 40°45′25″N 14°26′40″E / 40.756944°N 14.444444°E40.756944; 14.444444 (Torre Annunziata)Coordinate: 40°45′25″N 14°26′40″E / 40.756944°N 14.444444°E40.756944; 14.444444 (Torre Annunziata)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 7,54 km²
Abitanti 42 637[3] (28-2-2017)
Densità 5 654,77 ab./km²
Frazioni Cipriani, Rovigliano, Sannino, Terragneta
Comuni confinanti Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Pompei, Torre del Greco, Trecase
Altre informazioni
Cod. postale 80058
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063083
Cod. catastale L245
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 123 GG[4]
Nome abitanti torresi, oplontini[1] e nunziatesi[2]
Patrono Madonna Annunziata
Giorno festivo 22 ottobre (festa votiva)
25 marzo 05 agosto rievocazione del ritrovamento della Madonna della Neve
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Torre Annunziata
Torre Annunziata
Torre Annunziata – Mappa
Posizione del comune di Torre Annunziata nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale
Un affresco negli Scavi di Oplonti
Dipinto di Torre Annunziata del 1905 di Oswald Achenbach

Torre Annunziata (Torr'Annunziata in napoletano) è un comune italiano[5] di 42 637 abitanti[3] della città metropolitana di Napoli in Campania.

Si estende nell'insenatura più interna del golfo di Napoli in uno stretto lembo di terra cinta tra il Vesuvio e il mare: è infatti municipalità della Zona rossa del Vesuvio, importante centro balneare[6] e membro del Parco regionale del fiume Sarno, che ne delimita il confine meridionale con la sua foce.

Fin dalla fondazione ha fatto della pesca, del commercio, del turismo e della produzione della pasta le principali attività, tanto da essere detta Capitale dell'arte bianca, per la massiccia produzione che toccò il picco nel primo dopoguerra, con oltre sessanta tra mulini e pastifici[7], di cui restano in attività, tra i più noti e premiati al mondo[8], i marchi Voiello e Setaro. È dal periodo della prima rivoluzione industriale, un importante centro produttivo[9], prima di stampo metalmeccanico e siderurgico, e, ad oggi, nautico e farmaceutico, oltre che portuale, accogliendo il terzo porto della regione per estensione[10]. È inoltre sede della Reale Fabbrica d'armi, principale fabbrica d'armi dell'intero Regno delle Due Sicilie, e oggi gestita dall'Esercito Italiano[11].

Sorge sui resti dell'antica Pompei, per lo più su un antico sobborgo residenziale patrizio, denominato Oplontis, sepolto dall'eruzione del Vesuvio del 79, di cui conserva l'attiva stazione termale[12] e il sito archeologico, dal 1997 riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Torre Annunziata panorama.jpg
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« Pranzammo a Torre Annunziata con la tavola disposta proprio in riva al mare.
Tutti coloro erano felici d'abitare in quei luoghi, alcuni affermavano che senza la vista del mare sarebbe impossibile vivere. A me basta che quell'immagine rimanga nel mio spirito.
 »

(Johann Wolfgang von Goethe, 13 marzo 1787, da Viaggio in Italia)

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Torre Annunziata sorge nel Golfo di Napoli, alle pendici del Vesuvio, estendendosi da nord ad sud per una lunghezza di circa sei chilometri, in una piccola insenatura compresa tra Capo Oncino e la foce del fiume Sarno, posta innanzi allo scoglio di Rovigliano, un turrito faraglione, sotto cui si insediano colonie di corallo.

Il territorio è pianeggiante ed è costituito principalmente da materiale vulcanico eruttato dal Vesuvio nel corso dei secoli, di cui è testimone l'arenile composto di sabbia nera.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Sarno, nell'antichità adorato come divinità, è stato motivo del rigoglio urbano del comune, tanto da essere sottoposto a canalizzazione per fornire il necessario sostentamento ai mulini nella prima epoca di produzione della pasta con un'opera voluta dal conte Muzio Tuttavilla verso la fine del XVI.[13]

Tuttavia è oggi tra i principali motivi dell'inquinamento marino, essendo riconosciuto come il corso d'acqua più inquinato d'Europa[14], a causa di sversamenti illegali e mancanza in alcuni comuni, che il fiume attraversa, di adeguati sistemi di riqualificazione delle acque.

Per tale motivo sono in atto opere di depurazione del bacino.

Rischi ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al citato disastro ambientale dovuto al fiume, hanno contribuito all'inquinamento delle acque marine, che sono ora in progressivo miglioramento[15], anche la concitata attività industriale del secolo scorso.

L'area è stata interessata dal sisma del '80, che provocò numerosi sfollati, aprendo una crisi nella statica di alcuni edifici, in particolare nel Rione Carceri, che è ancora in atto e non manca di destare l'interesse nazionale[16].

Il principale rischio ambientale è, però, di natura vulcanica, per cui il comune è posto nella cosiddetta zona rossa[17], quella a maggior rischio di catastrofe nel caso di ripresa dell'attività eruttiva. È finora uscita indenne dalle precedenti eruzioni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Torre Annunziata gode di un clima tipicamente mediterraneo, con temperature estive che oscillano tra i 18 ed i 29 gradi, mentre le medie invernali sono comprese tra i 7 ed i 14 gradi. Essendo posta in riva al mare è molto ventilata dalle correnti marine ed è ben protetta dal massiccio del Vesuvio dai venti freddi che provengono dall'entroterra campano.

Torre Annunziata Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13 13 14 18 22 26 29 29 26 22 17 14 13,3 18 28 21,7 20,3
T. min. mediaC) 7 7 8 11 14 18 20 20 18 15 12 9 7,7 11 19,3 15 13,3
Precipitazioni (mm) 69 57 57 39 34 16 24 38 48 70 102 87 213 130 78 220 641
Giorni di pioggia 10 11 10 9 7 5 2 3 7 10 11 13 34 26 10 28 98
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 5 7 8 9 10 10 8 6 4 3 4 6,7 9,7 6 6,6
  • Classificazione climatica: zona C, 1123 GG[18]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica: Lo splendore di Oplontis[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Oplontis.
Oplontis sulla Tabula Peutingeriana

Località segnata sulla Tabula Peutingeriana con la simbologia usata per i siti termali. I primi abitanti della costa vesuviana e della valle del Sarno furono i Sarrastri mescolati ai Pelasgi, poi gli Osci. Nell'VIII secolo a.C. seguirono i Greci e poi gli Etruschi. Verso la fine del V secolo iniziò in Campania la dominazione dei Sanniti, spazzata via dai Romani solo nell'89 a.C.

Età medievale: la Sylva Mala e il Nemus Regalis[modifica | modifica wikitesto]

Tardo Antico e Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

L'eruzione del Vesuvio del 79 distrusse tutto, dando inizio ad un periodo oscuro di circa un millennio durante il quale comparve una fitta vegetazione, il luogo fu così denominato, Sylva Mala, poiché infestata da belve e ladroni. Il territorio fu altresì razziato da Genserico (da qui il culto della Festa dei Gigli di Nola); subì devastazioni durante la Guerra gotica (535-553) e le incursioni dei Saraceni, che saccheggiarono il monastero di Rovigliano nel 989. Verso l'anno 1000 si ebbero alcuni stanziamenti di abitanti presso il mare, dediti alla pesca e all'agricoltura, che man mano ripopolarono tutta la zona. E i boschi del sito divennero riserva reale di caccia. Il quartiere Terravecchia è sorto sul territorio di Sylva Mala (poi "Bosco delle tre Case") e il quartiere Grazie in quello di "Nemus Regalis" (Bosco Reale) e il quartiere Annunziata al centro tra i due da cui era separato da due rii.

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 settembre 1319, Carlo d'Angiò donò con diploma emesso in Aversa per Don Bartolomeo di Capua Ministro di Stato e Protonotario del Regno, quattro moggia di terra a dei fedeli, Guglielmo di Nocera, Puccio Franconi di Napoli, Andrea Perrucci di Scafati, Matteo di Avitaya (Avitabile) che fondarono una chiesa dedicata alla Vergine Annunziata, un piccolo monastero e un ospizio nel luogo detto "La Calcarola".

Turris Sanctissima Annunciatae de Scafata[modifica | modifica wikitesto]

Con la dinastia Angioina, Raimondo Orsini del Balzo conte di Nola fece costruire una prima Torre per la difesa. Tutto il casale (uno dei 33 casali di Napoli) prese, quindi, il nome di "Torre dell'Annunciata" e si sviluppò a fianco di quello di "Terra Vecchia", a nord, parte dello Stato di Valle, feudo dei Piccolomini. Nel periodo Aragonese (1415) la regina Giovanna II d'Angiò donò il Casale e parte della Sylva Mala, in feudo a un amalfitano, Conte Nicolò D'Alagno o d'Alagna o Alaneo, come scritto nell'epigrafe sotto l'arma, posto sul muro dello scalone lateranense (Arma Magnifici Militis Nicolai de Alaneo de Napoli Senatoris MCCCCVIII) primo feudatario (padre di Lucrezia favorita del re Alfonso d'Aragona), che costruì una seconda Torre ben più robusta.

Età moderna: Due feudi, due Principi[modifica | modifica wikitesto]

Lapide dei toponimi in piazza Nicotera

Torre Nunziata[modifica | modifica wikitesto]

Al dominio come feudo rustico della famiglia d'Alagna (1419-1512) succedettero i Galluccio di Tora (1512-1517), gli spagnoli de Bucchis italianizzato in Bucca (1517-1592-1608), i franco-normanni Tuttavilla conti di Sarno (1592- 1614). Nel XVII secolo si susseguirono le famiglie romane dei Colonna principi di Gallicano e duchi di Zagarolo (1624-1653) e dei Barberini principi di Palestrina (1662-1705) che comprano all'asta il 26 dicembre 1662. Ultimi feudatari i toscani Massarenghi (1705-1714) e gli amalfitani Dentice del Pesce principi di Frasso (1714-1806). Il feudo si estese furono costruiti mulini e la Real Zecca alla foce del Canale del Sarno (1597, consulente l'architetto Domenico Fontana) per sfruttare le sue acque.

Torre dell'Annunciata[modifica | modifica wikitesto]

Il feudo di Torre Annunziata era completamente circondato dallo Stato di Valle dei principi Piccolomini in continuum abitativo territoriale e le dispute sui confini si protrassero per secoli. La borgata di Torre dell'Annunciata si ampliò urbanisticamente con la costruzione, prima di nuove chiese e poi di case e opifici, la Real Polveriera (1652). L'eruzione del Vesuvio del 1631 distrusse quasi completamente tutta la zona e le borgate, ma la ricostruzione iniziò subito, richiamando gente principalmente dalla costiera Sorrentina e da tutte le parti d'Italia, finanche dall'estero. Carlo III, diede un importante impulso industriale facendovi costruire nel 1758 la Real Fabbrica d'armi (che vide luce grazia prima a Francesco Sabatini, della scuola vanvitelliana e poi a Ferdinando Fuga), la Real Ferriera (1791), che si affiancò allo sviluppo dei mulini e dei pastifici per l'afflusso sempre maggiore di popolazione, segnando così l'inizio dell'Ottocento, secolo d'oro della città.

Età contemporanea: Gioacchinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Gioacchino Murat. Dal 1810 al 1815, Torre Annunziata tramutò il nome in Gioacchinopoli.

Gli anni d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Prestito Unificato di Torre Annunziata del 1896

Dal 1810 al 1815 Torre Annunziata divenne Gioacchinopoli (fusione dei casali di Torre Annunziata e Terravecchia), regnando a Napoli Gioacchino Murat; nel 1806 sotto il regno di Giuseppe Bonaparte cessò ogni dominio feudale.

Nel 1842 sotto la restaurazione borbonica si prolungò la ferrovia da Portici fino a Torre Annunziata. Con il Regno d'Italia, fu prolungata fino in Calabria. Nel 1871, furono terminati i lavori del porto e dello scalo marittimo delle ferrovie. Si ebbe un notevole sviluppo commerciale con importazione di grano e carbone, e un'esportazione mondiale di paste alimentari. Si aggregarono al comune di Torre Annunziata le frazioni Oncino e Grazie. Alla fine dell'Ottocento Torre Annunziata era un immenso pastificio che assorbiva il 60% della forza lavoro. Nel 1887 nasce la Ferriera del Vesuvio e nel 1898 la Circumvesuviana. Le attività industriali fiorirono fino alla seconda guerra mondiale, nonostante le eruzioni del Vesuvio del 1906 e la prima guerra mondiale.

La Grande Torre Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 aprile 1928 si costituì il comune autonomo di Pompei, Torre Annunziata cedette le frazioni La Civita di Valle e Pontenuovo, ovvero l'intero territorio degli Scavi archeologici di Pompei fino al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Il 1943 fu l'anno della crisi dell'"arte bianca". Nel 1946 i comuni di Boscotrecase e Boscoreale, aggregati in precedenza alla "Grande Torre Annunziata", seconda città della Campania per popolazione e sviluppo, riottennero l'autonomia; la richiesta di compensazione territoriale con l'aggregazione della frazione Santa Maria La Bruna (Torre del Greco) e di Trecase, all'epoca frazione di Boscotrecase non ebbe esito.

Stemma
Gonfalone

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta, dagli ambienti della malavita napoletana, fu portato a compimento l'omicidio del giornalista Giancarlo Siani, che operava come corrispondente in città. Per l'omicidio nessun membro dei clan locali è stato ritenuto responsabile, il boss Valentino Gionta è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto[19].

L'intervento pubblico a partire dagli anni novanta per fronteggiare la crisi economica e sociale che ha riguardato l'intera area con la chiusura dei principali stabilimenti localizzati a Torre Annunziata si è espresso attraverso la Programmazione negoziata, ovvero la stipula con le parti sociali di un Contratto d'Area "Torrese-Stabiese" al fine di riutilizzare le aree industriali dismesse con nuove iniziative imprenditoriali e fronteggiare la disoccupazione a livello locale. Il contratto d'area è stato gestito dalla TESS[20] che attualmente, divenuta agenzia di sviluppo locale, si occupa di un'area più vasta denominata "Costa del Vesuvio" che unisce l'area torrese-stabiese e quella attigua precedentemente interessata dal Patto territoriale del Miglio d'Oro.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'azzurro al castello al naturale, aperto di nero, merlato alla guelfa e fiancheggiato da due torri finestrate di nero e parimenti merlato, terrazzato sulla pianura di verde attraversata in palo dalla strada di accesso al naturale. Il tutto sormontato da una stella d'argento a cinque punte.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Regio decreto[21]»
— 10 settembre 1936

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese Santa Maria Del Buon Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Chiese cattoliche nell'Arcidiocesi di Napoli[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Arcidiocesi di Napoli.

Quartieri Terravecchia, Fuori Porta e Oncino:

Chiese cattoliche nella Diocesi di Nola[modifica | modifica wikitesto]
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Nola.

Quartieri Annunziata, Grazie, Carminiello:

Chiese di altri culti[modifica | modifica wikitesto]
Arciconfraternite e cappelle[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere Annunziata:

Borgata del Principio:

  • Cappella di Santa Maria del Principio XVI secolo

Quartiere Terravecchia:

Monasteri e conventi[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere Annunziata:

  • Ex Convento dei Celestini (1448 poi Orfanotrofio Comunale, fa parte del complesso monumentale della Basilica Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve)

Borgata del Principio:

Quartiere Terravecchia:

Edicole votive[modifica | modifica wikitesto]

Le edicole votive, talvolta veri tempietti sono oltre cento, tra quelle affrescate, maiolicate, in cotto, in bronzo, contenenti statuine e dipinti.

Cimiteri[modifica | modifica wikitesto]

  • Cimitero Comunale, costruito nel 1830 e benedetto nel 1832
  • Cappella dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (1856)
  • Ex Cappella de La Ville Sur Yllôns
  • Cappella dell'Arciconfraternita dei SS. Agostino e Monica (Carmine Vecchio e Nuovo) (1871)
  • Cappella del Rosario (1861)
  • Cappella della Congrega del Suffragio (1863)
  • Ipogeo della Cappella della Pietà
  • Ipogeo di Santa Maria delle Grazie
  • Ipogeo di Santa Maria Addolorata

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi, ville, masserie[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere Annunziata:

  • Palazzo della Taverna Grande alla Marina

Quartiere Grazie:

  • Palazzo del Principe di Genzano - de Marino (già Taverna di Basso, detto "Palazzo della Caccia al Bufalo")
  • Masseria Grande della Baronal Corte, detta del Gioco
  • Villa Fiorenza
Palazzo Criscuolo

Quartiere Terravecchia:

Quartiere Fuori Porta:

  • Palazzo delle Regie Scuderie, già "Regia Posta in Porta Napoli", denominato anche "Lo Stallone"
  • Palazzo e Villa Storta - Rota, complesso formato da tre edifici, "Villa monte Parnaso" (XVI secolo) e "Palazzo e Villa Avallone" (XVIII secolo), edificate nei pressi della "Villa di Caio Siculi" (I secolo d.C.)
  • Palazzo Coccoli
  • Palazzo delle Terme Manzo, edificio termale riadattato a pastificio
  • Palazzo Pagano e Cirillo, edificio termale riadattato a pastificio
  • Villa Vitelli

Quartiere Boscomonaco:

  • Villa Cardola
  • Palazzo Ferrara
  • Palazzo Castellano

Quartiere Oncino:

  • Palazzo Fusco (1885), già di Nicola Salvatore Dino
  • Palazzo Jovino
  • Palazzo Voiello
  • Villa Diana poi Ciniglio
  • Villa Carlotta Rossi Filangieri
  • Villa, Teatro e Cappella, Carlo Rossi Filangieri
  • Villa Luisa Faraone Mennella
  • Masseria Villarosa (XVII secolo)
  • Villa Pagano
  • Villa Lettieri
  • Villa Jovino
  • Villa Colavolpe
  • Villa Imperato
  • Masseria Imperato
  • Villa Lauritano (1845), in località Scogli di Prota

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzina dei Concerti Rossi Filangieri (poi Villa Tiberiade)
  • Teatro Metropolitan (già Terzo Ordine del Molini del Conte)
  • Teatro Moderno
  • Teatro Politeama
  • Opera dei Pupi-Teatro Corelli

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torri, castelli[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere Annunziata:

Contrada La Torretta:

  • Torretta de' Sena (XV secolo)

Quartiere Grazie:

Quartiere Oncino:

  • Fortino dell'Oncino - Villa Guarracino (già "Teresa Rossi Filangieri ")

Quartiere Rovigliano:

  • Torre di Rovigliano (XV secolo, ruderi del Real Fortino di Rovigliano, costruito con i laterizi della preesistente Abbazia)

Opifici militari[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi d'interesse dell'archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

Strade e piazze principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Strade:

Corso Umberto I, Via Gino Alfani, Via Vittorio Veneto, Via Carlo Poerio, Via Vincenzo Gambardella, Via Pasquale Fusco, Via Caravelli, Via Prota, Corso Vittorio Emanuele III, Via Roma, Corso Giuseppe Garibaldi, Via dei Mille, Via C. E. Maresca, Traversa Maresca, Via Vesuvio, Via Epitaffio, Via Sepolcri, Via Alfredo Simonetti, Via Giuseppe Tagliamonte, Viale Guglielmo Marconi, Viale Cristoforo Colombo, Via Porto, Via Riviera Caracciolo, Via d'Angiò, Via Dogana, Via Diodato Bertone, Via Castello, Via Roma, Viale Manfredi, via Plinio, Via Terragneta e Rampe Vito Nunziante.

  • Piazze:

Piazza Ernesto Cesàro, Piazza Giovanni Nicotera, Piazza Giacomo Matteotti, Piazza Cesare Battisti, Piazza Enrico de Nicola, Piazzale Gargiulo già Kennedy, Piazza Matteo Renato Imbriani, Piazza Risorgimento, Piazza Giovanni XXIII della Pace, Largo Fabbrica d'Armi, Largo Ferriera Vecchia, Piazza Paolo Morrone, Largo Genzano.

Monumenti e altri beni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti:

Il Monumento ai Caduti
  • Monumento ai Caduti della Grande Guerra, opera in bronzo dell'architetto Francesco Jerace, risalente al 1929 realizzato nelle fonderie Chiaruzzi e inaugurato il 19 gennaio 1930 in piazza Ernesto Cesàro, cura gestita dall'A.N.M.I.L.[22]
  • Monumento ai Caduti di tutte le guerre

Monumenti funebri:

  • Sepolcro di Nicola I d'Alagno, padre di Ugo d'Alagno conte di Borrello e di Lucrezia, opera in marmo di Jacopo della Pila, risalente alla seconda metà del XV secolo.

Lapidi:

La lapide a Vincenzo Rocco sulla casa natale a Torre Annunziata

Statue:

Busti:

  • Busto di Michelangelo Cattori
  • Busto di Ernesto Cesàro
  • Busto di Gino Alfani
  • Busto dell'avvocato Manfredi
  • Busto del Capitano Amedeo Iovane
  • Busto di Afredo Simonetti
  • Busto di Carlo Nunziante Cesàro

Aree verdi cittadine:

  • Villa Comunale, realizzata tra il 1928 - 1933, caratterizzata da altissime palme d'epoca coloniale, e dall'autoctona palma nana
  • Ex Villa Comunale Santa Lucia, zona portuale, passeggiata rialberata. Si sono perse le tracce della "Cassa Armonica"
  • Giardini pubblici in piazza Ernesto Cesàro, piazzale Gargiulo, piazzetta Enrico de Nicola, piazza Giacomo Matteotti, piazza Cesare Battisti, via Caravelli
  • Parco delle "Villa monte Parnaso" (ex "Cristo Re"), giardino all'italiana rustico (frutteto, agrumeto, e uliveto) e giardino all'inglese
  • Parco di Villa Guarracino, bosco mediterraneo, polmone verde della città.
  • Parco della Palazzina dei Concerti, pineta
  • Lido Azzurro, palmeto tropicale e giardino esotico

Siti d'interesse archeologico: ville romane, terme[modifica | modifica wikitesto]

Affresco della Villa di Poppea
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Scavi archeologici di Oplonti.

Nell'area di Torre Annunziata sono stati rinvenute diverse costruzioni risalenti all'epoca romana segni dell'antica città di Oplontis: i primi scavi sporadici iniziarono nel XVII secolo anche se la fase più consistente si avrà solo a partire dal 1968. Sono state riportate alla luce diverse costruzioni tra cui una delle più ricche e sfarzose ville di epoca romana, risalente al I secolo a.C. e presumibilmente appartenuta alla Gens Poppea e forse dimora estiva di ricchi pompeiani: in particolare si crede che tale villa sia appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone. In anni più recenti è stata scavata e riportata alla luce un'altra imponente costruzione rustica d'epoca romana, chiamata villa di Lucio Crasso Tertius, tra le cui mura sono stati rinvenuti gioielli e monili forgiati con ammirevole tecnica orafa: la villa non aperta al pubblico. Si conosce inoltre la presenza di un ulteriore villa, quella di Lucio Crasso Tertius, rinvenuta durante la costruzione della ferrovia Napoli - Salerno, in seguito nuovamente sotterrata ed oggi ancora interrata.

Nella zona inoltre è possibile riconoscere altri tipi di ritrovamenti come i ruderi delle terme di Marco Crasso Frugi, situati nei pressi delle attuali terme Vesuviane oppure Saline Erculee, poste lungo la costa verso la foce del fiume Sarno: qui sorgeva il pago delle saline, cioè il sobborgo delle cave di sale. Dal 1997 il sito archeologico di Oplontis è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO

  • Villa di Poppea
  • Villa di Lucio Crasso Tertius
  • Villa di Caio Siculi

Antiche terme:

  • Terme del console Marco Crasso Frugi (64 d.C.), visibili i ruderi lungo la via Litoranea Marconi e all'interno delle attuali Terme Vesuviane.
Le Terme Vesuviane
L'isolotto di Rovigliano

Terme[modifica | modifica wikitesto]

  • Terme Vesuviane, già Terme Nunziante e Terme Nunziante-Manzo, fondate dal generale Vito Nunziante nel 1831 sul luogo delle antiche terme.
  • Terme Manzo, site all'angolo tra via Vesuvio e corso Umberto I, poi trasformate in pastificio, resta ancora l'iscrizione sulla facciata del palazzo.
  • Terme Montella, site al corso Umberto I, poi trasformate in molino e pastificio, eclettica la facciata del palazzo, scomparsa la torretta esagonale.
  • Terme Filangieri

Acque minerali[modifica | modifica wikitesto]

  • Acqua Santa Lucia (Villa Comunale S. Lucia al molo di Levante)
  • Acqua Filangieri (Terme Filangieri)
  • Acqua Cestilia (Terme Manzo)
  • Acqua Nathanson Duché & Co. (Ferriera del Vesuvio)
  • Acqua Dati (Pastificio Dati)
  • Acqua Minerva (Pastificio Jennaco)
  • Acqua Vesuviana Nunziante (Terme Vesuviane)
  • Acqua Oplontina (Pastificio Orsini)
  • Acqua Montella (Terme Montella)

Luoghi d'interesse ambientale e paesaggistico[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2016 a Torre Annunziata risultano residenti 557 cittadini stranieri, che rappresentano l'1.3% della popolazione[24]. Le comunità più numerose sono:

  1. Ucraina, 247[24]
  2. Bulgaria, 57[24]
  3. Polonia, 50[24]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Maria SS. Della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Un'antica tradizione narra che nel XIV secolo alcuni pescatori torresi videro una cassa galleggiare sulle onde del mare presso lo scoglio di Rovigliano; la raccolsero ed in essa rinvennero, con grande meraviglia, un'icona di Maria. L'immagine era di terracotta, di tipo greco, a busto: la Madonna stringeva con il braccio sinistro il Bambino Gesù. L'immagine fu trasportata nella chiesetta della SS. Annunziata.[senza fonte]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche e archivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Civica Ernesto Cesàro, che conserva la "Platea dei Beni del Principe Dentice di Frasso" del 1748, il "Fondo Antico del Padri Alcantarini", il "fondo Amodio", l'emeroteca della stampa locale, e l'editoria storica torrese
  • Archivio Storico Comunale
  • Archivio Storico Parrocchiale dell'Ave Gratia Plena
  • Archivio Storico Parrocchiale dello Spirito Santo

Scuola[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Logo-uniparthenope.gif
L'ingresso dell'Università, opera di Luigi Vanvitelli

In città è presente una Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope" sita in via Simonetti.

Dall'anno accademico 2012/2013 l'Università Parthenope ha chiuso il punto d'ascolto di Torre Annunziata.

Musei, pinacoteche e cripte[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo storico delle Armi: è un museo storico-militare, sorto nel 1823 nella Sala Borbonica della Real Fabbrica d'Armi (1758), attuale stabilimento militare Spolettificio dell'Esercito trova posto questo particolarissimo museo, scenico il Cortile Vanvitelliano.
  • Museo dell'Energia Solare: è un museo scientifico-ecologista (privato).
  • Ori di Oplontis: itineranti per mostre in tutto il mondo, sono in attesa di una collocazione definiva che avverrà con la creazione di un museo ad hoc.
  • Casa del Servo di Dio Giuseppe Ottone: è una Casa-museo.
  • Pinacoteca della Basilica di Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve: è un museo storico artistico, parte del complesso monumentale della Basilica - Santuario
  • Cripta dell'Annunziata: è un museo chiesastico, parte del complesso monumentale della Basilica - Santuario.
  • Cripta del Carmine: sottostante il Santuario dello Spirito Santo, è l'antica cappella del Carmine sepolta dall'eruzione del 1631 è un museo chiesastico

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Stampa locale[modifica | modifica wikitesto]

A Torre Annunziata sono presenti diversi periodici: La Voce della Provincia dal 1968, Lo Strillone[25] dal 1994, Torre Sette[26], Nuovevoci[27] dal 2006, Noi Ex, Tg Cooper e Alè Savoia. Dal 2007 è sede del quotidiano regionale Metropolis[28], che prima aveva sede nella vicina Castellammare di Stabia e di quello sportivo Resport.[29]

Stampa locale storica[modifica | modifica wikitesto]

Tra il XIX ed il XX secolo in città erano presenti varie testate. Vale la pena di ricordare A Trummetta del 1881, La Tromba del 1898, Il Voto del 1887, Il Moschettiere del 1900, La Riscossa ed infine È Permesso? del 1919.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

In città è presente l'emittente televisiva Metropolis TV in onda sia sul digitale terrestre che sulla piattaforma televisiva di Sky Italia. In passato, negli anni ottanta era attiva l'emittente Antenna Vesuvio.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

« Se hai successo al Metropolitan di Torre, il pubblico ti accoglierà bene in ogni altro teatro italiano! »

(Totò, interviste[30].)

La partecipazione teatrale è ben radicata con un elevato numero di compagnie amatoriali, da esse è partita la carriera attoriale di Maria Nazionale, candidata come miglior attrice non protagonista al David di Donatello[31] e, precisamente dalla filodrammatica Salesiana, quella di Gea Martire[32].

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il premio Città di Torre Annunziata viene assegnato ogni anno per la migliore compagnia amatoriale in diverse sezioni lungo una rassegna che si svolge presso il teatro Politeama.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di Torre Annunziata nel cinema è legata principalmente ai pregi paesaggistici, all'importanza storica e alla peculiare variante linguistica del napoletano, che hanno interessato diversi cineasti fino a fare della città la protagonista nelle opere più recenti. Una delle più importanti famiglie di produttori mondiali i De Laurentiis sono originari della città, dove sono nati Dino De Laurentiis, vincitore del premio Oscar alla memoria Irving G. Thalberg nel 2001, e Luigi e Aurelio, fondatori della Filmauro.

Dino De Laurentiis, Premio alla memoria Irving G. Thalberg nel 2001

Una prima rappresentazione si trova in uno dei film più importanti del Novecento, capostipite del filone del neorealismo rosa, Due soldi di speranza, girato tra Napoli e Boscotrecase, nel 1952 da Renato Castellani e selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Nel 2002 la parlata di Torre Annunziata nel film Incantesimo napoletano, diretto da Paolo Genovese e Luca Miniero, viene ironicamente definita nu napulitano accusì stritto ca nun se capiscono manco lloro, ovvero una tipologia di flessione napoletana così complessa da essere incomprensibile agli stessi parlanti; il film narra di una bambina napoletana Assuntina, nata in una famiglia tradizionale di pescatori, che ha però cadenza e preferenze alimentari milanesi. Per tale motivo viene tentata invano dai genitori, come ultima insperata soluzione, la permanenza della figlia presso parenti di Torre Annunziata, dove potrà apprendere lingua e usi partenopei, ma con scarso successo. Nel film viene fatto oggetto di ironia la cultura cittadina, fortemente radicata al proprio luogo di origine: gli zii, interpretati da Salvatore Misticone e Clotilde De Spirito, si presenteranno dicendo nuje simme d'a Taurre, simme nate a Taurre e ce vulimme murì.

Le pellicole del 2002 e del 2009, rispettivamente E io ti seguo, diretto da Maurizio Fiume, e Fortapàsc, diretto da Marco Risi, trattano della tragica fine del giornalista Giancarlo Siani, corrispondente da Torre Annunziata de Il Mattino negli anni ottanta. Il porto, le spiagge e i vicoli sono le principali ambientazioni cittadine dei lungometraggi, di cui, il secondo offre una più approfondita ricostruzione della storia politica del primo lustro degli anni '80, rappresentando il consiglio comunale, lo scandalo degli appalti e le attività della camorra autoctona, nella figura di Valentino Gionta, fino alla strage di Torre Annunziata.

« Poteva essere bella quella pioggia. Poteva fare un poco di pulizia. Ma a Torre anche l’acqua si trasformava subito in fango »
(Giancarlo Siani, interpretato da Libero De Rienzo nel film Fortapàsc del 2009)

Nel 2017 i Manetti Bros. presentano alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il film campione d'incassi[33][34], Ammore e malavita. Il protagonista Ciro, interpretato da Giampaolo Morelli, è un giovane oplontino, rimasto orfano dopo l'omicidio del padre e in seguito arruolato da Don Vincenzo Strozzalone, boss napoletano, che si adopera affinché egli diventi esperto in numerose tecniche di combattimento, fino a divenire invincibile. L'impossibilità ad eseguire un ordine di omicidio nei confronti di un'infermiera, che Ciro riconosce come Fatima, interpretata da Serena Rossi, suo primo e unico amore di gioventù a Torre Annunziata, lo spingerà a riparare nella città di origine, dove lo zio, che per anni si è occupato di contrabbando di sigarette, ora si è concentrato su quelli dei fuochi d'artificio. Nella ricerca dei fuggitivi i sicari del boss verranno a cercarlo in città in una soluzione narrativa che si rileva un ennesimo omaggio alla lingua nunziatese, il napoletano più stretto e incomprensibile, nella recitazione di Patrizio Rispo nel ruolo di un cartolaio[35]. Queste ultime scene sono state girate presso una storica edicola cittadina, che, assieme al tratto di costa prospiciente l'arenile, il porto e le sue rampe, colleganti il corso al mare, ripropongono il meglio del paesaggio urbano nella cinematografia nazionale.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno viene organizzato un festival del cortometraggio a nome dalla associazione culturale Esseoesse: CortoDino - Premio Internazionale del Cortometraggio Dino De Laurentiis[36], dedicato alla memoria del produttore cinematografico Dino De Laurentiis.

Persone legate a Torre Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a Torre Annunziata

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Michele a Rovigliano

La frazione Rovigliano[Chiarire...la voce ancillare lo identifica come quartiere] è situata lungo la costa, nella parte orientale, al confine con Castellammare di Stabia e Pompei. Conta circa ottomila abitanti. È collegata al capoluogo, oltre che dagli autobus cittadini, anche dal treno, trovandosi sulla linea Torre Annunziata-Castellammare di Stabia-Gragnano con la stazione di via Schito. Esistono corse metropolitane che la collegano a tutti i comuni costieri della città metropolitana di Napoli fino ad arrivare a Napoli Campi Flegrei. A Rovigliano c'è la Chiesa di San Michele Arcangelo e il distaccamento di alcuni uffici comunali.

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Le altre frazioni, nei decenni, sono divenute parte integrante del comune e sono Sannino e Cipriani entrambe a nord dell'autostrada Napoli-Reggio Calabria, al confine con Boscotrecase e Boscoreale. Infine Terragneta è sul litorale poco prima della stessa Rovigliano, dove anticamente erano impiantate le saline. In seguito divenne la zona industriale di Torre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Strade statali e provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio della stazione di Torre Annunziata Centrale

La ferrovia raggiunse Torre Annunziata il 1º agosto 1842, quando la Napoli-Portici fu prolungata fino a Castellammare di Stabia. Torre Annunziata divenne nodo ferroviario nel 1844 quando proprio da Torre fu costruita la diramazione per Pompei e Nocera Inferiore. Il 1º maggio 1885 invece, ci fu l'inaugurazione della linea Torre Annunziata-Cancello dismessa nel 2006, mentre il 15 aprile 1886 venne attivato il raccordo ferroviario per Torre Annunziata Marittima.

Il 28 dicembre 1904 con l'inaugurazione della ferrovia Napoli-Pompei-Poggiomarino, Torre Annunziata fu raggiunta anche dalla Circumvesuviana, che divenne nodo ferroviario quando nel 1948 fu inaugurata la Napoli-Torre Annunziata-Sorrento: su quest'ultima tratta, nel 2017, è stata inaugurata la fermata di Villa Regina - Antiquarium. Di seguito sono riportate le stazioni presenti sul territorio comunale:

Stazioni
Nome Gestore Stato attuale Servizio
Torre Annunziata Centrale
In uso
Passeggeri
Torre Annunziata Città
In uso
Passeggeri
Torre Annunziata Marittima[37]
Non in uso
Merci
Rovigliano
In uso
Passeggeri
Torre Annunziata Oplonti
In uso
Passeggeri
Villa Regina - Antiquarium
In uso
Passeggeri

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Torre Annunziata.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

  • Autobus urbani e circondariali, gestiti dalla EAV BUS[38]
  • Autobus extraurbani, gestiti dalla EAV BUS[38]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Torre Annunziata.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Torre Annunziata è gemellata con:

Il porto della città ha accordi di collaborazione con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Personalità sportive legate a Torre Annunziata
Lapide ricordo della finale tra Savoia e Genoa

L'attività sportiva principale praticata è il calcio, che a Torre Annunziata conta circa 600 iscritti.[39] Altri sport praticati in città sono pallacanestro, pallavolo, tennis, boxe, taekwondo, vela ed atletica leggera. La società sportiva cittadina più rappresentativa è l'Associazione Calcio Savoia 1908, una delle più antiche società di calcio in Campania ed una delle più antiche d'Italia.

Lo stadio comunale Alfredo Giraud

Nel 1924 ha conteso lo scudetto al Genoa, ed ha disputato vari campionati di Serie A e Serie B. La squadra di calcio femminile Real Lady Savoia milita nel campionato di Serie B. In ambito pallavolistico, la società cittadina Vesuvio Oplonti Volley milita nel campionato nazionale maschile di serie B2. Molto importanti sono anche le associazioni di Boxe quali: la Pugilistica Oplonti e la Boxe Vesuviana. Tra gli sportivi torresi illustri ricordiamo Ernesto Bergamasco, olimpionico, e Alfonso Pinto vice campione olimpico ad Atene 2004. Inoltre in città è presente dal 1930 una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri, che nei decenni ha formato centinaia di arbitri, molti dei quali hanno calcato i campi della Serie A come ad esempio Francesco De Robbio, Virginio Quartuccio ed attualmente Marco Guida.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La maggior struttura comunale è lo Stadio Alfredo Giraud. La città non ha grandi strutture sportive, data anche l'esiguità del territorio comunale. La mancanza di un Palazzetto dello Sport è atavica e molte società sportive praticano le loro attività nelle palestre delle scuole cittadine.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oplontini da Oplontis città romana corrispondente all'attuale Torre Annunziata.
  2. ^ Nunziatesi dal nome stesso della città.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Decreto Regio 10 settembre 1936
  6. ^ Scuola mare, scuolamare.eu. URL consultato l'8 dicembre 2011.
  7. ^ Barbagallo, pagg. 47 e 48
  8. ^ Luca Fortis, Da Torre Annnunziata a Gragnano, il "culto" della pasta, in Il Giornale, 21 luglio 2017.
  9. ^ Industrie a Torre Annunziata (secoli XIX-XX), bicentenario.provincia.napoli.it. URL consultato il 15 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2015).
  10. ^ Articolo di VesuvioLive, vesuviolive.it.
  11. ^ Brunello de Stefano Manno, Gennaro Matacena, Le Reali Ferriere ed officine di Mongiana, Napoli, casa editrice storia di Napoli e delle due Sicilie, 1979..
  12. ^ R. Liberatore, Nuove ed antiche terme di Torre Annunziata, da Annali civili, Napoli, 1835.
  13. ^ Storia del Comune, comune.torreannunziata.na.it.
  14. ^ Atto parlamentare del 5 gennaio 2005, camera.it.
  15. ^ Redazione, Torre Annunziata - Mare balneabile, buoni i dati Arpac sulle acque del litorale, in TorreSette, 31 maggio 2017.
  16. ^ Servizio Striscia, video.mediaset.it.
  17. ^ Vesuvio-Le zone, portanapoli.com, 5 dicembre 2001.
  18. ^ Dati Confedilizia, confedilizia.it. URL consultato l'8 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2009).
  19. ^ Delitto Siani, assolto il super boss Gionta - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato l'11 novembre 2017.
  20. ^ Il sito ufficiale della "TESS COSTA VESUVIO s.p.a.".
  21. ^ Statuto comunale di Torre Annunziata, art. 4, comune.torreannunziata.na.it. URL consultato il 3 novembre 2012.
  22. ^ Sito ufficiale dell'"Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro (ANMIL)".
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ a b c d Cittadini Stranieri 2016 - Torre Annunziata (NA), su Tuttitalia.it. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  25. ^ Sito ufficiale de Lo Strillone
  26. ^ Sito ufficiale di Torresette dal 2003
  27. ^ Sito ufficiale Radio Nuovevoci
  28. ^ Sito ufficiale di Metropolis
  29. ^ Resport sito ufficiale
  30. ^ (IT) Cinema “Metropolitan”, com’è oggi e come era ieri | Torre Annunziata Notizie, in Comuni-Italiani.it. URL consultato l'11 novembre 2017.
  31. ^ Scheda Maria Nazionale, mymovies.it.
  32. ^ (IT) Federico Orsini, “Spaccanapoli Times” con Gea Martire al teatro San Ferdinando di Napoli, in Il Gazzettino vesuviano | IGV, 16 novembre 2015. URL consultato l'11 novembre 2017.
  33. ^ Regina Ada Scarico, Record di incassi per Ammore e Malavita dei Manetti Bros., in Cronache Campania, 9 ottobre 2017.
  34. ^ (IT) “Ammore e malavita” ha superato il milione di euro di incassi - ilNapolista, in ilNapolista, 16 ottobre 2017. URL consultato l'11 novembre 2017.
  35. ^ Venezia 74: applausi e risate per "Ammore e Malavita", musical contro il "gomorrismo" - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato l'11 novembre 2017.
  36. ^ www.cortodino.it, su www.cortodino.it. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  37. ^ Non utilizzata ma non ancora dismessa
  38. ^ a b Sito ufficiale EAV Bus, eavbus.it. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  39. ^ Torre Annunziata atleti e società sportive, lacostavesuviana.it. URL consultato il 04-02-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Lino DE GREGORIO, L'appassionante storia dell'organo "Giuseppe Rotelli" di Cremona (cento anni tra "glorie" sventure Edizioni Fusco (SA) 2016 - Basilica Pontificia "Maria SS. della Neve. (Parrocchia A.G.P.) ISBN 978 - 88 - 99 927

  • Francesco Dati, Indagini storiche su Torre Annunziata, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1962.
  • Nicola Ilardi, Istoriografia Politico-Civile-Chiesastica di Torre Annunziata, Tipografia Di Martino, 1873.
  • Raffaele Liberatore, Delle nuove ed antiche terme di Torre Annunciata, Articolo inserito nel fascicolo 12 degli Annali civili del Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1835.
  • Carlo Malandrino, Torre Annunziata tra storia e leggenda, Napoli, Ed. Loffredo, 1970.
  • Carlo Malandrino, Oplontis, Napoli, Ed. Loffredo, 1978.
  • Angela Valente, Gioacchino Murat e l'Italia meridionale, Collana: Biblioteca di cultura storica (8), Torino, Einaudi, 1941.
  • G. Di Martino, Salvatore Russo, Torre Annunziata: la vocazione industriale e il canale conte di Sarno, Torre Annunziata, D'Amelio, 1983.
  • Fioravante Meo, Salvatore Russo, Torre Annunziata Oplonti (dalle origini ai giorni nostri), Torre Annunziata, Ed. Libreria Rosati, 1995.
  • Pier Giovanni Guzzo, Lorenzo Fergola, Oplontis. La villa di Poppea, Fotografie di Diego Motto, Milano, Federico Motta, 2000, ISBN 88-7179-243-2.
  • Angelo Abenante, Maccaronari, Napoli, Novus Campus, 2002.
  • Enrica Morlicchio (a cura di), Il suono delle sirene spente. Deindustrializzazione, conflitto e ideologia a Torre Annunziata, Napoli, Dante & Descartes, 2006.
  • Maria Squitieri, Una leggenda marinara, Napoli, Editrice Ferraro, 2004, ISBN 88-7271-568-7.
  • Gennaro Colaps, Il movimento operaio e socialista: Torre Annunziata: 1900-1905, Torre Annunziata, D'Amelio, 1986.
  • Vincenzo Marasco, Carmine Alboretti, Torre Annunziata 21 gennaio 1946, Torre Annunziata, 2008.
  • Francesco Barbagallo, Mezzogiorno e questione meridionale (1860-1980), Napoli, Guida Editori, 1980, ISBN 88-7042-025-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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